
Aprire la Partita IVA da farmacista nel 2026 richiede una distinzione fondamentale: il farmacista libero professionista non va confuso con l’impresa che gestisce una farmacia o una parafarmacia. Il vecchio errore più frequente è usare il codice del commercio al dettaglio di medicinali come se identificasse automaticamente il professionista sanitario che fattura turni, consulenze o altre prestazioni autonome.
Per la libera professione non esiste un codice ATECO riservato esclusivamente ai farmacisti. Nella prassi ENPAF aggiornata ad ATECO 2025 vengono indicati in particolare 74.99.99 e 86.99.09, da scegliere in base all’attività effettivamente svolta. La farmacia commerciale segue invece codici della classe 47.73 e un inquadramento d’impresa completamente diverso.
Partita IVA farmacista: dati principali
- Professione: sanitaria, con iscrizione all’Albo dei Farmacisti.
- ATECO libera professione: non esiste un codice esclusivo; ENPAF richiama 74.99.99 e 86.99.09 come codici generici utilizzabili in base alla prestazione.
- Coefficiente forfettario: 78% per i codici professionali considerati in questa guida.
- Previdenza: ENPAF, collegata all’iscrizione all’Albo.
- Camera di Commercio: non richiesta per il farmacista che svolge mera attività libero-professionale.
- Farmacia commerciale: attività d’impresa distinta, con codici ATECO della classe 47.73.
Requisiti per esercitare come farmacista
Per esercitare la professione occorrono il titolo universitario previsto, l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo professionale. L’Albo nazionale dei farmacisti è formato dagli Albi tenuti dagli Ordini territoriali. L’iscrizione comporta anche l’iscrizione previdenziale all’ENPAF secondo le regole dell’Ente.
Quando serve la Partita IVA al farmacista
La Partita IVA è necessaria quando il farmacista svolge attività autonoma abituale: ad esempio turni professionali fatturati a farmacie o parafarmacie, consulenza, attività scientifica o altre prestazioni rese con organizzazione autonoma. Non è corretto utilizzare ripetutamente ricevute di lavoro occasionale per un’attività professionale continuativa che richiede abitualità e iscrizione all’Albo.
Codice ATECO farmacista libero professionista nel 2026
L’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bologna, riportando la prassi ENPAF aggiornata ad ATECO 2025, precisa che non è previsto un codice attività specifico per il farmacista. I due codici generici indicati sono 74.99.99 – Tutte le altre attività varie professionali, scientifiche e tecniche n.c.a. e 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a..
La scelta va fatta in funzione del contenuto reale della prestazione. Il 86.99.09 è più coerente quando l’attività ha natura sanitaria nell’ambito delle competenze del farmacista; il 74.99.99 può essere più adatto per attività professionali, scientifiche, tecniche, informative o consulenziali non riconducibili direttamente a prestazioni per la salute umana.
Perché 47.73.10 non è il codice automatico del farmacista freelance
ATECO 2025 classifica il 47.73.10 come commercio al dettaglio di medicinali soggetti a prescrizione medica. Le note ISTAT precisano che la sottocategoria riguarda l’attività di vendita al dettaglio svolta dalle farmacie e anche dai farmacisti indipendenti quando esercitano quella specifica attività commerciale. Questo non significa che il farmacista che fattura una prestazione professionale debba usare 47.73.10.
Il codice commerciale porta con sé logiche d’impresa, Camera di Commercio e coefficiente di redditività da commercio. Per un farmacista che vende la propria prestazione professionale il punto di partenza è invece la natura della prestazione e la prassi ENPAF sui codici professionali.
Codice ATECO della farmacia e della parafarmacia
La classificazione ATECO 2025 di ISTAT distingue il commercio di prodotti farmaceutici nella classe 47.73. Il 47.73.10 riguarda medicinali soggetti a prescrizione; il 47.73.90 riguarda altri prodotti farmaceutici e include le attività svolte dalle parafarmacie. Sono attività commerciali e non vanno confuse con la libera professione del farmacista.
Come aprire la Partita IVA da farmacista
Il farmacista libero professionista apre la posizione fiscale con il modello AA9/12, indicando il codice coerente con le prestazioni previste e il regime fiscale. Non essendo, per la sola attività professionale, un’impresa commerciale, non si iscrive automaticamente alla Camera di Commercio. Va invece mantenuta regolare la posizione presso Ordine ed ENPAF.
Prima dell’apertura è utile definire: tipo di collaborazione, clienti principali, attività effettive, codice ATECO, trattamento IVA delle singole prestazioni, regime fiscale e contribuzione ENPAF.

Regime forfettario per farmacista
Il farmacista può applicare il regime forfettario se rispetta requisiti e cause di esclusione. Il limite ordinario dei compensi è 85.000 euro e vanno controllate anche le condizioni legate a lavoro dipendente, partecipazioni societarie e rapporti con ex datori di lavoro. La guida ai requisiti del regime forfettario riepiloga i controlli da effettuare.
Coefficiente di redditività: 78%
Per i codici professionali 74.99.99 e 86.99.09, nel forfettario il coefficiente di redditività è del 78%. Con 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta senza dover documentare le spese una per una.
Il coefficiente del 40% associato al commercio non deve essere usato solo perché la persona è farmacista: si applica all’attività commerciale classificata nel relativo gruppo ATECO, non automaticamente alla prestazione professionale.
