Nel regime forfettario il reddito imponibile non coincide con il fatturato e nemmeno, in senso fiscale, con il semplice risultato di ricavi per coefficiente di redditività. Per calcolare correttamente l’imposta sostitutiva bisogna distinguere tre passaggi: incassi dell’anno, reddito forfettario lordo e base imponibile fiscale dopo i contributi previdenziali obbligatori deducibili.
La formula più utile è questa:
Incassi × coefficiente di redditività = reddito forfettario lordo
Reddito forfettario lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = reddito imponibile fiscale
Reddito imponibile fiscale × 5% o 15% = imposta sostitutiva
Questa distinzione è importante perché la base su cui si calcolano i contributi previdenziali può non coincidere con quella utilizzata per l’imposta sostitutiva. Per esempio, per un professionista in Gestione Separata INPS il contributo si determina sul reddito professionale indicato nel quadro LM prima della deduzione dei contributi stessi.
Reddito imponibile forfettario: risposta in breve
| Passaggio | Come si calcola | A cosa serve |
|---|---|---|
| Incassi | Compensi o ricavi effettivamente percepiti nell’anno | Punto di partenza del calcolo |
| Reddito forfettario lordo | Incassi × coefficiente di redditività | Determina il reddito prodotto secondo il metodo forfettario |
| Reddito imponibile fiscale | Reddito forfettario lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili | Base su cui applicare l’imposta sostitutiva |
| Imposta sostitutiva | Reddito imponibile fiscale × 5% o 15% | Imposta dovuta sul reddito dell’attività |
Che cos’è il reddito imponibile nel regime forfettario?
Il reddito imponibile è la base sulla quale viene calcolata l’imposta. Nel regime forfettario non si ottiene sottraendo uno per uno i costi reali dell’attività, perché la legge riconosce le spese in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività.
Se, per esempio, un’attività ha coefficiente del 78%, la legge considera reddito forfettario il 78% degli incassi e riconosce implicitamente una quota di costi pari al 22%. Non importa, ai fini di questo passaggio, se le spese effettive siano state maggiori o minori.
Il quadro LM del Modello Redditi PF distingue poi il reddito lordo dai contributi previdenziali deducibili. L’Agenzia delle Entrate indica infatti i contributi previdenziali relativi all’attività forfettaria tra gli importi da riportare nel quadro LM.
1. Si parte dagli incassi, non dalle fatture emesse
Il regime forfettario applica normalmente il principio di cassa. Significa che, per determinare il reddito dell’anno, contano i ricavi e i compensi effettivamente incassati nel periodo d’imposta, non semplicemente le fatture emesse.
Una fattura emessa a dicembre 2026 ma incassata a gennaio 2027, in linea generale, concorrerà al reddito del 2027. Al contrario, una fattura emessa nel 2025 ma incassata nel 2026 entra nel calcolo del 2026.
La stessa Agenzia, nelle istruzioni della precompilata, ricorda che i dati delle fatture elettroniche possono dover essere corretti proprio quando anno di emissione e anno di incasso non coincidono.
2. Applica il coefficiente di redditività
Il coefficiente di redditività è la percentuale che stabilisce quale parte degli incassi viene considerata reddito. Dipende dall’attività esercitata e dal relativo inquadramento.
La formula è:
Incassi dell’anno × coefficiente di redditività = reddito forfettario lordo
Con 30.000 euro di incassi e coefficiente del 78%:
30.000 × 78% = 23.400 euro
I 23.400 euro rappresentano il reddito forfettario lordo. Non sono ancora necessariamente la base finale sulla quale applicare il 5% o il 15%, perché bisogna considerare i contributi previdenziali obbligatori deducibili.
3. Sottrai i contributi previdenziali obbligatori deducibili
I contributi previdenziali obbligatori versati rappresentano la principale deduzione che può ridurre il reddito soggetto all’imposta sostitutiva nel forfettario.
Continuando l’esempio, se il reddito forfettario lordo è 23.400 euro e nell’anno sono stati versati 5.000 euro di contributi previdenziali obbligatori deducibili:
23.400 − 5.000 = 18.400 euro di reddito imponibile fiscale
L’Agenzia delle Entrate indica i contributi del forfettario nel rigo LM35; l’eventuale parte che non trova capienza nel quadro LM può seguire le regole previste dalle istruzioni del Modello Redditi. Per approfondire consulta anche la guida su deduzioni e detrazioni nel regime forfettario.
4. Applica l’imposta sostitutiva del 5% o 15%
Una volta determinato il reddito imponibile fiscale, si applica l’imposta sostitutiva:
- 15% nella generalità dei casi;
- 5% per il primo periodo d’imposta e i quattro successivi quando sono rispettati tutti i requisiti previsti per la nuova attività.
Nell’esempio precedente, su 18.400 euro di imponibile:
- imposta al 5%: 920 euro;
- imposta al 15%: 2.760 euro.
