Forfettario o SRL nel 2026? La scelta non si decide con una soglia di fatturato valida per tutti. Se lavori da solo, hai costi contenuti e rientri nei requisiti del regime, il forfettario può restare molto efficiente. Se invece entrano soci o investitori, aumenta il rischio patrimoniale, servono capitali o vuoi lasciare utili nell’attività per finanziare la crescita, la SRL può diventare lo strumento più adatto.
Il punto decisivo è un altro: superare il limite del forfettario non obbliga ad aprire una SRL. Tra le due esiste una terza strada, spesso trascurata nei confronti online: continuare come persona fisica o ditta individuale in regime ordinario. Per questo il confronto corretto è forfettario → ordinario individuale → SRL, non un semplice “5% o 15% contro IRES”.
In questa guida confrontiamo le tre strutture usando i criteri che contano davvero: tassazione, contributi, costi deducibili, IVA, responsabilità personale, soci, investitori, utili distribuiti o reinvestiti e prospettive dei prossimi 12-24 mesi. Per il solo confronto tra forfettario e ordinario puoi leggere anche quando conviene il regime forfettario nel 2026.
Forfettario o SRL: la risposta in breve
| Situazione | Scelta da valutare per prima | Perché |
|---|---|---|
| Lavori da solo, costi bassi, ricavi entro i limiti | Regime forfettario | Semplicità, imposta sostitutiva e costi amministrativi ridotti |
| Superi 85.000 € ma resti una struttura individuale | Regime ordinario individuale | Uscire dal forfettario non significa dover costituire una società |
| Hai molti costi reali e IVA sugli acquisti | Ordinario individuale o SRL | La deduzione analitica dei costi e la detrazione IVA possono diventare centrali |
| Entrano uno o più soci | SRL | Quote, governance e diritti dei soci richiedono una struttura societaria |
| Devi raccogliere capitale da investitori | SRL | Un investitore entra nel capitale di una società, non in una Partita IVA personale |
| Hai esposizioni, dipendenti, contratti o rischi patrimoniali rilevanti | SRL da valutare seriamente | La separazione patrimoniale può diventare un obiettivo organizzativo |
| Vuoi reinvestire una parte importante degli utili per crescere | SRL da simulare | Gli utili lasciati in società seguono una logica diversa rispetto al reddito personale |
| Prelevi quasi tutto ciò che guadagni per vivere | Confronto numerico indispensabile | La SRL non è automaticamente fiscalmente più conveniente quando gli utili vengono estratti |
Non esiste quindi un fatturato “magico” oltre il quale la SRL conviene sempre. La forma societaria risolve soprattutto problemi di struttura, rischio, capitale e governance. La fiscalità va simulata dopo, non usata come unico criterio.
La prima distinzione: il forfettario è un regime fiscale, la SRL è una forma giuridica
Il regime forfettario è un regime fiscale riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e rispettano i requisiti previsti dalla legge. Non crea una persona giuridica distinta: il titolare dell’attività e la persona fisica coincidono.
La SRL, invece, è una società di capitali distinta dai soci. Ha una propria Partita IVA, una propria contabilità, un proprio patrimonio e propri organi. Per questo confrontare forfettario e SRL come se fossero soltanto due “aliquote” diverse porta facilmente a conclusioni sbagliate.
Se esci dal forfettario puoi continuare a lavorare come persona fisica in ordinario. Se costituisci una SRL, invece, stai cambiando la struttura giuridica dell’attività, non soltanto il metodo con cui calcoli le imposte.
Confronto 2026: forfettario, ordinario individuale e SRL
| Voce | Forfettario | Ordinario individuale | SRL |
|---|---|---|---|
| Soggetto | Persona fisica | Persona fisica / ditta individuale | Società di capitali |
| Imposta sul reddito | Imposta sostitutiva 15% o 5% se spettante | IRPEF e addizionali secondo le regole ordinarie | IRES sul reddito societario; ulteriore tassazione se gli utili vengono distribuiti ai soci |
| IVA | In via ordinaria non addebitata e non detratta | Applicata e detratta secondo le regole IVA | Applicata e detratta secondo le regole IVA |
| Costi | Non dedotti analiticamente; opera il coefficiente di redditività | Deducibili secondo le regole fiscali | Deducibili se inerenti e documentati secondo le regole fiscali |
| Contabilità | Molto semplificata | Più articolata | Contabilità ordinaria, bilancio e adempimenti societari |
| Soci | No | No | Sì |
| Responsabilità patrimoniale | Personale | Personale | In linea generale limitata al patrimonio sociale, con importanti eccezioni |
| Investitori nel capitale | No | No | Sì |
| Limite ricavi del forfettario | Sì | No | No |
Questa tabella chiarisce perché il passaggio naturale dopo il forfettario può essere l’ordinario individuale. La SRL entra in gioco quando aggiunge un vantaggio strutturale che giustifica costi e complessità.
