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Fattura elettronica forfettari 2026: obbligo, RF19, bollo e come fare

Titolo fatturazione elettronica regime forfettario 2025 con sfondo chiaro e design semplice

Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria per i contribuenti in regime forfettario, salvo le discipline speciali previste per alcune operazioni, come determinate prestazioni sanitarie verso persone fisiche. La fattura viene predisposta in formato XML e trasmessa al cliente attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Per compilare correttamente una fattura forfettaria è importante distinguere tre elementi che vengono spesso confusi: RF19 identifica il regime fiscale, N2.2 è la natura IVA normalmente usata per le operazioni interne non soggette a IVA del forfettario, mentre il 5% o 15% riguarda l’imposta sostitutiva sul reddito e non l’IVA della fattura.

In questa guida vediamo come emettere una fattura elettronica nel regime forfettario nel 2026, quali dati inserire, quando applicare il bollo da 2 euro, come gestire privati, imprese, Pubblica Amministrazione e clienti esteri, cosa fare in caso di scarto e come conservare i documenti.

Indice dei contenuti

  • Fatturazione elettronica forfettari 2026: risposta in breve
  • Chi è obbligato alla fattura elettronica nel regime forfettario
  • Prestazioni sanitarie e Sistema Tessera Sanitaria: attenzione alle regole speciali
  • RF19 e N2.2: cosa significano e dove si usano
  • Il 5% o 15% non va indicato come aliquota IVA
  • Come fare una fattura elettronica forfettaria passo per passo
  • Cosa deve contenere la fattura elettronica del forfettario
  • Fattura a un privato senza codice destinatario
  • Fattura a impresa o professionista italiano
  • Fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione
  • Fattura a cliente estero: non usare N2.2 in automatico
  • Bollo da 2 euro sulla fattura elettronica forfettaria
  • Entro quando inviare una fattura elettronica allo SdI
  • Cosa fare se la fattura viene scartata dallo SdI
  • Fattura non consegnata e fattura scartata non sono la stessa cosa
  • Come correggere una fattura elettronica già emessa
  • Conservazione elettronica: il PDF non basta
  • Quale software usare: Agenzia delle Entrate, Aruba o altri gestionali?
  • Errori frequenti nella fattura elettronica dei forfettari
  • Fattura elettronica forfettari 2026: cosa ricordare
  • Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Fatturazione elettronica forfettari 2026: risposta in breve

DatoRegola pratica
FormatoXML trasmesso tramite SdI
Regime fiscaleRF19
Natura IVA ordinaria internaN2.2, quando l’operazione è non soggetta per il regime forfettario
IVANon esposta nelle normali operazioni del forfettario
Ritenuta d’accontoNormalmente non applicata ai compensi del forfettario
Bollo2 € quando dovuto, in genere sopra 77,47 € per le operazioni non assoggettate a IVA
Termine fattura immediataEntro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, salvo regole specifiche

Il fatto che il forfettario non addebiti normalmente l’IVA non significa che la fattura sia “esente IVA”. Il codice N2.2 indica infatti una operazione non soggetta a IVA – altri casi, e non va confuso con i codici N4 usati per le operazioni esenti.

Chi è obbligato alla fattura elettronica nel regime forfettario

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è generalizzato anche per i contribuenti in regime forfettario, senza la precedente soglia di ricavi o compensi che aveva consentito un’esclusione temporanea ad alcuni soggetti.

La regola riguarda quindi sia chi ha aperto la Partita IVA da poco sia chi applica il forfettario da anni. Per una panoramica sui requisiti fiscali puoi consultare la guida completa al regime forfettario.

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Prestazioni sanitarie e Sistema Tessera Sanitaria: attenzione alle regole speciali

Le prestazioni sanitarie verso persone fisiche soggette alla disciplina del Sistema Tessera Sanitaria non devono essere trattate come una normale fattura B2C via SdI. Per queste operazioni esistono regole speciali legate alla tutela dei dati sanitari e alla trasmissione al Sistema TS.

Se eserciti una professione sanitaria devi quindi verificare separatamente se il documento va trasmesso al Sistema TS e se opera il divieto di invio tramite SdI. Sul sito trovi, per esempio, guide specifiche sulla fattura dello psicologo e sulla fatturazione del fisioterapista.

RF19 e N2.2: cosa significano e dove si usano

Nella fattura elettronica del forfettario i codici più importanti sono spesso RF19 e N2.2, ma svolgono funzioni diverse.

  • RF19 indica nel file XML che il cedente o prestatore applica il regime forfettario previsto dalla legge 190/2014.
  • N2.2 descrive la natura dell’operazione ai fini IVA quando si tratta di un’operazione non soggetta a IVA per altri casi, ed è il codice normalmente utilizzato nelle fatture interne del forfettario.

Non tutte le operazioni di un forfettario, però, devono avere automaticamente N2.2. Se la fattura riguarda un’operazione con l’estero o un caso particolare di territorialità, esportazione o altra disciplina IVA, la natura può essere diversa. Il regime fiscale RF19 resta una cosa distinta dalla natura della singola operazione.

