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Regime Forfettario

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Rigo LM21 regime forfettario 2026: requisiti, 5% e ATECO 2025

Il rigo LM21 del Modello Redditi PF 2026 è il punto di ingresso della Sezione III del quadro LM dedicata al regime forfettario. Non serve a indicare ricavi, compensi o coefficiente di redditività: questi dati iniziano nei righi successivi, da LM22 a LM27. LM21 serve invece a dichiarare requisiti, assenza delle cause ostative, eventuale nuova attività agevolata al 5% e codice ATECO 2025.

In rete si parla spesso di “quadro LM21”, ma tecnicamente LM21 è un singolo rigo del quadro LM. La distinzione non è formale: un errore qui può riguardare il diritto ad applicare il regime o l’aliquota ridotta, mentre il calcolo del reddito avviene nei righi successivi.

Per la compilazione complessiva, dai ricavi fino all’imposta sostitutiva, consulta la guida al quadro LM del regime forfettario. Qui analizziamo esclusivamente LM21 e i suoi quattro campi.

LM21 nel Modello Redditi PF 2026: cosa contiene

Nella Sezione III del quadro LM, il rigo LM21 concentra quattro controlli distinti. Il primo riguarda i requisiti del regime; il secondo l’assenza delle cause ostative; il terzo le condizioni della nuova attività al 5%; il quarto il codice attività ATECO 2025. Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sul quadro LM sono il riferimento da verificare per l’annualità 2026.

Campo 1 LM21: requisiti di accesso e permanenza

Il primo campo attesta la sussistenza delle condizioni richiamate dalla disciplina del forfettario. Non basta quindi che la Partita IVA sia stata aperta scegliendo il regime: per il periodo dichiarato devono essere rispettati i requisiti previsti dalla legge.

  • ricavi o compensi entro il limite applicabile;
  • spese per personale entro la soglia prevista;
  • corretta verifica dell’eventuale ragguaglio ad anno nei casi previsti;
  • coerenza tra attività effettivamente esercitata e regime applicato.

Per il controllo completo puoi usare la guida sui requisiti del regime forfettario. LM21 non sostituisce quella verifica: ne rappresenta l’attestazione all’interno della dichiarazione.

Campo 2 LM21: assenza delle cause ostative

Il secondo campo riguarda un controllo diverso. Anche rispettando le soglie economiche, il contribuente può non poter applicare il forfettario in presenza di una causa ostativa. È per questo che la frase “fatturo meno di 85.000 euro” non basta, da sola, a dimostrare che il regime sia applicabile.

Tra le situazioni da verificare rientrano, a seconda del caso, partecipazioni societarie incompatibili, controllo di SRL con attività riconducibile, regimi speciali IVA, determinate situazioni di residenza, rapporti prevalenti con datore o ex datore e limite dei redditi da lavoro dipendente quando applicabile.

Se possiedi quote societarie, consulta l’approfondimento su forfettario e partecipazioni in SNC, SAS o SRL. Se invece il problema riguarda il lavoro dipendente, trovi la guida su regime forfettario e lavoro dipendente.

LM21 ed ex datore di lavoro: il controllo non è automatico

Un caso delicato è quello di chi fattura al datore di lavoro attuale o a un ex datore dei due periodi d’imposta precedenti. La causa ostativa riguarda l’attività esercitata prevalentemente verso questi soggetti o verso soggetti a essi riconducibili, salvo le eccezioni previste.

Per questo il campo 2 non va compilato guardando soltanto il numero dei clienti: occorre verificare chi genera la quota prevalente dei ricavi o compensi e quale rapporto lavorativo è intercorso. La guida su forfettario ed ex datore di lavoro approfondisce la regola del 50% e dei due periodi d’imposta precedenti.

Campo 3 LM21: nuova attività e imposta sostitutiva al 5%

Nuova Partita IVA e nuova attività agevolata non sono sinonimi. Il terzo campo riguarda le condizioni specifiche per applicare l’imposta sostitutiva al 5%. Queste condizioni si aggiungono ai requisiti generali del regime forfettario.

Tra gli aspetti più importanti c’è la verifica che l’attività non costituisca mera prosecuzione di un lavoro precedentemente svolto come dipendente o autonomo, fatti salvi i casi previsti dalla norma. Anche la prosecuzione di un’attività esercitata da un altro soggetto può richiedere verifiche specifiche.

Se il 5% non spetta, ciò non significa necessariamente perdere il regime: può essere dovuta l’imposta sostitutiva ordinaria del 15%. Per distinguere le due aliquote consulta forfettario 5% o 15%.

Campo 4 LM21: nel 2026 si indica ATECO 2025

Nel Modello Redditi PF 2026 il campo 4 di LM21 richiede il codice attività ATECO 2025. È una delle novità più importanti da controllare perché nello stesso quadro continuano a comparire anche i codici della precedente classificazione.

Nei righi da LM22 a LM27, infatti, le istruzioni 2026 continuano a richiedere i codici ATECO 2007 per individuare il gruppo e il coefficiente di redditività. In breve: ATECO 2025 in LM21; ATECO 2007 nei righi successivi utilizzati per il coefficiente.

Per la relazione tra attività, codice e percentuale consulta la guida al codice ATECO nel regime forfettario.

