Non esiste un fatturato massimo generale oltre il quale una Partita IVA deve chiudere o trasformarsi obbligatoriamente in società. Il limite dipende dal regime fiscale e contabile applicato. Gli 85.000 e 100.000 euro riguardano il regime forfettario; non sono il tetto massimo di una Partita IVA, di una ditta individuale o di un libero professionista.
È una distinzione importante perché nelle ricerche Google vengono spesso mescolate domande diverse: “quanto posso fatturare con Partita IVA?”, “qual è il fatturato massimo di una ditta individuale?” e “qual è il limite del forfettario?”. In questa guida separiamo i tre casi e spieghiamo cosa succede quando i ricavi crescono.
Fatturato massimo Partita IVA: risposta rapida
| Situazione | Soglia da ricordare | Cosa significa |
|---|---|---|
| Partita IVA in generale | Nessun tetto unico | Puoi continuare l’attività; cambiano eventualmente regime e contabilità |
| Regime forfettario | 85.000 € | È la soglia ordinaria di accesso/permanenza, ragguagliata ad anno se inizi l’attività in corso d’anno |
| Forfettario oltre 85.000 € e fino a 100.000 € | 100.000 € | Resti forfettario nell’anno dello sforamento e passi al regime ordinario dall’anno successivo |
| Forfettario oltre 100.000 € | Superamento di 100.000 € | Fuoriuscita immediata dal regime nello stesso anno |
| Impresa individuale in contabilità semplificata | 500.000 € servizi / 800.000 € altre attività | Sono soglie della contabilità semplificata, non limiti massimi alla ditta individuale |
Una Partita IVA può fatturare più di 100.000 euro?
Sì. Una Partita IVA può fatturare 120.000, 300.000, 800.000 euro o anche di più. Il superamento di determinate soglie può obbligare a cambiare regime fiscale o contabile, ma non esiste una regola generale secondo cui oltre una certa cifra la Partita IVA debba essere chiusa.
Lo stesso vale per la ditta individuale: un fatturato elevato può rendere opportuno valutare una società per responsabilità patrimoniale, organizzazione, soci o fiscalità, ma non esiste una soglia di fatturato che trasformi automaticamente una ditta individuale in SRL. Il confronto corretto è spiegato nella guida ditta individuale o SRL.
Fatturato, ricavi, compensi, incassi e reddito non sono la stessa cosa
Nel linguaggio comune si usa quasi sempre “fatturato”, ma fiscalmente bisogna distinguere. Il fatturato è il totale delle operazioni fatturate; i ricavi riguardano normalmente l’attività d’impresa; i compensi riguardano il lavoro autonomo professionale; gli incassi sono le somme effettivamente percepite; il reddito è invece la base economica sulla quale si determinano le imposte secondo le regole del regime applicato.
Nel forfettario la verifica delle soglie va fatta sulle regole proprie del regime e non sul “netto che resta in tasca”. Per questo una fattura emessa ma non ancora incassata può avere effetti diversi rispetto a una fattura già pagata. Abbiamo approfondito il tema nella guida sulle fatture non incassate nel forfettario.
Qual è il fatturato massimo nel regime forfettario?
Per il regime forfettario la soglia ordinaria è 85.000 euro di ricavi o compensi. La disciplina è contenuta nell’articolo 1, commi 54 e seguenti, della Legge 190/2014, come modificata negli anni successivi. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il quadro LM continuano a richiamare questa disciplina per chi determina il reddito in regime forfettario.
Gli 85.000 euro non rappresentano quindi “quanto può fatturare una Partita IVA”, ma la soglia che serve a stabilire se puoi accedere o permanere nel regime agevolato. Se vuoi un quadro completo di requisiti, cause ostative e tassazione, consulta la nostra guida al regime forfettario.
Cosa succede se superi 85.000 euro ma non 100.000?
Se nel corso dell’anno superi 85.000 euro ma non superi 100.000 euro, non esci immediatamente dal forfettario. Continui ad applicarlo per l’anno in corso e ne esci dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Esempio: se arrivi a 95.000 euro, l’anno dello sforamento resta fiscalmente gestito in forfettario; dall’anno successivo dovrai applicare il regime ordinario ai fini delle imposte e dell’IVA. È quindi importante iniziare a preparare il passaggio prima della fine dell’anno, soprattutto se il fatturato sta crescendo stabilmente.