Il 5% o 15% non va indicato come aliquota IVA

Una delle confusioni più frequenti consiste nel pensare che il forfettario debba indicare in fattura IVA al 5% o al 15%. È sbagliato. Queste percentuali sono le aliquote dell’imposta sostitutiva calcolata sul reddito fiscale del contribuente e non rappresentano IVA da addebitare al cliente.

La fattura ordinaria del forfettario non espone quindi IVA; l’imposta sostitutiva verrà calcolata in dichiarazione dopo aver determinato il reddito forfettario e dedotto i contributi previdenziali obbligatori versati. La differenza è spiegata nella guida all’imposta sostitutiva del 5% o 15%.

Come fare una fattura elettronica forfettaria passo per passo

  1. inserisci i dati del cedente o prestatore e quelli del cliente;
  2. seleziona il regime fiscale RF19;
  3. indica data e numero progressivo della fattura;
  4. descrivi in modo chiaro il bene o il servizio;
  5. inserisci l’importo del corrispettivo;
  6. per la normale operazione interna non soggetta del forfettario utilizza la natura N2.2;
  7. inserisci il riferimento normativo appropriato;
  8. applica il bollo virtuale quando dovuto;
  9. indica il corretto canale di recapito del cliente;
  10. genera il file XML e trasmettilo allo SdI;
  11. controlla l’esito: consegna, impossibilità di recapito o scarto;
  12. conserva digitalmente la fattura secondo le regole previste.

Il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate consente di predisporre e trasmettere gratuitamente le fatture; in alternativa si può utilizzare un gestionale privato.

Cosa deve contenere la fattura elettronica del forfettario

Oltre ai dati identificativi del fornitore e del cliente, la fattura deve contenere numero, data, descrizione dell’operazione, imponibile o corrispettivo, regime fiscale, natura IVA quando necessaria e gli altri dati richiesti dal tracciato XML.

Per una normale operazione interna in regime forfettario si utilizza spesso una dicitura come: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014 – regime forfettario”.

Per i compensi professionali è inoltre utile indicare che il compenso non è soggetto a ritenuta d’acconto nei casi previsti dal comma 67 della stessa legge. La dicitura non sostituisce i corretti campi XML, ma rende il documento più chiaro per il cliente e per chi lo contabilizza.

Fattura a un privato senza codice destinatario

Se il cliente è una persona fisica residente in Italia e non possiede un canale telematico accreditato, nel campo Codice Destinatario si utilizza normalmente 0000000 e si inserisce correttamente il codice fiscale del cliente.

La fattura viene comunque trasmessa allo SdI. È buona pratica consegnare al cliente anche una copia di cortesia in formato leggibile, chiarendo che il documento fiscalmente rilevante è quello elettronico trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio.

Fattura a impresa o professionista italiano

Per un cliente titolare di Partita IVA si utilizzano i dati fiscali corretti e il canale di recapito comunicato dal destinatario: codice destinatario a sette caratteri oppure PEC, secondo il caso. Se il cliente ha registrato preventivamente un indirizzo telematico presso l’Agenzia delle Entrate, lo SdI utilizza quel canale anche se in fattura viene indicato un dato diverso.

Prima dell’invio è sempre meglio verificare Partita IVA, denominazione, indirizzo e canale telematico, evitando di considerare il PDF come sostitutivo del documento XML.

Fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione

Quando il cliente è una Pubblica Amministrazione la fattura segue il tracciato FatturaPA e deve essere indirizzata all’ufficio corretto tramite il relativo codice univoco. Possono inoltre essere necessari dati come CIG, CUP, riferimenti all’ordine o al contratto e termini di pagamento.

Non conviene riutilizzare automaticamente una fattura B2B già predisposta: un codice ufficio errato o la mancanza di riferimenti richiesti dall’ente può ritardare l’accettazione e il pagamento.

Fattura a cliente estero: non usare N2.2 in automatico

Le operazioni verso clienti UE o extra UE richiedono una verifica specifica della territorialità IVA e del tipo di operazione. Il fatto di essere forfettari non rende automaticamente corretto il codice N2.2 per ogni fattura estera.

Per i soggetti non residenti il tracciato utilizza normalmente il codice convenzionale XXXXXXX per il destinatario, ma la natura IVA e l’eventuale riferimento normativo dipendono dall’operazione. Per esempio, una prestazione di servizi B2B territorialmente fuori campo può richiedere N2.1 e il riferimento all’articolo 7-ter. Un caso pratico è spiegato nella guida alla fattura a un cliente nel Regno Unito.

Bollo da 2 euro sulla fattura elettronica forfettaria

Nelle fatture del forfettario il bollo da 2 euro è generalmente dovuto quando l’importo dell’operazione non assoggettata a IVA supera 77,47 euro, salvo i casi in cui la specifica operazione non è soggetta al bollo.

