Nel regime forfettario le spese dell’attività non si deducono una per una. Affitto dell’ufficio, auto, carburante, computer, software, telefono, formazione e commissioni bancarie non riducono direttamente il reddito imponibile: la quota di costi è riconosciuta in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività.
La principale deduzione che interviene direttamente nel calcolo del reddito forfettario riguarda invece i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati e riferibili all’attività, secondo le regole applicabili. È importante anche distinguere i costi professionali dalle detrazioni personali, come le spese mediche: queste ultime non riducono l’imposta sostitutiva del forfettario.
Spese deducibili nel regime forfettario 2026: la regola
Nel regime ordinario il reddito dell’attività viene normalmente determinato partendo dai ricavi e sottraendo i costi fiscalmente deducibili. Nel forfettario il meccanismo è diverso: ai ricavi o compensi rilevanti si applica una percentuale stabilita in funzione dell’attività svolta.
La formula di base è:
ricavi o compensi × coefficiente di redditività = reddito forfettario
La parte esclusa dal coefficiente rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Per esempio, con coefficiente del 78% il sistema considera fiscalmente reddito il 78% degli incassi e riconosce implicitamente una quota di costi pari al 22%, indipendentemente dalle spese realmente sostenute.
La deduzione diretta: contributi previdenziali obbligatori
Dopo aver determinato il reddito forfettario, possono essere dedotti i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati e riferibili all’attività, nei limiti e secondo le regole previste per la gestione previdenziale applicabile.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il Quadro LM del modello Redditi PF 2026 indicano che i contributi relativi all’attività svolta in regime forfettario devono essere riportati nel rigo LM35. L’eventuale eccedenza che non trova capienza nel reddito può seguire le regole previste per gli altri oneri deducibili.
Per chi è iscritto a una Cassa professionale bisogna distinguere le diverse componenti contributive: non è corretto considerare automaticamente deducibile qualunque importo pagato alla Cassa. Per approfondire puoi leggere la guida su Casse professionali e regime forfettario.
Tabella: quali costi dell’attività si deducono nel forfettario
La tabella distingue i costi professionali dalla deduzione previdenziale e dalle spese personali. Il fatto che una spesa sia necessaria per lavorare non significa che possa essere sottratta analiticamente dal reddito forfettario.
| Spesa | Riduce direttamente il reddito forfettario? | Come funziona |
|---|---|---|
| Contributi previdenziali obbligatori | Sì | Deducibili secondo le regole applicabili e per gli importi effettivamente versati |
| Affitto ufficio o coworking | No | Costo compreso nel meccanismo forfettario del coefficiente |
| Computer, software e attrezzature | No | Nessuna deduzione analitica dal reddito dell’attività |
| Telefono e internet | No | Nessuna deduzione analitica dal reddito dell’attività |
| Auto, carburante e manutenzione | No | Non riducono il reddito forfettario in base al costo effettivo |
| Trasferte, hotel e pasti | No | Nessuna deduzione analitica dal reddito dell’attività |
| Corsi, master e formazione professionale | No | Costo reale non sottratto analiticamente |
| Commissioni bancarie, POS e conto | No | Da considerare economicamente, ma non come costo analitico fiscale |
| Spese mediche personali | No | Sono oneri personali: l’eventuale detrazione IRPEF richiede imposta IRPEF capiente e non riduce l’imposta sostitutiva |
Esempio: 30.000 euro di incassi e coefficiente del 78%
Consideriamo un professionista che nel 2026 incassa 30.000 euro e applica un coefficiente di redditività del 78%.
- Incassi: 30.000 euro
- Coefficiente: 78%
- Reddito forfettario: 23.400 euro
- Contributi previdenziali obbligatori versati nell’esempio: 4.000 euro
- Base imponibile dopo la deduzione dei contributi: 19.400 euro
Su 19.400 euro, l’imposta sostitutiva sarebbe pari a 2.910 euro con aliquota del 15%, oppure a 970 euro con aliquota del 5% se ricorrono tutte le condizioni per l’agevolazione. Il calcolo previdenziale, invece, dipende dalla gestione o dalla Cassa di appartenenza e non va ricavato automaticamente da questo esempio fiscale.
