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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Coefficienti di redditività regime forfettario: tabella 2026 e ATECO 2025

Nel regime forfettario il coefficiente di redditività determina quale quota dei ricavi o compensi diventa reddito imponibile. Nel 2026 i coefficienti restano quelli dell’Allegato 4 alla Legge 190/2014: 40%, 54%, 62%, 67%, 78% e 86%. ATECO 2025 non ha introdotto automaticamente nuove percentuali: fino all’approvazione di nuovi coefficienti, il D.Lgs. 81/2025 impone di continuare a usare la tabella vigente individuando il gruppo corretto attraverso il raccordo con ATECO 2007.

Il punto importante è che il coefficiente non si sceglie in base alla percentuale più conveniente. Dipende dall’attività effettivamente svolta. Se hai più attività, inoltre, non sempre puoi usare un unico coefficiente: le istruzioni Redditi PF 2026 prevedono la separazione dei ricavi quando i codici appartengono a gruppi merceologici diversi.

Per il quadro generale su requisiti, imposta sostitutiva e cause di esclusione puoi partire dalla guida completa al regime forfettario.

1. Come funziona il coefficiente di redditività

Il regime forfettario non determina il reddito sottraendo analiticamente i costi ai ricavi. Applica invece ai ricavi o compensi percepiti una percentuale prestabilita.

Formula base

Ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività = reddito forfettario lordo. Dal risultato si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole applicabili; sul reddito imponibile così determinato si calcola poi l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Esempio con 50.000 euro

Con un coefficiente del 40% il reddito forfettario lordo è 20.000 euro; con il 67% è 33.500 euro; con il 78% è 39.000 euro; con l’86% sale a 43.000 euro. A parità di incassi, quindi, il coefficiente modifica direttamente la base fiscale.

2. Tabella dei coefficienti di redditività 2026

Gruppo attivitàRiferimenti ATECO 2007 della tabella fiscaleCoefficiente
Industrie alimentari e bevande10-1140%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45; 46.2-46.9; 47.1-47.7; 47.940%
Commercio ambulante alimentare47.8140%
Commercio ambulante non alimentare47.82-47.8954%
Intermediari del commercio46.162%
Alloggio e ristorazione55-5640%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, finanziarie e assicurative64-66; 69-75; 85; 86-8878%
Costruzioni e attività immobiliari41-43; 6886%
Altre attività economichealtri gruppi previsti dall’Allegato 467%

Perché la tabella usa ancora ATECO 2007

Perché i coefficienti sono nati su quella classificazione. Oggi la Partita IVA utilizza ATECO 2025 per identificare l’attività, ma la disciplina transitoria continua a collegare il nuovo codice alla tabella storica finché non verranno approvati nuovi coefficienti ufficiali.

3. ATECO 2025 non ha cambiato automaticamente i coefficienti

Il D.Lgs. 12 giugno 2025 n. 81 è molto chiaro: fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati sulla base di ATECO 2025, i forfettari continuano ad applicare i coefficienti dell’Allegato 4 della Legge 190/2014.

Il nuovo codice non basta da solo

Se il tuo codice ATECO 2025 è diverso da quello che avevi prima, non significa automaticamente che sia cambiata anche la percentuale fiscale. Devi ricostruire la corrispondenza con l’attività economica prevista dalla tabella.

Il raccordo può non essere uno a uno

Alcuni codici ATECO 2025 derivano da accorpamenti, scissioni o riclassificazioni. In questi casi la sola lettura delle prime cifre può essere fuorviante: conta l’attività realmente esercitata e il gruppo fiscale corrispondente.

4. Coefficiente 40%: commercio, alimentari e ristorazione

Il 40% è uno dei coefficienti più bassi e riguarda diversi gruppi di attività commerciali, alimentari e della ristorazione.

Commercio

Rientrano nel gruppo storico molte attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio. Anche l’e-commerce commerciale può ricadere nel 40% quando l’attività sostanziale è vendita di beni e il raccordo ATECO porta al gruppo commercio.

Ristorazione e alloggio

Le attività dei servizi di alloggio e ristorazione sono ricondotte al 40% dalla tabella vigente.

Esempio

Con 40.000 euro di ricavi e coefficiente 40%, il reddito forfettario lordo è 16.000 euro.

5. Coefficiente 54% e 62%

54%: commercio ambulante non alimentare

La percentuale del 54% è prevista per il commercio ambulante di altri prodotti, distinto dal commercio ambulante alimentare che resta al 40%.

62%: intermediari del commercio

Il 62% riguarda il gruppo storico degli intermediari del commercio. È frequente nei casi di agenti e intermediari, ma il codice ATECO effettivo e l’attività concreta devono sempre essere verificati.

Attenzione a procacciatori e agenti

Non è corretto attribuire automaticamente il 62% a chiunque lavori “a provvigione”. La classificazione dipende dall’attività svolta e dal relativo codice. Se hai dubbi sul procacciatore consulta Partita IVA procacciatore d’affari.

