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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Fattura a un cliente nel Regno Unito nel regime forfettario

Se sei in regime forfettario e devi fatturare un cliente nel Regno Unito, la prima verifica è capire se stai rendendo un servizio a un'impresa o professionista oppure a un privato. Dopo la Brexit il Regno Unito è, ai fini IVA, un Paese extra-UE e una normale prestazione di servizi generici B2B resa da un forfettario italiano a un soggetto passivo UK è generalmente non soggetta a IVA in Italia ai sensi dell'articolo 7-ter del DPR 633/1972.

Per il caso B2B più comune, la fattura elettronica si compila con RegimeFiscale RF19 per il cedente forfettario, Natura N2.1 per la prestazione fuori campo territoriale, CodiceDestinatario XXXXXXX e la dicitura “operazione non soggetta”. Non si usa N2.2 soltanto perché il prestatore è forfettario: in questa operazione prevale la specifica ragione di non territorialità IVA.

Fattura Regno Unito nel forfettario: tabella rapida

Campo o adempimentoServizio generico B2B a cliente UK
Regime fiscale del prestatoreRF19 – regime forfettario
IVA italianaNon addebitata per territorialità
RiferimentoArt. 7-ter DPR 633/1972
Natura IVA XMLN2.1
Codice DestinatarioXXXXXXX
Paese clienteGB
Dicitura fiscaleOperazione non soggetta
VIESNon richiesto per il solo cliente UK
IntrastatNon previsto per la normale prestazione extra-UE
Termine fatturaEntro il 15 del mese successivo per le prestazioni art. 7-ter a soggetto passivo extra-UE

Come fatturare a un cliente business nel Regno Unito

Per i servizi generici B2B il criterio territoriale dell'articolo 7-ter individua come luogo di tassazione quello in cui è stabilito il committente soggetto passivo. Se quindi un professionista italiano presta, per esempio, una consulenza, un servizio informatico, pubblicitario o professionale a un'impresa britannica, la prestazione non è territorialmente rilevante ai fini IVA in Italia.

La fattura italiana viene emessa senza IVA italiana. La causa non è semplicemente l'applicazione del regime forfettario, ma la carenza del requisito territoriale. È proprio questa distinzione a spiegare perché nell'XML si usa N2.1 e non il più comune N2.2 delle normali fatture domestiche del forfettario.

Fac simile: come compilare l'XML verso un cliente UK

Campo XMLCompilazione indicativa
RegimeFiscaleRF19
TipoDocumentoNormalmente TD01 per una fattura ordinaria di servizi
IdPaese clienteGB
IdCodice clienteVAT number o altro identificativo fiscale estero fornito dal cliente, quando disponibile
CodiceDestinatarioXXXXXXX
AliquotaIVA0,00
NaturaN2.1
Riferimento normativoOperazione non soggetta a IVA ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/1972

Le specifiche FatturaPA prevedono XXXXXXX per le fatture verso soggetti non residenti, non stabiliti e non identificati in Italia quando il file viene trasmesso allo SdI. Il codice Paese deve essere diverso da IT; per il Regno Unito si utilizza normalmente GB.

Quale dicitura inserire in fattura

Per una normale prestazione generica B2B verso un soggetto passivo britannico puoi riportare una formula come:

Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell'art. 7-ter del DPR 633/1972.

L'articolo 21 del DPR 633/1972 prevede per le operazioni che si considerano effettuate fuori dall'Unione europea l'annotazione “operazione non soggetta”. È quindi preferibile questa formulazione rispetto a espressioni generiche come “non imponibile” o “reverse charge”, che descrivono fattispecie diverse.

N2.1 o N2.2: quale codice usare?

Questo è uno degli errori più frequenti. N2.1 identifica le operazioni non soggette a IVA per carenza del requisito di territorialità ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del DPR 633/1972. N2.2 identifica invece le altre operazioni non soggette, compresa la normale fatturazione domestica del contribuente forfettario.

Quindi, se sei forfettario ma stai rendendo un servizio generico B2B a un'impresa del Regno Unito, nel campo RegimeFiscale resti RF19, mentre sulla riga dell'operazione utilizzi N2.1. Le due informazioni non sono in contraddizione: descrivono due aspetti diversi della fattura.

