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Regime Forfettario Infermiere

Infermiera libera professionista al lavoro sulla gestione fiscale della Partita IVA

Se svolgi la professione di infermiere con Partita IVA, il regime forfettario può semplificare la gestione fiscale e ridurre gli adempimenti, ma prima di applicarlo devi verificare requisiti fiscali, codice ATECO e posizione previdenziale ENPAPI. In questa guida trovi le regole principali aggiornate al 2026, con particolare attenzione agli aspetti specifici della professione infermieristica.

Vedremo il codice ATECO corretto, il coefficiente di redditività, come si calcola l’imposta sostitutiva, quando è richiesta l’iscrizione ENPAPI e quali sono gli obblighi collegati al Sistema Tessera Sanitaria.

Indice dei contenuti

  • Regime forfettario per infermieri nel 2026
  • Requisiti principali da controllare
  • Codice ATECO infermiere: 86.94.01
  • Coefficiente di redditività dell’infermiere
  • Tasse dell’infermiere in regime forfettario
  • ENPAPI: quando l’infermiere deve iscriversi
    • Contributo soggettivo ENPAPI
    • Contributo integrativo ENPAPI
    • Riduzioni e agevolazioni ENPAPI
  • Sistema Tessera Sanitaria per gli infermieri
  • Fatture, IVA e ritenuta d’acconto
  • Come aprire la Partita IVA da infermiere
  • Errori da evitare

Regime forfettario per infermieri nel 2026

Un infermiere che esercita attività professionale con Partita IVA può applicare il regime forfettario quando possiede i requisiti previsti dalla legge e non ricade in una causa di esclusione. Il fatto di essere un professionista sanitario non impedisce quindi l’accesso al regime agevolato.

Il limite ordinario di ricavi o compensi previsto dal regime è 85.000 €. Se vengono superati i limiti previsti dalla normativa, l’uscita dal regime può avvenire dall’anno successivo oppure, oltre la soglia di 100.000 €, nello stesso anno.

Requisiti principali da controllare

  • ricavi o compensi dell’anno precedente entro il limite previsto per il regime forfettario;
  • spese lorde per lavoratori dipendenti e collaboratori non superiori a 20.000 €;
  • per il 2026, redditi da lavoro dipendente o assimilati dell’anno precedente non superiori a 35.000 €, salvo i casi in cui la cessazione del rapporto renda irrilevante la verifica secondo la disciplina applicabile;
  • assenza delle altre cause di esclusione previste per partecipazioni societarie, regimi IVA speciali e rapporti prevalenti con determinati datori di lavoro o ex datori di lavoro.

I requisiti devono essere verificati sulla situazione concreta del contribuente. Per una panoramica generale puoi consultare la guida completa al regime forfettario.

Codice ATECO infermiere: 86.94.01

Nella classificazione ATECO 2025 il codice specifico per la professione è 86.94.01 – Attività infermieristiche.

Il precedente codice 86.90.29 apparteneva a una classificazione più ampia. Per le attività infermieristiche la nuova classificazione consente una identificazione più specifica. Il codice deve comunque rappresentare l’attività effettivamente esercitata e non va scelto soltanto in funzione del trattamento fiscale o previdenziale desiderato.

Se devi iniziare l’attività, trovi un approfondimento nella guida Aprire la Partita IVA da infermiere.

Coefficiente di redditività dell’infermiere

Per le attività professionali il coefficiente di redditività utilizzato ai fini del regime forfettario è 78%.

Questo significa che il reddito fiscale non viene determinato sottraendo analiticamente tutte le spese sostenute. Si applica invece il coefficiente ai compensi incassati. La quota restante rappresenta la componente forfettaria riconosciuta come costo.

Ad esempio, con 30.000 € di compensi incassati, il reddito determinato prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori è:

30.000 € × 78% = 23.400,00 €

Puoi approfondire il meccanismo nella guida sul coefficiente di redditività.

Tasse dell’infermiere in regime forfettario

Sul reddito imponibile si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. Nei casi in cui ricorrono i requisiti previsti per l’avvio di una nuova attività può applicarsi l’aliquota ridotta del 5%.

Il calcolo segue quindi questa logica:

  1. si considerano i compensi effettivamente incassati nel periodo d’imposta;
  2. si applica il coefficiente di redditività;
  3. si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole fiscali applicabili;
  4. sul reddito imponibile risultante si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, quando spettante, del 5%.

Per simulazioni più dettagliate puoi consultare anche Calcolo delle tasse per infermieri.

ENPAPI: quando l’infermiere deve iscriversi

La posizione previdenziale non deve essere determinata soltanto dal codice ATECO. Per gli infermieri iscritti all’Ordine che esercitano attività libero professionale, ENPAPI è l’ente previdenziale di riferimento nei casi previsti dal proprio regolamento.

L’iscrizione alla Gestione Principale ENPAPI riguarda, tra gli altri, l’infermiere che esercita attività libero professionale come titolare di Partita IVA, associato a uno studio professionale oppure socio di cooperativa sociale con rapporto di lavoro autonomo.

La domanda di iscrizione deve essere inviata entro 60 giorni dall’inizio dell’attività libero professionale.

Contributo soggettivo ENPAPI

Il contributo soggettivo obbligatorio è pari al 16% del reddito professionale rilevante ai fini ENPAPI. L’iscritto può scegliere, secondo le regole dell’Ente, un’aliquota superiore fino al 23%.

