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Regime Forfettario

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Imposte regime forfettario 2026: quali si pagano e quali no

Le imposte fiscali che versano nel regime forfettario professionisti e ditte individuali.

Le imposte nel regime forfettario nel 2026 sono più semplici rispetto al regime ordinario, ma non significa che una Partita IVA forfettaria paghi soltanto il 5% o il 15%. Sul reddito dell’attività si applica l’imposta sostitutiva; separatamente possono essere dovuti contributi INPS o della Cassa professionale, imposta di bollo e, in alcune operazioni, specifici adempimenti IVA.

IRPEF e relative addizionali non si applicano al reddito prodotto con l’attività forfettaria, ma possono continuare a riguardare eventuali altri redditi del contribuente. Per questo è utile distinguere subito tra imposte sul reddito, contributi previdenziali e imposte collegate alle singole operazioni.

Questa guida risponde alla domanda “quali tasse si pagano nel regime forfettario?”. Per sapere invece quanto si paga con diversi livelli di incasso, consulta gli esempi di tasse nel regime forfettario; per una simulazione personalizzata usa il calcolatore tasse e contributi.

Imposte regime forfettario 2026: tabella rapida

VoceSi paga?Come funziona
Imposta sostitutivaSì5% o 15% sul reddito imponibile
Contributi INPS o CassaSì, se dovutiSono contributi previdenziali, non imposta sostitutiva
IRPEF sul reddito forfettarioNoÈ sostituita dall’imposta sostitutiva
Addizionali IRPEF sul reddito forfettarioNoNon si applicano al reddito assoggettato a imposta sostitutiva
IRAPNoNon è dovuta sull’attività individuale in regime forfettario
IVA sulle normali operazioni nazionaliNormalmente noNon viene addebitata al cliente e non si detrae sugli acquisti
Imposta di bolloQuando previstaIn genere 2,00 € sulle fatture non soggette a IVA oltre 77,47 €
Ritenuta d’acconto sui compensi forfettariNormalmente noI compensi non sono assoggettati a ritenuta se viene comunicato il regime applicato

La disciplina di base è contenuta nell’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014. Le regole vanno però applicate tenendo conto dell’attività, della posizione previdenziale e delle eventuali operazioni con l’estero.

Imposta sostitutiva: la principale imposta sul reddito forfettario

L’imposta sostitutiva è l’imposta sul reddito prodotto dall’attività in regime forfettario. La sua aliquota ordinaria è pari al 15%; può scendere al 5% per il primo periodo d’imposta e i quattro successivi quando l’attività è realmente nuova e sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge.

Il 5% non spetta automaticamente perché la Partita IVA è appena stata aperta. La verifica riguarda, tra l’altro, le attività esercitate nei tre anni precedenti, l’eventuale mera prosecuzione di un lavoro precedente e il subentro in un’attività già esistente. I criteri completi sono spiegati nella guida al regime forfettario al 5% o al 15%.

Il 5% o il 15% non si applicano direttamente al fatturato

Uno degli errori più frequenti è moltiplicare l’intero fatturato per il 5% o il 15%. Il calcolo corretto parte dai ricavi o compensi fiscalmente rilevanti e utilizza il coefficiente di redditività associato all’attività.

  1. Ricavi o compensi × coefficiente di redditività = reddito forfettario.
  2. Reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili = reddito imponibile.
  3. Reddito imponibile × 5% o 15% = imposta sostitutiva.

Il comma 64 della Legge 190/2014 prevede la deduzione dei contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge. È quindi importante non confondere il reddito ottenuto applicando il coefficiente con la base finale su cui si calcola l’imposta.

Contributi INPS o Cassa: si pagano oltre alle imposte

I contributi previdenziali non sono compresi nell’imposta sostitutiva. Sono un obbligo distinto e cambiano in base all’inquadramento del contribuente.

  • I professionisti senza Cassa autonoma sono generalmente iscritti alla Gestione Separata INPS.
  • Artigiani e commercianti seguono le regole della Gestione INPS Artigiani e Commercianti, con contributi sul minimale e sull’eventuale reddito eccedente.
  • I professionisti iscritti a un Ordine possono dover versare i contributi alla propria Cassa professionale secondo il relativo regolamento.

Per valutare quanto resta realmente disponibile non basta quindi conoscere l’aliquota fiscale: bisogna sommare imposta sostitutiva e previdenza. È proprio per questo che la pagina con gli esempi da 15.000, 30.000 e 45.000 euro mantiene un intento diverso da questa guida.

IRPEF, addizionali e IRAP: cosa non si paga sul reddito forfettario

Sul reddito dell’attività assoggettato all’imposta sostitutiva non si applicano l’IRPEF ordinaria e le relative addizionali regionali e comunali. Non si paga inoltre l’IRAP per l’attività individuale.

Questo non significa però che una persona in regime forfettario sia sempre completamente fuori dall’IRPEF. Se possiede altri redditi soggetti all’imposta ordinaria — per esempio determinati redditi da lavoro dipendente, pensione, fabbricati o altre categorie — questi seguono le rispettive regole fiscali.

La distinzione è importante anche per detrazioni come spese sanitarie, interessi sul mutuo o altre detrazioni IRPEF: normalmente non abbattono direttamente l’imposta sostitutiva. Per approfondire consulta la guida su deduzioni e detrazioni nel regime forfettario.

IVA nel regime forfettario: normalmente non si addebita, ma esistono eccezioni

Nelle normali operazioni nazionali il contribuente forfettario non addebita l’IVA in fattura e non porta in detrazione l’IVA sostenuta sugli acquisti. Questa è una delle principali semplificazioni del regime, ma non equivale a dire che l’IVA sia irrilevante in ogni situazione.

