Chi ha prodotto nel 2025 redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la Partita IVA deve presentare il modello Redditi Persone Fisiche 2026 e non può usare il 730 per quei redditi. Per il contribuente in regime forfettario il quadro centrale è il Quadro LM; possono poi entrare in gioco il Quadro RR per i contributi previdenziali, il Quadro RS, il Quadro RW per attività estere e gli altri quadri personali relativi a lavoro dipendente, immobili, oneri e detrazioni.
La distinzione 730/Redditi PF va fatta guardando ai redditi prodotti nel 2025 e agli obblighi dichiarativi effettivi, non soltanto al fatto che nel 2026 la Partita IVA sia ancora aperta o già cessata. L’Agenzia delle Entrate include espressamente tra i soggetti che devono presentare Redditi PF coloro che nel 2025 hanno percepito redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la Partita IVA. Per i forfettari, inoltre, la precompilata Redditi PF può già contenere dati derivanti da fatture elettroniche, corrispettivi e Certificazioni Uniche, ma questi dati vanno comunque verificati prima dell’invio.
1. Forfettario: 730 o Redditi PF?
Quando il 730 non basta
Se nel 2025 hai percepito redditi da lavoro autonomo abituale con Partita IVA, il modello corretto è Redditi PF 2026. Il 730 resta il modello tipico per lavoratori dipendenti e pensionati, ma non sostituisce il Quadro LM necessario per dichiarare il reddito forfettario.
Il fatto di essere anche dipendente non cambia il quadro
Se sei contemporaneamente dipendente e forfettario, il reddito di lavoro dipendente entra nel Quadro RC di Redditi PF, mentre l’attività forfettaria entra nel Quadro LM. Non devi presentare un 730 “per il lavoro dipendente” e un secondo modello separato per la Partita IVA: si presenta una dichiarazione coerente con tutti i redditi da dichiarare.
Partita IVA cessata nel 2026
Se hai chiuso la Partita IVA nel 2026 ma nel 2025 hai prodotto redditi professionali o d’impresa da dichiarare, per la dichiarazione 2026 resta rilevante ciò che hai percepito nel 2025. La cessazione successiva non trasforma automaticamente quei redditi in redditi dichiarabili con il 730.
2. Se la Partita IVA è attiva ma hai zero incassi
Zero fatturato e zero reddito non sono la stessa cosa
Nel forfettario vale il principio di cassa: conta ciò che è stato effettivamente incassato. Se nel 2025 non hai percepito compensi o ricavi, il Quadro LM può avere componenti positivi pari a zero, ma vanno comunque verificati gli altri obblighi collegati alla posizione, compresi eventuali contributi, crediti, acconti o informazioni da riportare in dichiarazione.
Quando il 730 può tornare rilevante
Se non hai prodotto nel 2025 redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la Partita IVA e non ricorrono altri motivi che impongono Redditi PF, il 730 può tornare astrattamente utilizzabile se possiedi redditi compatibili con quel modello. La scelta non va però fatta solo guardando allo stato “attiva/cessata” della Partita IVA, ma agli obblighi reali dell’anno dichiarato.
Verifica guidata dell’Agenzia
L’Agenzia mette a disposizione una scelta guidata del modello nella dichiarazione precompilata. È utile proprio nei casi misti, ma il risultato va comunque confrontato con la presenza di Quadro LM, RR, RW o altri quadri non compatibili con il 730.
3. Quadro LM: il cuore della dichiarazione del forfettario
Ricavi e compensi percepiti
Nel Quadro LM entrano i ricavi o compensi fiscalmente rilevanti secondo il principio di cassa. Non bisogna copiare automaticamente il totale delle fatture emesse se alcune non sono state ancora incassate.
Coefficiente di redditività
Ai componenti positivi si applica il coefficiente previsto per il gruppo di attività. Se svolgi più attività appartenenti a gruppi differenti, i ricavi devono essere separati. Per il dettaglio consulta Quadro LM regime forfettario 2026.
Imposta sostitutiva
Dal reddito determinato forfettariamente si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole applicabili; sulla base residua si calcola l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
4. Precompilata Redditi PF 2026 per Partite IVA
Disponibile dal 20 maggio
L’Agenzia rende disponibile la precompilata Redditi PF dal 20 maggio 2026; l’invio tramite applicazione web è consentito dal 27 maggio. I titolari di Partita IVA possono trovare dati riferiti ai quadri LM, RL, RM, RU e RR.
Da dove arrivano i dati
La precompilata utilizza informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria, Certificazioni Uniche di lavoro autonomo, fatture elettroniche trasmesse allo SdI, corrispettivi telematici e dati inviati da soggetti terzi.
