I contributi INPS artigiani e commercianti 2026 prevedono una quota minima dovuta per i mesi di iscrizione e una quota percentuale sull’eventuale reddito che supera il minimale. Per il 2026 il reddito minimale della Gestione INPS Artigiani e Commercianti è pari a 18.808 euro.
Per un’attività svolta per l’intero anno, il contributo minimo è pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti. Oltre il minimale si applicano le aliquote del 24% e del 24,48%; sopra 56.224 euro le aliquote salgono rispettivamente al 25% e al 25,48%. In questa guida trovi anche massimali, scadenze, Quadro RR, riduzione del 35% ed esempi per il regime forfettario.
Indice dei contenuti
INPS artigiani e commercianti 2026: importi in breve
| Voce 2026 | Artigiani | Commercianti |
|---|---|---|
| Reddito minimale | 18.808 € | 18.808 € |
| Contributo minimo annuo | 4.521,36 € | 4.611,64 € |
| Contributo minimo mensile | 376,78 € | 384,31 € |
| Aliquota fino a 56.224 € | 24% | 24,48% |
| Aliquota oltre 56.224 € | 25% | 25,48% |
| Massimale ordinario storico ante 1996 | 93.707 € | 93.707 € |
| Massimale iscritti dal 1996 senza anzianità precedente | 122.295 € | 122.295 € |
| Riduzione forfettari | 35% se spettante e correttamente richiesta | |
Gli importi derivano dalla disciplina INPS 2026. Il contributo minimo comprende anche il contributo di maternità; per attività iniziate o cessate in corso d’anno il minimale e la quota fissa vengono rapportati ai mesi di iscrizione.
Chi deve iscriversi alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti
L’inquadramento dipende dall’attività effettivamente esercitata. In linea generale, chi svolge personalmente e abitualmente un’attività artigiana rientra nella Gestione Artigiani; chi esercita un’attività commerciale, del terziario o del turismo con i requisiti previsti rientra nella Gestione Commercianti.
Non basta però il solo codice ATECO: assumono rilievo anche organizzazione, modalità concreta di svolgimento e ruolo del titolare. Un professionista senza Cassa può invece ricadere nella Gestione Separata INPS, che non prevede il contributo fisso sul minimale tipico di artigiani e commercianti.
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Contributi fissi sul minimale di 18.808 euro
Il primo livello della contribuzione è collegato al reddito minimale di 18.808 euro. Anche quando il reddito previdenziale dell’impresa è inferiore a questa soglia, l’iscritto deve normalmente versare la contribuzione minima prevista per i mesi di iscrizione, salvo agevolazioni applicabili.
- Artigiani: 4.521,36 euro per l’intero 2026, pari a 376,78 euro mensili.
- Commercianti: 4.611,64 euro per l’intero 2026, pari a 384,31 euro mensili.
Questo è il motivo per cui una Partita IVA artigiana o commerciale con reddito basso può avere comunque un costo previdenziale significativo.
Contributi variabili oltre il minimale
Quando il reddito previdenziale supera 18.808 euro, alla quota minima si aggiungono i contributi sulla parte eccedente. Fino a 56.224 euro si applica il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti. Sulla quota che supera 56.224 euro l’aliquota aumenta di un punto percentuale: 25% e 25,48%.
La maggiore aliquota dei commercianti comprende anche la contribuzione aggiuntiva prevista per la cessazione dell’attività commerciale.
Massimale contributivo 2026: 93.707 o 122.295 euro
La contribuzione percentuale non cresce senza limite. Nel 2026 il massimale di reddito annuo è pari a 93.707 euro per chi possiede anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Per chi è privo di anzianità contributiva a quella data ed è iscritto con decorrenza dal 1° gennaio 1996 il massimale è invece pari a 122.295 euro.
Il massimale va quindi individuato sulla posizione previdenziale personale: non è corretto applicare automaticamente lo stesso tetto a tutti gli iscritti.