Cosa succede se superi 85.000 o 100.000 euro
Nel 2026 il limite ordinario di ricavi o compensi per il regime forfettario resta 85.000 €. Se durante l’anno superi tale soglia ma non superi 100.000 €, il regime cessa dall’anno successivo. Se invece i ricavi o compensi superano 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata e l’IVA si applica a partire dall’operazione che determina il superamento.
La regola deriva dall’articolo 1, commi 54 e 71, della Legge 190/2014. Per approfondire gli effetti operativi puoi leggere la guida sul superamento di 85.000 euro nel regime forfettario.
Attenzione: oltre 85.000 euro non “scatta la SRL”. Scatta, a seconda del caso, l’uscita dal regime agevolato. A quel punto puoi restare individuale in ordinario oppure costituire una società se esistono ragioni ulteriori per farlo.
Quando il forfettario tende a essere la scelta più efficiente
- lavori da solo e non hai bisogno di soci o capitale esterno;
- i costi reali sono contenuti rispetto alla quota di costi già riconosciuta dal coefficiente di redditività;
- non hai investimenti importanti con molta IVA da recuperare;
- la struttura dell’attività è semplice e il rischio patrimoniale è limitato;
- rientri nei requisiti del regime e prevedi di restarci anche nel prossimo futuro;
- vuoi contenere costi amministrativi e tempo dedicato alla contabilità.
In questo scenario creare una SRL “per pagare meno tasse” può essere prematuro. La società porta con sé costi di costituzione, contabilità ordinaria, bilancio, diritto camerale, libri sociali e una gestione più formale. Se non hai un problema che la società risolve, quella complessità può trasformarsi in un costo fisso senza beneficio proporzionato.
Quando l’ordinario individuale può essere migliore della SRL
Questa è la zona che più spesso manca nei confronti online. Se esci dal forfettario perché cresci, hai costi elevati oppure devi recuperare IVA, non è detto che tu abbia bisogno di una società. Puoi restare un professionista o un imprenditore individuale e applicare il regime ordinario.
- hai un solo titolare e non prevedi l’ingresso di soci;
- non devi raccogliere capitale da investitori;
- il rischio contrattuale e patrimoniale resta gestibile;
- hai costi reali importanti da dedurre;
- vuoi recuperare l’IVA sugli acquisti e sugli investimenti;
- preferisci evitare costi e adempimenti societari finché non diventano necessari.
Il confronto numerico tra ordinario individuale e SRL va fatto su reddito reale, contributi, compensi, utili distribuiti e utili reinvestiti. Guardare soltanto all’aliquota IRES del 24% è insufficiente. Per inquadrare prima la scelta fiscale puoi usare anche la guida su come scegliere il regime fiscale migliore.
Quando la SRL può avere davvero senso
1. Entrano soci o devi definire una governance
Con una Partita IVA individuale non puoi dividere il capitale in quote. Se il progetto appartiene economicamente a più persone, una SRL consente di definire partecipazioni, diritti di voto, amministrazione, regole di uscita e trasferimento delle quote. In questo caso la società non è una scelta fiscale: è uno strumento organizzativo.
2. Devi ricevere investimenti
Un investitore può entrare nel capitale di una SRL attraverso aumento di capitale o acquisto di quote. Non può invece “entrare” nella tua Partita IVA personale. Se hai un piano concreto di raccolta capitali, questa esigenza può anticipare la costituzione della società.
3. Il rischio patrimoniale è diventato rilevante
Magazzino, dipendenti, fornitori, contratti con penali, finanziamenti, responsabilità verso terzi e investimenti possono aumentare l’esposizione dell’attività. Nella SRL, in linea generale, per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio, secondo la disciplina civilistica delle società a responsabilità limitata. La protezione però non è assoluta: garanzie personali, responsabilità dell’amministratore, violazioni di legge o comportamenti illeciti possono esporre comunque il patrimonio personale. Il riferimento civilistico è il Codice civile, in particolare gli articoli sulla SRL.
4. Vuoi reinvestire una quota consistente degli utili
Una SRL può essere interessante quando una parte significativa del risultato resta nella società per finanziare assunzioni, sviluppo, attrezzature, marketing o acquisizioni. In questo caso occorre distinguere la tassazione del reddito societario dalla tassazione personale del socio, che interviene secondo il modo in cui denaro e utili vengono trasferiti alla persona fisica.
5. L’attività non dipende più soltanto dal tuo lavoro personale
Quando il business ha processi, personale, beni, contratti e valore autonomo rispetto al titolare, la forma societaria può diventare coerente con la sostanza economica dell’attività. È un segnale più utile del solo fatturato.
