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Regime Forfettario

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Limiti regime forfettario 2026: 85.000 €, 100.000 €, 20.000 € e 35.000 €

I limiti del regime forfettario nel 2026 non si riducono alla sola soglia di 85.000 euro. Per capire se puoi entrare o restare nel regime devi distinguere almeno quattro valori: 85.000 euro di ricavi o compensi, 100.000 euro per la fuoriuscita immediata in corso d’anno, 20.000 euro per determinate spese di personale e 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente e assimilati rilevanti nel 2026.

Questa pagina è dedicata alle soglie numeriche e a come funzionano. Per verificare tutte le condizioni di accesso consulta la guida ai requisiti del regime forfettario 2026; per società, regimi speciali IVA, residenza ed ex datore di lavoro trovi invece l’approfondimento sulle cause ostative del forfettario.

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Indice dei contenuti

  • Limiti regime forfettario 2026: tabella riassuntiva
  • Limite di 85.000 euro: cosa conta davvero
  • 85.000 euro: fatturato, incassato o reddito?
  • Rivalsa previdenziale: quando entra nei compensi
  • Rimborsi spese addebitati al cliente: attenzione alle regole 2026
  • Più attività o più codici ATECO: gli 85.000 euro si sommano
  • Nuova attività iniziata durante l’anno: limite ragguagliato
  • Cosa succede tra 85.000 e 100.000 euro
  • Superamento di 100.000 euro: uscita nello stesso anno
  • Limite di 20.000 euro per dipendenti e collaboratori
  • Limite di 35.000 euro per lavoro dipendente nel 2026
  • Partecipazioni, ex datore e regimi IVA speciali non sono “limiti numerici”
  • Il limite del 5% non esiste: 5% e 15% sono aliquote
  • Come controllare i limiti durante l’anno
  • Limiti forfettario 2026: cosa ricordare

Limiti regime forfettario 2026: tabella riassuntiva

LimiteValore 2026Effetto principale
Ricavi o compensi85.000 €Requisito per accesso e permanenza nell’anno successivo
Ricavi o compensi in corso d’anno100.000 €Se superato, il regime cessa nello stesso anno
Spese per personale e collaboratori rilevanti20.000 € lordiRequisito da verificare sull’anno precedente
Redditi da lavoro dipendente e assimilati35.000 €Soglia della causa ostativa valida per il 2026, salvo eccezioni

I limiti di 85.000 e 20.000 euro derivano dal comma 54 dell’articolo 1 della legge 190/2014. La soglia di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente e assimilati è stata estesa anche al 2026 dalla legge di Bilancio 2026.

Limite di 85.000 euro: cosa conta davvero

Per applicare il regime forfettario nel 2026, nell’anno precedente devi aver conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 85.000 euro. La soglia non rappresenta il reddito imponibile e non va quindi ridotta applicando il coefficiente di redditività.

In altre parole, non devi chiederti quanto rimane dopo i costi presunti o dopo i contributi previdenziali: la verifica degli 85.000 euro viene prima del calcolo del reddito forfettario e dell’imposta sostitutiva.

85.000 euro: fatturato, incassato o reddito?

La legge usa le espressioni “ricavi conseguiti” e “compensi percepiti”. Per un professionista, quindi, è essenziale distinguere la fattura emessa dal compenso effettivamente percepito. Per le attività d’impresa bisogna applicare le regole fiscali proprie dei ricavi rilevanti per il regime.

Per questo è impreciso descrivere sempre gli 85.000 euro come semplice “fatturato”. Il dato corretto da controllare è quello fiscalmente rilevante ai fini della soglia, non il reddito netto e non il reddito imponibile dopo il coefficiente.

Rivalsa previdenziale: quando entra nei compensi

Per i professionisti è importante distinguere i contributi previdenziali addebitati al cliente. Se l’attività prevede l’iscrizione obbligatoria a una Cassa professionale, i contributi previdenziali stabiliti dalla legge e addebitati al committente sono esclusi dai componenti positivi di reddito. Diversamente, la rivalsa del 4% applicata dai professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS è inclusa nei compensi e quindi rileva anche nella verifica della soglia del regime forfettario.

La distinzione è confermata anche nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il quadro LM: contributi alla Cassa professionale e rivalsa Gestione Separata non hanno lo stesso trattamento. Per questo, quando sei vicino agli 85.000 euro, non basta guardare il totale della fattura senza distinguere le singole voci.

Rimborsi spese addebitati al cliente: attenzione alle regole 2026

Per i lavoratori autonomi, le somme percepite a titolo di rimborso analitico delle spese sostenute per eseguire un incarico e addebitate al committente non concorrono, in linea generale, alla formazione del reddito professionale secondo l’articolo 54 del TUIR. Dal 2025 esistono però regole specifiche di tracciabilità per alcune spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute in Italia: se i pagamenti non rispettano i requisiti previsti, il rimborso può tornare a concorrere al reddito.

Non va quindi applicata una regola generica del tipo “tutti i rimborsi sono esclusi dagli 85.000 euro”. Bisogna verificare la natura della spesa, come è stata documentata e, nei casi previsti, il mezzo di pagamento utilizzato.

Più attività o più codici ATECO: gli 85.000 euro si sommano

Se eserciti più attività con la stessa Partita IVA, non hai 85.000 euro disponibili per ciascun codice ATECO. Il limite è complessivo: devono essere sommati ricavi e compensi delle diverse attività esercitate.

