Aprire la Partita IVA come psicologo nel 2026 richiede il codice ATECO 86.93.00, l’iscrizione all’Albo per esercitare la professione e, dopo l’incasso del primo compenso libero-professionale, l’iscrizione previdenziale all’ENPAP nei termini previsti dall’Ente.
Se possiedi i requisiti puoi applicare il regime forfettario, ma apertura fiscale, previdenza, fatturazione sanitaria e adempimenti professionali devono essere tenuti distinti: non dipendono tutti dalla semplice apertura della Partita IVA.
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Come aprire la Partita IVA da psicologo nel 2026
Per iniziare l’attività professionale occorre comunicare l’apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate indicando i dati del professionista, la data di inizio attività, il regime fiscale e il codice ATECO corretto.
Lo psicologo che svolge personalmente attività libero-professionale opera normalmente come professionista e non deve essere considerato automaticamente un’impresa commerciale. Eventuali autorizzazioni relative allo studio, alla struttura utilizzata o a specifiche modalità organizzative vanno invece verificate in base al caso concreto e alle regole locali applicabili.
Per la procedura generale puoi consultare anche la guida all’apertura della Partita IVA in regime forfettario.
Quale modello serve per aprire la Partita IVA da psicologo?
Lo psicologo che inizia l’attività come libero professionista utilizza il modello AA9/12, previsto per imprese individuali e lavoratori autonomi, indicando la data di inizio attività, i propri dati e il codice ATECO.
L’Agenzia delle Entrate conferma che il modello AA9/12 è utilizzato per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati e cessazione delle persone fisiche che esercitano attività d’impresa individuale o lavoro autonomo.
Nel modello va indicato il codice dell’attività prevalente e, quando applicabile, il regime fiscale scelto. Per lo psicologo che esercita l’attività professionale tipica il riferimento ATECO vigente è 86.93.00.
Uno psicologo può iniziare con prestazioni occasionali?
Per lo psicologo iscritto all’Albo che inizia a ricevere autonomamente propri pazienti la prestazione occasionale non deve essere utilizzata come alternativa alla Partita IVA soltanto perché l’attività è agli inizi o i compensi sono bassi.
L’Ordine degli Psicologi del Lazio, nella propria guida fiscale sulla Partita IVA, richiama espressamente questo principio per l’esercizio autonomo dell’attività tipica della professione.
Non esiste quindi una soglia generale di 5.000 euro sotto la quale lo psicologo possa ricevere stabilmente pazienti senza Partita IVA. Abbiamo approfondito il tema nella guida dedicata allo psicologo senza Partita IVA.
Camera di Commercio e SCIA: servono allo psicologo?
Lo psicologo che esercita individualmente la professione intellettuale non diventa automaticamente un’impresa commerciale per il solo fatto di aprire la Partita IVA. Per questo Camera di Commercio e SCIA commerciale non sono adempimenti nazionali automatici della normale apertura professionale.
Bisogna però distinguere l’apertura fiscale dagli eventuali adempimenti relativi allo studio professionale e alla sede fisica. Regioni e amministrazioni locali possono prevedere comunicazioni o requisiti specifici.
Un esempio concreto è il Lazio: nel 2026 la Regione ha fornito chiarimenti sulla Comunicazione di Inizio Attività per l’esercizio professionale organizzato presso una sede fisica. L’Ordine degli Psicologi del Lazio precisa anche che, per l’attività svolta esclusivamente online senza una sede fisica stabile, non risultano attualmente definiti criteri univoci per l’applicazione della comunicazione regionale.
Quindi, prima di aprire uno studio, è corretto verificare anche le regole della Regione e del Comune in cui viene effettivamente svolta l’attività.
