IVA in fattura nel regime forfettario: 0%, 22% o nessuna IVA?
Se sei in regime forfettario, nelle normali fatture nazionali non devi aggiungere IVA al 22%, 10%, 5% o 4%. Non significa però che stai applicando un’aliquota IVA dello 0%: il regime forfettario prevede, per le operazioni nazionali, che il contribuente non eserciti la rivalsa IVA.
Nella fattura elettronica il software può mostrare tecnicamente AliquotaIVA 0.00 insieme alla Natura N2.2. Quel valore serve al tracciato XML, ma fiscalmente la fattura resta un’operazione non soggetta a IVA per effetto del regime forfettario, non una normale operazione imponibile con aliquota zero.
Per la procedura completa puoi consultare la guida su come emettere una fattura nel regime forfettario.
Percentuale IVA nel forfettario: risposta in breve
| Situazione | Cosa indicare | Significato |
|---|---|---|
| Normale fattura nazionale forfettaria | Nessuna IVA addebitata; XML con AliquotaIVA 0.00 e Natura N2.2 | Operazione non soggetta per effetto del regime forfettario |
| Fattura in regime ordinario | Aliquota propria dell’operazione, ad esempio 22%, 10%, 5% o 4% | IVA applicata in rivalsa al cliente |
| Operazione con trattamento IVA speciale | Natura IVA coerente con il caso concreto | Non si copia automaticamente N2.2 |
Perché il forfettario non applica il 22% in fattura?
La regola deriva dall’articolo 1, comma 58, della Legge 190/2014: per le operazioni nazionali i contribuenti forfettari non esercitano la rivalsa dell’IVA. In pratica, la normale fattura del forfettario non aggiunge al compenso l’imposta che un contribuente ordinario addebiterebbe al cliente.
Se il corrispettivo concordato è 1.000 euro, non si aggiungono automaticamente 220 euro di IVA. Restano invece da valutare eventuale contributo previdenziale o rivalsa, se applicabili, e il bollo quando dovuto.
È corretto dire che l’IVA del forfettario è 0%?
No, se con “0%” si intende una vera aliquota IVA applicata all’operazione. Il modo più preciso per spiegare la normale fattura nazionale del forfettario è: “IVA non addebitata” oppure “operazione non soggetta a IVA per effetto del regime forfettario”.
La confusione nasce perché nel file XML della fattura elettronica il campo tecnico dell’aliquota viene valorizzato a 0.00 quando è presente una Natura IVA. L’Agenzia delle Entrate indica espressamente che il codice N2.2 deve essere usato anche dall’operatore in regime forfettario che emette fattura elettronica via SdI.
Quindi: 0.00 nel tracciato non equivale a “aliquota IVA 0%” nel senso fiscale ordinario.
RF19 e N2.2: quali campi usare nella fattura elettronica?
Nella normale fattura elettronica del forfettario ci sono due codici distinti:
- RF19: identifica il regime fiscale del cedente o prestatore;
- N2.2: identifica la Natura dell’operazione non soggetta a IVA nelle ordinarie fatture interne del forfettario.
Questi codici non sostituiscono la descrizione dell’operazione né il riferimento normativo. Per la formula da riportare puoi vedere la guida sulla dicitura corretta della fattura in regime forfettario.
Esempio: fattura forfettaria da 1.000 euro
Un consulente in regime forfettario emette una normale fattura a una società italiana per una prestazione da 1.000 euro. La struttura essenziale sarà:
- compenso: 1.000 euro;
- IVA addebitata al cliente: 0 euro;
- regime fiscale XML: RF19;
- Natura IVA: N2.2;
- dicitura che richiama la Legge 190/2014;
- eventuale bollo da 2 euro quando ne ricorrono i presupposti.
Il totale non diventa quindi 1.220 euro per effetto dell’IVA. Per vedere un documento completo consulta l’esempio e fac simile di fattura nel regime forfettario.
Il 5% e il 15% vanno indicati come IVA?
No. Il 5% e il 15% sono aliquote dell’imposta sostitutiva sul reddito, non aliquote IVA. Non devono essere inseriti nel campo IVA della fattura.
L’imposta sostitutiva viene calcolata sul reddito imponibile determinato secondo le regole del forfettario e viene pagata tramite dichiarazione e F24. Non aumenta il totale della singola fattura emessa al cliente.
Se la fattura supera 77,47 euro devo aggiungere l’IVA?
No. Il superamento di 77,47 euro non fa scattare l’IVA: riguarda invece l’eventuale imposta di bollo da 2 euro sulle fatture che ne hanno i presupposti.
