Se una fattura elettronica viene scartata dallo SdI, si considera non emessa. Devi aprire la ricevuta di scarto, individuare il motivo, correggere l’errore e trasmettere nuovamente il file XML. L’Agenzia delle Entrate consiglia, quando possibile, di mantenere la stessa data e lo stesso numero della fattura scartata.
Lo scarto non va confuso con una fattura correttamente acquisita dallo SdI ma non recapitata al cliente: nel primo caso il documento non è emesso; nel secondo può essere fiscalmente valido. Per l’inquadramento generale consulta la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.
Cosa significa fattura elettronica scartata
Il Sistema di Interscambio esegue controlli formali e fiscali sul file XML. Se uno o più controlli non vengono superati, invia una ricevuta di scarto con un codice e una descrizione sintetica dell’anomalia. La ricevuta è disponibile anche nell’area “Monitoraggio dei file trasmessi” di Fatture e Corrispettivi.
La conseguenza pratica è decisiva: una fattura scartata non si considera emessa. Non basta quindi aver generato il PDF o aver tentato l’invio.
Cosa fare appena ricevi la notifica di scarto
- Apri la ricevuta di scarto.
- Leggi il codice e la descrizione dell’errore.
- Controlla i dati indicati: anagrafica, codice fiscale o Partita IVA, codice destinatario, struttura XML, importi o altri campi obbligatori.
- Correggi soltanto ciò che ha causato lo scarto.
- Rigenera il file XML.
- Invialo nuovamente allo SdI.
- Controlla la nuova ricevuta e verifica che il documento sia stato acquisito.
Inviare di nuovo lo stesso file senza correggere la causa produce normalmente un nuovo scarto.
Entro quanto tempo va reinviata la fattura scartata
Le indicazioni dell’Agenzia richiamano la Circolare 13/E del 2 luglio 2018: il nuovo invio della fattura corretta va effettuato tempestivamente e, secondo la procedura indicata per lo scarto, entro cinque giorni dalla notifica quando si vuole mantenere la continuità con il documento originario.
Non confondere questo termine con i 12 giorni ordinari della fattura elettronica immediata. Lo scarto interviene dopo un primo invio e apre una fase di correzione del file rifiutato dal sistema.
Devo mantenere lo stesso numero e la stessa data?
È la soluzione preferibile. La guida dell’Agenzia consiglia di ricompilare la fattura corretta con la stessa data e la stessa numerazione del documento scartato. Poiché il primo file non ha prodotto una fattura validamente emessa, il nuovo invio serve a completare correttamente quella stessa operazione.
La Circolare 13/E contempla anche modalità alternative quando non è possibile usare lo stesso numero e la stessa data, purché la nuova numerazione renda evidente il collegamento con il documento scartato e la tempestività dell’operazione. Nei casi con registrazioni contabili già effettuate può essere necessaria anche una rettifica interna: non va però trasmessa automaticamente una nota di credito allo SdI per annullare una fattura che, essendo scartata, non è mai stata emessa.
Scarto SdI e mancata consegna non sono la stessa cosa
| Esito | La fattura è emessa? | Cosa fare |
|---|---|---|
| Scarto SdI | No | Correggere e reinviare |
| Impossibilità di consegna | Può essere sì | Verificare l’esito e informare il cliente |
| Consegna | Sì | Conservare ricevuta e documento |
Questa distinzione evita uno degli errori più frequenti: emettere una nota di credito per un file che non ha mai superato lo SdI oppure, al contrario, reinviare come nuova una fattura già acquisita.
Quali errori provocano più spesso lo scarto
L’Agenzia controlla, tra l’altro, l’esistenza di Partita IVA o codice fiscale, la presenza di un indirizzo telematico valido, la coerenza dei dati economici e la struttura del file. Anche un file duplicato o un XML non conforme può essere respinto.
- codice fiscale o Partita IVA inesistente o errata;
- codice destinatario non valido;
- dati obbligatori mancanti;
- incongruenze nei valori indicati;
- file XML non conforme;
- duplicazione di un documento già acquisito.
Se lo scarto riguarda un consumatore finale, verifica anche la guida sulla fattura elettronica a cliente privato, dove trovi codice fiscale e 0000000.
Serve una nota di credito per una fattura scartata?
Di norma no. La fattura scartata non è fiscalmente emessa, quindi non c’è un documento valido da stornare verso lo SdI. Devi correggere e reinviare la fattura.
La nota di credito nel regime forfettario serve invece quando una fattura è stata validamente emessa e occorre ridurne o annullarne gli effetti. Se la fattura è stata accettata ma contiene un importo errato, consulta anche come correggere una fattura elettronica con importo sbagliato.
E se il primo invio era già in ritardo?
Il fatto che una fattura venga scartata non sana un eventuale ritardo che esisteva già prima del primo invio. Se la trasmissione originaria era tardiva oppure il documento corretto viene reinviato oltre la finestra di correzione, va valutata la disciplina delle sanzioni e del ravvedimento in base al caso concreto.
Se invece il problema è che la fattura non era mai stata inviata, l’intento è diverso: consulta fattura dimenticata: cosa fare e come regolarizzare.
Checklist prima del nuovo invio
- hai letto la ricevuta di scarto;
- hai corretto la causa indicata;
- hai verificato codice fiscale o Partita IVA del cliente;
- hai controllato codice destinatario o PEC;
- hai mantenuto stessa data e numero quando possibile;
- hai rigenerato l’XML;
- hai effettuato il nuovo invio tempestivamente;
- hai verificato la nuova ricevuta dello SdI;
- hai evitato di emettere una nota di credito inutile per il file scartato.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – fatturazione elettronica, controlli e ricevuta di scarto
- Circolare 13/E del 2 luglio 2018 – modalità di inoltro di una fattura scartata
Domande frequenti
No. Se il file viene scartato dal Sistema di Interscambio la fattura si considera non emessa e deve essere corretta e trasmessa nuovamente.
Sì. L’Agenzia consiglia, quando possibile, di correggere e reinviare la fattura con la stessa data e lo stesso numero del documento scartato.
Di norma no, perché la fattura scartata non si considera emessa. La nota di credito serve invece a correggere o stornare una fattura già validamente emessa.
No. Con lo scarto la fattura non è emessa. Con l’impossibilità di consegna il file può essere stato correttamente acquisito dallo SdI e messo a disposizione del cliente.
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