Precompilato non significa corretto al 100%
Fatture emesse e compensi incassati possono non coincidere. Anche contributi versati, attività multiple e dati ATECO possono richiedere verifiche manuali. Prima dell’invio bisogna quindi riconciliare i dati con estratti conto, fatture, F24 e documentazione previdenziale.
5. Quadro RR e contributi previdenziali
Gestione Separata
I professionisti senza Cassa autonoma possono dover compilare il Quadro RR per determinare saldo e acconti contributivi della Gestione Separata.
Artigiani e Commercianti
Anche gli iscritti alle relative gestioni utilizzano il Quadro RR secondo le regole previste dall’INPS.
Contributi dedotti nel Quadro LM
I contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili incidono sul reddito imponibile forfettario. È quindi importante che quanto indicato nel Quadro LM sia coerente con i versamenti e con il Quadro RR.
6. Dipendente + Partita IVA forfettaria
Un solo modello Redditi PF
Il reddito da lavoro dipendente viene riportato nel Quadro RC dello stesso modello Redditi PF che contiene il Quadro LM della Partita IVA.
Detrazioni e oneri personali
Spese sanitarie, interessi sul mutuo, familiari a carico e altri oneri personali non vengono persi solo perché sei forfettario. Vanno riportati nei quadri pertinenti di Redditi PF e producono effetti sull’IRPEF eventualmente dovuta su redditi ordinari, non sull’imposta sostitutiva del forfettario.
Attenzione al limite dei redditi da lavoro dipendente
Il reddito da lavoro dipendente può incidere anche sui requisiti di accesso o permanenza nel regime forfettario. Questo controllo è distinto dalla scelta 730/Redditi PF e va effettuato separatamente.
7. Scadenze della dichiarazione 2026
Redditi PF entro il 2 novembre 2026
Per il modello Redditi PF 2026 la scadenza telematica cade il 2 novembre 2026.
730 entro il 30 settembre 2026
Il 730/2026 segue invece la propria scadenza del 30 settembre. Le due date non vanno confuse.
Correttiva e integrativa
Se scopri un errore dopo l’invio di Redditi PF, puoi presentare un Redditi correttivo entro il 2 novembre 2026; successivamente si passa alla dichiarazione integrativa secondo le regole ordinarie.
8. Saldo e acconti: dichiarazione e pagamenti sono due cose diverse
Invio della dichiarazione
Presentare Redditi PF significa comunicare i redditi e determinare il risultato fiscale.
Versamenti F24
Saldo e acconti dell’imposta sostitutiva e dei contributi seguono scadenze proprie. Non bisogna aspettare il 2 novembre per pagare tutto: molte somme sono dovute prima.
Crediti e compensazioni
Se emergono crediti, possono essere riportati o compensati secondo le regole applicabili. È utile verificare il Quadro RX e la corretta gestione degli F24.
9. Quadro RW, Quadro RS e altri quadri che possono servire
Quadro RW
Conti esteri, broker, immobili e cripto-attività possono richiedere il Quadro RW. La presenza di una Partita IVA non modifica questo obbligo personale. Vedi Quadro RW per Partita IVA.
Quadro RS
Il Quadro RS contiene informazioni aggiuntive e prospetti che possono riguardare anche contribuenti del regime forfettario.
Altri redditi
Immobili, lavoro dipendente, pensioni, redditi diversi o investimenti finanziari seguono i quadri specifici del modello Redditi PF.
10. Errori frequenti nella dichiarazione del forfettario
Usare il 730 perché si è anche dipendenti
Il reddito da Partita IVA abituale richiede Redditi PF anche quando il contribuente ha contemporaneamente una CU da lavoro dipendente.
Confondere fatturato e incassato
Nel Quadro LM il principio di cassa è centrale. Una fattura non incassata entro il 31 dicembre può non rilevare nello stesso anno fiscale.
Accettare senza controllo la precompilata
I dati precaricati sono un aiuto, non una certificazione definitiva. Vanno verificati con documenti e movimenti reali.
Dimenticare contributi o attività secondarie
Contributi deducibili e più codici ATECO possono modificare il reddito e l’imposta dovuta.
11. Caso pratico: dipendente e forfettario
Reddito dipendente più compensi professionali
Supponiamo che nel 2025 tu abbia 28.000 euro di reddito da lavoro dipendente e 20.000 euro di compensi incassati con Partita IVA forfettaria. La dichiarazione 2026 deve gestire entrambe le componenti in Redditi PF: Quadro RC per il lavoro dipendente e Quadro LM per l’attività.