È previsto un contributo soggettivo minimo annuo pari a 1.600 €, salvo riduzioni o esoneri spettanti in specifiche situazioni.

Contributo integrativo ENPAPI

Il contributo integrativo è pari al 4% dei corrispettivi lordi rilevanti secondo le regole ENPAPI. Il contributo integrativo minimo annuo è pari a 150 €.

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità, il cui ammontare viene determinato annualmente dall’Ente.

Riduzioni e agevolazioni ENPAPI

ENPAPI prevede specifiche riduzioni o esoneri della contribuzione minima in alcune situazioni, ad esempio per determinate condizioni di lavoro dipendente, per i primi anni di attività con Partita IVA o per i pensionati. Le agevolazioni hanno requisiti propri, non sono automaticamente cumulabili e devono essere richieste quando previsto.

Per un approfondimento puoi leggere la guida sui contributi ENPAPI per infermieri.

Sistema Tessera Sanitaria per gli infermieri

Gli infermieri iscritti agli Albi professionali rientrano tra i soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria dei dati delle spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche, nei casi previsti dalla normativa.

A partire dai dati relativi al 2025, la trasmissione delle spese sanitarie avviene con cadenza annuale. Il termine previsto è il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento delle spese, tenendo conto degli eventuali slittamenti previsti dal calendario.

Le modalità operative e le specifiche tecniche devono essere verificate sul portale ufficiale del Sistema TS. L’obbligo di trasmissione al Sistema TS e le regole sulla fatturazione elettronica sono aspetti distinti e devono essere valutati in base alla prestazione effettuata e al destinatario.

Fatture, IVA e ritenuta d’acconto

Nel regime forfettario il professionista applica le regole fiscali proprie del regime e, per i compensi che vi rientrano, non subisce la ritenuta d’acconto secondo quanto previsto dalla normativa. Per le prestazioni sanitarie devono inoltre essere considerate le specifiche regole IVA e gli obblighi collegati al Sistema TS.

Per questo motivo non è corretto stabilire la modalità di emissione di ogni fattura soltanto sulla base del codice ATECO o della qualifica di infermiere: occorre considerare la natura concreta della prestazione e il soggetto destinatario.

Come aprire la Partita IVA da infermiere

Prima di iniziare l’attività professionale è opportuno verificare in modo coordinato gli aspetti fiscali e previdenziali: apertura della Partita IVA, codice ATECO corretto, possibilità di applicare il regime forfettario, posizione presso l’Ordine professionale e iscrizione ENPAPI quando dovuta.

  1. definire l’attività che verrà effettivamente svolta;
  2. utilizzare il codice ATECO 86.94.01 quando corrisponde all’attività infermieristica esercitata;
  3. verificare i requisiti di accesso al regime forfettario;
  4. aprire la posizione fiscale con i dati corretti;
  5. verificare l’obbligo di iscrizione ENPAPI e rispettare il termine previsto;
  6. organizzare correttamente fatturazione e adempimenti Sistema TS.

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Errori da evitare

  • utilizzare automaticamente un vecchio codice ATECO senza verificare la classificazione ATECO 2025;
  • considerare il codice ATECO come unico elemento per stabilire la gestione previdenziale;
  • confondere il coefficiente di redditività con una percentuale di imposta;
  • calcolare l’imposta sostitutiva senza considerare correttamente i contributi previdenziali obbligatori;
  • utilizzare vecchie soglie del regime forfettario, come il precedente limite di 30.000 € per i redditi da lavoro dipendente;
  • applicare automaticamente le stesse regole di fatturazione a tutte le prestazioni sanitarie;
  • trascurare gli adempimenti verso ENPAPI o Sistema Tessera Sanitaria.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell'infermiere nel 2026?

Per l’attività infermieristica la classificazione ATECO 2025 individua il codice 86.94.01 – Attività infermieristiche.

Qual è il coefficiente di redditività?

Per le attività professionali considerate in questa guida il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 78%.

Quanto paga di imposta un infermiere forfettario?

L’aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva è 15%. Se ricorrono i requisiti previsti per le nuove attività può applicarsi l’aliquota del 5%. L’importo effettivo dipende dai compensi incassati, dal coefficiente di redditività e dai contributi previdenziali deducibili.

Un infermiere con Partita IVA deve iscriversi all'ENPAPI?

L’infermiere iscritto all’Ordine che esercita attività libero professionale deve verificare la propria posizione ENPAPI. Per le forme di esercizio previste dalla Gestione Principale l’iscrizione è obbligatoria e la domanda deve essere presentata entro il termine stabilito dall’Ente.

L'infermiere deve inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

Gli infermieri iscritti agli Albi rientrano tra i soggetti tenuti alla trasmissione delle spese sanitarie nei casi previsti. Per i dati dal 2025 la periodicità è annuale.

Conclusioni

Per un infermiere il regime forfettario non si esaurisce nel calcolo dell’imposta sostitutiva. È necessario coordinare correttamente requisiti fiscali, codice ATECO 86.94.01, coefficiente di redditività, contribuzione ENPAPI e obblighi relativi alle spese sanitarie. Una verifica iniziale corretta permette di evitare errori che possono avere conseguenze fiscali o previdenziali.

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