ENPAF e Partita IVA
L’iscrizione all’ENPAF deriva dall’iscrizione all’Albo. Per il farmacista che esercita attività professionale con Partita IVA senza altra previdenza obbligatoria collegata all’attività, la prassi ENPAF comporta normalmente la contribuzione in misura intera. Le riduzioni non vanno date per scontate: dipendono dalla condizione previdenziale e lavorativa dell’iscritto.
Il Regolamento ENPAF disciplina riduzioni e condizioni; per una Partita IVA professionale pura è quindi necessario verificare la posizione individuale prima di ipotizzare uno sconto contributivo.
Contributi ENPAF 2026
Per il 2026 la contribuzione ENPAF in misura intera è indicata complessivamente in circa 5.430 euro, composta dalla quota previdenziale e dalle componenti assistenziale e maternità. L’importo è sostanzialmente fisso e non cresce in proporzione al fatturato come accade nella Gestione Separata. Le eventuali quote ridotte o di solidarietà riguardano condizioni specifiche e non il libero professionista puro per il solo fatto di avere un reddito basso.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Può scendere al 5% nei primi cinque periodi d’imposta soltanto quando sono rispettati tutti i requisiti della nuova attività. Il passaggio da lavoro dipendente a collaborazione autonoma con lo stesso soggetto va analizzato anche rispetto alle cause ostative e al requisito di novità.
Esempio corretto con 30.000 euro di compensi
Ipotizziamo un farmacista libero professionista con 30.000 euro di compensi, coefficiente del 78% e 5.430 euro di contributi ENPAF obbligatori versati e deducibili nel periodo. Il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Dopo la deduzione dei contributi, la base fiscale è circa 17.970 euro.
L’imposta sostitutiva è quindi circa 898,50 euro al 5% oppure 2.695,50 euro al 15%. Il calcolo mette in evidenza il metodo corretto: i contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono la base prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.
Farmacista dipendente con una seconda Partita IVA
Un farmacista dipendente può svolgere anche attività autonoma se il rapporto di lavoro, le incompatibilità e le regole professionali lo consentono. In questo caso la posizione ENPAF può essere diversa da quella del libero professionista puro e il regime forfettario va verificato anche rispetto al reddito di lavoro dipendente e al committente verso cui viene fatturata l’attività.
Fatture del farmacista: IVA e prestazioni sanitarie
Non tutte le prestazioni rese da un farmacista sono automaticamente esenti IVA perché svolte da un professionista sanitario. L’esenzione delle prestazioni sanitarie dipende dalla natura concreta della prestazione e dalle condizioni previste dalla normativa IVA. Nel forfettario, invece, opera il regime proprio del contribuente; se si esce dal forfettario occorre qualificare correttamente ogni prestazione.
Anche l’eventuale invio al Sistema Tessera Sanitaria dipende dal tipo di prestazione e dal destinatario, non dal semplice possesso del titolo di farmacista. Per consulenze, formazione o attività scientifica va verificato il trattamento corretto caso per caso.
Farmacista gettonista: attenzione alla reale autonomia
Il termine “gettonista” descrive spesso il farmacista che copre turni presso farmacie diverse fatturando le proprie prestazioni. La Partita IVA, però, non rende automaticamente autonomo un rapporto che nella realtà presenta vincoli tipici del lavoro subordinato. Organizzazione degli orari, potere direttivo, continuità e modalità concrete della collaborazione devono essere coerenti con il lavoro autonomo.
Costi e convenienza del forfettario
Il farmacista freelance ha normalmente costi reali più bassi rispetto a un’attività commerciale: assicurazione, aggiornamento professionale, software, consulenza fiscale, trasferte e strumenti di lavoro. Con coefficiente 78% il sistema riconosce forfettariamente costi pari al 22% dei compensi. Il confronto col regime ordinario diventa importante se i costi effettivi sono molto superiori o se il reddito supera i limiti del forfettario.
Errori da evitare
- usare 47.73.10 come codice automatico del farmacista libero professionista;
- confondere la prestazione professionale con la gestione commerciale di una farmacia o parafarmacia;
- applicare il coefficiente del 40% a un’attività professionale che rientra nei codici con coefficiente 78%;
- presumere una riduzione ENPAF senza verificare la propria condizione previdenziale;
- calcolare l’imposta sostitutiva senza dedurre prima i contributi previdenziali obbligatori;
- considerare ogni prestazione del farmacista automaticamente esente IVA o sanitaria.
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Domande frequenti
Non esiste un codice esclusivo. La prassi ENPAF aggiornata ad ATECO 2025 indica in particolare 74.99.99 e 86.99.09, da scegliere in base all’attività concretamente svolta.
Non automaticamente. Il 47.73.10 identifica il commercio al dettaglio di medicinali soggetti a prescrizione; è quindi un codice commerciale, diverso dalla prestazione libero-professionale.
Per i codici professionali 74.99.99 e 86.99.09 il coefficiente è del 78%.
Per la libera professione farmaceutica la previdenza di riferimento è ENPAF. L’eventuale presenza di altre gestioni dipende da ulteriori rapporti di lavoro o attività.
La contribuzione intera 2026 è complessivamente circa 5.430 euro. Riduzioni e solidarietà dipendono da specifiche condizioni e non spettano automaticamente al libero professionista puro.
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