Nel 2026 è possibile rateizzare alcune tasse della Partita IVA, ma non tutti i versamenti seguono la stessa regola. Per chi è in regime forfettario, la rateazione ordinaria riguarda soprattutto il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 e il primo acconto 2026 risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Il piano di rateazione deve concludersi entro il 16 dicembre 2026.
Il secondo acconto dell’imposta sostitutiva, invece, segue una disciplina diversa: in via ordinaria si versa entro il 30 novembre e non rientra nella rateazione mensile di saldo e primo acconto. Le vecchie misure che avevano consentito di rinviare e suddividere il secondo acconto per alcune Partite IVA erano disposizioni eccezionali riferite a specifici anni e non vanno applicate automaticamente al 2026.
Indice dei contenuti
Rateizzazione tasse Partita IVA 2026: risposta in breve
| Versamento | Rateizzabile nel 2026? | Codice forfettario | Regola principale |
|---|---|---|---|
| Saldo imposta sostitutiva 2025 | Sì | 1792 | Può essere pagato in unica soluzione o a rate |
| Primo acconto 2026 | Sì | 1790 | Può essere incluso nel piano rateale |
| Secondo o unico acconto 2026 | No, in via ordinaria | 1791 | Versamento entro il 30 novembre, salvo eventuali norme speciali |
| Interessi sulle rate | Si aggiungono alle rate successive | 1668 | Calcolati in funzione della scadenza della rata |
Quali tasse della Partita IVA si possono rateizzare?
La rateizzazione disciplinata dall’articolo 20 del decreto legislativo 241/1997 riguarda le somme dovute in base alla dichiarazione. Per un contribuente in regime forfettario, il caso tipico è il pagamento dell’imposta sostitutiva risultante dal quadro LM.
Si può scegliere di rateizzare il saldo, il primo acconto oppure entrambi. Non è necessario frazionare tutte le somme nello stesso modo: il contribuente può, per esempio, pagare il saldo in unica soluzione e rateizzare il primo acconto, oppure fare il contrario, purché il modello F24 sia compilato correttamente e siano rispettate le scadenze.
Per capire da quali importi nasce il debito fiscale puoi partire dalla guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario. Il pagamento a rate non modifica l’imposta dovuta: cambia soltanto il momento in cui viene versata e comporta interessi sulle rate successive alla prima.

Scadenze 2026 per i forfettari: 20 luglio e 20 agosto
Per il 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto un differimento dei versamenti risultanti dalla dichiarazione per i soggetti interessati, includendo espressamente anche chi applica il regime forfettario. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 possono essere versati entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione.
È inoltre possibile effettuare il versamento entro il 20 agosto 2026 applicando la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Le indicazioni ufficiali sono riportate nello scadenzario dell’Agenzia delle Entrate per il regime forfettario.
Se si sceglie la rateizzazione, le rate successive alla prima scadono ordinariamente il giorno 16 di ciascun mese, con gli eventuali slittamenti previsti dal calendario fiscale. In ogni caso il piano deve essere completato entro il 16 dicembre 2026. La disciplina è stata uniformata dal decreto Adempimenti e chiarita dall’Agenzia delle Entrate.
Come funziona il piano di rateizzazione
Il numero effettivo delle rate dipende dalla data in cui viene effettuato il primo versamento. Prima si parte, maggiore è il numero di scadenze mensili disponibili prima del 16 dicembre. Sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi previsti per la dilazione.
- La prima rata coincide con il termine scelto per il versamento iniziale.
- Le rate successive scadono normalmente il giorno 16 del mese.
- Nel periodo di agosto si applicano gli ordinari differimenti del calendario fiscale.
- Il piano non può proseguire oltre il 16 dicembre 2026.
- Gli interessi vanno indicati separatamente nel modello F24 con il codice previsto.
Per esempio, lo scadenzario 2026 dell’Agenzia indica, per chi ha effettuato la prima rata il 20 luglio, una successiva rata al 20 agosto con interessi dello 0,29%. Le percentuali delle rate successive devono essere applicate secondo il calendario ufficiale relativo alla posizione del contribuente.
Il secondo acconto del forfettario si può rateizzare?
In via ordinaria no. Il secondo acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario è identificato dal codice tributo 1791 e deve essere versato entro la scadenza di novembre. L’Agenzia delle Entrate identifica espressamente il 1791 come “acconto seconda rata o in unica soluzione”.
La rateizzazione prevista per i versamenti derivanti dalla dichiarazione riguarda saldo e primo acconto. Le istruzioni dell’Agenzia sulla rateazione ricordano inoltre che gli importi dovuti a novembre a titolo di secondo o unico acconto non rientrano nel normale piano mensile.
Questo è il punto che crea più confusione quando si trovano online articoli riferiti al 2023 o al 2024. In quegli anni furono approvate disposizioni specifiche che, per alcune persone fisiche titolari di Partita IVA, consentirono il rinvio e la rateizzazione del secondo acconto. Erano però misure temporanee. Alla data di aggiornamento di questa guida non esiste una regola generale equivalente per il secondo acconto 2026.

La pagina ufficiale dell’Agenzia sul codice tributo 1791 consente di verificare direttamente la destinazione del codice e la compilazione del modello F24.
La vecchia rateizzazione in 5 rate da gennaio vale ancora?
