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Regime Forfettario

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Deduzioni e detrazioni nel regime forfettario 2026: cosa puoi scaricare

Deduzioni e detrazioni nel regime forfettario con icone fiscali

Nel regime forfettario le deduzioni e le detrazioni funzionano in modo diverso rispetto al regime ordinario. I costi dell’attività non si sottraggono uno per uno dai ricavi o compensi: il reddito viene determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività. La principale deduzione che riduce direttamente il reddito forfettario riguarda invece i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati.

Le detrazioni IRPEF personali, come quelle per spese mediche o interessi sul mutuo, non riducono l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%. Possono però essere utilizzate, quando spettano e c’è capienza, contro l’IRPEF dovuta su eventuali altri redditi. Se stai cercando una panoramica generale prima di entrare nei singoli casi, consulta anche la guida completa al regime forfettario.

Deduzioni e detrazioni nel regime forfettario 2026: la risposta in breve

VoceRiduce l’imposta sostitutiva?Come funziona
Costi dell’attivitàNo, non analiticamenteSono considerati in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività
Contributi previdenziali obbligatoriSìSi deducono dal reddito forfettario se effettivamente versati e dovuti per legge
Spese medicheNoPossono ridurre l’IRPEF su altri redditi, se spettano e c’è capienza
Interessi mutuo e altre detrazioni personaliNoNon si scomputano dall’imposta sostitutiva; possono rilevare ai fini IRPEF
IVA sugli acquistiNo, in via ordinariaIl forfettario non detrae l’IVA sugli acquisti secondo il meccanismo ordinario

Perché nel forfettario i costi non si deducono uno per uno

Nel regime ordinario il reddito dell’attività viene determinato considerando i ricavi e i costi fiscalmente deducibili. Nel forfettario il meccanismo è diverso:

ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività = reddito forfettario

Il coefficiente stabilisce quale parte degli incassi viene considerata reddito. La quota restante rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario, indipendentemente dalle spese che hai sostenuto davvero. Per esempio, con coefficiente del 78%, il 78% degli incassi costituisce reddito forfettario e il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta dal sistema.

Per questo auto, carburante, computer, software, telefono, coworking, affitto dell’ufficio, consulenze, formazione e pubblicità non riducono singolarmente il reddito imponibile. Per la tabella aggiornata consulta la guida al coefficiente di redditività 2026.

Cosa puoi dedurre davvero dal reddito forfettario

L’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014 prevede la deduzione dei contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge. In pratica, dal reddito determinato con il coefficiente puoi sottrarre i contributi obbligatori effettivamente pagati nell’anno, secondo le regole della gestione previdenziale applicabile.

  • Gestione Separata INPS: contributi obbligatori versati dal professionista;
  • Artigiani e Commercianti: contributi obbligatori versati alla gestione INPS;
  • Casse professionali: occorre distinguere le componenti obbligatorie da quelle che non hanno la stessa natura fiscale.

Non è quindi corretto affermare che “qualsiasi pagamento alla Cassa” sia automaticamente deducibile dal reddito forfettario. Per i professionisti ordinistici è necessario verificare la natura del singolo contributo. La distinzione è approfondita nella guida su Casse professionali e regime forfettario.

Le istruzioni ufficiali del Quadro LM del modello Redditi PF 2026 dell’Agenzia delle Entrate confermano che il reddito prodotto in regime forfettario viene dichiarato nella sezione dedicata e che il calcolo segue le regole previste dalla Legge 190/2014.

Esempio: come incidono i contributi sulle tasse

Consideriamo un professionista che incassa 30.000 euro, applica un coefficiente di redditività del 78% e ha versato 5.000 euro di contributi previdenziali obbligatori.

  • Incassi: 30.000 €
  • Reddito forfettario: 30.000 × 78% = 23.400 €
  • Contributi obbligatori versati: 5.000 €
  • Reddito imponibile: 23.400 − 5.000 = 18.400 €
  • Imposta sostitutiva al 15%: 2.760 €
  • Imposta sostitutiva al 5%, se spettante: 920 €

Lo stesso contribuente potrebbe avere sostenuto 8.000 euro di software, affitto, auto e altri costi reali: tali spese non verrebbero sottratte analiticamente dai 23.400 euro. Per una simulazione completa puoi usare il calcolatore tasse e contributi del regime forfettario.

Le spese mediche si possono detrarre se sei forfettario?

Le spese mediche non riducono l’imposta sostitutiva del regime forfettario. La detrazione sanitaria è una detrazione IRPEF: può quindi essere utilizzata soltanto contro un’IRPEF effettivamente dovuta, nel rispetto delle condizioni previste.

Se il reddito forfettario è il tuo unico reddito e non hai IRPEF su cui applicare la detrazione, la spesa sanitaria non abbassa il 5% o il 15% del forfettario. Se invece possiedi anche redditi soggetti a IRPEF, per esempio da lavoro dipendente o pensione, la detrazione può essere utilizzabile su quella parte, se hai sufficiente capienza fiscale.

