Il regime forfettario è compatibile con il subappalto, ma prima di accettare o affidare una commessa bisogna distinguere il contratto, il trattamento IVA e la convenienza economica. Il punto più importante è che un subappaltatore forfettario non applica il reverse charge sulla prestazione resa: emette la fattura secondo le regole del proprio regime, senza addebito IVA. La situazione cambia invece quando il forfettario riceve una fattura soggetta a inversione contabile.
Inoltre il costo del subappaltatore non si deduce analiticamente dal reddito forfettario. Se fatturi 20.000 euro al cliente e ne paghi 7.000 a un altro professionista o artigiano, quei 7.000 euro riducono il tuo margine reale ma non vengono sottratti uno per uno dalla base fiscale. È questo che rende il subappalto un tema non solo contrattuale, ma anche economico.
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Subappalto e forfettario: risposta in breve
- Subappalto vero: l’appaltatore affida a un terzo una parte dell’opera o del servizio ricevuto dal committente.
- Autorizzazione: l’articolo 1656 del Codice civile richiede l’autorizzazione del committente al subappalto.
- Fattura del forfettario: niente IVA e niente reverse charge sulla prestazione resa.
- Fattura elettronica: il forfettario utilizza normalmente Natura IVA N2.2.
- Reverse charge ricevuto: il forfettario può dover assolvere l’IVA e non può normalmente detrarla.
- Costi: il compenso del subappaltatore è un costo reale, ma non è dedotto analiticamente dal reddito forfettario.
Quando è davvero subappalto e quando è collaborazione
Non ogni rapporto tra due Partite IVA è un subappalto. Nel subappalto l’appaltatore affida a un altro soggetto l’esecuzione di una parte dell’opera o del servizio che gli è stato commissionato. Un’impresa edile che affida l’impianto elettrico a un artigiano è il caso tipico. Una consulenza specialistica acquistata da un professionista, invece, può essere una semplice collaborazione autonoma.
Conta la sostanza del rapporto: oggetto dell’incarico, responsabilità, autonomia, risultato richiesto e collegamento con il contratto principale. Per il quadro sulle collaborazioni puoi leggere collaboratori nel regime forfettario.
Serve l’autorizzazione del committente?
Sì, il tema va verificato prima di affidare il lavoro. L’articolo 1656 del Codice civile stabilisce che l’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio se non è stato autorizzato dal committente. È quindi opportuno controllare il contratto principale e documentare l’autorizzazione.
Negli appalti pubblici la disciplina è più articolata: l’articolo 119 del D.Lgs. 36/2023 prevede requisiti, qualificazioni, comunicazioni e autorizzazioni specifiche. Le regole del regime forfettario non sostituiscono quelle dell’appalto pubblico.
Come fattura il subappaltatore forfettario
Se sei il subappaltatore e applichi il forfettario, emetti la fattura senza addebito dell’IVA secondo la disciplina del regime. La guida dell’Agenzia delle Entrate alla fatturazione elettronica indica il codice Natura N2.2 per le fatture elettroniche emesse dagli operatori forfettari.
Questo significa che non devi copiare automaticamente la fattura di un subappaltatore in regime ordinario. Anche se una determinata lavorazione, eseguita da un ordinario, sarebbe soggetta a inversione contabile, la fattura del prestatore forfettario resta una fattura del regime forfettario. Sul punto puoi approfondire anche quando una fattura senza IVA del forfettario va integrata.
Reverse charge nel subappalto edile
L’articolo 17, comma 6, lettera a), del DPR 633/1972 prevede il reverse charge per determinate prestazioni di servizi rese nel settore edile da subappaltatori nei confronti di imprese di costruzione o ristrutturazione, dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore. Esistono inoltre altre ipotesi relative agli edifici.
Non basta però dire “lavoro edile” per applicare automaticamente il reverse charge: vanno verificati prestazione, soggetti e regime fiscale. Se il prestatore è forfettario, la sua prestazione resa non viene fatturata in reverse charge. Per un artigiano, ad esempio un imbianchino con Partita IVA, questo controllo deve essere fatto prima di emettere il documento.
Se il forfettario riceve una fattura in reverse charge
La situazione opposta è diversa. Il forfettario non addebita normalmente IVA sulle operazioni attive, ma può avere obblighi IVA sulle operazioni passive. Quando riceve una fattura per cui ricorrono i presupposti del reverse charge, deve verificare l’integrazione o l’autofattura e l’assolvimento dell’imposta prevista.
Poiché il forfettario non detrae l’IVA sugli acquisti, l’imposta assolta può diventare un costo effettivo. La nostra guida su quando il forfettario paga l’IVA approfondisce questo punto.