Se sei vicino alla soglia, può esserti utile la guida forfettario o ordinario: quale conviene.
Cosa succede se superi 100.000 euro?
La soglia dei 100.000 euro ha un effetto diverso. Quando i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime forfettario cessa di avere applicazione nello stesso anno. La fuoriuscita è quindi immediata, non rinviata all’anno successivo.
La Circolare dell’Agenzia delle Entrate 32/E del 5 dicembre 2023 ha chiarito la gestione del passaggio: ai fini delle imposte dirette il reddito dell’intero anno viene determinato secondo le regole ordinarie; ai fini IVA l’imposta diventa dovuta a partire dall’operazione che comporta il superamento della soglia. Anche le istruzioni 2026 dell’Agenzia richiamano il caso del superamento dei 100.000 euro nella gestione previdenziale del forfettario, come si vede nel quadro RR.
Per vedere un esempio numerico dedicato puoi leggere quanto si paga su 100.000 euro nel forfettario.
Se apri la Partita IVA durante l’anno, gli 85.000 euro vanno ridotti
Per chi inizia l’attività in corso d’anno, il limite di 85.000 euro deve essere ragguagliato ad anno. Non basta quindi dividere sempre la soglia per dodici mesi: il criterio tiene conto del periodo effettivo di attività.
Se, ad esempio, l’attività inizia il 1° luglio in un anno di 365 giorni, il periodo di attività è di 184 giorni. Il limite teorico diventa circa 42.849 euro: 85.000 × 184 / 365.
Attenzione però a non estendere automaticamente questo calcolo alla soglia di 100.000 euro: secondo i chiarimenti dell’Agenzia, la soglia che determina la fuoriuscita immediata è considerata in valore assoluto e non viene ragguagliata ad anno.
Più attività o più codici ATECO: il limite non si moltiplica
Avere due o più codici ATECO non significa avere 85.000 euro di soglia per ciascun codice. Se svolgi più attività con la stessa Partita IVA, ai fini del forfettario devi considerare complessivamente i ricavi e compensi rilevanti delle attività esercitate.
Per esempio, 50.000 euro da consulenza e 40.000 euro da una seconda attività non sono due posizioni separate: il totale è 90.000 euro e va valutato rispetto alle soglie del regime. Vedi anche la guida su regime forfettario e doppia attività.
Ditta individuale: esiste un fatturato massimo?
No, non esiste un fatturato massimo generale della ditta individuale. Una ditta può continuare a operare anche con ricavi molto superiori agli 85.000 o ai 100.000 euro. Quello che cambia è il regime fiscale e, per le imprese, anche il regime contabile.
Questa distinzione è importante perché alcune guide online indicano 500.000 e 800.000 euro come se fossero “limiti massimi della ditta individuale”. In realtà l’articolo 18 del DPR 600/1973 usa queste cifre per stabilire l’accesso alla contabilità semplificata delle imprese minori: 500.000 euro per imprese di servizi e 800.000 euro per le altre attività.
Superare quelle soglie non obbliga a chiudere la ditta individuale e non impone automaticamente una SRL: significa, in linea generale, passare alla contabilità ordinaria dall’anno successivo.
Professionista: 500.000 e 800.000 euro non sono il suo limite
Le soglie di 500.000 e 800.000 euro appena viste riguardano le imprese ai fini della contabilità semplificata. Non sono un limite generale del libero professionista. Un professionista che supera gli 85.000 euro esce dal forfettario secondo le relative regole, ma può continuare a esercitare come persona fisica in regime ordinario.
Anche qui, quindi, bisogna separare tre concetti: forma giuridica, regime fiscale e regime contabile. Confonderli porta a conclusioni errate come “oltre 100.000 euro devo aprire una società”.
Esempi pratici: 50.000, 85.000, 95.000 e 110.000 euro
- 50.000 euro: sotto la soglia ordinaria del forfettario; se possiedi gli altri requisiti puoi continuare nel regime.
