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Come scegliere il regime fiscale migliore nel 2025: guida completa per partite IVA

Imprenditore che consulta documenti fiscali per scegliere il regime fiscale migliore.

Se stai per aprire una Partita IVA o stai valutando un cambio di regime fiscale, scegliere la formula giusta può fare la differenza tra risparmiare migliaia di euro o pagarne troppi. In questa guida aggiornata al 2025 ti spieghiamo in modo semplice e chiaro quali sono i regimi fiscali disponibili, come confrontarli e quale conviene davvero in base alla tua attività.

Che tu sia un professionista, un freelance, un artigiano o un commerciante, qui troverai le risposte più aggiornate e pratiche per prendere la decisione giusta. Se sei alle prime armi, ti consigliamo anche la nostra guida completa su come aprire Partita IVA.

Per i riferimenti normativi ufficiali, puoi consultare la pagina dedicata dell’Agenzia delle Entrate.

Indice argomenti

  • Quali sono i regimi fiscali in Italia nel 2025
    • Regime forfettario
    • Regime semplificato
    • Regime ordinario
  • Confronto tra regime forfettario, semplificato e ordinario
  • Come capire quale regime ti conviene davvero
  • Esempi pratici: quale regime conviene in base al tipo di attività
    • 1. Consulente freelance con ricavi sotto €40.000
    • 2. E-commerce con costi elevati e margini variabili
    • 3. Architetto con studio e collaboratori
    • 4. Artigiano in fase di avvio
    • 5. Agente di commercio con spese di trasferta e auto

Quali sono i regimi fiscali in Italia nel 2025

In Italia, chi apre o gestisce una Partita IVA può rientrare in diversi regimi fiscali. Ogni regime prevede obblighi, agevolazioni e limiti differenti. Ecco una panoramica aggiornata al 2025 dei principali regimi tra cui puoi scegliere:

Regime forfettario

È il regime agevolato più utilizzato da freelance e professionisti. Consente di pagare un’imposta sostitutiva unica del 15% (o 5% per le nuove attività) su una base imponibile calcolata con un coefficiente fisso in base al codice ATECO. Non prevede IVA, ritenuta d’acconto o studi di settore.

Regime semplificato

È il regime ordinario “alleggerito”, pensato per ditte individuali e piccoli imprenditori con ricavi fino a 500.000 euro. Prevede la contabilità semplificata, l’applicazione dell’IVA e l’imposta sul reddito in base all’utile reale.

Regime ordinario

È il regime completo, obbligatorio per le società di capitali o per chi supera le soglie del semplificato. Prevede contabilità ordinaria, IVA, IRPEF/IRES e tutti gli adempimenti previsti dalla normativa fiscale.

Confronto tra regime forfettario, semplificato e ordinario

Ogni regime fiscale ha caratteristiche specifiche che lo rendono più o meno adatto a seconda del tipo di attività, dei costi sostenuti e del volume d’affari. Di seguito una tabella comparativa per aiutarti a visualizzare le principali differenze tra le tre opzioni:

Caratteristica Forfettario Semplificato Ordinario
Imposta principale 15% (o 5% nuove attività) IRPEF su utile reale IRPEF o IRES su utile reale
Contabilità Esenzione da IVA e registri Semplificata (registri minimi) Ordinaria (registri completi)
IVA Non applicata Applicata Applicata
Ritenuta d’acconto Non prevista Obbligatoria Obbligatoria
Spese deducibili Forfettarie (coefficiente di redditività) Deducibili realmente sostenute Deducibili realmente sostenute
Limiti di accesso Ricavi ≤ € 85.000 Ricavi ≤ € 500.000 Nessun limite
Adempimenti fiscali Minimi (solo dichiarazione redditi) Moderati Complessivi e articolati

Come capire quale regime ti conviene davvero

Ogni attività è diversa, e non esiste un regime fiscale migliore in assoluto. La scelta dipende da una serie di fattori personali e professionali. Ecco le domande fondamentali da porti per fare una valutazione corretta:

  • Hai già una Partita IVA attiva o devi aprirla da zero?
    Il regime forfettario è spesso ideale per chi apre una nuova attività, grazie all’aliquota agevolata del 5% nei primi anni.
  • Quanto pensi di guadagnare annualmente?
    Se prevedi ricavi entro gli €85.000, il forfettario è accessibile. Altrimenti dovrai valutare il semplificato o l’ordinario.
  • Hai molti costi o spese da scaricare?
    Nel forfettario non puoi dedurre le spese reali. Se i tuoi costi deducibili sono alti, potresti risparmiare di più con il semplificato o l’ordinario.
  • Hai dipendenti o collaboratori?
    Se la tua attività comporta una struttura aziendale complessa, i regimi ordinari potrebbero essere più adatti.
  • Il tuo cliente principale è un’azienda o un privato?
    Il forfettario non consente di detrarre l’IVA: valuta se questo può creare problemi nei rapporti commerciali.

Analizzare questi aspetti ti permette di capire se rientri nei casi tipici per cui il regime forfettario è vantaggioso oppure se un altro regime può darti maggiore flessibilità fiscale.

Esempi pratici: quale regime conviene in base al tipo di attività

Per aiutarti a capire meglio quale regime fiscale può fare al caso tuo, ecco alcuni esempi pratici basati su attività comuni tra professionisti e piccoli imprenditori:

Se hai dubbi sulla classificazione della tua attività, puoi consultare la nostra guida ai codici ATECO ammessi nel regime forfettario.

1. Consulente freelance con ricavi sotto €40.000

Il regime forfettario è spesso la scelta ideale: tassazione ridotta (5% o 15%), gestione contabile semplificata e nessun obbligo IVA. Perfetto per chi lavora da solo, senza dipendenti.

2. E-commerce con costi elevati e margini variabili

In questo caso potrebbe convenire il regime semplificato: puoi scaricare i costi effettivi (logistica, magazzino, pubblicità) e calcolare l’imposta sull’utile reale. Il forfettario sarebbe penalizzante.

3. Architetto con studio e collaboratori

Se hai spese ricorrenti, affitti e personale, il forfettario potrebbe non riflettere la tua struttura reale. Il regime ordinario ti consente di dedurre tutto e gestire una contabilità più precisa.

4. Artigiano in fase di avvio

Per chi apre una nuova attività e ha costi contenuti, il forfettario con aliquota al 5% è una soluzione conveniente. Attenzione però a non superare le soglie di ricavo previste.

5. Agente di commercio con spese di trasferta e auto

Gli agenti di commercio hanno spese deducibili elevate. Il regime semplificato può risultare più vantaggioso del forfettario, che non permette la deduzione di auto, carburante e rimborsi.

Domande frequenti sulla scelta del regime fiscale

❓ Posso passare dal regime forfettario a quello ordinario in qualsiasi momento?
Sì, puoi passare volontariamente a un regime ordinario all’inizio di un nuovo anno fiscale, comunicandolo all’Agenzia delle Entrate. Il passaggio è invece obbligatorio se superi i limiti previsti dal forfettario.
❓ Se ho costi alti mi conviene sempre uscire dal forfettario?
Non sempre. Dipende anche dal livello di ricavi e dal tipo di attività. A volte, anche con costi alti, l’aliquota ridotta del forfettario può risultare comunque più conveniente.
❓ L’Agenzia delle Entrate controlla che il regime scelto sia corretto?
Sì, in caso di incongruenze o anomalie (es. applicazione del forfettario senza requisiti), l’Agenzia può revocare i benefici fiscali e richiedere il pagamento di imposte arretrate.

Hai ancora dubbi su quale regime fiscale scegliere?

Ogni caso è unico. Se vuoi un supporto personalizzato per scegliere il regime fiscale più adatto alla tua situazione, puoi richiedere la nostra consulenza dedicata.

Scegli il pacchetto più adatto alle tue esigenze:

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Affidati ai nostri esperti e scegli il regime fiscale migliore con serenità.

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