Esempio: 48.000 euro derivanti da una prima attività e 32.000 euro da una seconda attività producono un totale di 80.000 euro ai fini della soglia. Se vuoi capire anche come gestire coefficienti di redditività e previdenza diversi, consulta la guida sul doppio codice ATECO nel regime forfettario.

Nuova attività iniziata durante l’anno: limite ragguagliato

Se inizi l’attività nel corso dell’anno, il limite di 85.000 euro deve essere ragguagliato ad anno. Questo significa che, per verificare la permanenza nel regime nell’anno successivo, la soglia va proporzionata al periodo effettivo di attività.

Il ragguaglio evita che chi apre la Partita IVA negli ultimi mesi dell’anno possa utilizzare per un periodo molto breve la stessa soglia prevista per chi ha lavorato dodici mesi. Per la procedura di apertura e le verifiche iniziali puoi leggere come aprire la Partita IVA in regime forfettario.

Cosa succede tra 85.000 e 100.000 euro

Se durante l’anno superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, il regime forfettario continua ad applicarsi fino alla fine di quell’anno e cessa dall’anno successivo.

È quindi sbagliato pensare che il semplice superamento di 85.000 euro faccia scattare immediatamente IVA e regime ordinario. L’effetto immediato è collegato alla seconda soglia, quella dei 100.000 euro.

Superamento di 100.000 euro: uscita nello stesso anno

Quando ricavi o compensi superano 100.000 euro, il regime forfettario cessa di avere applicazione nello stesso anno. La disciplina prevede effetti immediati anche ai fini IVA a partire dall’operazione che determina il superamento della soglia.

Questa situazione richiede una gestione tempestiva perché cambiano fatturazione, IVA, determinazione del reddito e adempimenti. Per decorrenza ed effetti fiscali consulta la guida sull’uscita dal regime forfettario.

Limite di 20.000 euro per dipendenti e collaboratori

Il secondo limite economico generale riguarda determinate spese sostenute per lavoro. Nell’anno precedente non devi aver sostenuto spese superiori a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti e collaboratori rientranti nelle fattispecie richiamate dalla legge.

Il tetto di 20.000 euro è indipendente dagli 85.000 euro. Puoi quindi essere sotto il limite dei ricavi o compensi ma perdere il requisito per l’anno successivo perché hai superato la soglia relativa al personale.

Limite di 35.000 euro per lavoro dipendente nel 2026

Per il 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e dei redditi assimilati rilevante per la causa ostativa è pari a 35.000 euro. La legge di Bilancio 2026 ha prorogato anche per quest’anno l’innalzamento già previsto per il 2025; la disposizione è riepilogata nel dossier del Senato sulla legge di Bilancio 2026.

La verifica riguarda i redditi dell’anno precedente. La causa ostativa non opera quando il rapporto di lavoro è cessato nelle condizioni previste dalla norma. Questa soglia va inoltre tenuta distinta dalla regola sull’attività svolta prevalentemente verso l’attuale o un precedente datore di lavoro, che è una causa ostativa autonoma.

Per tutti i casi di lavoro subordinato e Partita IVA consulta la guida su regime forfettario e lavoro dipendente.

Partecipazioni, ex datore e regimi IVA speciali non sono “limiti numerici”

Alcune condizioni possono impedire il forfettario senza dipendere da un tetto di fatturato. Partecipazioni in società di persone, controllo di determinate SRL, applicazione di regimi IVA speciali, residenza estera e rapporti prevalenti con datori o ex datori di lavoro seguono regole proprie.

Per evitare sovrapposizioni, queste condizioni sono trattate separatamente nella guida alle cause ostative del regime forfettario 2026. Il fatto di rispettare 85.000, 20.000 e 35.000 euro non garantisce da solo l’accesso se esiste un’altra incompatibilità.

Il limite del 5% non esiste: 5% e 15% sono aliquote

Il 5% e il 15% non sono soglie per entrare o restare nel regime: sono le aliquote dell’imposta sostitutiva. Avere diritto al regime forfettario non significa automaticamente avere diritto al 5%.

Le condizioni per l’aliquota agevolata delle nuove attività sono trattate nella guida al regime forfettario al 5% o 15%.

Come controllare i limiti durante l’anno

  • Ricavi e compensi: controlla periodicamente quanto stai maturando o incassando secondo le regole applicabili alla tua attività.
  • Più attività: somma sempre i valori dei diversi codici ATECO.
  • Personale: monitora le spese rilevanti rispetto al tetto di 20.000 euro.
  • Lavoro dipendente: verifica il reddito dell’anno precedente rispetto alla soglia 2026 di 35.000 euro e le eventuali eccezioni.
  • Vicino a 100.000 euro: non aspettare la dichiarazione dei redditi; il superamento può produrre effetti immediati.

Limiti forfettario 2026: cosa ricordare

La regola più semplice da ricordare è questa: 85.000 euro determina l’accesso e la permanenza ordinaria, 100.000 euro è la soglia che può far cessare il regime nello stesso anno, 20.000 euro riguarda determinate spese di personale e 35.000 euro è la soglia 2026 dei redditi da lavoro dipendente e assimilati rilevanti per la causa ostativa.

Questi numeri vanno però inseriti nel quadro complessivo. Prima di applicare il regime controlla anche tutte le altre condizioni nella guida ai requisiti per il regime forfettario.

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