Il coefficiente di redditività nel regime forfettario è la percentuale dei ricavi o compensi incassati che viene considerata reddito forfettario. Nel 2026 le percentuali restano collegate ai gruppi di attività previsti dalla normativa, mentre per identificare l’attività economica si utilizza la classificazione ATECO 2025.
Per trovare il coefficiente corretto bisogna quindi partire dal codice ATECO 2025 dell’attività, verificare il raccordo con il gruppo previsto dalla tabella dei coefficienti e applicare la percentuale ai ricavi o compensi incassati. Il coefficiente non è un’aliquota fiscale e non può essere scelto liberamente per pagare meno imposte.
Contenuto aggiornato al 2026. Le percentuali riportate utilizzano i valori gestiti dal sistema RF Fiscal Data e si aggiornano senza riscrivere manualmente i dati annuali.
In breve: come funziona il coefficiente di redditività
- individua il codice ATECO che descrive correttamente l’attività;
- verifica a quale gruppo della tabella dei coefficienti corrisponde;
- moltiplica ricavi o compensi incassati per il coefficiente;
- sottrai i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica al reddito imponibile l’imposta sostitutiva del 15% oppure, quando spettante, del 5%.
Se prima devi capire quale codice usare, consulta anche la guida su come scegliere il codice ATECO nel regime forfettario.
Tabella dei coefficienti di redditività 2026
La tabella seguente riporta i gruppi di attività utilizzati per determinare il coefficiente di redditività. I gruppi fanno riferimento alla classificazione ATECO 2007, perché i coefficienti previsti dalla normativa non sono stati riscritti automaticamente con l’introduzione della nuova classificazione ATECO 2025.
| Tipo di attività | Gruppi di codici ATECO 2007 | Coefficiente di redditività |
|---|---|---|
| Industrie alimentari e delle bevande | 10-11 | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 45; da 46.2 a 46.9; da 47.1 a 47.7; 47.9 | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande | 47.81 | 40% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 47.82; 47.89 | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-42-43; 68 | 86% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Servizi di alloggio e ristorazione | 55-56 | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64-65-66; 69-70-71-72-73-74-75; 85; 86-87-88 | 78% |
| Altre attività economiche | Tutte le attività non comprese nei gruppi precedenti | 67% |
Fonte normativa: Allegato 4 alla Legge n. 190/2014 e istruzioni del modello Redditi Persone Fisiche 2026 dell’Agenzia delle Entrate.
ATECO 2025 e coefficienti: perché i codici nuovi non cambiano automaticamente la percentuale
Dal 1° aprile 2025 è operativa la classificazione ATECO 2025. Nel 2026, quindi, il codice che identifica una professione o un’impresa può essere diverso da quello utilizzato in passato. Questo non significa, però, che il coefficiente di redditività sia cambiato automaticamente.
Quando un nuovo codice ATECO 2025 non coincide con la numerazione precedente, occorre verificare il raccordo con l’attività corrispondente nella classificazione utilizzata dalla tabella dei coefficienti. È un passaggio particolarmente importante per evitare di associare a un nuovo codice una percentuale sulla sola base della somiglianza numerica.
Per cercare il codice attuale puoi utilizzare il nostro catalogo ATECO 2025, che raccoglie le attività e le relative schede di approfondimento.
ATECO 2025 e coefficienti dal 2027: cosa prevede il nuovo TUIR
Dal 1° gennaio 2027 la disciplina del regime forfettario sarà riordinata nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi. L’articolo 235 e l’Allegato D confermano il meccanismo dei coefficienti e prevedono che, finché non saranno approvati nuovi coefficienti elaborati sulla base di ATECO 2025, si continueranno a utilizzare quelli esistenti individuati tramite la corrispondenza con ATECO 2007.
Quindi il passaggio al nuovo TUIR non comporta automaticamente nuove percentuali dal 2027. La nuova tabella dovrà essere approvata con uno specifico intervento ufficiale. Per il quadro normativo completo e la timeline 2025-2027 puoi leggere l’approfondimento su ATECO 2025 e coefficienti di redditività dal 2027.
Dal 1° gennaio 2027 il coefficiente cambia automaticamente?
No. Il nuovo TUIR entra in applicazione dal 1° gennaio 2027, ma mantiene espressamente la disciplina transitoria finché non saranno approvati i coefficienti costruiti sulla classificazione ATECO 2025.
