Nel 2026 il codice ATECO dell’architetto che svolge la normale attività di progettazione e consulenza architettonica è, nella maggior parte dei casi, 71.11.09 – Attività di architettura n.c.a.. Con ATECO 2025 la vecchia voce aggregata 71.11.00, ancora molto cercata online, non è più il codice specifico da utilizzare per l’attività ordinaria.
Il codice deve però descrivere l’attività realmente esercitata: per questo è utile distinguere la progettazione architettonica ordinaria dalle attività specialistiche, verificare il corretto inquadramento previdenziale e, se si applica il regime forfettario, il relativo coefficiente di redditività.
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Indice dei contenuti
Codice ATECO architetto 2026: risposta rapida
- Codice ATECO principale: 71.11.09 – Attività di architettura n.c.a.
- Coefficiente di redditività nel forfettario: 78%.
- Inquadramento: libero professionista.
- Previdenza: Inarcassa quando ricorrono contemporaneamente i relativi requisiti; in presenza di altra previdenza obbligatoria va verificato l’inquadramento alternativo.
- Camera di Commercio: normalmente non richiesta per la libera professione esercitata personalmente.
Per la scheda tecnica completa del codice puoi consultare anche la pagina dedicata al codice ATECO 71.11.09.
Cosa comprende il codice 71.11.09
Secondo le note ufficiali ISTAT di ATECO 2025, il 71.11.09 comprende in particolare la consulenza in campo architettonico, la progettazione di edifici e la stesura dei relativi progetti, la pianificazione urbanistica e l’architettura del paesaggio. Rientrano inoltre le attività di architettura di supporto alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale e l’architettura di interni quando riguarda la riprogettazione della struttura e della disposizione interna di un edificio.
Il codice ATECO non va scelto in funzione del regime fiscale più conveniente: deve rappresentare ciò che fai concretamente. Se svolgi più attività, può essere necessario affiancare un secondo codice. Nella guida su come scegliere il codice ATECO nel regime forfettario trovi i criteri generali da usare.
71.11.09 o 71.11.01: quale scegliere?
ATECO 2025 distingue due sottocategorie nella classe 71.11. Il 71.11.09 è il riferimento per l’attività di architettura n.c.a. e copre la normale progettazione architettonica. Il 71.11.01, invece, riguarda specificamente la progettazione, pianificazione e supervisione di scavi archeologici.
Un architetto che progetta edifici, segue interventi urbanistici o svolge consulenza architettonica non deve quindi utilizzare 71.11.01 soltanto perché lavora anche su immobili storici: quel codice descrive una specifica attività collegata agli scavi archeologici.
Che fine ha fatto il vecchio codice 71.11.00?
Il 71.11.00 – Attività degli studi di architettura appartiene alla classificazione precedente e per anni è stato il codice normalmente associato agli studi di architettura. Con ATECO 2025 la classificazione nazionale è più dettagliata e l’attività ordinaria è ricondotta al 71.11.09.
Per questo nel 2026 puoi ancora trovare 71.11.00 in vecchi articoli, documenti o ricerche Google, ma per una nuova apertura o una variazione va verificato il codice ATECO 2025 effettivamente corrispondente all’attività.
Coefficiente di redditività dell’architetto: 78%
Per il codice 71.11.09 il coefficiente di redditività è del 78%. Nel regime forfettario significa che il reddito lordo determinato fiscalmente è pari al 78% dei compensi incassati; il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo forfettario, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.
Il coefficiente non è l’aliquota dell’imposta. Per capire come funziona e confrontarlo con gli altri settori puoi consultare la guida sul coefficiente di redditività.
Aprire la Partita IVA da architetto
Per esercitare la libera professione di architetto occorre il titolo abilitante e l’iscrizione all’Ordine nella sezione coerente con il proprio percorso professionale. La Partita IVA viene aperta indicando il codice ATECO che descrive l’attività effettiva. Per il professionista che esercita personalmente l’attività non è normalmente prevista l’iscrizione alla Camera di Commercio.
- Inquadramento: libero professionista.
- Ordine professionale: iscrizione richiesta per l’esercizio della professione.
- Codice ATECO: normalmente 71.11.09 per l’attività di architettura n.c.a.
- Previdenza: da verificare tra Inarcassa e l’eventuale altra gestione obbligatoria in base alla situazione personale.

Architetto: Inarcassa o Gestione Separata INPS?
L’iscrizione a Inarcassa non dipende soltanto dal codice ATECO. Secondo le regole della Cassa, i requisiti che devono ricorrere contemporaneamente sono l’iscrizione all’Albo professionale, il possesso della Partita IVA e il non assoggettamento ad altra forma di previdenza obbligatoria.
Un architetto che è anche lavoratore dipendente o che è già soggetto a un’altra previdenza obbligatoria non deve quindi dare per scontata l’iscrizione a Inarcassa. In questi casi va verificato l’inquadramento previdenziale del reddito professionale, che può ricadere nella Gestione Separata INPS.
Inarcassa prevede contributi soggettivi, integrativi e di maternità/paternità, con minimi e parametri aggiornati periodicamente. Per evitare di riportare importi destinati a diventare rapidamente obsoleti, gli importi annuali vanno verificati direttamente sulle comunicazioni ufficiali della Cassa.

Regime forfettario per architetto: cosa cambia
Il codice 71.11.09 è compatibile con il regime forfettario, ma il codice ATECO da solo non determina l’accesso al regime. Occorre verificare tutti i requisiti e le cause di esclusione previsti dalla normativa vigente. Per l’analisi completa è meglio usare la guida dedicata al regime forfettario per architetti, senza duplicare qui l’intera disciplina.
Come si calcolano le tasse dell’architetto forfettario
Il calcolo corretto segue questo ordine: si applica il 78% ai compensi incassati per ottenere il reddito forfettario lordo; da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori deducibili; sul risultato si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando ricorrono tutti i requisiti per l’aliquota agevolata.
- Compensi incassati × 78% = reddito forfettario lordo.
- Reddito forfettario lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta sostitutiva.
- Base imponibile × 5% o 15% = imposta sostitutiva.
Questa sequenza evita l’errore frequente di calcolare l’imposta direttamente sul 78% dei compensi senza prima considerare i contributi deducibili.
Fattura dell’architetto: codice ATECO e previdenza sono cose diverse
Il codice ATECO identifica l’attività economica; non sostituisce le regole di fatturazione né quelle previdenziali. Per esempi specifici sulla fattura puoi consultare la guida dedicata al calcolo della fattura dell’architetto, che intercetta un intento diverso da quello di questa pagina.
Errori da evitare nella scelta del codice ATECO
- usare automaticamente il vecchio 71.11.00 senza verificare ATECO 2025;
- confondere 71.11.09 con il 71.11.01 dedicato alla progettazione e supervisione di scavi archeologici;
- scegliere un codice solo per ottenere un determinato coefficiente fiscale;
- dare per automatica l’iscrizione a Inarcassa senza verificare l’eventuale altra previdenza obbligatoria;
- confondere il coefficiente di redditività del 78% con l’aliquota dell’imposta sostitutiva.
Fonti ufficiali
- ISTAT – Note esplicative ATECO 2025.
- Inarcassa – Vademecum previdenziale.
- Inarcassa – Quando iscriversi e come.
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