Per emettere una fattura elettronica a un cliente privato italiano nel regime forfettario devi identificare il consumatore con il codice fiscale, usare normalmente 0000000 nel campo Codice Destinatario, compilare la fattura con RF19 e la corretta natura IVA e trasmettere il file XML al Sistema di Interscambio. Dopo l’invio, al cliente va consegnata anche una copia leggibile, per esempio in PDF.
Il privato non deve avere una Partita IVA né un proprio codice SdI perché tu possa fatturargli. Il documento fiscale resta l’XML transitato dallo SdI; il PDF inviato via email è una copia di cortesia. Per le regole generali consulta la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.
Fattura a privato: quali dati servono
Per un consumatore finale italiano devi raccogliere nome e cognome, indirizzo e codice fiscale. Il codice fiscale identifica il destinatario quando non esiste una Partita IVA.
| Campo | Cliente privato italiano |
|---|---|
| Nome e cognome | Da indicare |
| Codice fiscale | Da indicare correttamente |
| Partita IVA | Non presente per il consumatore finale |
| Codice Destinatario | 0000000 |
| PEC | Solo se realmente comunicata come PEC |
| Email ordinaria | Utile per la copia PDF, non sostituisce lo SdI |
Per imprese, professionisti, estero e PA consulta quali dati chiedere al cliente per la fattura elettronica.
Quale codice destinatario usare per un privato
Quando il cliente è un consumatore finale e non comunica un indirizzo telematico, l’Agenzia delle Entrate indica di compilare il campo Codice Destinatario con 0000000, cioè sette zeri. Non devi inventare un codice né usare quello del tuo software come se appartenesse al cliente.
Se il destinatario comunica una PEC valida, la procedura dell’Agenzia prevede 0000000 nel campo Codice Destinatario e la PEC nell’apposito campo. Un normale indirizzo email non è una PEC e serve, per esempio, per inviare la copia leggibile. Per distinguere i diversi codici consulta Codice SdI: cos’è e quale usare in fattura.
Come compilare la fattura elettronica al privato nel forfettario
- Inserisci i tuoi dati e la Partita IVA.
- Imposta RF19 come regime fiscale.
- Inserisci nome, cognome, indirizzo e codice fiscale del cliente.
- Usa 0000000 come Codice Destinatario quando il privato non ha un recapito telematico.
- Indica data e numero progressivo.
- Descrivi il bene o servizio e l’importo.
- Per la normale operazione interna del forfettario usa N2.2 quando appropriata.
- Inserisci la dicitura fiscale corretta e il bollo virtuale quando dovuto.
- Genera l’XML, invialo allo SdI e controlla la ricevuta.
- Consegna al cliente una copia leggibile e informalo che l’originale elettronico è disponibile nell’area riservata dell’Agenzia.
Per un modello completo usa il nostro fac simile di fattura nel regime forfettario e l’approfondimento sulla dicitura corretta del forfettario.
RF19, N2.2 e IVA nella fattura al privato
Il fatto che il cliente sia un privato non cambia il tuo regime fiscale: se sei forfettario, nel file XML il regime è RF19. Nelle normali operazioni interne non soggette a IVA per effetto del regime forfettario si utilizza normalmente la natura N2.2.
Il 5% o il 15% dell’imposta sostitutiva non va indicato come aliquota IVA in fattura: riguarda la tassazione del reddito, non l’IVA da addebitare al consumatore.
Bollo da 2 euro sulla fattura al privato
Nella normale fattura forfettaria nazionale, quando le operazioni non soggette a IVA superano complessivamente 77,47 euro e non ricorre una specifica esclusione, è normalmente dovuto il bollo da 2 euro. Nell’XML si valorizza il bollo virtuale: non si applica una marca fisica sul PDF.
Per scadenze e pagamento consulta come pagare il bollo sulle fatture elettroniche. Se lo hai dimenticato, trovi la procedura in bollo omesso in fattura elettronica: come rimediare.
Cosa riceve il cliente se usi 0000000
Con il solo valore 0000000 lo SdI non recapita il file a un software o a una PEC del consumatore. La fattura viene messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia indica quindi che il fornitore deve consegnare al cliente una copia della fattura, anche su carta oppure per email, ricordando che l’originale è quello elettronico.
Il PDF non sostituisce l’XML. Serve al cliente per leggere facilmente il documento; l’emissione fiscale avviene con la trasmissione del file elettronico allo SdI.
Cosa succede se sbagli il codice fiscale del privato
Lo SdI controlla l’esistenza del codice fiscale del destinatario nell’Anagrafe Tributaria. Se l’identificativo fiscale è inesistente, la fattura può essere scartata. Una fattura scartata si considera non emessa: devi correggere il dato, ritrasmettere il file e controllare il nuovo esito.
Per tempi e scarti leggi entro quando inviare la fattura allo SdI.
Privato italiano, privato UE ed estero: non usare la stessa regola
Questa guida riguarda il consumatore finale italiano. Se il cliente privato è residente in un altro Paese UE oppure fuori dall’Unione europea possono cambiare dati anagrafici, codice destinatario, territorialità IVA, natura dell’operazione e adempimenti.
Usa le guide dedicate alla fattura a cliente privato UE e alla fattura elettronica a cliente estero.
Attenzione alle prestazioni sanitarie
Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche seguono regole speciali e non vanno trattate automaticamente come una normale fattura B2C via SdI. Se operi in ambito sanitario verifica la disciplina specifica nella guida sulla fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie.
Errori da evitare
- lasciare vuoto o sbagliare il codice fiscale del consumatore;
- inserire un’email ordinaria nel campo PEC;
- confondere 0000000 con il proprio codice destinatario;
- spedire soltanto un PDF senza trasmettere l’XML;
- indicare il 5% o 15% come se fosse IVA;
- dimenticare RF19, N2.2 quando appropriata o il bollo dovuto;
- applicare automaticamente le regole italiane a un privato estero;
- considerare emessa una fattura scartata.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – fatturazione elettronica, consumatore finale, 0000000 e copia della fattura
- DL 36/2022, articolo 18 – estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica
- Agenzia delle Entrate – imposta di bollo sulle fatture elettroniche
Domande frequenti
Per un consumatore finale italiano che non comunica un indirizzo telematico si indica normalmente 0000000, cioè sette zeri, e si identifica il cliente con il codice fiscale.
No. Se non comunica un recapito telematico puoi usare 0000000; la fattura viene messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia e al cliente va consegnata una copia leggibile.
No. Il PDF è una copia di cortesia leggibile. Il documento fiscale elettronico è il file XML trasmesso tramite il Sistema di Interscambio.
Nelle normali operazioni interne del regime forfettario non si espone l’IVA e si utilizza normalmente N2.2 quando appropriato. Il 5% o 15% è l’imposta sostitutiva sul reddito, non un’aliquota IVA da applicare in fattura.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