Il punto fiscale più importante: utile lasciato in società e utile distribuito non sono la stessa cosa
La SRL paga le proprie imposte sul reddito. Se poi l’utile viene distribuito al socio persona fisica, può esserci un’ulteriore tassazione in capo al socio secondo le regole applicabili ai dividendi. Per questo dire “la SRL paga il 24%” è una semplificazione che può essere fuorviante quando l’obiettivo è capire quanto denaro resta davvero alla persona.
Se invece una parte dell’utile rimane nella società per essere reinvestita, la seconda fase di tassazione personale non si verifica finché non avviene una distribuzione o un’altra forma di attribuzione al socio. Non significa che l’utile sia esente: significa che bisogna distinguere tassazione della società, modalità di prelievo e momento della tassazione personale.
Una simulazione seria deve quindi rispondere a una domanda concreta: quanto vuoi lasciare nell’attività e quanto devi portare a casa ogni anno? Due imprese con lo stesso fatturato possono avere una scelta ottimale diversa proprio per questo motivo.
Compenso amministratore, dividendi e contributi: perché non esiste una formula universale
Il socio di una SRL può ricevere denaro in modi diversi, per esempio come compenso amministratore o come dividendo, se ne ricorrono i presupposti. Ogni modalità ha effetti fiscali e previdenziali differenti. Inoltre un socio che lavora abitualmente nell’attività commerciale o artigiana della società può ricadere nella Gestione Artigiani o Commercianti; un amministratore può avere anche obblighi in Gestione Separata, a seconda del caso.
Per il 2026 l’INPS ha fissato, per artigiani e commercianti, il minimale di reddito a 18.808 euro e aliquote del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti, con le regole dettagliate nella circolare INPS 14/2026.
Questo è uno dei motivi per cui una SRL non può essere valutata facendo soltanto “IRES contro 15%”. Devi simulare insieme società e persona fisica, compresa la previdenza.
Tre scenari pratici per capire la differenza
Scenario A: freelance con 50.000 euro, pochi costi e nessun socio
Un professionista che lavora da solo, ha costi bassi, non necessita di investitori e rientra nei requisiti del forfettario ha in genere pochi motivi strutturali per costituire una SRL. Prima di tutto va verificata la convenienza del regime forfettario rispetto all’ordinario sulla base del coefficiente, dei contributi e dei costi effettivi. Una prima stima può essere fatta con il calcolatore tasse e contributi del regime forfettario.
Scenario B: attività individuale che sale a 90.000 euro
Superare 85.000 euro non trasforma automaticamente il titolare in una società. Se non supera 100.000 euro nell’anno, il contribuente esce dal forfettario dall’anno successivo, ma può continuare come individuale in ordinario. Se resta solo, non cerca investitori e il rischio patrimoniale è contenuto, questa strada può essere più lineare della SRL.
Scenario C: 130.000 euro, due soci operativi, dipendenti e utili da reinvestire
Qui cambiano i problemi da risolvere: bisogna attribuire quote, organizzare la governance, gestire personale e contratti, proteggere il patrimonio dell’attività e decidere come reinvestire gli utili. La SRL diventa molto più coerente, ma la convenienza economica va comunque verificata con una simulazione completa di imposte e contributi.
Posso avere contemporaneamente una Partita IVA forfettaria e una SRL?
Sì, in alcuni casi, ma non sempre. La semplice partecipazione in una SRL non esclude automaticamente dal forfettario. La causa ostativa specifica opera quando esistono insieme il controllo diretto o indiretto della SRL e attività direttamente o indirettamente riconducibili a quella svolta individualmente.
È quindi sbagliato sia dire “se hai una SRL non puoi essere forfettario”, sia pensare che basti dividere la stessa attività tra persona fisica e società per mantenere il regime agevolato. Il controllo e la riconducibilità vanno verificati concretamente.
Abbiamo dedicato una guida specifica a forfettario e partecipazioni in SNC, SAS o SRL, con esempi su quote, controllo e attività riconducibile.
SRL o SRLS: la semplificata non cambia la tassazione
La SRLS può ridurre alcuni costi e vincoli iniziali della costituzione grazie al modello standard previsto dalla legge, ma non è un regime fiscale agevolato. Dopo la costituzione, gli obblighi contabili e fiscali della società restano quelli propri di una società di capitali.
La scelta SRL/SRLS va quindi fatta soprattutto su statuto, flessibilità, assetto dei soci e costi di costituzione, non immaginando che la SRLS paghi imposte più basse.