6. Coefficiente 67%: il gruppo residuale molto ampio

Il 67% si applica alle “altre attività economiche” previste dalla tabella e comprende una grande varietà di settori.

Non significa “tutti i servizi”

Molti professionisti sono al 78%, mentre numerose attività artigiane e servizi non ricompresi nei gruppi specifici ricadono al 67%. Per questo non va usato come percentuale di default senza verificare il codice.

Esempio

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 33.500 euro.

7. Coefficiente 78%: professionisti e attività tecniche

Il 78% riguarda il gruppo storico delle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e di alcuni servizi finanziari e assicurativi.

Consulenti e professionisti

Molti freelance e professionisti intellettuali rientrano nel 78%, ma non tutti. Il codice ATECO 2025 e il raccordo con il gruppo storico devono essere verificati caso per caso.

Esempio

Su 50.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 39.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali versati.

8. Coefficiente 86%: costruzioni e immobiliare

È il coefficiente più elevato della tabella e riguarda costruzioni e attività immobiliari.

Perché l’86% è così rilevante

Con 50.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo arriva a 43.000 euro. Per attività con costi reali elevati questa percentuale può rendere il forfettario meno conveniente rispetto ad altri settori.

Attività miste

Se la stessa Partita IVA svolge, per esempio, un’attività artigiana e un’attività di posa o costruzione appartenenti a gruppi diversi, è necessario verificare come separare correttamente i ricavi nel quadro LM.

La ripartizione va fatta sui ricavi e compensi effettivamente percepiti: per il momento temporale rilevante consulta il principio di cassa nel forfettario.

9. Più attività e più coefficienti: come funziona il quadro LM

Le istruzioni Redditi PF 2026 distinguono due situazioni.

Attività nello stesso gruppo merceologico

Se hai più codici attività ma tutti ricadono nello stesso gruppo della tabella, nel quadro LM puoi indicare il codice dell’attività prevalente e applicare lo stesso coefficiente al totale dei componenti positivi del gruppo.

Attività in gruppi diversi

Se i codici appartengono a gruppi diversi, devi suddividere ricavi e compensi e compilare distinti righi da LM22 a LM27 per i diversi gruppi merceologici.

Esempio attività mista

Un contribuente incassa 30.000 euro da consulenza al 78% e 20.000 euro da commercio al 40%. Non deve applicare un coefficiente unico ai 50.000 euro: il reddito va determinato separatamente per ciascun gruppo e poi sommato.

10. Come calcolare tasse e contributi dopo il coefficiente

Il coefficiente è solo il primo passaggio.

Passaggio 1: reddito forfettario lordo

Moltiplica gli incassi per il coefficiente corretto.

Passaggio 2: contributi deducibili

I contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito determinato forfettariamente nei limiti previsti dalla legge.

Passaggio 3: imposta sostitutiva

Sul reddito imponibile si applica il 15% oppure il 5% se ricorrono i requisiti per la nuova attività.

Per una simulazione completa consulta calcolo netto nel regime forfettario.

Il coefficiente non modifica direttamente le soglie di accesso, ma un errore può alterare il reddito dichiarato. Per distinguere soglie di ricavi/compensi e reddito imponibile vedi i limiti del regime forfettario 2026.

11. Cosa succede se usi il coefficiente sbagliato

Un coefficiente errato può portare a pagare troppo o troppo poco.

Se il coefficiente usato è più alto

Potresti avere dichiarato un reddito superiore al dovuto, con maggiore imposta e, in alcuni casi, contributi superiori.

Se il coefficiente usato è più basso

Potresti avere versato meno imposte del dovuto e dover correggere la dichiarazione, ricalcolare imposta e contributi e valutare ravvedimento e interessi.

Per la procedura operativa consulta coefficiente di redditività sbagliato: come correggere.

12. Come verificare il coefficiente corretto nel 2026

  1. individua l’attività effettivamente esercitata;
  2. verifica il codice ATECO 2025 attribuito alla Partita IVA;
  3. consulta il raccordo con la classificazione precedente;
  4. individua il gruppo fiscale dell’Allegato 4 ancora vigente;
  5. controlla se hai una o più attività;
  6. se i gruppi sono diversi, separa ricavi e compensi;
  7. verifica il quadro LM della dichiarazione prima dell’invio.

Non copiare il coefficiente da una guida generica

Una guida online può essere utile per orientarsi, ma la verifica finale deve partire dal codice e dall’attività reale. Il rischio aumenta con ATECO 2025 perché diversi codici sono stati modificati rispetto alla classificazione usata dalla tabella fiscale.

13. Checklist e fonti ufficiali

Coefficiente fiscale e margine reale non sono la stessa cosa

Il coefficiente di redditività è una percentuale fiscale standardizzata, non una stima del tuo margine effettivo. Se un professionista al 78% sostiene costi reali pari al 35% dei compensi, il regime continua comunque a presumere un reddito lordo fiscale del 78%. Viceversa, un commerciante al 40% può avere costi reali inferiori al 60% ma beneficiare comunque della percentuale prevista dal proprio gruppo. Per valutare la convenienza del forfettario bisogna quindi confrontare il coefficiente con la struttura reale dei costi.

