Fattura elettronica a ente o associazione senza codice destinatario
Se devi emettere una fattura elettronica a un ente o a un’associazione privata che non ti comunica un codice destinatario, in genere puoi indicare 0000000 nel campo Codice Destinatario e compilare correttamente i dati fiscali del cliente. Se l’ente ti comunica una PEC valida come recapito, puoi usare 0000000 e inserire la PEC nell’apposito campo.
Attenzione però a non applicare questa regola alla Pubblica Amministrazione: per una fattura PA il destinatario è identificato dal Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri censito nell’IndicePA. Prima di compilare il documento devi quindi capire se stai fatturando a un soggetto privato oppure a una PA.
Ente privato senza codice destinatario: cosa inserire
Per un’associazione, fondazione o altro ente privato che non comunica un codice destinatario né un diverso recapito telematico, l’Agenzia delle Entrate prevede l’utilizzo del valore convenzionale 0000000, cioè sette zeri, nel campo Codice Destinatario.
Nel documento vanno comunque inseriti correttamente i dati del cessionario o committente, compreso il codice fiscale e, quando esiste, la Partita IVA. Il valore 0000000 riguarda il recapito della fattura: non sostituisce l’identificazione fiscale del cliente.
Per una panoramica più ampia sui dati da raccogliere consulta quali dati chiedere al cliente per la fattura elettronica.
Se l’ente ha una PEC ma non ha un codice destinatario
Se il cliente privato comunica una PEC come indirizzo telematico, puoi compilare il campo Codice Destinatario con 0000000 e indicare la PEC nell’apposito campo del file XML. Lo SdI utilizzerà quel recapito per la consegna.
Una normale email non è una PEC e non va inserita nel campo dedicato alla posta elettronica certificata. Può essere usata, invece, per inviare una copia leggibile della fattura.
Cosa succede se usi 0000000 e non indichi una PEC
Quando il destinatario non comunica alcun indirizzo telematico, lo SdI mette la fattura a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Il fornitore deve quindi consegnare al cliente una copia della fattura, su carta o per email, informandolo che l’originale elettronico è disponibile nell’area riservata.
Il PDF è una copia leggibile: il documento fiscale è il file XML trasmesso tramite il Sistema di Interscambio.
Se il destinatario è una Pubblica Amministrazione cambia tutto
Per una Pubblica Amministrazione non devi usare 0000000 come scorciatoia. Le PA sono censite nell’Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione e dei gestori di pubblici servizi, e l’ufficio destinatario della fattura è identificato da un Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri.
Il codice dell’ufficio va recuperato dall’ente, dall’ordine o dal contratto oppure verificato nell’IndicePA. Usare i sette zeri al posto del codice PA corretto può impedire il corretto recapito del documento.
Codice destinatario, codice SdI e codice univoco: come non confonderli
| Destinatario | Dato da usare | Lunghezza |
|---|---|---|
| Operatore privato con canale accreditato | Codice destinatario comunicato | 7 caratteri |
| Privato/ente senza recapito telematico | 0000000 | 7 caratteri |
| Privato/ente che riceve via PEC | 0000000 + PEC | 7 caratteri + PEC |
| Pubblica Amministrazione | Codice Univoco Ufficio | 6 caratteri |
Nel linguaggio comune “codice SdI”, “codice destinatario” e “codice univoco” vengono spesso usati come sinonimi, ma nelle fatture verso la PA il codice ufficio ha regole e formato propri. Per gli altri casi trovi gli esempi nella guida Codice SdI: cos’è, dove trovarlo e quale usare.
Come compilare la fattura nel regime forfettario
Una volta risolto il recapito del destinatario, la fattura segue le regole del regime forfettario. Nelle normali operazioni interne del forfettario il file XML riporta RF19 come regime fiscale e, quando appropriato, N2.2 come natura dell’operazione non soggetta a IVA.
Se vuoi controllare tutti i campi, le diciture e il flusso di invio consulta la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario e il fac simile di fattura forfettaria.
Il bollo da 2 euro può essere dovuto anche se manca il codice destinatario
Il codice destinatario riguarda il recapito e non determina l’imposta di bollo. Nella normale fattura forfettaria nazionale, se le operazioni non soggette a IVA superano complessivamente 77,47 euro e non ricorre una specifica esclusione, è normalmente dovuto il bollo da 2 euro.
Nella fattura elettronica si valorizza il bollo virtuale nel file XML. Per scadenze e versamento consulta come gestire l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche; se lo hai dimenticato puoi seguire la procedura per il bollo omesso in fattura elettronica.
Se la fattura viene scartata dallo SdI
Un codice fiscale inesistente, un dato di trasmissione errato o altre anomalie possono provocare lo scarto. La fattura scartata si considera non emessa: devi leggere la ricevuta, correggere la causa e ritrasmettere il file.
La procedura completa è spiegata in fattura elettronica scartata dallo SdI: cosa fare e come reinviarla.
Errori da evitare
- usare 0000000 per una Pubblica Amministrazione;
- confondere il codice di 7 caratteri dei privati con il Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri della PA;
- inserire una normale email nel campo PEC;
- omettere codice fiscale o Partita IVA del cliente quando richiesti;
- considerare 0000000 un sostituto dei dati fiscali del destinatario;
- inviare soltanto il PDF senza trasmettere l’XML allo SdI;
- dimenticare bollo, RF19 o natura IVA quando dovuti.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – fatturazione elettronica e utilizzo di 0000000
- IndicePA – ricerca del servizio di fatturazione elettronica degli uffici pubblici
Domande frequenti
Se è un soggetto privato e non comunica alcun recapito telematico, puoi normalmente indicare 0000000 nel campo Codice Destinatario, compilando comunque correttamente codice fiscale o Partita IVA del cliente.
No. Per un soggetto privato che comunica una PEC puoi indicare 0000000 nel campo Codice Destinatario e riportare la PEC nell’apposito campo.
No. Per una fattura PA devi individuare il Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri dell’ufficio destinatario, normalmente verificabile tramite IndicePA.
No. Il PDF è una copia leggibile. La fattura elettronica fiscalmente rilevante è il file XML trasmesso tramite il Sistema di Interscambio.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.