Spese mediche, mutuo e altre detrazioni non riducono l’imposta sostitutiva
Le spese personali detraibili ai fini IRPEF non vanno confuse con i costi dell’attività. Spese mediche, interessi sul mutuo e altre detrazioni IRPEF non si sottraggono dall’imposta sostitutiva del regime forfettario.
Se il contribuente possiede anche redditi soggetti a IRPEF ordinaria, alcune detrazioni possono essere utilizzabili contro quell’IRPEF, nel rispetto delle regole previste per ciascun onere e nei limiti della relativa capienza fiscale. La distinzione è approfondita nella guida su deduzioni e detrazioni nel regime forfettario.
Se vuoi sapere “cosa posso scaricare” nel forfettario
Nel linguaggio comune “scaricare” può indicare cose diverse: dedurre un costo dell’attività, detrarre una spesa personale oppure recuperare un credito fiscale. Per una panoramica costruita proprio su questa domanda puoi consultare la guida cosa si può scaricare nel regime forfettario.
Quando molti costi possono rendere meno conveniente il forfettario
Il fatto che i costi reali non siano deducibili analiticamente non significa che il forfettario sia sempre svantaggioso per chi sostiene spese. Per valutarne la convenienza bisogna confrontare il margine reale dell’attività con quello riconosciuto dal coefficiente e considerare insieme imposte, contributi previdenziali, IVA sugli acquisti, struttura dei costi e adempimenti.
Se, per esempio, un’attività con coefficiente del 78% sostiene stabilmente costi reali molto superiori al 22% degli incassi, il confronto con un regime che consente la deduzione analitica merita particolare attenzione. Al contrario, costi reali inferiori alla quota implicita riconosciuta dal coefficiente possono rendere il meccanismo forfettario più favorevole, a parità delle altre condizioni.
La scelta non va fatta sulla sola percentuale dei costi. Per un confronto più ampio puoi leggere come scegliere il regime fiscale più adatto.
Perché conviene conservare comunque i documenti di spesa
Il fatto che una fattura di acquisto non riduca analiticamente il reddito forfettario non significa che la documentazione debba essere ignorata. I documenti di spesa possono essere rilevanti per dimostrare operazioni effettuate, gestire correttamente specifici adempimenti, ricostruire la redditività reale dell’attività e valutare in futuro un eventuale cambio di regime.
Domande frequenti sulle spese deducibili nel forfettario
Quali sono le spese deducibili nel regime forfettario?
I normali costi dell’attività non vengono dedotti analiticamente. La deduzione diretta che interviene nel calcolo del reddito forfettario riguarda i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati e riferibili all’attività, secondo le regole applicabili.
Posso dedurre affitto, auto, computer e software?
No. Nel regime forfettario questi costi non riducono il reddito in base alla spesa effettivamente sostenuta: sono assorbiti dal meccanismo del coefficiente di redditività.
I contributi INPS sono deducibili nel forfettario?
I contributi previdenziali obbligatori versati e relativi all’attività possono essere dedotti dal reddito forfettario secondo le regole previste. Nel modello Redditi PF 2026 i contributi dell’attività in forfettario sono indicati nel rigo LM35.
Posso detrarre le spese mediche se sono forfettario?
Le spese mediche non riducono l’imposta sostitutiva. Possono produrre una detrazione IRPEF solo quando esiste IRPEF su cui applicarla e sono rispettate le condizioni previste dalla normativa.
Devo conservare le fatture di acquisto anche se i costi non sono deducibili?
Sì, la mancata deduzione analitica non rende irrilevante la documentazione. Fatture e altri documenti possono servire per obblighi fiscali, verifiche e corretta ricostruzione delle operazioni e dei costi effettivi dell’attività.
Se svolgi attività di intermediazione commerciale, consulta anche le regole specifiche sulle spese dell’agente di commercio, che richiedono un confronto distinto tra forfettario e regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