ATECO 2025: perché non basta leggere le prime due cifre

Con la nuova classificazione alcuni codici sono stati rinumerati, suddivisi o ricollocati. La disciplina transitoria del D.Lgs. 81/2025 evita che questa trasformazione cambi da sola la tassazione: il coefficiente continua a essere individuato usando il gruppo corrispondente della vecchia tabella. Se il raccordo è ambiguo, bisogna partire dalla descrizione dell’attività effettivamente esercitata e non da una semplice equivalenza numerica.

Redditi PF 2026 usa ancora i codici ATECO 2007 nel quadro LM

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che, nella sezione III del quadro LM 2026, se i codici attività non sono già riportati correttamente, i codici da indicare nei righi LM22-LM27 sono quelli ATECO 2007. Questo passaggio serve proprio a collegare la classificazione corrente con i coefficienti fiscali ancora costruiti sul vecchio sistema.

Più codici ma stesso coefficiente

Se svolgi due attività diverse ma entrambe ricadono nello stesso gruppo merceologico, non devi moltiplicare i righi inutilmente. Le istruzioni 2026 consentono di utilizzare il codice dell’attività prevalente e il coefficiente del gruppo sull’ammontare complessivo dei ricavi o compensi appartenenti a quel gruppo.

Più codici con coefficienti diversi

Se invece le attività appartengono a gruppi differenti, la separazione diventa necessaria. Per esempio, 25.000 euro di consulenza al 78% e 15.000 euro di commercio al 40% producono rispettivamente 19.500 euro e 6.000 euro di reddito forfettario lordo. Il totale è 25.500 euro: applicare un unico coefficiente ai 40.000 euro produrrebbe un risultato sbagliato.

Il coefficiente non determina da solo la previdenza

Una percentuale fiscale del 67% o del 78% non stabilisce automaticamente se devi iscriverti alla Gestione Separata, agli Artigiani, ai Commercianti o a una Cassa professionale. L’inquadramento previdenziale dipende dalla natura dell’attività e dalle regole dell’ente competente. È quindi possibile che due attività con lo stesso coefficiente abbiano regimi contributivi molto diversi.

Controlla il coefficiente quando cambi o aggiungi attività

Un cambio ATECO, l’aggiunta di una seconda attività o il passaggio da consulenza a vendita di beni può modificare il gruppo fiscale rilevante. Il controllo non va fatto solo all’apertura della Partita IVA: va ripetuto ogni volta che cambia concretamente ciò che fai e ciò che fatturi.

La nuova tabella ATECO 2025 non va anticipata

Finché non viene pubblicato un atto ufficiale con nuovi coefficienti, non bisogna usare tabelle “aggiornate” che attribuiscono percentuali nuove ai codici ATECO 2025. La normativa vigente dice esattamente il contrario: si continua a usare l’Allegato 4 storico tramite il raccordo. Quando arriverà una nuova tabella, conteranno la sua data di efficacia e le eventuali regole transitorie previste dal provvedimento.

  • ATECO 2025 è la classificazione corrente;
  • nel 2026 i coefficienti restano quelli della tabella storica;
  • le percentuali sono 40%, 54%, 62%, 67%, 78% e 86%;
  • il coefficiente dipende dall’attività effettiva;
  • più attività possono richiedere più righi LM;
  • un coefficiente sbagliato modifica reddito, imposta e talvolta contributi;
  • non esiste ancora una nuova tabella fiscale ATECO 2025 approvata.

Legge 190/2014

Il comma 64 stabilisce che il reddito forfettario si determina applicando ai ricavi o compensi il coefficiente previsto dall’Allegato 4: Legge 190/2014 su Normattiva.

D.Lgs. 81/2025

La disciplina transitoria conferma l’uso degli attuali coefficienti fino all’approvazione di quelli basati su ATECO 2025: D.Lgs. 81/2025.

Controllo finale sulla dichiarazione precompilata

La precompilazione non sostituisce la verifica del contribuente. Se hai più codici attività, controlla che i componenti positivi siano attribuiti al gruppo corretto e che il coefficiente indicato nei righi LM22-LM27 sia coerente con l’attività effettivamente svolta. Un errore di classificazione può propagarsi direttamente al reddito imponibile.

Agenzia delle Entrate – Quadro LM 2026

Le istruzioni ufficiali spiegano anche come comportarsi con più codici attività e gruppi diversi: Quadro LM Redditi PF 2026.

In sintesi: il coefficiente corretto nasce dall’attività reale e dal suo gruppo fiscale, non dal numero ATECO preso isolatamente. Nel 2026 ATECO 2025 è operativo, ma le percentuali restano quelle storiche finché non verrà approvata una nuova tabella ufficiale.

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