Quale reddito conta nel regime forfettario
Nel regime forfettario la base previdenziale non coincide con il fatturato. Si parte dai ricavi e si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività: il risultato è il reddito forfettario che costituisce il riferimento per verificare il minimale e calcolare la quota eccedente.
Ricavi × coefficiente di redditività = reddito forfettario
Il coefficiente cambia in base all’attività. Puoi verificarlo nella tabella dei coefficienti di redditività.
Esempio: artigiano con 40.000 euro di ricavi
Consideriamo un artigiano con 40.000 euro di ricavi e coefficiente di redditività del 67%.
- Ricavi: 40.000 €
- Reddito forfettario: 40.000 × 67% = 26.800 €
- Quota oltre il minimale: 26.800 − 18.808 = 7.992 €
- Contributi percentuali: 7.992 × 24% = 1.918,08 €
- Contributi minimi: 4.521,36 €
- Totale prima delle eventuali agevolazioni: 6.439,44 €
L’imposta sostitutiva si calcola separatamente. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati sono deducibili prima di applicare il 5% o il 15%.
Esempio: commerciante con reddito sotto il minimale
Un commerciante con 33.000 euro di ricavi e coefficiente del 40% ha un reddito forfettario di 13.200 euro. Poiché è inferiore a 18.808 euro, non nasce una quota percentuale eccedente, ma restano normalmente dovuti i 4.611,64 euro di contributi minimi annui, salvo agevolazioni o periodi di iscrizione inferiori all’anno.
Riduzione INPS del 35% per i forfettari
Gli artigiani e commercianti in regime forfettario che rispettano i requisiti possono aderire al regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione riguarda la contribuzione pensionistica dovuta sul minimale e sulla quota eccedente secondo le regole INPS.
Il beneficio non nasce automaticamente con il forfettario. Per domanda, prosecuzione, rinuncia, riduzione del 50% e casi degli over 65 consulta la guida dedicata alle agevolazioni INPS per i forfettari 2026.
Riduzione del 50%: chi può averla ancora nel 2026
Nel 2026 può continuare a produrre effetti la riduzione contributiva del 50% prevista per chi si è iscritto per la prima volta alle Gestioni Artigiani o Commercianti nel 2025 e ha ottenuto il beneficio. La durata è di 36 mesi dall’avvio dell’attività. Non è invece un nuovo beneficio riconosciuto alle prime iscrizioni effettuate nel 2026 e non si cumula con il 35% sullo stesso periodo.
Per i dati annuali il riferimento è la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
Scadenze contributi fissi 2026
I contributi sul minimale sono suddivisi in quattro rate. Per il 2026 le scadenze indicate dall’INPS sono:
| Rata | Scadenza |
|---|---|
| 1ª rata | 18 maggio 2026 |
| 2ª rata | 20 agosto 2026 |
| 3ª rata | 16 novembre 2026 |
| 4ª rata | 16 febbraio 2027 |
Prima del pagamento è utile verificare gli importi presenti nel Cassetto previdenziale, soprattutto in caso di apertura o cessazione in corso d’anno, collaboratori, agevolazioni o variazioni della posizione.
Quadro RR: saldo e acconti sulla quota eccedente
La contribuzione dovuta sul reddito che supera il minimale viene determinata nella dichiarazione dei redditi attraverso il Quadro RR del modello Redditi Persone Fisiche. Il saldo e il primo acconto seguono, in via ordinaria, i termini previsti per il saldo delle imposte sui redditi; il secondo acconto segue la relativa scadenza fiscale. Eventuali proroghe o rateizzazioni vanno verificate per l’anno interessato.
Il Quadro RR è quindi il collegamento tra reddito dichiarato e contribuzione variabile: la quota fissa non va confusa con saldo e acconti calcolati sul reddito eccedente.