No. La possibilità di rinviare il secondo acconto 2023 e pagarlo entro gennaio 2024, anche in un massimo di cinque rate mensili, derivava dall’articolo 4 del decreto-legge 145/2023 ed era destinata a una platea specifica di persone fisiche titolari di Partita IVA. Non era una modifica permanente delle regole sulla rateazione.
Per questo motivo non bisogna utilizzare la soglia di 170.000 euro, il rinvio a gennaio o il piano in cinque rate come regole automatiche per il 2026. Quando il legislatore introduce una deroga sul secondo acconto, occorre verificare l’anno d’imposta, i soggetti ammessi e il testo della disposizione vigente.
Codici F24 del forfettario: 1790, 1791 e 1792
| Codice | Utilizzo | Rateazione ordinaria |
|---|---|---|
| 1790 | Primo acconto imposta sostitutiva | Sì, insieme o separatamente dal saldo |
| 1791 | Secondo acconto o acconto in unica soluzione | No |
| 1792 | Saldo imposta sostitutiva | Sì |
| 1668 | Interessi per pagamento dilazionato di imposte erariali | Si usa per gli interessi dovuti sulle rate |
Chi ha crediti fiscali disponibili può valutare anche la compensazione in F24. È un tema distinto dalla rateizzazione: nella guida su come compensare l’imposta sostitutiva del forfettario trovi le regole su crediti, codici tributo e limiti di utilizzo.
Rateizzazione e contributi INPS: attenzione alle differenze
Imposte e contributi non devono essere confusi. La circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 chiarisce che, per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, la rateizzazione può riguardare il saldo 2025 e il primo acconto contributivo 2026. Il secondo acconto contributivo resta invece in scadenza al 30 novembre 2026.
Per artigiani e commercianti la rateizzazione collegata alla dichiarazione riguarda i contributi sulla quota di reddito eccedente il minimale, non i contributi fissi sul minimale, che seguono le proprie scadenze. Anche per i contributi il piano rateale deve essere completato entro il 16 dicembre.
La disciplina contributiva 2026 è consultabile nella circolare INPS n. 62/2026.
Rateizzare oppure ridurre l’acconto con il metodo previsionale?
Sono due strumenti diversi. Con la rateizzazione il debito resta quello determinato dalla dichiarazione, ma viene suddiviso in più versamenti. Con il metodo previsionale, invece, si ridetermina l’acconto quando si prevede che l’imposta effettivamente dovuta per l’anno in corso sarà inferiore a quella risultante dal metodo storico.
Il metodo previsionale richiede prudenza: se si versa un acconto inferiore a quello che risulterà effettivamente dovuto, la differenza può generare sanzioni e interessi. Prima di ridurre un acconto è quindi necessario effettuare una stima attendibile del reddito e dell’imposta 2026.
Esempio pratico di rateizzazione
Supponiamo che dalla dichiarazione emerga un saldo dell’imposta sostitutiva di 2.000 euro e un primo acconto di 1.000 euro. Il totale da versare nella prima fase dell’anno è quindi di 3.000 euro.
Il contribuente può pagare i 3.000 euro in unica soluzione oppure scegliere un piano mensile. Se rateizza, il capitale viene ripartito nelle rate disponibili fino a dicembre e sulle rate successive alla prima vengono aggiunti gli interessi. Il secondo acconto eventualmente dovuto a novembre resta fuori da questo piano e deve essere gestito separatamente con il codice 1791.
Per verificare anche quadro LM, reddito imponibile e scadenze dichiarative puoi consultare la guida alla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario.
Cosa succede se una rata viene pagata in ritardo?
Il pagamento oltre la scadenza non trasforma automaticamente il piano in una nuova rateizzazione. Sul versamento tardivo possono essere dovuti sanzioni e interessi; quando ricorrono i requisiti è possibile regolarizzare spontaneamente la violazione tramite ravvedimento operoso.
È quindi importante distinguere tre situazioni: pagamento rateale scelto nei termini, semplice differimento consentito dalla legge e pagamento tardivo. Sono fattispecie diverse e producono effetti differenti sull’F24 e sugli importi dovuti.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – regime forfettario, saldo 2025 e primo acconto 2026.
- Agenzia delle Entrate/FiscoOggi – nuovi termini della rateizzazione e scadenza finale del 16 dicembre.
- Agenzia delle Entrate – codice tributo 1791.
- INPS – circolare n. 62 del 27 maggio 2026.
Domande frequenti
Quante rate posso fare per le tasse della Partita IVA nel 2026?
Il numero dipende dalla data della prima rata. Le rate successive sono mensili e il piano deve terminare entro il 16 dicembre 2026.
Posso rateizzare solo il saldo del forfettario?
Sì. Saldo e primo acconto possono essere gestiti separatamente: è possibile rateizzarne uno e pagare l’altro in unica soluzione.
Posso rateizzare il secondo acconto del 30 novembre 2026?
In via ordinaria no. Il secondo o unico acconto, codice 1791, non rientra nel normale piano mensile di saldo e primo acconto. Eventuali deroghe richiedono una specifica norma per l’anno interessato.
La rateizzazione riduce le tasse da pagare?
No. La rateizzazione distribuisce il debito nel tempo e comporta interessi sulle rate successive. Per ridurre legittimamente un acconto quando si prevede un’imposta inferiore bisogna valutare il metodo previsionale.
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