Come trovare il proprio coefficiente di redditività
Il procedimento corretto è in tre passaggi: individua l’attività realmente esercitata, trova il relativo codice ATECO 2025 e verifica il gruppo di attività previsto dalla tabella dei coefficienti. Se il codice è stato modificato con ATECO 2025, usa il raccordo ufficiale per risalire al gruppo corrispondente.
Il coefficiente non dipende dalle spese effettivamente sostenute, dal fatturato raggiunto o dagli anni di attività. Può cambiare se cambia l’attività esercitata o se interviene una modifica normativa.
Cosa significa un coefficiente del 40%, 67%, 78% o 86%
Il coefficiente stabilisce quale parte dei ricavi o compensi viene considerata reddito forfettario. Con un coefficiente del 78%, il restante 22% rappresenta la quota forfettaria di costi. Con un coefficiente del 67%, la quota di costi riconosciuta è invece pari al 33%.
Questa quota di costi è teorica: non è un rimborso e non deve coincidere con le spese realmente sostenute. È il meccanismo con cui il regime forfettario determina il reddito senza dedurre analiticamente i costi dell’attività.
Esempi con coefficienti del 40%, 67% e 78%
| Ricavi/compensi | Coefficiente | Reddito forfettario | Costi forfettari |
|---|---|---|---|
| 30.000 euro | 40% | 12.000 € | 18.000 € |
| 30.000 euro | 67% | 20.100 € | 9.900 € |
| 30.000 euro | 78% | 23.400 € | 6.600 € |
Gli importi della terza colonna rappresentano il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori. La quarta colonna mostra invece la quota di costi riconosciuta automaticamente dal regime.
Come si calcola il reddito imponibile
Il calcolo avviene in due passaggi:
Ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività = reddito forfettario
Reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori versati = reddito imponibile
Sul reddito imponibile così ottenuto si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, se ricorrono i requisiti previsti per l’agevolazione iniziale, del 5%. Per il calcolo completo puoi consultare la guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario.
Più attività con coefficienti diversi
Se la stessa Partita IVA comprende più attività che ricadono in gruppi con coefficienti differenti, i ricavi o compensi devono essere distinti e a ciascuna attività va applicato il proprio coefficiente. Successivamente si sommano i redditi forfettari ottenuti.
Per verificare la soglia di accesso e permanenza nel regime, invece, si considera il totale complessivo dei ricavi e compensi rilevanti delle attività esercitate.
Coefficiente di redditività e aliquota fiscale non sono la stessa cosa
Un coefficiente del 78% non significa pagare il 78% di tasse. Il coefficiente serve solo a determinare il reddito forfettario. L’imposta sostitutiva viene calcolata dopo, sul reddito imponibile ottenuto sottraendo i contributi previdenziali obbligatori versati.
Per approfondire la differenza tra le aliquote fiscali consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Errori da evitare
- Scegliere il codice ATECO in base al coefficiente più conveniente: il codice deve descrivere l’attività realmente svolta.
- Applicare direttamente la tabella a un nuovo codice ATECO 2025 senza verificare il raccordo: la numerazione può essere cambiata.
- Confondere coefficiente e aliquota fiscale: sono due passaggi diversi del calcolo.
- Usare un solo coefficiente per attività diverse: se i gruppi sono differenti, il reddito va determinato separatamente per ciascuna attività.
Domande frequenti sul coefficiente di redditività
È la percentuale dei ricavi o compensi incassati che viene considerata reddito forfettario. La parte restante rappresenta la quota forfettaria di costi riconosciuta dal regime.
Prima individui il codice ATECO 2025 corretto, poi verifichi il raccordo con il gruppo di attività utilizzato dalla tabella dei coefficienti prevista dalla normativa vigente.
No. Significa che il 78% dei ricavi o compensi viene considerato reddito forfettario. L’imposta sostitutiva viene applicata successivamente sul reddito imponibile.
No. Il coefficiente non dipende dalle spese effettive. Può cambiare se cambia l’attività esercitata o se interviene una modifica normativa.
Devi distinguere i ricavi o compensi delle attività e applicare a ciascuna il proprio coefficiente, quindi sommare i redditi forfettari ottenuti.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