Detrazioni personali
Le spese mediche o il mutuo possono incidere sull’IRPEF relativa ai redditi ordinari. Non riducono direttamente l’imposta sostitutiva del Quadro LM.
12. Caso pratico: Partita IVA chiusa ma redditi da dichiarare
Chiusura nel 2026
Se hai cessato la Partita IVA nel marzo 2026 ma nel 2025 hai incassato compensi da attività professionale, quei redditi vanno comunque dichiarati in Redditi PF 2026.
Chiusura nel 2025 e nessun reddito professionale
Se invece non hai percepito nel 2025 redditi che richiedono il Quadro LM e non hai altri obblighi incompatibili con il 730, il modello utilizzabile può cambiare. Va verificata la situazione complessiva e non soltanto la data di cessazione.
13. Checklist finale prima dell’invio
- verifica se nel 2025 hai percepito redditi con Partita IVA;
- scegli Redditi PF quando è richiesto il Quadro LM;
- riconcilia fatture emesse e incassi effettivi;
- controlla il coefficiente di redditività e gli eventuali codici ATECO multipli;
- verifica contributi versati e Quadro RR;
- controlla dati precaricati nella precompilata;
- inserisci redditi da lavoro dipendente, immobili e altri redditi nei quadri corretti;
- verifica Quadro RW se possiedi attività estere;
- controlla crediti, acconti e versamenti F24;
- conserva ricevuta telematica e copia della dichiarazione.
Caso pratico: fattura emessa ma non incassata
Hai emesso una fattura il 20 dicembre 2025 ma il cliente ti paga il 15 gennaio 2026. Nel forfettario il principio di cassa porta normalmente il compenso nel periodo in cui viene effettivamente incassato, non nell’anno della sola emissione. È quindi importante non accettare senza controllo un totale precompilato costruito solo sulle fatture elettroniche. Per approfondire vedi fatturato o incassato nel forfettario.
Caso pratico: due attività con coefficienti diversi
Se nel 2025 hai svolto due attività appartenenti a gruppi diversi, per esempio consulenza al 78% e commercio al 40%, non puoi sommare tutto e applicare un unico coefficiente. I componenti positivi vanno separati nei righi corretti del Quadro LM. La tabella aggiornata è nella guida ai coefficienti di redditività 2026.
Caso pratico: dipendente vicino alla causa ostativa
Essere dipendente e avere una Partita IVA non è vietato in sé, ma il reddito da lavoro dipendente può incidere sui requisiti del regime. Questo controllo è diverso dalla scelta del modello dichiarativo: prima verifichi se puoi restare nel forfettario, poi presenti comunque Redditi PF se hai prodotto redditi professionali. Per i limiti aggiornati consulta limiti del regime forfettario.
Spese mediche e mutuo: dove entrano
Il contribuente forfettario può avere oneri detraibili o deducibili personali. Questi non riducono direttamente l’imposta sostitutiva, ma possono incidere sull’IRPEF relativa a lavoro dipendente, pensione, fabbricati o altri redditi ordinari presenti nella stessa dichiarazione.
Ricevuta telematica e controllo dopo l’invio
Dopo l’invio non basta salvare il PDF della dichiarazione: va conservata anche la ricevuta telematica che attesta acquisizione o eventuale scarto. Se emergono errori, bisogna capire se correggere entro il termine o presentare una integrativa. La guida cosa fare dopo la dichiarazione riepiloga i controlli successivi.
Saldo, acconti e calendario fiscale
La scadenza del modello non coincide con tutte le scadenze di pagamento. Imposta sostitutiva, INPS, bollo e altri adempimenti seguono calendari propri. Per evitare di confondere invio e versamenti consulta calendario fiscale del forfettario.
Controllo CU e fatture prima dell’invio
Prima di trasmettere Redditi PF confronta le Certificazioni Uniche ricevute dai committenti con le fatture e con gli incassi effettivi. Una CU non corretta o un compenso certificato ma non ancora incassato può richiedere verifiche aggiuntive, soprattutto nel regime forfettario dove il principio di cassa è determinante.
Fonti ufficiali
Per scegliere il modello consulta la pagina Agenzia delle Entrate Scegli dichiarazione. Per la precompilata delle Partite IVA consulta Redditi Persone Fisiche 2026 e Redditi PF Web.
In sintesi: se nel 2025 hai prodotto redditi di lavoro autonomo abituale con Partita IVA, il modello corretto è Redditi PF 2026. Il 730 resta un modello destinato soprattutto a dipendenti e pensionati e non sostituisce il Quadro LM del forfettario. La precompilata può aiutare molto, ma va sempre verificata prima dell’invio.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