Checklist per aprire la Partita IVA da psicologo
- verificare i requisiti professionali e l’iscrizione all’Albo;
- individuare il codice ATECO 86.93.00 e gli eventuali codici secondari realmente necessari;
- presentare la dichiarazione di inizio attività ai fini IVA con il modello previsto per il lavoratore autonomo;
- scegliere il regime fiscale dopo aver verificato requisiti e cause ostative;
- non utilizzare la soglia di 5.000 euro come criterio per evitare la Partita IVA;
- verificare gli eventuali adempimenti locali relativi allo studio professionale;
- dal primo compenso libero-professionale controllare immediatamente l’obbligo ENPAP e il termine dei 90 giorni;
- impostare correttamente fatturazione, contributo ENPAP e Sistema Tessera Sanitaria;
- considerare eventuale lavoro dipendente, attività aggiuntive e relativi codici ATECO.
Qual è il codice ATECO dello psicologo?
Il codice ATECO vigente è 86.93.00 – Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici.
ATECO 2025 è operativo dal 1° aprile 2025 e ha sostituito il precedente codice 86.90.30 utilizzato nella classificazione precedente. Il codice 86.93.00 comprende, tra le altre, attività di consulenza e trattamento svolte da psicologi e psicoterapeuti non medici.
La classificazione ufficiale è consultabile nelle note esplicative ATECO 2025 di ISTAT.
Abbiamo dedicato una guida specifica al codice ATECO dello psicologo e alla relativa classificazione.
Puoi consultare anche la nostra scheda del codice ATECO 86.93.00.
Psicologo in regime forfettario: coefficiente di redditività
Per l’attività professionale dello psicologo, nel regime forfettario il reddito non viene calcolato sottraendo dai ricavi tutte le spese sostenute. Si applica invece il coefficiente di redditività previsto per le attività professionali, pari al 78%.
Con 30.000 euro di ricavi, ad esempio, il reddito determinato con il coefficiente prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori è pari a 23.400,00 €.
Auto, computer, affitto dello studio, formazione e altri costi professionali non vengono quindi sottratti analiticamente nel forfettario. Questo è uno degli elementi da considerare quando si confronta il regime agevolato con quello ordinario.
Quali sono i limiti del regime forfettario per uno psicologo?
Lo psicologo può applicare il forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti dalla Legge 190/2014. Il limite ordinario di ricavi e compensi è attualmente pari a 85.000 € euro.
Vanno inoltre controllate le cause ostative, tra cui quelle relative al lavoro dipendente, ai rapporti con ex datori di lavoro e alle partecipazioni societarie rilevanti. Il superamento delle soglie previste durante l’anno può inoltre determinare l’uscita dal regime secondo tempi differenti.
Per le aliquote puoi approfondire la differenza tra regime forfettario al 5% e al 15% e consultare la nostra guida al regime forfettario.
Imposta sostitutiva dello psicologo: 5% o 15%?
L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate le condizioni previste per l’avvio di una nuova attività.
Il 5% non dipende dall’età del professionista e non spetta automaticamente a chi apre una nuova Partita IVA: bisogna verificare, tra l’altro, l’assenza di mera prosecuzione di un’attività precedente e gli altri requisiti previsti dalla legge.
ENPAP: quando deve iscriversi lo psicologo?
La previdenza dello psicologo libero professionista è gestita dall’ENPAP – Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi.
La sola apertura della Partita IVA non determina da sola l’obbligo di iscrizione. ENPAP indica che deve iscriversi lo psicologo iscritto all’Albo che incassa un compenso per attività libero-professionale, anche se occasionale.
La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla data di incasso del primo compenso. Il termine e la procedura sono indicati nella pagina ufficiale ENPAP dedicata all’iscrizione.
Quali contributi ENPAP paga uno psicologo?
La contribuzione ENPAP comprende un contributo soggettivo, un contributo integrativo e il contributo di maternità previsto annualmente.
Nel 2026 il contributo soggettivo ordinario parte dal 10% del reddito professionale netto, mentre il contributo integrativo è normalmente pari al 2% dei corrispettivi lordi rilevanti secondo il regolamento dell’Ente.
Minimali, riduzioni, scadenze e modalità di calcolo richiedono però una verifica separata della posizione individuale. La fonte aggiornata è la guida ufficiale ENPAP sui contributi.
