Quanto si paga di tasse nel regime forfettario nel 2026? Non esiste una percentuale unica da applicare direttamente al fatturato. L’imposta sostitutiva è del 5% o del 15%, ma si applica al reddito determinato con il coefficiente di redditività e, ai fini fiscali, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati.
Per rendere confrontabili gli esempi con 15.000, 30.000 e 45.000 euro di incassi, utilizziamo un caso preciso: libero professionista con coefficiente di redditività del 78%, Gestione Separata INPS al 26,07%, senza altra copertura previdenziale obbligatoria e non pensionato. Artigiani, commercianti e professionisti con Cassa hanno regole contributive diverse e quindi numeri differenti.
Indice dei contenuti
Quanto si paga di tasse nel forfettario: risposta rapida
Il 5% o il 15% non rappresenta la percentuale effettiva di tasse sul fatturato. Prima si applica il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi. Dal reddito così ottenuto si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e soltanto sulla base fiscale residua si applica l’imposta sostitutiva.
La legge 190/2014, al comma 64, prevede espressamente la deduzione dei contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge. È quindi sbagliato calcolare sempre l’imposta con la formula “fatturato × coefficiente × 5% o 15%” senza considerare i contributi deducibili.
Formula corretta per calcolare tasse e contributi
Primo passaggio: ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività = reddito forfettario.
Secondo passaggio: si determinano i contributi previdenziali secondo la gestione applicabile alla propria attività.
Terzo passaggio: dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e ammessi in deduzione.
Quarto passaggio: sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
Per un calcolo personalizzato in base alla tua attività puoi utilizzare il calcolatore tasse regime forfettario.
Percentuale tasse forfettario: perché non è semplicemente 5% o 15%
Quando si cerca la “percentuale tasse regime forfettario” si confondono spesso tre valori diversi: coefficiente di redditività, aliquota dell’imposta sostitutiva e peso complessivo di imposta e contributi sugli incassi. Sono grandezze differenti.
Nel caso-esempio utilizzato in questa pagina, con coefficiente 78% e Gestione Separata al 26,07%, il carico economico teorico di contributi e imposta è circa il 23,2% degli incassi con aliquota al 5% e circa il 29,0% con aliquota al 15%. Non sono percentuali universali: cambiano con attività, previdenza, aliquota e contributi effettivamente versati.
Esempio 2026 con 15.000 euro di fatturato
Con 15.000 euro di incassi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è 11.700 euro. Applicando l’aliquota contributiva del 26,07%, i contributi della simulazione sono 3.050,19 euro. La base fiscale residua è quindi 8.649,81 euro.
Con imposta sostitutiva al 5%, l’imposta è 432,49 euro e il totale economico di contributi più imposta è 3.482,68 euro. Con aliquota al 15%, l’imposta è 1.297,47 euro e il totale economico sale a 4.347,66 euro.
Esempio 2026 con 30.000 euro di fatturato
Con 30.000 euro di incassi, il reddito forfettario al 78% è 23.400 euro. I contributi della simulazione sono 6.100,38 euro e la base fiscale residua è 17.299,62 euro.
L’imposta al 5% è 864,98 euro, per un totale economico di contributi e imposta pari a 6.965,36 euro. Con aliquota al 15%, l’imposta è 2.594,94 euro e il totale economico è 8.695,32 euro.
Esempio 2026 con 45.000 euro di fatturato
Con 45.000 euro di incassi, il reddito forfettario è 35.100 euro. I contributi della simulazione sono 9.150,57 euro e la base fiscale residua è 25.949,43 euro.
L’imposta al 5% è 1.297,47 euro, per un totale economico di 10.448,04 euro. Con aliquota al 15%, l’imposta è 3.892,41 euro e il totale economico è 13.042,98 euro.
Attenzione: questi esempi servono a confrontare uno scenario omogeneo. Fiscalmente sono deducibili i contributi effettivamente versati. Nel primo anno o negli anni in cui saldo e acconti ricadono in momenti diversi, la liquidazione effettiva può quindi non coincidere con questa simulazione economica.
Gestione Separata INPS 2026: quando vale il 26,07%
L’INPS, con la circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, indica per i professionisti iscritti esclusivamente alla Gestione Separata, non pensionati e senza altra previdenza obbligatoria, l’aliquota complessiva del 26,07%. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota è diversa. Approfondisci nella guida alla Gestione Separata INPS nel regime forfettario.
Artigiani e commercianti pagano la stessa percentuale?
No. Artigiani e commercianti hanno una struttura contributiva diversa, con contributi sul minimale e una quota percentuale sulla parte di reddito eccedente. Inoltre, quando ricorrono i requisiti, i forfettari iscritti a queste gestioni possono richiedere la riduzione contributiva prevista dalla normativa. Gli esempi con Gestione Separata non vanno quindi copiati per una ditta artigiana o commerciale.
Imposta al 5% o al 15%: cosa cambia
L’aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva è il 15%. Il 5% è previsto per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni stabilite dalla legge e non scatta automaticamente soltanto perché si apre una nuova Partita IVA. I requisiti sono approfonditi nella guida regime forfettario 5% o 15%.
Primo e secondo anno: saldo e acconti
Il carico economico annuo non coincide sempre con il denaro che esce materialmente dal conto nello stesso periodo. Saldo e acconti possono concentrarsi e far sembrare alcuni anni molto più pesanti. Questo tema è distinto dagli esempi per fatturato ed è trattato nella guida su quanto si paga nei primi due anni con il forfettario.
Quanto mettere da parte per tasse e contributi?
Non esiste una percentuale di accantonamento valida per tutti. Per stimarla correttamente servono almeno coefficiente di redditività, gestione previdenziale, eventuale altra copertura, aliquota 5% o 15%, contributi già versati e acconti dovuti. Una percentuale standard trovata online può essere troppo bassa oppure inutilmente alta.
Errori frequenti nel calcolo
Errore 1: applicare il 5% o il 15% direttamente al fatturato.
Errore 2: utilizzare un coefficiente di redditività non coerente con l’attività svolta.
Errore 3: dimenticare che i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono prima dell’imposta sostitutiva.
Errore 4: usare la Gestione Separata per simulare artigiani, commercianti o professionisti iscritti a una Cassa.
Errore 5: confondere il carico economico annuale con saldo e acconti effettivamente versati durante l’anno.
Fonti ufficiali
Legge 190/2014: determinazione del reddito forfettario, imposta sostitutiva e deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026: aliquote della Gestione Separata per il 2026.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