Il costo del subappaltatore non riduce analiticamente il reddito
Questo è spesso l’aspetto più sottovalutato. Nel forfettario il reddito fiscale viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi rilevanti. I costi effettivi della commessa non vengono dedotti uno per uno.
Se fatturi al cliente l’intero progetto e il subappaltatore fattura a te, l’intero incasso resta rilevante per il tuo fatturato. Il pagamento al subappaltatore incide sul margine economico, ma non si sottrae analiticamente. È la stessa logica spiegata nella guida su collega freelance, fatture e margine.
Esempio pratico: commessa da 20.000 euro
Incasso dal committente
20.000 €
Subappaltatore
7.000 €
Materiali e altri costi reali
1.500 €
Margine prima di tasse, contributi e proprio lavoro
11.500 €
Se l’attività avesse un coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo sarebbe calcolato sui ricavi rilevanti e non sul margine residuo di 11.500 euro. Per questo una commessa con molti costi esterni può produrre un fatturato alto ma un margine poco interessante.
Prima di accettarla conviene confrontare il prezzo con la guida su come capire se un incarico conviene e con il preventivo professionale nel forfettario.
Contratto: cosa chiarire prima di iniziare
Un contratto di subappalto dovrebbe chiarire almeno: opera o servizio affidato, autorizzazione del committente, prezzo, materiali, tempi, stati di avanzamento, responsabilità, sicurezza, assicurazioni, trattamento dei dati, modalità di verifica del lavoro e gestione delle attività extra.
- chi risponde verso il committente finale;
- quali lavorazioni sono comprese;
- chi sostiene materiali e attrezzature;
- quando maturano acconti e SAL;
- come si gestiscono ritardi e difetti;
- quando un’attività diventa extra;
- cosa succede in caso di mancato pagamento.
Per le clausole economiche puoi usare anche la guida sul contratto con il cliente nel regime forfettario.
Pagamenti, SAL e liquidità
Nel subappalto non conta solo quanto fatturi, ma quando incassi. Se devi anticipare materiali, trasferte o altri professionisti e il committente paga a 60 o 90 giorni, una commessa redditizia sulla carta può creare un problema di cassa. Quando possibile, prevedi acconto iniziale, SAL coerenti con i costi sostenuti e saldo finale.
Se una fattura resta insoluta, puoi approfondire il principio di cassa nella guida su fattura non incassata nel forfettario.
Subappalto e soglia di 85.000 euro
Una grande commessa può avvicinarti rapidamente al limite del regime. Se fatturi l’intero importo al committente, il costo pagato al subappaltatore non riduce il volume dei ricavi o compensi rilevanti. Una commessa con margine modesto può quindi pesare molto sulla soglia di 85.000 euro.
Se sei già vicino al limite, verifica prima la guida sul fatturato massimo nel forfettario.
Errori da evitare
- Chiamare subappalto qualsiasi collaborazione tra autonomi.
- Subappaltare senza verificare l’autorizzazione del committente.
- Applicare automaticamente il reverse charge perché la lavorazione è edile.
- Applicare reverse charge sulla fattura emessa dal forfettario.
- Dimenticare gli obblighi IVA sulle fatture ricevute in inversione contabile.
- Credere che il costo del subappaltatore riduca direttamente il reddito fiscale.
- Accettare scadenze di pagamento incompatibili con i costi anticipati.
- Ignorare l’effetto della commessa sulla soglia di 85.000 euro.
Fonti ufficiali
- Codice civile, articolo 1656.
- DPR 633/1972, articolo 17.
- Agenzia delle Entrate, guida alla compilazione delle fatture elettroniche.
- D.Lgs. 36/2023, articolo 119.
- Agenzia delle Entrate, Quadro LM.
Domande frequenti
Un forfettario può lavorare come subappaltatore?
Sì. Il regime forfettario non vieta il subappalto; vanno rispettate le regole contrattuali e quelle specifiche del settore.
Il forfettario applica reverse charge nel subappalto edile?
No sulla prestazione resa: emette la propria fattura secondo le regole del forfettario, senza applicare il reverse charge.
Se ricevo una fattura in reverse charge posso ignorarla?
No. Il forfettario può dover assolvere l’IVA sulle operazioni passive soggette a inversione contabile e normalmente non può detrarla.
Il costo del subappaltatore riduce il reddito imponibile?
Non analiticamente. Riduce il margine reale della commessa, ma il reddito forfettario si determina con il coefficiente di redditività.
Posso subappaltare senza autorizzazione del cliente?
Non va dato per scontato: l’articolo 1656 del Codice civile richiede l’autorizzazione del committente al subappalto.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
