Bollo omesso in fattura elettronica: come rimediare
Hai omesso il bollo in una fattura elettronica? Se il documento era soggetto all’imposta, per il solo bollo omesso la procedura ordinaria non richiede di inviare una nuova fattura: l’Agenzia delle Entrate prevede una procedura specifica tramite l’Elenco B del portale “Fatture e Corrispettivi”. Controlla che la fattura sia presente; se manca, puoi aggiungerla entro il termine previsto per la modifica dell’elenco e poi versare l’imposta dovuta.
Per una normale fattura in regime forfettario, il caso più frequente è il bollo da 2 euro quando le operazioni non soggette a IVA superano complessivamente 77,47 euro e non ricorre una specifica esclusione. Se vuoi partire dalle regole generali, consulta la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.
Cosa fare subito se hai dimenticato il bollo
- Accedi a “Fatture e Corrispettivi” e apri la sezione dedicata al pagamento dell’imposta di bollo.
- Controlla l’Elenco B del trimestre interessato.
- Se la fattura è presente ed era effettivamente soggetta a bollo, lasciala nell’elenco.
- Se la fattura non compare ma il bollo era dovuto, aggiungila entro il termine di modifica.
- Attendi il calcolo dell’importo dovuto e paga tramite addebito su conto oppure F24 telematico.
- Se la scadenza di pagamento è già passata, regolarizza anche sanzione e interessi.
Questa procedura è diversa dalla correzione di un importo o di altri dati sostanziali della fattura: per il solo bollo omesso, l’Agenzia ha previsto l’integrazione degli elenchi senza richiedere la riemissione del documento.
Come funziona l’Elenco B dell’Agenzia delle Entrate
L’Elenco A contiene le fatture nelle quali il bollo è già stato indicato correttamente nel file XML ed è non modificabile. L’Elenco B, invece, raccoglie le fatture nelle quali il bollo non è stato indicato ma, sulla base dei dati del documento, l’Agenzia rileva i presupposti per applicarlo.
L’Elenco B è modificabile: puoi eliminare una fattura se il bollo non era dovuto oppure aggiungere gli estremi di una fattura elettronica trasmessa allo SdI e non scartata che avrebbe dovuto essere assoggettata all’imposta. L’Agenzia calcola il bollo del trimestre sulla base dell’ultima versione dell’elenco trasmessa entro il termine.
La guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo delle fatture elettroniche descrive espressamente questa procedura di consultazione, modifica e integrazione.
Entro quando puoi correggere l’Elenco B
Gli elenchi A e B vengono messi a disposizione entro il giorno 15 del primo mese successivo a ogni trimestre. Le modifiche all’Elenco B vanno effettuate, in via generale, entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre; per il secondo trimestre il termine è il 10 settembre.
| Trimestre | Termine modifica Elenco B | Scadenza ordinaria bollo |
|---|---|---|
| 1° | 30 aprile | 31 maggio |
| 2° | 10 settembre | 30 settembre |
| 3° | 31 ottobre | 30 novembre |
| 4° | 31 gennaio dell’anno successivo | 28 febbraio dell’anno successivo |
Se una scadenza cade in un giorno festivo, il pagamento slitta al primo giorno lavorativo successivo. Per le date effettive dell’anno va sempre verificato lo scadenzario ufficiale.
Come pagare il bollo che avevi omesso
Dopo la chiusura della fase di modifica, l’Agenzia determina l’importo complessivo dovuto per il trimestre. Puoi pagare direttamente dal portale indicando l’IBAN di un conto intestato al contribuente oppure utilizzare il modello F24 telematico.
I codici tributo sono 2521 per il primo trimestre, 2522 per il secondo, 2523 per il terzo e 2524 per il quarto. Per sanzioni e interessi sono previsti rispettivamente i codici 2525 e 2526.
Per la gestione completa di scadenze, F24 e rinvii puoi leggere la guida dedicata al pagamento del bollo sulle fatture elettroniche.
Attenzione: la soglia di rinvio è 5.000 euro, non 250
Le regole attuali consentono, se l’imposta del primo trimestre non supera 5.000 euro, di rinviare il pagamento al 30 settembre. Se il totale del primo e del secondo trimestre non supera 5.000 euro, il versamento può essere rinviato al 30 novembre. La vecchia soglia di 250 euro che compare ancora in alcune guide online non è quella da usare oggi.
Se ti accorgi dell’errore dopo la scadenza di pagamento
Se il bollo è stato versato in ritardo, la procedura web dell’Agenzia calcola e consente di pagare anche la sanzione e gli interessi del ravvedimento operoso. In alternativa il versamento può essere eseguito con F24 usando i codici previsti per imposta, sanzioni e interessi.
Se il versamento risulta omesso, insufficiente o tardivo e interviene una comunicazione dell’Agenzia, la PEC indica l’imposta dovuta, la sanzione e gli interessi. Entro 30 giorni dalla comunicazione puoi fornire chiarimenti e chiedere l’eventuale rideterminazione degli importi, anche tramite il servizio CIVIS dedicato.
Devi rifare la fattura o emettere una nota di credito?
Non per il solo fatto di avere dimenticato il bollo. La procedura dell’Elenco B serve proprio a regolarizzare l’assolvimento dell’imposta sulle fatture elettroniche già trasmesse. Nota di credito e nuova fattura sono strumenti da valutare quando esistono errori sostanziali del documento, non come passaggio automatico per il solo flag del bollo omesso.
Se invece hai sbagliato importo o altri dati essenziali, consulta la guida su come correggere una fattura elettronica con importo errato.
Bollo omesso o bollo non dovuto: non sono la stessa cosa
Prima di confermare l’Elenco B verifica che l’imposta sia davvero dovuta. Il controllo automatico dell’Agenzia usa i dati presenti nel file XML, ma esistono ipotesi specifiche di non assoggettamento. Se una fattura è stata inserita nell’Elenco B ma non deve pagare il bollo, puoi escluderla entro il termine di modifica; conserva la documentazione che giustifica il trattamento applicato.
Domande frequenti
Se il bollo era dovuto, la fattura può essere inserita dall’Agenzia nell’Elenco B. Verifica l’elenco, aggiungi la fattura se manca e paga l’imposta nei termini; se sei già in ritardo, regolarizza anche sanzione e interessi.
No, non automaticamente. Per il solo bollo omesso l’Agenzia prevede la gestione tramite Elenco B delle fatture già trasmesse allo SdI. Una nota di credito serve invece quando occorre correggere errori sostanziali del documento.
Se il bollo era dovuto e la fattura elettronica è stata trasmessa allo SdI senza scarto, puoi aggiungerne gli estremi all’Elenco B entro il termine previsto per il trimestre.
L’Agenzia prevede il codice 2525 per le sanzioni e il codice 2526 per gli interessi. Per l’imposta si usano i codici 2521, 2522, 2523 o 2524 in base al trimestre.
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