Psicologo dipendente e Partita IVA: sono compatibili?
Un rapporto di lavoro dipendente non impedisce automaticamente di aprire la Partita IVA come psicologo, ma devono essere controllati sia gli eventuali vincoli contrattuali o di incompatibilità sia le cause ostative del regime forfettario.
È inoltre necessario distinguere il reddito da lavoro dipendente dall’attività psicologica autonoma ai fini fiscali e previdenziali. La contribuzione ENPAP riguarda l’attività professionale autonoma che produce reddito riconducibile alla professione.
Come funziona la fatturazione dello psicologo?
La fatturazione dello psicologo ha regole particolari perché le prestazioni possono rientrare tra quelle sanitarie e possono essere coinvolti gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria.
Occorre inoltre gestire correttamente il contributo integrativo ENPAP, l’eventuale imposta di bollo, il regime IVA applicabile alla prestazione e le regole sulla trasmissione dei dati sanitari. Per questo la fatturazione merita una trattazione distinta rispetto alla sola apertura della Partita IVA.
Quanto paga di tasse uno psicologo forfettario?
Il calcolo parte dai compensi incassati, sui quali viene applicato il coefficiente di redditività del 78%. Dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi dalla disciplina fiscale e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
Puoi utilizzare anche la guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario.
Quanto costa aprire la Partita IVA da psicologo?
L’attribuzione della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate non comporta di per sé un costo fiscale di apertura. I costi effettivi dell’attività possono invece derivare dalla gestione professionale, dall’ENPAP, dall’Ordine, dall’assicurazione professionale, dagli strumenti utilizzati e dall’eventuale assistenza fiscale.
Nel valutare il costo complessivo non bisogna quindi confondere la procedura di apertura con le spese ricorrenti necessarie per esercitare e gestire l’attività.
Errori da evitare quando si apre la Partita IVA da psicologo
- utilizzare ancora il vecchio codice ATECO 86.90.30 invece del vigente 86.93.00;
- confondere l’apertura della Partita IVA con il momento in cui nasce l’obbligo di iscrizione ENPAP;
- attendere oltre 90 giorni dall’incasso del primo compenso per iscriversi all’ENPAP;
- considerare automatico il 5% del regime forfettario;
- trascurare gli obblighi legati alle prestazioni sanitarie e al Sistema Tessera Sanitaria;
- dedurre analiticamente nel forfettario costi che sono già assorbiti dal coefficiente di redditività;
- valutare il codice ATECO senza considerare eventuali ulteriori attività realmente svolte.
Domande frequenti sulla Partita IVA dello psicologo
Approfondisci anche contributi ENPAP dello psicologo: calcolo, minimi e scadenze.
Approfondisci anche fattura dello psicologo: ENPAP, Sistema TS e bollo.
Approfondisci anche regime forfettario dello psicologo: tasse, ENPAP e requisiti.
Approfondisci anche costi della Partita IVA dello psicologo.
Approfondisci anche Sistema Tessera Sanitaria per psicologi: obblighi, scadenze e sanzioni.
Approfondisci anche Psicologo dipendente e Partita IVA: pubblico, privato e forfettario.
Approfondisci anche IVA dello psicologo: prestazioni sanitarie esenti e attività imponibili.
Il codice vigente è 86.93.00 – Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici. Ha sostituito il precedente 86.90.30 con l’entrata in uso operativo di ATECO 2025.
ENPAP richiede l’iscrizione quando lo psicologo iscritto all’Albo ha incassato il primo compenso derivante dall’attività libero-professionale. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dall’incasso.
Sì, se rispetta il limite di ricavi e compensi e tutte le altre condizioni previste dalla normativa, comprese le cause ostative. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può scendere al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti.
No. Secondo ENPAP, se lo psicologo ha aperto la Partita IVA ma non ha ancora incassato un compenso libero-professionale, non deve ancora iscriversi all’Ente.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