Operazioni con soggetti esteri, acquisti soggetti a reverse charge, servizi ricevuti dall’estero e altri casi specifici possono generare obblighi IVA anche per un forfettario. Per la gestione ordinaria della fattura consulta la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.

Imposta di bollo sulle fatture

Il fatto di non applicare l’IVA può far scattare l’imposta di bollo. In generale, sulle fatture non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 € è dovuto un bollo di 2,00 €, salvo i casi in cui la normativa prevede un trattamento diverso.

Nella fattura elettronica il bollo viene indicato nel file XML e viene poi gestito secondo le modalità e le scadenze previste dall’Agenzia delle Entrate. Bollo e imposta sostitutiva sono quindi due obblighi completamente diversi.

Ritenuta d’acconto: i compensi forfettari sono normalmente senza ritenuta

I ricavi e compensi prodotti nell’attività forfettaria non sono normalmente assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del cliente sostituto d’imposta. Il contribuente comunica al committente che il compenso è soggetto al regime forfettario e non alla ritenuta prevista per il lavoro autonomo ordinario.

La regola riguarda i compensi dell’attività. Non deve essere trasformata nella formula generica “un forfettario non ha mai ritenute”: altri rapporti o obblighi possono seguire discipline differenti.

Spese e contributi: cosa riduce davvero il reddito imponibile

Le normali spese dell’attività — affitto, carburante, computer, software, commercialista, utenze o attrezzature — non vengono dedotte una per una dal reddito forfettario. La quota di costi è riconosciuta in modo presuntivo attraverso il coefficiente di redditività.

Questo non significa che le fatture di acquisto siano inutili o che possano essere ignorate: i documenti devono essere gestiti e conservati secondo gli obblighi applicabili. Fiscalmente, però, la principale deduzione dal reddito forfettario è rappresentata dai contributi previdenziali obbligatori versati.

Per distinguere costi dell’attività, contributi e spese personali leggi l’approfondimento sulle spese deducibili nel regime forfettario.

Quando si versano imposta sostitutiva e contributi

L’imposta sostitutiva viene dichiarata nel quadro LM del Modello Redditi Persone Fisiche e viene versata con modello F24 secondo il meccanismo di saldo e acconti. Le date effettive possono essere interessate da proroghe o differimenti, quindi vanno controllate per l’anno di riferimento.

Le istruzioni del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 dell’Agenzia delle Entrate riportano la compilazione del quadro LM. Per dichiarazione, saldo e acconti consulta anche la nostra guida alla dichiarazione dei redditi nel forfettario.

I contributi seguono invece le regole della gestione previdenziale applicabile. Per questo scadenze e importi non sono necessariamente identici tra un professionista in Gestione Separata, un artigiano, un commerciante e un professionista con Cassa.

Quanto si paga davvero nel 2026?

Non esiste una percentuale unica valida per tutte le Partite IVA forfettarie. Il risultato dipende almeno da ricavi o compensi, coefficiente di redditività, aliquota 5% o 15%, gestione previdenziale e contributi effettivamente versati.

Se vuoi vedere numeri concreti, la guida quanto si paga con 15.000, 30.000 e 45.000 euro confronta scenari omogenei. Se invece conosci già la tua attività e vuoi una simulazione, usa il simulatore tasse regime forfettario 2026.

Errori da evitare quando si parla di tasse forfettarie

  • Applicare il 5% o il 15% direttamente al fatturato.
  • Confondere imposta sostitutiva e contributi INPS o della Cassa.
  • Pensare che il 5% spetti automaticamente a ogni nuova Partita IVA.
  • Considerare deducibili analiticamente tutte le spese dell’attività.
  • Ritenere che un forfettario non possa mai avere obblighi IVA.
  • Dimenticare che eventuali altri redditi possono essere soggetti a IRPEF.
  • Confondere il carico fiscale dell’anno con il denaro versato nello stesso momento per saldo e acconti.

Domande frequenti sulle imposte nel regime forfettario

Quali imposte paga un forfettario nel 2026?

Sul reddito dell’attività il forfettario paga l’imposta sostitutiva al 15% oppure al 5% quando possiede i requisiti per una nuova attività. Separatamente può dover versare contributi previdenziali e, quando previsto, imposta di bollo o IVA relativa a operazioni particolari.

Nel regime forfettario si paga l’IRPEF?

Non sul reddito dell’attività assoggettato a imposta sostitutiva. L’IRPEF può però continuare ad applicarsi ad altri redditi del contribuente che seguono la tassazione ordinaria.

Il 5% o il 15% si calcolano sul fatturato?

No. Prima si applica il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi rilevanti; poi si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sulla base imponibile residua si applica il 5% o il 15%.

I contributi INPS sono compresi nell’imposta sostitutiva?

No. Imposta sostitutiva e contributi previdenziali sono obblighi distinti. I contributi dipendono dalla gestione previdenziale applicabile e quelli obbligatori versati possono ridurre la base dell’imposta sostitutiva secondo le regole previste.

Un forfettario paga l’IVA?

Nelle normali operazioni nazionali il forfettario non addebita l’IVA e non detrae quella sugli acquisti. Operazioni con l’estero, reverse charge e altri casi particolari possono però generare specifici obblighi IVA.

Quando si pagano le tasse del regime forfettario?

L’imposta sostitutiva viene versata con modello F24 secondo il meccanismo di saldo e acconti collegato alla dichiarazione dei redditi. Le scadenze effettive devono essere verificate per l’anno di riferimento perché possono intervenire proroghe o differimenti.

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