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Codice ATECO regime forfettario 2026: come sceglierlo

Illustrazione digitale con scritta "Codice ATECO" e grafica fiscale, rappresenta la scelta del codice giusto nel regime forfettario

Il codice ATECO nel regime forfettario identifica l’attività economica realmente svolta e serve per collegare la Partita IVA al corretto inquadramento fiscale, previdenziale e amministrativo. Dal 1° aprile 2025 è operativa la classificazione ATECO 2025, che resta il riferimento anche nel 2026.

La scelta non va fatta cercando il codice con il coefficiente di redditività più conveniente: prima si individua l’attività effettiva, poi si verificano coefficiente, previdenza, eventuali autorizzazioni e compatibilità con il regime forfettario. Se conosci già il codice o vuoi cercarlo per attività, puoi usare l’elenco e motore di ricerca dei codici ATECO 2025.

Codice ATECO e regime forfettario: cosa determina davvero

Il codice ATECO descrive l’attività economica esercitata. Nel regime forfettario è importante perché contribuisce a individuare il coefficiente di redditività e aiuta a definire l’inquadramento della posizione, ma non decide da solo se puoi applicare il regime agevolato.

  • Coefficiente di redditività: la percentuale dipende dal gruppo di attività previsto dalla normativa. Per la tabella completa e gli esempi consulta la guida al coefficiente di redditività nel regime forfettario.
  • Previdenza: la natura dell’attività può portare alla Gestione Separata INPS, alla gestione Artigiani o Commercianti oppure a una Cassa professionale.
  • Adempimenti: per alcune attività possono essere necessari Registro delle imprese, SCIA, autorizzazioni, iscrizioni professionali o altri requisiti.
  • Regime fiscale: l’accesso al forfettario dipende dai requisiti e dalle cause di esclusione previste dalla legge, non dal semplice numero del codice ATECO.

Per questo motivo è più corretto parlare di scelta del codice coerente con l’attività, non di scelta del codice che fa pagare meno tasse.

ATECO 2025: quale classificazione usare nel 2026

La classificazione ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025. Nel 2026 l’ISTAT ha aggiornato le relazioni di corrispondenza tra ATECO 2025 e la classificazione precedente, senza modificare la struttura e le descrizioni della classificazione ATECO 2025.

Questo passaggio è importante nel regime forfettario perché i codici oggi utilizzati per descrivere l’attività possono essere nuovi, mentre i coefficienti di redditività continuano a essere individuati sulla base dei gruppi previsti dalla normativa vigente. Quando serve, quindi, occorre verificare il raccordo tra la nuova classificazione e quella utilizzata dalla tabella dei coefficienti.

La fonte ufficiale per struttura, note esplicative e aggiornamenti è ISTAT – ATECO 2025.

Come scegliere il codice ATECO corretto

1. Parti da ciò che fai realmente

Descrivi l’attività in termini concreti: quali servizi presti, quali beni vendi, come lavori e da cosa derivano i ricavi o compensi. La descrizione effettiva dell’attività viene prima del codice.

Per esempio, “lavoro online” non è sufficiente per individuare un ATECO: realizzare software, fare consulenza gestionale, produrre fotografie, vendere prodotti o svolgere formazione sono attività diverse e possono richiedere codici differenti.

2. Cerca la descrizione nella classificazione ATECO 2025

Confronta la tua attività con la descrizione ufficiale, le note di inclusione e le esclusioni. Se due codici sembrano simili, non fermarti al titolo: le note della classificazione possono chiarire quale voce rappresenta meglio il lavoro svolto.

Puoi effettuare questa ricerca direttamente nella nostra raccolta ATECO 2025, che collega progressivamente i codici alle schede dedicate.

3. Verifica coefficiente di redditività e previdenza

Dopo avere individuato il codice coerente con l’attività, verifica il trattamento nel forfettario. Il coefficiente serve a determinare la quota di ricavi o compensi considerata reddito forfettario; la previdenza, invece, dipende anche dalla natura professionale o imprenditoriale dell’attività e dall’eventuale presenza di un Albo o di una Cassa.

Un coefficiente del 78%, per esempio, non significa pagare il 78% di tasse: significa che il 78% dei ricavi o compensi viene considerato reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.

4. Controlla se servono iscrizioni o autorizzazioni

Il codice ATECO non sostituisce i requisiti necessari per esercitare l’attività. A seconda del caso possono servire iscrizione al Registro delle imprese, SCIA, requisiti professionali, autorizzazioni comunali, Albo professionale o altri adempimenti.

Esempi di codici ATECO 2025 per alcune professioni

La classificazione 2025 ha modificato diversi codici. Alcune guide già aggiornate permettono di vedere come cambia concretamente la scelta in base alla professione:

  • Avvocato: ATECO 69.10.10
  • Geometra: ATECO 71.12.30
  • Psicologo: ATECO 86.93.00
  • Fisioterapista: ATECO 86.95.00

Per una panoramica specifica dei lavoratori autonomi puoi leggere anche la guida sui codici ATECO per professionisti.

Più attività: codice principale e codici secondari

Una stessa Partita IVA può comprendere più attività. In questo caso è possibile avere un codice principale e uno o più codici secondari. La scelta del codice principale deve riflettere l’attività prevalente secondo i criteri applicabili alla posizione concreta.

Nel regime forfettario, se le attività rientrano in gruppi con coefficienti differenti, i ricavi o compensi devono essere distinti e a ciascuna attività va applicato il proprio coefficiente. Successivamente si sommano i redditi forfettari così determinati.

Errori da evitare nella scelta del codice ATECO

  • Scegliere il codice in base al coefficiente più basso: il codice deve descrivere l’attività reale, non essere selezionato per ottenere un vantaggio fiscale.
  • Usare un vecchio codice senza verificare il raccordo ATECO 2025: dal 2025 la classificazione operativa è cambiata.
  • Confondere codice ATECO e regime previdenziale: il codice è un elemento dell’inquadramento, ma non sostituisce la verifica INPS o della Cassa professionale.
  • Ignorare attività secondarie: se svolgi attività realmente diverse può essere necessario aggiungere ulteriori codici.
  • Dare per scontato che ogni attività possa applicare il forfettario: vanno sempre verificati requisiti, cause di esclusione ed eventuali regimi IVA speciali.

Come cambiare codice ATECO dopo l’apertura

Se l’attività cambia o il codice non rappresenta più correttamente ciò che fai, la posizione può essere aggiornata. Per i lavoratori autonomi la variazione fiscale può richiedere il modello AA9/12; per le imprese devono essere valutati anche Registro delle imprese, Comunicazione Unica ed eventuali adempimenti collegati.

Prima della variazione è utile verificare gli effetti su coefficiente di redditività, previdenza, autorizzazioni e attività secondarie. La modifica del codice non deve essere utilizzata per attribuire retroattivamente a un’attività un inquadramento diverso da quello realmente svolto.

In sintesi

Nel 2026 il codice corretto si sceglie partendo dalla classificazione ATECO 2025 e dall’attività effettivamente esercitata. Solo dopo si verificano coefficiente di redditività, previdenza e adempimenti. Per cercare un’attività usa l’elenco ATECO 2025; per capire come il codice incide sul reddito imponibile consulta la tabella dei coefficienti di redditività.

Se devi aprire o modificare una Partita IVA e vuoi verificare l’inquadramento prima di procedere, consulta le soluzioni di assistenza disponibili.

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