Mutuo, assicurazioni, scuola e altre detrazioni personali

Lo stesso principio vale per le altre detrazioni personali previste dal TUIR. Interessi sul mutuo, alcune assicurazioni, spese di istruzione e altri oneri non si sottraggono dall’imposta sostitutiva. Possono incidere sull’IRPEF dovuta su altri redditi quando sono rispettati i requisiti specifici della singola agevolazione.

Per questo è improprio dire che “il forfettario non può mai detrarre nulla”: il punto corretto è che le detrazioni IRPEF non abbattono l’imposta sostitutiva del forfettario. La possibilità concreta di usarle dipende dalla presenza di IRPEF e dalla relativa capienza.

Fondo pensione e contributi volontari: attenzione alla differenza

I versamenti volontari, come molti contributi a forme di previdenza complementare, non vanno confusi con i contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito forfettario ai sensi del comma 64. Possono avere una propria disciplina di deducibilità dal reddito complessivo IRPEF, ma non riducono direttamente la base dell’imposta sostitutiva solo perché sei in regime forfettario.

Se hai soltanto reddito soggetto a imposta sostitutiva, il beneficio fiscale di un onere deducibile dal reddito complessivo può essere limitato o assente per mancanza di reddito IRPEF sul quale farlo valere. In presenza di altri redditi la valutazione cambia.

Auto, carburante, computer e telefono: cosa succede

Queste sono tra le domande più frequenti. Nel regime forfettario, in via generale:

  • l’acquisto dell’auto non riduce analiticamente il reddito;
  • carburante, manutenzione e assicurazione del veicolo non si sottraggono uno per uno;
  • computer, smartphone e altri beni strumentali non vengono ammortizzati fiscalmente con il meccanismo ordinario;
  • software, abbonamenti e servizi professionali non sono dedotti analiticamente;
  • l’IVA assolta sugli acquisti non viene detratta secondo il normale meccanismo IVA del regime ordinario.

Ciò non significa che queste spese siano economicamente irrilevanti: devono essere considerate quando valuti se il forfettario è davvero conveniente. Se i costi reali sono stabilmente molto elevati rispetto alla quota implicita riconosciuta dal coefficiente di redditività, può essere utile confrontare il forfettario con un regime a costi analitici. Vedi anche la guida alle spese deducibili nel regime forfettario.

Forfettario con lavoro dipendente: esempio di detrazioni utilizzabili

Supponiamo che una persona abbia contemporaneamente una Partita IVA in regime forfettario e un reddito da lavoro dipendente. Il reddito della Partita IVA resta tassato con imposta sostitutiva; il reddito da lavoro dipendente è invece soggetto a IRPEF.

In questa situazione le spese mediche o altre detrazioni personali, se spettanti, possono ridurre l’IRPEF collegata al reddito da lavoro dipendente. Non riducono però l’imposta sostitutiva calcolata sul reddito della Partita IVA.

Deduzioni e detrazioni: gli errori da evitare

  • Confondere i costi dell’attività con i contributi previdenziali obbligatori.
  • Sottrarre auto, software, telefono o affitto dal reddito forfettario come se si fosse in ordinario.
  • Applicare le detrazioni per spese mediche direttamente all’imposta sostitutiva.
  • Considerare automaticamente deducibile qualunque contributo versato a una Cassa professionale.
  • Confondere la detrazione dell’IVA sugli acquisti con le deduzioni dal reddito.
  • Usare il 730 come riferimento universale: per chi ha Partita IVA il modello dichiarativo corretto dipende dalla situazione e spesso è il modello Redditi PF.

Domande frequenti su deduzioni e detrazioni nel forfettario

Quali spese posso dedurre nel regime forfettario?

I normali costi dell’attività non si deducono analiticamente. Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati, secondo le regole applicabili.

Posso detrarre le spese mediche se sono forfettario?

Le spese mediche non riducono l’imposta sostitutiva. Possono essere utilizzate contro l’IRPEF dovuta su eventuali altri redditi, se spettano e c’è capienza fiscale.

I contributi INPS sono deducibili nel forfettario?

Sì, i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati si deducono dal reddito forfettario secondo l’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014.

Posso scaricare auto, carburante, computer e telefono?

Non dal reddito forfettario in modo analitico. Questi costi sono assorbiti dal meccanismo del coefficiente di redditività e non vengono sottratti uno per uno.

Le detrazioni per mutuo riducono il 5% o il 15% del forfettario?

No. Le detrazioni IRPEF non riducono l’imposta sostitutiva del regime forfettario. Possono rilevare soltanto sull’IRPEF eventualmente dovuta su altri redditi.

Tutti i contributi della Cassa professionale sono deducibili?

Non necessariamente. Va verificata la natura del singolo contributo: la deduzione dal reddito forfettario riguarda i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge.

In sintesi

Nel 2026 il regime forfettario continua a distinguere nettamente tra costi dell’attività, riconosciuti in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività, e contributi previdenziali obbligatori, che possono ridurre direttamente il reddito imponibile se versati. Le detrazioni personali non riducono il 5% o il 15%: possono essere utilizzate solo contro l’IRPEF eventualmente dovuta su altri redditi, nel rispetto delle regole specifiche.

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