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Fattura elettronica a cliente estero nel forfettario: guida 2026

Per emettere una fattura elettronica a un cliente estero nel regime forfettario devi prima capire che operazione stai fatturando, poi compilare correttamente l'anagrafica XML. Il codice destinatario è normalmente XXXXXXX, il Paese va indicato con il relativo codice ISO e il codice Natura non è sempre lo stesso: può essere N2.1, N2.2 o, per alcune cessioni di beni, un codice N3.

L'errore più comune è trattare tutte le fatture estere nello stesso modo. Un servizio B2B reso a un'impresa tedesca non segue la stessa logica di una prestazione resa a un privato francese o di un'esportazione di beni negli Stati Uniti. Questa guida parte quindi dai campi da compilare e poi distingue i casi fiscali principali.

Fattura elettronica estero: i campi da compilare

CampoCosa indicare
Regime fiscaleRF19 per il regime forfettario
Codice destinatarioXXXXXXX per il cliente estero senza recapito SdI italiano
IdPaeseCodice ISO del Paese, per esempio DE, FR, US, GB, CH
IdCodiceVAT number, Tax ID o altro identificativo estero coerente con l'anagrafica
CAPNel tracciato XML si usa normalmente 00000 per l'indirizzo estero
ProvinciaNon necessaria quando è indicato un Paese estero
Tipo documentoDi regola TD01 per la fattura ordinaria
Natura IVADipende dal tipo di operazione: non esiste un codice unico per tutti i clienti esteri

Codice destinatario estero: XXXXXXX

Per una fattura elettronica emessa verso un soggetto non residente o non stabilito in Italia, il campo CodiceDestinatario viene normalmente valorizzato con XXXXXXX, cioè sette X. È il valore previsto dalle regole tecniche per le operazioni transfrontaliere quando il destinatario non utilizza un canale SdI italiano.

Lo SdI riceve il file ai fini fiscali italiani, ma non recapita materialmente la fattura al cliente estero tramite un codice destinatario nazionale. Per questo è buona prassi inviare al cliente anche una copia leggibile, normalmente PDF, via email o attraverso il canale concordato.

IdPaese, IdCodice e CAP: come compilare l'anagrafica estera

Nel blocco del cessionario/committente devi indicare il codice del Paese estero secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2. Per esempio: DE per Germania, FR per Francia, ES per Spagna, US per Stati Uniti, GB per Regno Unito e CH per Svizzera.

Nel campo IdCodice va inserito un valore alfanumerico che identifichi la controparte. Se il cliente è un soggetto IVA UE, il riferimento naturale è il suo numero IVA comunitario. Per un cliente extra-UE può essere utilizzato il Tax ID o altro identificativo disponibile. Le specifiche tecniche non impongono che ogni soggetto extra-UE debba avere necessariamente il valore generico OO99999999999: alcuni software lo usano come convenzione quando manca un identificativo gestibile, ma non va confuso con una regola fiscale universale.

Per l'indirizzo estero, nelle modalità operative diffuse per il tracciato FatturaPA il campo CAP viene compilato con 00000; il CAP reale straniero può essere riportato nell'indirizzo. Indicando correttamente la nazione estera, il campo Provincia non è necessario.

Le indicazioni tecniche derivano dalle FAQ e dalle specifiche della fatturazione elettronica dell'Agenzia delle Entrate.

N2.1 o N2.2? Dipende dal motivo per cui non applichi l'IVA

I codici N2.1 e N2.2 non sono sinonimi. N2.1 identifica le operazioni non soggette a IVA italiana per carenza del requisito territoriale ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del DPR 633/1972. N2.2 identifica invece le altre operazioni non soggette, compreso il caso tipico della fattura del contribuente forfettario quando l'operazione resta territorialmente rilevante in Italia.

La Guida dell'Agenzia delle Entrate alla compilazione della fattura elettronica indica N2.1 per le operazioni fuori campo per territorialità e N2.2 per gli altri casi, precisando anche l'utilizzo di N2.2 da parte degli operatori in regime forfettario quando emettono XML tramite SdI.

Servizio a un cliente UE con Partita IVA: caso B2B

Per una prestazione di servizi generica B2B resa a un soggetto passivo stabilito in un altro Paese UE, la regola generale dell'articolo 7-ter sposta la territorialità nel Paese del committente. La fattura italiana non espone IVA e, nel file XML, il codice Natura coerente con la carenza di territorialità è N2.1.

  • verifica il numero IVA del cliente nel sistema VIES;
  • verifica che anche la tua posizione sia abilitata alle operazioni intracomunitarie quando richiesto;
  • indica il riferimento all'art. 7-ter DPR 633/1972;
  • per il cliente UE soggetto passivo utilizza la dicitura coerente con l'inversione contabile;
  • verifica l'eventuale obbligo Intrastat per i servizi resi.

Per il quadro generale su clienti UE ed extra-UE puoi approfondire la guida su regime forfettario e clienti esteri.

Servizio a un cliente extra-UE: Stati Uniti, Regno Unito o Svizzera

Per una prestazione di servizi generica B2B verso un'impresa extra-UE, la logica territoriale è ancora quella dell'articolo 7-ter: se il committente è un soggetto passivo estero, l'operazione è normalmente fuori campo IVA in Italia e nel file XML si utilizza N2.1.

