Il secondo acconto del regime forfettario è uno dei pagamenti fiscali più importanti dell’anno. Nel 2026 la scadenza è il 30 novembre e, per l’imposta sostitutiva, il codice tributo da utilizzare è 1791. L’importo non va confuso con il saldo dell’anno precedente né con le rate di saldo e primo acconto eventualmente pagate durante l’estate e l’autunno.
Per arrivare preparati al pagamento di novembre bisogna verificare tre cose: quanto acconto risulta dovuto con il metodo storico, quanto è già stato versato come primo acconto e se nel 2026 esistono le condizioni per utilizzare il metodo previsionale. Questa guida è aggiornata al 9 settembre 2026 e può essere riutilizzata negli anni successivi aggiornando date e regole annuali.
Indice dei contenuti
Secondo acconto forfettario: risposta in breve
| Voce | Regola 2026 |
|---|---|
| Scadenza | 30 novembre 2026 |
| Codice tributo | 1791 |
| Metodo di calcolo | Storico oppure previsionale |
| Ripartizione acconto | Può essere 50% + 50% oppure 40% + 60% in base al perimetro applicabile |
| Rateizzazione ordinaria | Il secondo acconto non rientra nel normale piano mensile di saldo e primo acconto |
| INPS | Può esserci anche un secondo acconto contributivo, distinto da quello fiscale |
Quando scade il secondo acconto del regime forfettario nel 2026?
Il termine ordinario del secondo acconto 2026 è il 30 novembre. Per il regime forfettario si tratta dell’acconto dell’imposta sostitutiva relativa all’anno in corso. Non è quindi un pagamento riferito al 2025: il saldo 2025 è un’altra voce e utilizza un codice tributo diverso.
Il codice 1791 è denominato dall’Agenzia delle Entrate “Imposta sostitutiva sul regime forfetario – acconto seconda rata o in unica soluzione”. Il primo acconto utilizza invece il codice 1790, mentre il saldo utilizza il 1792.
Se vuoi vedere il secondo acconto dentro il calendario complessivo del mese, consulta anche le scadenze fiscali di novembre 2026.
Come si calcola il secondo acconto forfettario?
Con il metodo storico il punto di partenza è l’imposta sostitutiva risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente, considerando il dato di riferimento previsto dalle istruzioni del modello Redditi. L’acconto complessivo viene poi suddiviso tra primo e secondo versamento secondo la regola applicabile al contribuente.
Rigo LM42: cosa controllare nella dichiarazione
Nel quadro LM di Redditi PF 2026 il rigo LM42 è il rigo “Differenza” della sezione che comprende il regime forfettario e concorre, insieme ai righi successivi, alla determinazione dell’imposta a debito o a credito. È quindi un dato utile da controllare nella dichiarazione, ma non coincide automaticamente con il secondo acconto da versare: il pagamento di novembre va determinato applicando le regole dell’acconto e tenendo conto di quanto già versato come prima rata.
Per capire da dove nasce l’imposta sostitutiva puoi usare il nostro calcolatore delle tasse nel regime forfettario. Il calcolo parte da ricavi o compensi, coefficiente di redditività, contributi previdenziali deducibili e aliquota sostitutiva del 5% o del 15%.
Secondo acconto 50% o 60%?
Online si trovano entrambe le percentuali perché non tutti i contribuenti seguono necessariamente la stessa ripartizione. La regola ordinaria storica prevede una suddivisione 40% + 60%, mentre l’articolo 58 del decreto-legge 124/2019 ha introdotto due rate del 50% per i soggetti che rientrano nel relativo perimetro.
La risoluzione 93/E dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la ripartizione 50% + 50% riguarda anche i contribuenti forfettari che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli ISA e rispettano il perimetro previsto, pur non applicando materialmente gli ISA. Per questo, prima di calcolare il pagamento di novembre, bisogna verificare quale ripartizione è applicabile alla propria attività.
Esempio di calcolo del secondo acconto
Supponiamo, in modo semplificato, che l’imposta di riferimento utilizzata per il calcolo dell’acconto sia pari a 2.400 euro.
| Ripartizione | Primo acconto | Secondo acconto |
|---|---|---|
| 50% + 50% | 1.200 € | 1.200 € |
| 40% + 60% | 960 € | 1.440 € |
L’esempio serve a mostrare la differenza tra le due ripartizioni. L’importo effettivo va calcolato sul dato corretto della dichiarazione e tenendo conto di crediti, ritenute, eventuali compensazioni e delle regole applicabili al singolo contribuente.
Metodo previsionale: quando il secondo acconto può diminuire
Se nel 2026 il reddito o l’imposta sostitutiva previsti sono sensibilmente più bassi rispetto al 2025, è possibile valutare il metodo previsionale. In questo caso l’acconto viene commisurato all’imposta che si prevede sarà effettivamente dovuta per l’anno in corso, invece di utilizzare automaticamente il dato storico.
Per esempio, se il metodo storico portasse a un acconto complessivo di 2.400 euro ma una previsione attendibile mostrasse un’imposta 2026 di soli 1.000 euro, il secondo versamento potrebbe ridursi anche in modo significativo, tenendo conto di quanto già pagato come primo acconto.