I contributi INPS sono deducibili nel forfettario?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati sono deducibili dal reddito forfettario prima del calcolo dell’imposta sostitutiva. Il passaggio corretto è: ricavi, coefficiente di redditività, deduzione dei contributi obbligatori pagati e, infine, applicazione dell’imposta sostitutiva.
Per una stima complessiva puoi usare il simulatore tasse e contributi del regime forfettario.
Simulatore INPS artigiani e commercianti
Dal 2026 l’INPS mette a disposizione anche un simulatore per i contributi di artigiani e commercianti. Lo strumento consente una stima considerando reddito, mesi di attività, titolare, collaboratori e alcune riduzioni, ma non sostituisce i dati della posizione contributiva effettiva.
Cosa succede se il reddito è zero?
Per un artigiano o commerciante regolarmente iscritto, un reddito nullo non azzera normalmente i contributi. La contribuzione sul minimale resta dovuta per i mesi di iscrizione, salvo specifiche agevolazioni o eventi che incidano sulla posizione.
Collaboratori familiari, coadiuvanti e lavoro dipendente
Nelle imprese artigiane e commerciali possono esserci collaboratori familiari o coadiuvanti con una propria posizione contributiva. Reddito attribuito, mesi di attività, età e posizione di ciascun iscritto possono modificare il calcolo. Anche la presenza di un lavoro dipendente non determina automaticamente né l’esonero né la doppia contribuzione: occorre verificare la concreta attività e i requisiti previdenziali.
Come si pagano i contributi: F24 e Cassetto previdenziale
I contributi si versano con modello F24. Per le quote fisse l’INPS rende disponibili i dati nel Cassetto previdenziale; per la quota eccedente il minimale il calcolo passa dalla dichiarazione e dal Quadro RR. Il Cassetto va controllato anche per verificare versamenti, anomalie e applicazione delle agevolazioni.
Errori frequenti da evitare
- calcolare i contributi percentuali sull’intero fatturato invece che sul reddito forfettario;
- dimenticare la contribuzione minima quando il reddito è sotto 18.808 euro;
- applicare la riduzione del 35% senza averne verificato l’attivazione;
- confondere il beneficio del 50% per prime iscrizioni 2025 con una nuova agevolazione 2026;
- ignorare il massimale contributivo applicabile alla propria anzianità previdenziale;
- confondere rate fisse e saldo/acconti del Quadro RR;
- usare il 17 novembre invece della scadenza INPS del 16 novembre 2026;
- confondere Gestione Artigiani e Commercianti con Gestione Separata.
Domande frequenti
Per l’intero 2026 il contributo minimo dell’artigiano è 4.521,36 euro. Se il reddito previdenziale supera 18.808 euro si aggiunge la contribuzione percentuale sulla quota eccedente.
Per l’intero 2026 il contributo minimo del commerciante è 4.611,64 euro. Oltre il minimale di 18.808 euro si applica la contribuzione percentuale sulla parte eccedente.
In via ordinaria sì, se la posizione Artigiani o Commercianti è attiva: resta dovuta la contribuzione sul minimale per i mesi di iscrizione, salvo agevolazioni o situazioni particolari.
Le quattro scadenze sono 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.
Sì, artigiani e commercianti forfettari che rispettano i requisiti possono accedere al regime contributivo agevolato con riduzione del 35%, ma il beneficio deve essere correttamente attivato secondo le regole INPS.
INPS artigiani e commercianti 2026: cosa ricordare
Il calcolo corretto deve tenere insieme minimale, aliquota sulla quota eccedente, massimale applicabile, eventuali agevolazioni, scadenze e Quadro RR. Per approfondimenti specifici puoi consultare le guide dedicate ad artigiani e regime forfettario e commercianti e regime forfettario.
Per il quadro complessivo di requisiti, tasse, previdenza e adempimenti torna alla guida completa al regime forfettario 2026.
Consulente per artigiani e commercianti in regime forfettario
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