LM21 non contiene ricavi, compensi o coefficiente di redditività

Questa distinzione evita uno degli errori più frequenti. Il rigo LM21 serve a dichiarare requisiti, cause ostative, nuova attività e ATECO 2025. I ricavi o compensi, il coefficiente di redditività e il reddito forfettario vengono gestiti da LM22 a LM27.

Se stai cercando dove inserire 30.000, 50.000 o 80.000 euro di compensi, LM21 non è il rigo corretto. Devi seguire i righi della sezione destinati ai componenti positivi e poi quelli che portano alla determinazione dell’imposta.

LM21 e dichiarazione precompilata: cosa controllare

La precompilata può proporre dati ricavati dalle informazioni già disponibili all’Agenzia, ma le caselle relative a requisiti, cause ostative e nuova attività richiedono una valutazione della situazione reale. Non sono controlli che possono essere affidati ciecamente a un automatismo.

Lo stesso vale per il codice attività: se il dato proposto non rappresenta correttamente l’attività effettivamente esercitata, va verificata la posizione prima dell’invio. La precompilata è una base utile, non una certificazione della correttezza di LM21.

Tre esempi pratici

Dipendente con Partita IVA e reddito sotto la soglia

Un professionista è anche dipendente e rispetta la soglia di reddito da lavoro dipendente prevista nel 2026. Se non ricorrono altre cause ostative, il lavoro dipendente non impedisce di per sé il forfettario. Se però fattura prevalentemente al datore o ex datore, serve una verifica autonoma.

Socio di SRL

Possedere una quota di SRL non determina sempre automaticamente l’esclusione. Per la specifica causa ostativa vanno valutati controllo diretto o indiretto e riconducibilità dell’attività. Prima di attestare il campo 2 non basta guardare la sola percentuale nominale della quota.

Nuova Partita IVA dopo un lavoro simile

Una persona apre la Partita IVA dopo avere svolto fino a poco prima un’attività dipendente molto simile. Può avere i requisiti generali per il forfettario, ma il campo 3 relativo al 5% richiede un controllo distinto sulla mera prosecuzione. Il diritto al regime e il diritto all’aliquota agevolata non sono la stessa cosa.

Errori da evitare nel rigo LM21

  • trattare LM21 come se fosse l’intero quadro LM;
  • inserire in LM21 ricavi o compensi che appartengono ai righi successivi;
  • confondere il rispetto delle soglie con l’assenza delle cause ostative;
  • barrare la nuova attività solo perché la Partita IVA è recente;
  • usare ATECO 2007 nel campo 4, dove il modello 2026 richiede ATECO 2025;
  • attribuire automaticamente al nuovo ATECO 2025 il coefficiente di redditività;
  • accettare i dati precompilati senza controllare la situazione reale.

Errore in LM21: perché può essere rilevante

Un errore nei righi numerici può modificare direttamente il calcolo dell’imposta; un errore in LM21 può invece riguardare il diritto stesso ad applicare il regime o il 5%. Le istruzioni dell’Agenzia richiamano inoltre, nei casi previsti dalla legge, un aumento del 10% delle sanzioni quando requisiti e condizioni rilevanti sono indicati in modo infedele.

Se scopri l’errore dopo l’invio, la soluzione dipende dal momento e dall’effetto fiscale. Puoi partire dalla guida su cosa fare dopo la dichiarazione dei redditi e dall’approfondimento sugli errori nel quadro LM e RS.

Checklist prima di confermare LM21

  1. verifica i requisiti economici del regime;
  2. controlla tutte le cause ostative applicabili;
  3. se hai un lavoro dipendente, verifica separatamente soglia e rapporti con datore o ex datore;
  4. se hai partecipazioni, controlla tipo di società, controllo e attività riconducibile;
  5. se applichi il 5%, verifica che l’attività sia realmente agevolabile;
  6. controlla il codice ATECO 2025 del campo 4;
  7. non confondere LM21 con LM22-LM27;
  8. salva modello e ricevuta dopo l’invio.

Fonti ufficiali per LM21 2026

  • Agenzia delle Entrate – Quadro LM Redditi PF 2026;
  • Normattiva – Legge 190/2014;
  • Agenzia delle Entrate – Redditi PF Web.

Domande frequenti sul rigo LM21

LM21 è un quadro o un rigo?

LM21 è un rigo del quadro LM. Nel Modello Redditi PF 2026 è il rigo iniziale della Sezione III dedicata al regime forfettario.

Cosa si indica in LM21 nel 2026?

Requisiti del regime, assenza delle cause ostative, condizioni per la nuova attività al 5% e codice attività ATECO 2025.

In LM21 devo indicare ricavi o compensi?

No. Ricavi o compensi e coefficiente di redditività sono gestiti nei righi LM22-LM27.

Quale codice ATECO va indicato in LM21 2026?

Nel campo 4 di LM21 il Modello Redditi PF 2026 richiede ATECO 2025.

Perché nei righi successivi compare ancora ATECO 2007?

Perché nelle istruzioni 2026 i righi LM22-LM27 continuano a usare ATECO 2007 per individuare gruppo e coefficiente di redditività.

Nuova Partita IVA significa sempre imposta al 5%?

No. Il 5% richiede condizioni ulteriori, compreso il controllo sulla mera prosecuzione.

Un dipendente può compilare LM21 come forfettario?

Sì, se rispetta requisiti e cause ostative applicabili.

Cosa fare se ho sbagliato LM21 dopo l’invio?

La procedura dipende dal momento e dall’effetto fiscale dell’errore.

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