Entro quando va emessa la fattura al cliente UK?

Per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 7-ter rese a un soggetto passivo stabilito fuori dall'Unione europea, l'articolo 21 del DPR 633/1972 consente l'emissione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

Questo termine non deve però essere usato per tutte le operazioni con il Regno Unito indistintamente: vendite di beni, servizi con regole territoriali speciali e operazioni verso privati possono seguire discipline diverse.

Come verificare che il cliente UK sia realmente business

L'articolo 7-ter B2B presuppone che il committente agisca come soggetto passivo. Dopo la Brexit il VAT number britannico non viene trattato come una normale partita IVA comunitaria da verificare nel VIES. Conviene quindi conservare gli elementi che dimostrano la natura business del cliente: dati societari, VAT number o tax ID britannico, contratto, ordine e altre informazioni commerciali coerenti.

Serve il VIES?

No, non per il solo fatto di rendere una prestazione a un cliente stabilito in Gran Bretagna. Il Regno Unito non è più uno Stato membro dell'Unione europea e una normale prestazione B2B verso un soggetto UK segue le regole extra-UE.

Va presentato Intrastat?

No, una normale prestazione di servizi resa a un'impresa stabilita nel Regno Unito non rientra negli elenchi Intrastat, che riguardano le operazioni intracomunitarie. Anche questo è uno degli effetti pratici della Brexit da non confondere con la fatturazione a clienti business situati in Francia, Germania, Spagna o altri Stati UE.

Il bollo da 2 euro si applica automaticamente con N2.1?

Non conviene dedurre il trattamento del bollo dal solo codice Natura. Nella procedura automatica dell'Agenzia delle Entrate, le fatture con N2.1 non sono tra quelle che vengono inserite automaticamente nell'elenco B sulla sola base della Natura, a differenza di N2.2, N3.6 e N4.

Questo non significa che ogni documento N2.1 sia automaticamente esente. L'assoggettamento al bollo va verificato in base alla specifica operazione e alle regole dell'imposta di bollo. Se il documento è soggetto, nel file elettronico va valorizzato correttamente il campo BolloVirtuale.

Cliente UK privato: l'articolo 7-ter non si applica automaticamente

Se il cliente britannico è un privato consumatore, non puoi copiare la fattura B2B. Per i servizi B2C la territorialità va verificata in base alla tipologia della prestazione: esistono regole particolari per servizi elettronici, consulenze, servizi immobiliari, trasporti, eventi e altre categorie.

La qualifica di contribuente forfettario non rende identiche tutte le operazioni internazionali. Se devi gestire anche altri Paesi, puoi consultare l'approfondimento generale sulle operazioni con l'estero nel regime forfettario.

Vendita di beni nel Regno Unito: regole diverse

Le indicazioni precedenti riguardano soprattutto le prestazioni di servizi generici B2B. Se dall'Italia spedisci merci in Gran Bretagna, non devi usare automaticamente l'articolo 7-ter: le cessioni di beni verso Paesi extra-UE possono configurare esportazioni e comportano anche profili doganali.

Irlanda del Nord: quando compare il prefisso XI

L'Irlanda del Nord conserva una disciplina particolare per gli scambi di beni con l'Unione europea. In tali casi gli operatori interessati possono utilizzare un identificativo IVA con prefisso XI. Le autorità britanniche precisano però che XI non è richiesto per le transazioni di servizi tra Irlanda del Nord e Unione europea.

Quindi, per una normale consulenza o altro servizio generico B2B verso un'impresa dell'Irlanda del Nord, non bisogna trattare automaticamente l'operazione come uno scambio intracomunitario di beni.

Errori da evitare nella fattura UK

  • usare N2.2 invece di N2.1 per un servizio generico B2B fuori campo per territorialità;
  • scrivere “reverse charge” come se il cliente UK fosse ancora un soggetto comunitario;
  • inserire un normale codice destinatario italiano invece di XXXXXXX;
  • omettere il Paese estero e l'identificativo fiscale disponibile del cliente;
  • presentare Intrastat per una normale prestazione a un cliente britannico;
  • applicare le stesse regole B2B a un cliente privato;
  • usare le regole dei servizi per una vendita di beni.

Fonti ufficiali

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