Nella fattura elettronica non si applica materialmente una marca: si valorizza il campo relativo al bollo virtuale. L’Agenzia delle Entrate mette poi a disposizione, nell’area Fatture e Corrispettivi, gli elenchi delle fatture considerate soggette a bollo e gli importi da versare. Per scadenze, elenchi A e B e correzioni puoi approfondire nella guida su come gestire l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

Entro quando inviare una fattura elettronica allo SdI

Per la fattura immediata il termine ordinario è entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Esistono però regole differenti per le fatture differite e per specifiche operazioni, quindi la data del documento e la data di trasmissione non vanno gestite in modo automatico senza verificare il caso concreto.

L’Agenzia delle Entrate riepiloga la compilazione e le tempistiche nella Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell’esterometro.

Cosa fare se la fattura viene scartata dallo SdI

Una fattura scartata dal Sistema di Interscambio non è considerata correttamente emessa. Per questo è importante leggere subito il codice errore, correggere il dato che ha provocato lo scarto e ritrasmettere il documento tempestivamente.

Gli errori più comuni riguardano Partita IVA o codice fiscale del cliente, natura IVA, dati obbligatori mancanti, formato XML non valido e incoerenze nei totali. Non basta generare il file: bisogna sempre controllare la ricevuta dello SdI.

Fattura non consegnata e fattura scartata non sono la stessa cosa

Se lo SdI accetta la fattura ma non riesce a recapitarla al destinatario, il documento non è automaticamente sbagliato. La fattura può risultare regolarmente emessa e messa a disposizione del cliente nell’area riservata, mentre il cedente deve comunicare al cliente che il documento è disponibile e consegnare una copia di cortesia.

Lo scarto, invece, indica che la fattura non ha superato i controlli del Sistema di Interscambio e deve essere corretta e reinviata.

Come correggere una fattura elettronica già emessa

Se la fattura è stata accettata dallo SdI ma contiene un errore che incide sull’importo o sull’operazione, in molti casi la correzione non si effettua modificando il file già trasmesso. Può essere necessario emettere una nota di credito e, se serve, una nuova fattura corretta.

La soluzione dipende dal tipo di errore: un semplice dato descrittivo non ha gli stessi effetti di un importo, un cliente o una natura IVA sbagliati. Prima di emettere documenti rettificativi conviene verificare la situazione per evitare duplicazioni.

Conservazione elettronica: il PDF non basta

Le fatture elettroniche devono essere conservate digitalmente secondo le regole della conservazione a norma. Salvare soltanto una copia PDF sul computer non equivale alla conservazione fiscale del file XML.

Il contribuente può aderire al servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia delle Entrate oppure utilizzare un provider che gestisce il processo. I documenti fiscali devono essere conservati per il periodo previsto dalla normativa; per le scritture e i documenti rilevanti il riferimento ordinario è di dieci anni.

Quale software usare: Agenzia delle Entrate, Aruba o altri gestionali?

Non esiste un obbligo fiscale di utilizzare un particolare software commerciale. Il servizio dell’Agenzia delle Entrate consente gratuitamente di creare, inviare e consultare le fatture; piattaforme come Aruba, Fatture in Cloud e altri gestionali aggiungono funzioni di automazione, anagrafiche, scadenziari, riconciliazione dei pagamenti e conservazione.

La scelta dipende dal numero di fatture, dalla complessità dell’attività e dal livello di automazione desiderato. Prima di scegliere conviene verificare che il servizio gestisca correttamente RF19, natura IVA, bollo, fatture estere, note di credito, conservazione e accesso ai file XML.

Errori frequenti nella fattura elettronica dei forfettari

  • indicare IVA al 5% o 15% confondendola con l’imposta sostitutiva;
  • definire N2.2 come “esenzione IVA” anziché operazione non soggetta;
  • dimenticare il regime fiscale RF19;
  • usare N2.2 in automatico anche per operazioni estere che richiedono una natura diversa;
  • omettere il bollo quando dovuto;
  • inviare una fattura sanitaria via SdI senza verificare le regole del Sistema TS;
  • considerare emessa una fattura che lo SdI ha scartato;
  • non controllare le ricevute di consegna o mancato recapito;
  • salvare solo il PDF e non attivare la conservazione digitale a norma;
  • ritardare l’invio oltre i termini previsti.

Fattura elettronica forfettari 2026: cosa ricordare

Per una normale operazione interna del forfettario, la fattura elettronica 2026 richiede soprattutto una corretta configurazione del regime RF19, della natura N2.2 quando appropriata, del bollo virtuale e dei dati del destinatario. Il file deve essere inviato allo SdI e la ricevuta va sempre controllata.

Le situazioni che richiedono maggiore attenzione sono prestazioni sanitarie, Pubblica Amministrazione, clienti esteri, note di credito e operazioni con una disciplina IVA particolare. Se stai aprendo ora la Partita IVA, trovi anche la guida su come aprire la Partita IVA in regime forfettario.

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