Nella fattura elettronica il bollo viene gestito negli appositi campi XML. Per importi, scadenze e pagamenti consulta la guida sul bollo nelle fatture elettroniche del forfettario.
Il cliente può detrarre un’IVA che nella fattura non c’è?
No. Se la normale fattura forfettaria non addebita IVA, il cliente non ha un’imposta da portare in detrazione. Potrà eventualmente dedurre il costo secondo le regole fiscali che lo riguardano, ma non può creare un credito IVA inesistente.
Questo è diverso dal tema generale dell’IVA pagata dal forfettario sugli acquisti. Per quello abbiamo una guida separata su quando il forfettario paga o versa l’IVA.
Quando può comparire davvero il 22%?
Il 22% può comparire quando l’operazione è effettuata in un regime che prevede l’applicazione dell’IVA e quella è l’aliquota corretta per il bene o servizio. Non va inserito solo perché il 22% è l’aliquota ordinaria più comune.
Un caso importante è l’uscita immediata dal forfettario per superamento della soglia di 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti: da quel momento le operazioni interessate seguono le regole IVA previste dalla legge. Se invece sei regolarmente nel forfettario e stai emettendo una normale fattura nazionale, non devi scegliere tra 22%, 10% o 5%: non addebiti IVA.
N2.2 si usa sempre in qualunque fattura del forfettario?
No. N2.2 è il codice tipico delle normali operazioni non soggette per effetto del regime forfettario, ma la natura IVA dipende anche dal tipo di operazione.
Per esempio, nelle operazioni con clienti esteri può essere decisiva la territorialità IVA e può essere necessario utilizzare una Natura diversa. Anche le operazioni esenti per loro natura seguono una logica diversa. Per questo non bisogna copiare N2.2 automaticamente in ogni fattura solo perché il soggetto è forfettario.
Per l’estero consulta la guida sulla fattura elettronica a cliente estero.
“Senza IVA”, “non soggetta” ed “esente” sono la stessa cosa?
No. Nel linguaggio comune vengono spesso usate come sinonimi, ma fiscalmente indicano situazioni differenti. La normale fattura del forfettario è senza addebito IVA perché il contribuente opera nel regime di franchigia e non esercita la rivalsa. Un’operazione esente in senso tecnico, invece, è una fattispecie disciplinata da norme specifiche come l’articolo 10 del DPR 633/1972.
La distinzione serve soprattutto nella fattura elettronica, perché il codice Natura deve rappresentare correttamente la ragione per cui l’IVA non viene applicata.
Cosa fare se hai messo il 22% per errore?
Non ignorare l’errore. Prima verifica se la fattura è stata scartata dallo SdI oppure è stata regolarmente emessa. Se è stata scartata, va corretta e ritrasmessa; se è stata accettata, la rettifica può richiedere una nota di credito e una nuova fattura corretta.
Abbiamo dedicato una guida specifica alla fattura con IVA emessa per errore nel regime forfettario.
Errori da evitare
- aggiungere il 22% perché è l’aliquota IVA ordinaria più comune;
- scrivere che il forfettario “applica IVA allo 0%” senza spiegare la natura dell’operazione;
- confondere RF19 con N2.2;
- usare N4 al posto di N2.2 nelle normali operazioni del forfettario;
- usare automaticamente N2.2 anche per l’estero;
- confondere il 5% o il 15% dell’imposta sostitutiva con l’IVA;
- dimenticare il bollo quando dovuto;
- lasciare una fattura con IVA errata senza verificarne l’esito SdI.
Fonti ufficiali
- Legge 190/2014 – regime forfettario e mancata rivalsa IVA
- Agenzia delle Entrate – Guida alla compilazione delle fatture elettroniche ed Esterometro
Domande frequenti
Nelle normali operazioni nazionali il forfettario non addebita IVA al cliente. Nel file XML il campo AliquotaIVA può essere 0.00 insieme alla Natura N2.2, ma non significa che venga applicata una normale aliquota IVA dello 0%.
No, non nelle normali fatture nazionali emesse mentre applica regolarmente il regime forfettario. La Legge 190/2014 prevede la mancata rivalsa IVA.
È un valore tecnico del tracciato XML utilizzato insieme a un codice Natura. Per la normale fattura del forfettario l’Agenzia delle Entrate indica N2.2.
No. Il 5% è l’aliquota agevolata dell’imposta sostitutiva sul reddito, non un’aliquota IVA da addebitare al cliente.
No. Le operazioni estere possono richiedere una Natura diversa in base alla territorialità e al tipo di operazione. N2.2 non va copiato automaticamente.
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