Il vantaggio va però gestito con prudenza: se la previsione risulta troppo bassa, la parte di acconto non versata può generare sanzioni e interessi. Per la disciplina completa consulta la guida su quando l’acconto del forfettario è obbligatorio e quando si può ridurre.
Come prepararsi al pagamento di novembre
Il modo migliore per non arrivare al 30 novembre senza liquidità è fare il controllo prima della scadenza. Una verifica pratica può seguire questi cinque passaggi:
- 1. Recupera la dichiarazione: individua l’imposta di riferimento e verifica il quadro LM.
- 2. Controlla il primo acconto già pagato: verifica F24, eventuali compensazioni e importi effettivamente addebitati.
- 3. Stima il 2026: confronta incassi e reddito atteso con l’anno precedente per capire se il metodo previsionale ha senso.
- 4. Separa imposta e contributi: il secondo acconto fiscale e quello previdenziale sono debiti distinti.
- 5. Prepara l’F24 e la liquidità: evita di considerare il secondo acconto come una normale rata del piano estivo.
Se vuoi impostare un accantonamento durante l’anno puoi usare anche la guida su quanto mettere da parte per tasse e INPS nel forfettario.
Come compilare l’F24: codice tributo 1791
Il secondo acconto dell’imposta sostitutiva va versato nella sezione Erario del modello F24 utilizzando il codice tributo 1791. Per il secondo acconto relativo al 2026 l’anno di riferimento è 2026. L’importo da indicare deve corrispondere al debito effettivamente dovuto dopo il calcolo dell’acconto.
La pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul codice 1791 consente di verificare direttamente il tributo e l’esempio di compilazione.
Il secondo acconto si può rateizzare?
In via ordinaria il secondo acconto non rientra nel normale piano mensile utilizzato per saldo e primo acconto. Le misure che in alcuni anni hanno consentito di rinviare o frazionare il pagamento di novembre erano deroghe temporanee e non diventano automaticamente valide negli anni successivi.
Per il 2026 va quindi tenuto distinto dalle rate di saldo e primo acconto. Se dovessero essere approvate nuove norme prima del 30 novembre, la disciplina andrebbe aggiornata. Per approfondire consulta la guida alla rateizzazione delle tasse della Partita IVA.
Secondo acconto INPS: non confonderlo con l’imposta sostitutiva
Il pagamento fiscale con codice 1791 non comprende automaticamente i contributi previdenziali. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata e per artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale può esserci anche un secondo acconto contributivo con scadenza collegata ai versamenti delle imposte.
Le basi di calcolo e i codici sono differenti. Prima di pagare conviene quindi verificare se l’F24 contiene soltanto l’imposta sostitutiva oppure anche contributi INPS. Per il quadro previdenziale puoi consultare la guida alla Gestione Separata INPS nel regime forfettario.
Posso pagare il secondo acconto prima del 30 novembre?
Sì. Il 30 novembre è il termine ultimo del versamento, non il giorno in cui il pagamento deve necessariamente essere effettuato. Se l’importo è già stato determinato correttamente, l’F24 può essere predisposto e pagato prima della scadenza.
Pagare con troppo anticipo può però essere poco opportuno se si sta ancora valutando il metodo previsionale o se sono attese modifiche normative. In questi casi è più utile preparare la liquidità in anticipo e disporre il pagamento quando il calcolo è definitivo.
Errori da evitare sul secondo acconto
- Usare il codice 1790 invece del 1791.
- Confondere il secondo acconto con una rata del saldo 2025.
- Applicare automaticamente 50% o 60% senza verificare il proprio perimetro.
- Ridurre l’acconto con il metodo previsionale senza una stima attendibile del 2026.
- Confondere acconto fiscale e acconto INPS.
- Applicare al 2026 vecchie deroghe sulla rateizzazione di novembre.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – codice tributo 1791, secondo acconto o acconto in unica soluzione.
- Agenzia delle Entrate – risoluzione 93/E del 12 novembre 2019 sulla ripartizione degli acconti.
- INPS – circolare n. 62 del 27 maggio 2026 sui versamenti contributivi.
Domande frequenti sul secondo acconto forfettario
Quando scade il secondo acconto forfettario 2026?
Il termine ordinario è il 30 novembre 2026.
Qual è il codice tributo del secondo acconto forfettario?
Il codice tributo è 1791. Il 1790 riguarda il primo acconto e il 1792 il saldo.
Il secondo acconto forfettario è il 50% o il 60%?
Dipende dal perimetro applicabile. Per i soggetti interessati dall’articolo 58 del DL 124/2019 la ripartizione è 50% + 50%; fuori da quel perimetro resta la ripartizione ordinaria 40% + 60%.
Il secondo acconto si può ridurre se guadagno meno?
Sì, si può valutare il metodo previsionale se l’imposta prevista per l’anno è inferiore a quella storica. Una previsione insufficiente può però generare sanzioni e interessi.
Nel primo anno di forfettario devo pagare il secondo acconto?
Se non esiste una precedente imposta sostitutiva su cui calcolare il normale acconto storico, in genere non nasce il consueto acconto storico del forfettario. I passaggi da altri regimi richiedono però una verifica specifica.
Per il quadro generale consulta anche la dichiarazione dei redditi nel regime forfettario.
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