Il diritto al 5% non dipende dal reddito imponibile ma dai requisiti della nuova attività. La guida sul regime forfettario al 5% o 15% spiega quando si applica ciascuna aliquota.
Reddito imponibile fiscale e imponibile INPS non sono sempre la stessa cosa
Questo è uno dei punti più spesso semplificati troppo. Per un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS, la base contributiva del forfettario non viene determinata sottraendo prima i contributi previdenziali deducibili dal reddito forfettario.
La circolare INPS n. 62/2026 indica, per i professionisti forfettari, il reddito lordo del quadro LM come riferimento per la contribuzione, al netto delle eventuali perdite pregresse rilevanti ma prima della deduzione dei contributi previdenziali.
Quindi, nell’esempio con 30.000 euro di incassi e coefficiente del 78%, la base previdenziale della Gestione Separata parte da 23.400 euro, mentre la base fiscale dell’imposta sostitutiva può scendere a 18.400 euro dopo la deduzione dei 5.000 euro di contributi versati.
Per Artigiani e Commercianti il meccanismo è ancora diverso, perché esistono contributi sul minimale e sull’eventuale reddito eccedente. Non bisogna quindi applicare automaticamente il calcolo della Gestione Separata a ogni Partita IVA. Approfondisci nella guida ai contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Fatturato, reddito forfettario e imponibile: differenze
| Termine | Significato |
|---|---|
| Fatturato | Valore delle fatture emesse; non coincide necessariamente con gli incassi dell’anno |
| Incassi | Somme effettivamente percepite e rilevanti secondo il principio di cassa |
| Reddito forfettario lordo | Incassi × coefficiente di redditività |
| Reddito imponibile fiscale | Reddito forfettario lordo meno contributi previdenziali obbligatori deducibili e altri elementi previsti dalle istruzioni |
| Imposta sostitutiva | 5% o 15% applicato alla base imponibile fiscale |
Esempio completo: 45.000 euro di incassi
Prendiamo un professionista con 45.000 euro di compensi effettivamente incassati, coefficiente di redditività del 78% e 7.000 euro di contributi previdenziali obbligatori deducibili versati nell’anno.
- 45.000 × 78% = 35.100 euro di reddito forfettario lordo;
- 35.100 − 7.000 = 28.100 euro di reddito imponibile fiscale;
- 28.100 × 5% = 1.405 euro di imposta sostitutiva, se spettante il 5%;
- 28.100 × 15% = 4.215 euro di imposta sostitutiva con aliquota ordinaria.
L’esempio serve a mostrare il metodo e non sostituisce il calcolo della dichiarazione: acconti, contributi effettivamente versati, più attività, perdite pregresse e altre variabili possono cambiare il risultato finale. Per una stima completa usa il simulatore tasse e contributi del regime forfettario.
Dove si vede il reddito imponibile nella dichiarazione
Il reddito del contribuente forfettario viene dichiarato nel quadro LM del Modello Redditi Persone Fisiche. Qui vengono indicati componenti positivi, coefficiente di redditività, reddito lordo, contributi previdenziali deducibili e reddito sul quale viene poi calcolata l’imposta sostitutiva.
La guida alla dichiarazione dei redditi del forfettario 2026 spiega il rapporto tra Redditi PF, quadro LM, contributi, saldo e acconti.
Errori frequenti nel calcolo del reddito imponibile
- Applicare il 5% o 15% direttamente al fatturato.
- Usare le fatture emesse invece degli incassi effettivi senza verificare il principio di cassa.
- Sottrarre i costi reali dell’attività come in un regime ordinario.
- Confondere reddito forfettario lordo e base imponibile fiscale dopo la deduzione dei contributi.
- Calcolare i contributi della Gestione Separata sulla base già ridotta dei contributi stessi.
- Applicare il 5% senza aver verificato i requisiti previsti per le nuove attività.
Domande frequenti sul reddito imponibile forfettario
Si parte dagli incassi, si applica il coefficiente di redditività e si ottiene il reddito forfettario lordo. Per determinare la base fiscale dell’imposta sostitutiva si sottraggono poi i contributi previdenziali obbligatori deducibili versati.
No. Nel forfettario si considerano normalmente gli incassi effettivi, ai quali si applica il coefficiente di redditività. Il risultato può essere ulteriormente ridotto dai contributi previdenziali obbligatori deducibili ai fini dell’imposta sostitutiva.
I contributi previdenziali obbligatori deducibili versati possono ridurre il reddito su cui viene calcolata l’imposta sostitutiva. Vanno però distinti dalla base usata per calcolare i contributi previdenziali stessi.
Per i professionisti forfettari l’INPS prende come riferimento il reddito lordo indicato nel quadro LM, con le eventuali rettifiche previste per perdite pregresse, prima della deduzione dei contributi previdenziali usata per l’imposta sostitutiva.
In generale no. I costi dell’attività sono riconosciuti forfettariamente tramite il coefficiente di redditività. La principale deduzione dal reddito forfettario è rappresentata dai contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