Il Regno Unito, dopo Brexit, è extra-UE: un VAT number GB non è un numero IVA comunitario da verificare nel VIES. Per Svizzera e Stati Uniti si utilizza l'identificativo fiscale estero disponibile e il corretto IdPaese. La dicitura fiscale deve descrivere l'operazione reale; non basta scrivere genericamente “reverse charge” in ogni caso extra-UE.

Cliente privato estero: il B2C va trattato separatamente

Se il cliente estero è un privato consumatore, non puoi applicare automaticamente la regola B2B dell'articolo 7-ter. Per molti servizi B2C la territorialità resta in Italia; in questo caso il contribuente forfettario non applica IVA per il proprio regime e il codice Natura tipico è N2.2.

Esistono però eccezioni importanti per specifiche prestazioni B2C, come servizi elettronici, telecomunicazione, broadcasting, servizi immobiliari, accesso a eventi e altre fattispecie con regole territoriali proprie. Perciò la sola parola “cliente estero” non basta per scegliere il codice Natura.

Se il cliente è un privato UE, consulta anche la guida dedicata alla fattura a cliente privato UE nel forfettario.

Vendita di beni: UE ed extra-UE non seguono le regole dei servizi

Se vendi beni, non applicare automaticamente le regole appena viste per le prestazioni di servizi. Per il forfettario, le cessioni di beni verso altri Paesi UE non sono trattate come normali cessioni intracomunitarie del regime IVA ordinario e, nelle fattispecie ordinarie del forfettario, viene utilizzato N2.2 con la corretta annotazione prevista dalla disciplina.

Una vera esportazione di beni fuori dall'Unione Europea segue invece le regole dell'articolo 8 del DPR 633/1972 e il tracciato prevede il codice N3.1 per le esportazioni. È quindi essenziale distinguere prima tra servizio e bene, poi tra UE ed extra-UE.

Bollo da 2 euro sulle fatture estere del forfettario

La fattura estera non è automaticamente esclusa dall'imposta di bollo. Per le fatture del forfettario senza IVA di importo superiore a 77,47 euro, il bollo virtuale da 2 euro è normalmente dovuto quando ricorrono i presupposti dell'imposta.

Nel file XML il campo BolloVirtuale va valorizzato correttamente. Attenzione però a un dettaglio operativo: l'Agenzia delle Entrate, nella propria guida sul bollo elettronico, precisa che alcuni documenti transfrontalieri con CodiceDestinatario XXXXXXX sono esclusi dall'integrazione automatica dell'elenco B. Questo non significa che il bollo non sia dovuto: significa che non devi affidarti all'integrazione automatica per individuare l'obbligo.

La fonte ufficiale è la guida dell'Agenzia delle Entrate sull'imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

Esempio: consulente forfettario che fattura a una società tedesca

  • Tipo operazione: servizio generico B2B.
  • Regime fiscale: RF19.
  • Codice destinatario: XXXXXXX.
  • IdPaese: DE.
  • IdCodice: VAT number tedesco del cliente.
  • CAP XML: 00000.
  • Natura: N2.1.
  • Riferimento: operazione non soggetta a IVA in Italia ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/1972, con indicazione dell'inversione contabile per il committente UE.
  • VIES: da verificare.
  • Intrastat: da verificare per la prestazione resa.
  • PDF al cliente: da inviare separatamente come copia leggibile.

Errori da evitare

  • usare N2.1 per qualsiasi cliente estero senza verificare la territorialità;
  • usare N2.2 per un servizio B2B estero che è fuori campo per art. 7-ter;
  • confondere XXXXXXX con il VAT number del cliente;
  • considerare OO99999999999 obbligatorio per ogni cliente extra-UE;
  • trattare un cliente privato UE come se fosse automaticamente un soggetto B2B;
  • dimenticare VIES e Intrastat nelle operazioni UE quando applicabili;
  • usare le regole dei servizi per una cessione di beni;
  • dimenticare il bollo quando dovuto;
  • pensare che lo SdI consegni la fattura al cliente estero.

Per la disciplina generale della fatturazione elettronica nel regime agevolato consulta la guida sulla fatturazione elettronica dei forfettari.

Domande frequenti

Quale codice destinatario uso per un cliente estero?

Per un cliente non residente o non stabilito in Italia, senza recapito SdI italiano, il CodiceDestinatario viene normalmente valorizzato con XXXXXXX, cioè sette X.

Un forfettario deve usare N2.1 o N2.2 per un cliente estero?

Dipende dall'operazione. N2.1 si usa quando la fattura è non soggetta a IVA italiana per carenza di territorialità, per esempio in molti servizi B2B esteri ex art. 7-ter. N2.2 si usa negli altri casi di non assoggettamento, compreso il forfettario quando l'operazione resta territorialmente rilevante in Italia.

Devo usare OO99999999999 per ogni cliente extra-UE?

No. Le specifiche prevedono IdPaese e un IdCodice alfanumerico identificativo della controparte. OO99999999999 è una convenzione utilizzata da alcuni software in determinate anagrafiche extra-UE, non un identificativo obbligatorio universale.

Devo mandare anche il PDF al cliente estero?

Sì, è opportuno inviare una copia leggibile direttamente al cliente estero. L'invio XML allo SdI assolve gli adempimenti italiani, ma il codice XXXXXXX non recapita la fattura a un canale telematico estero del cliente.

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