Come passare dalla Partita IVA individuale alla SRL senza improvvisare
Non esiste un pulsante che “trasforma” automaticamente una Partita IVA personale in una SRL mantenendo tutto invariato. In pratica si costituisce la società e si pianifica il trasferimento dell’attività, che può coinvolgere beni, contratti, dipendenti, autorizzazioni, crediti, debiti, clienti e, nei casi appropriati, operazioni come conferimento o cessione.
- definisci perché la SRL serve davvero: soci, investimenti, rischio, reinvestimento o organizzazione;
- prepara una simulazione economica separando utile societario, compensi, dividendi e contributi;
- verifica contratti, licenze, autorizzazioni e beni che devono passare alla società;
- scegli statuto, capitale, quote e sistema di amministrazione;
- pianifica la data del passaggio evitando sovrapposizioni fiscali e previdenziali non necessarie;
- verifica la compatibilità con il forfettario se la Partita IVA individuale resterà aperta.
Il passaggio va progettato prima della costituzione, perché correggere dopo un assetto societario mal costruito può essere più costoso che impostarlo bene dall’inizio.
Gli errori più comuni nella scelta tra forfettario e SRL
- Guardare solo all’aliquota. IRES 24%, imposta sostitutiva 15% e aliquota 5% non sono basi direttamente confrontabili.
- Pensare che 85.000 euro significhino SRL. Il superamento della soglia riguarda il regime fiscale, non obbliga a cambiare forma giuridica.
- Ignorare l’ordinario individuale. È spesso la vera alternativa quando crescono costi e fatturato ma la struttura resta personale.
- Considerare la responsabilità limitata come assoluta. Garanzie personali e responsabilità dell’amministratore possono ridurre la protezione.
- Distribuire tutti gli utili e confrontare solo l’IRES. Per capire il netto personale devi includere anche ciò che accade quando il denaro passa dalla società al socio.
- Aprire una SRL soltanto per immagine. La struttura deve risolvere un’esigenza concreta.
- Tenere forfettario e SRL per la stessa attività senza verificare le cause ostative. Controllo e riconducibilità possono rendere il regime incompatibile.
Checklist: quando vale la pena simulare seriamente una SRL
- hai o avrai più soci;
- vuoi far entrare investitori nei prossimi 12-24 mesi;
- hai dipendenti, magazzino, debiti verso fornitori o contratti con esposizioni importanti;
- vuoi separare meglio patrimonio dell’attività e patrimonio personale;
- prevedi di lasciare una quota rilevante degli utili nell’impresa per reinvestirla;
- hai superato il forfettario e, oltre all’aspetto fiscale, la struttura individuale inizia a essere stretta;
- il valore dell’attività dipende sempre meno dal tuo lavoro personale e sempre più da organizzazione, persone, processi o asset.
Se nessuno di questi elementi è presente, la domanda da fare prima potrebbe non essere “SRL sì o no?”, ma semplicemente “forfettario o ordinario individuale?”.
Domande frequenti su forfettario o SRL
No. Il superamento del limite del forfettario comporta l’uscita dal regime secondo le soglie previste, ma puoi continuare come persona fisica o ditta individuale in regime ordinario.
No. Fatturato, margine, costi, previdenza, rischio, soci, investitori e quota di utili da reinvestire devono essere valutati insieme. Non esiste una soglia universale.
No. Le basi imponibili sono diverse e, se gli utili vengono distribuiti, bisogna considerare anche la tassazione in capo al socio oltre a imposte e contributi della società.
In alcuni casi sì. La partecipazione in una SRL non esclude automaticamente dal forfettario: vanno verificati controllo diretto o indiretto e riconducibilità delle attività.
No. La SRLS semplifica soprattutto la fase costitutiva e utilizza un modello standard, ma non introduce un regime fiscale agevolato rispetto alla SRL ordinaria.
Non necessariamente. Anche un socio unico può avere ragioni valide per usare una SRL, per esempio rischio patrimoniale, investimenti, crescita organizzativa o reinvestimento degli utili. Va però confrontata con l’alternativa individuale.
In sintesi: la decisione corretta segue questo ordine
- Verifica se puoi e se ti conviene restare in forfettario.
- Se il forfettario non è più adatto, confronta prima l’ordinario individuale.
- Valuta la SRL quando esiste un’esigenza societaria reale: soci, capitale, rischio, governance, crescita o reinvestimento.
- Solo alla fine confronta il netto economico: imposte, contributi, costi di gestione e denaro che deve arrivare alla persona fisica.
La scelta migliore non è la struttura con l’aliquota nominale più bassa, ma quella che rispecchia meglio come funziona davvero la tua attività oggi e come prevedi che funzioni nei prossimi anni.
Fonti principali: Legge 190/2014 su Normattiva; INPS, circolare 14/2026; per le partecipazioni societarie, la prassi dell’Agenzia delle Entrate richiamata nella nostra guida dedicata.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