- 85.000 euro: sei al limite ordinario; non hai ancora superato la soglia.
- 95.000 euro: hai superato 85.000 ma non 100.000; resti forfettario per l’anno in corso e passi all’ordinario dall’anno successivo.
- 100.000 euro esatti: hai superato 85.000 e quindi uscirai dal forfettario dall’anno successivo, ma la fuoriuscita immediata scatta quando i ricavi o compensi sono superiori a 100.000 euro.
- 110.000 euro: hai superato la soglia di 100.000; si applicano le regole di fuoriuscita immediata nello stesso anno.
Se fatturi 500.000 o 900.000 euro devi diventare una società?
No, non per il solo fatto di aver raggiunto quel fatturato. A 500.000, 800.000 o 900.000 euro possono cambiare gli obblighi contabili dell’impresa individuale, ma la scelta di passare a una società va valutata su altri fattori: rischio patrimoniale, utili da reinvestire, presenza di soci, finanziamenti, organizzazione, dipendenti e prospettive di crescita.
Per questo non consigliamo mai una SRL basandoci su una cifra di fatturato isolata. Il tema è approfondito sia in forfettario o SRL sia nel confronto tra ditta individuale e SRL.
Ricavi già previsti oltre 85.000 euro
Un caso diverso è quello di chi apre una nuova attività sapendo già che, ragguagliando i ricavi ad anno, supererà la soglia di 85.000 euro. Qui non è corretto ragionare come se il forfettario fosse sempre utilizzabile “fino al momento in cui si supera il limite”. La presenza dei requisiti deve essere valutata già all’ingresso nel regime.
Abbiamo dedicato una guida specifica al caso di ricavi già certi oltre 85.000 euro.
Quando il fatturato cresce, cosa bisogna controllare davvero?
- quanto hai effettivamente incassato e quali somme rilevano per la soglia;
- se sei sotto 85.000, tra 85.000 e 100.000 o oltre 100.000 euro;
- se l’attività è iniziata in corso d’anno e quindi la soglia di 85.000 va ragguagliata;
- se svolgi più attività con la stessa Partita IVA;
- quale regime fiscale dovrai applicare nell’anno successivo;
- se per una ditta individuale cambierà anche il regime contabile;
- se una società è davvero utile per rischio, crescita e organizzazione e non solo per “pagare meno tasse”.
Domande frequenti
Quanto può fatturare al massimo una Partita IVA?
Non esiste un tetto massimo generale. Esistono soglie che determinano l’accesso o l’uscita da specifici regimi fiscali e contabili.
Quanto può fatturare una ditta individuale?
Anche la ditta individuale non ha un tetto generale di fatturato. Gli 85.000 e 100.000 euro riguardano il forfettario; 500.000 e 800.000 euro riguardano invece la contabilità semplificata delle imprese minori.
Se supero 85.000 euro devo chiudere la Partita IVA?
No. Se non superi 100.000 euro resti nel forfettario per l’anno in corso e passi al regime ordinario dall’anno successivo. La Partita IVA continua a esistere.
Se supero 100.000 euro devo aprire una SRL?
No. Superare 100.000 euro determina la fuoriuscita immediata dal forfettario, non l’obbligo di costituire una società.
Il limite di 85.000 euro vale per ogni codice ATECO?
No. Se svolgi più attività con la stessa Partita IVA, la soglia del forfettario non si moltiplica per il numero di codici ATECO.
In sintesi
Il fatturato massimo della Partita IVA non esiste come limite generale. Le cifre che senti più spesso indicano soglie di regimi diversi: 85.000 e 100.000 euro per il forfettario; 500.000 e 800.000 euro per la contabilità semplificata delle imprese. Superarle può cambiare il modo in cui paghi imposte, applichi l’IVA o tieni la contabilità, ma non significa che non puoi più avere una Partita IVA.
Quando il fatturato cresce, la domanda utile non è quindi “quanto posso fatturare al massimo?”, ma quale regime devo applicare e quale struttura è più adatta all’attività che sto costruendo.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
