Sì: una sola Partita IVA può avere due o più codici ATECO quando la stessa persona esercita realmente attività diverse. Nel regime forfettario, però, questo non crea “due regimi separati”: la soglia di ricavi o compensi resta unica, i coefficienti vanno gestiti correttamente se appartengono a gruppi diversi e la previdenza dipende dalla natura concreta delle attività.
Nel 2026 la classificazione amministrativa vigente è ATECO 2025. Per il calcolo del reddito forfettario, però, i coefficienti restano quelli storici finché non viene approvata una nuova tabella fiscale: per questo, quando hai più attività, devi distinguere tra codice ATECO usato per descrivere ciò che fai e gruppo fiscale utilizzato nel Quadro LM.
1. Si possono avere due codici ATECO con la stessa Partita IVA?
Sì. La Partita IVA identifica il contribuente; il codice ATECO descrive l’attività economica svolta. Se una persona esercita due attività differenti, può associarle alla stessa posizione IVA indicando un’attività principale e una o più attività secondarie.
Non serve una seconda Partita IVA
Un professionista che aggiunge una seconda attività non apre normalmente un secondo numero di Partita IVA personale. La nuova attività viene aggiunta alla posizione esistente con gli adempimenti previsti per il tipo di soggetto.
Il secondo codice deve corrispondere a un’attività reale
Non va aggiunto un codice “per comodità” o per ottenere un coefficiente più favorevole. Il codice deve descrivere un’attività effettivamente esercitata e riconoscibile.
2. Codice principale e codici secondari
Quando una posizione contiene più attività, una viene indicata come principale o prevalente e le altre come secondarie.
Cosa significa attività prevalente
La prevalenza serve a descrivere quale attività ha il peso principale nella posizione, ma non significa che tutti i ricavi delle attività secondarie possano essere trattati fiscalmente come quelli dell’attività principale.
Quando la prevalenza cambia
Se nel tempo l’attività secondaria diventa quella principale, può essere opportuno aggiornare la posizione. Il criterio va verificato sulla situazione concreta, soprattutto per imprese iscritte al Registro Imprese.
Per il tema specifico puoi leggere anche quanti codici ATECO si possono avere nel forfettario.
3. Quando serve davvero aggiungere un secondo codice
Il secondo codice serve quando la nuova attività non è già compresa nella descrizione, nelle inclusioni o nelle note operative del codice esistente.
Esempio: consulenza più e-commerce
Se un consulente inizia anche a vendere prodotti online in modo organizzato, la vendita può rappresentare una vera seconda attività commerciale. In questo caso non è corretto trattare automaticamente gli incassi e-commerce come consulenza.
Esempio: attività professionali molto vicine
Se due prestazioni sono già comprese nello stesso codice ATECO, aggiungere un secondo codice può essere inutile. Prima della variazione conviene verificare le note esplicative ATECO 2025.
4. Come si aggiunge una nuova attività
Per imprese individuali e lavoratori autonomi, la variazione ai fini IVA viene comunicata attraverso il modello AA9 utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per inizio attività, variazione dati e cessazione. Per le imprese iscritte in Camera di Commercio possono essere necessari anche Registro Imprese, Comunicazione Unica e gli adempimenti collegati.
Professionista non iscritto al Registro Imprese
La variazione passa normalmente dall’anagrafe IVA e dagli eventuali enti previdenziali o ordini interessati.
Ditta individuale
La variazione va coordinata anche con il Registro Imprese e, quando necessario, con INPS, INAIL e SUAP. Non basta quindi aggiornare soltanto la descrizione fiscale.
Fonte Agenzia delle Entrate
L’Agenzia mette a disposizione i modelli anagrafici per dichiarazioni di inizio attività, variazione dati e cessazione IVA per imprese individuali e lavoratori autonomi.
5. Due codici con lo stesso coefficiente di redditività
Se le attività appartengono allo stesso gruppo della tabella dei coefficienti, il calcolo fiscale è più semplice perché la percentuale applicabile è la stessa.
Stesso gruppo, stesso coefficiente
Le istruzioni del Quadro LM prevedono che, quando più attività ricadono nello stesso gruppo merceologico, si possa indicare il codice dell’attività prevalente e applicare il coefficiente del gruppo ai componenti positivi complessivi di quel gruppo.
Stesso coefficiente non significa stessi obblighi
Due attività possono avere la stessa percentuale fiscale ma obblighi amministrativi o previdenziali diversi. Per esempio, un’attività professionale e una d’impresa non diventano equivalenti solo perché producono lo stesso coefficiente.
6. Due codici con coefficienti diversi
Se le attività appartengono a gruppi fiscali differenti, i ricavi o compensi devono essere separati per applicare a ciascuna componente il coefficiente corretto.
Esempio 78% + 40%
Supponiamo 30.000 euro di compensi da consulenza al 78% e 20.000 euro di ricavi da commercio al 40%. Il primo gruppo produce 23.400 euro di reddito forfettario lordo; il secondo 8.000 euro. Il totale è 31.400 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali versati.
Non usare il coefficiente dell’attività prevalente su tutto
Applicare il 78% a tutti i 50.000 euro o il 40% a tutti i 50.000 euro sarebbe sbagliato. La prevalenza anagrafica non sostituisce la separazione fiscale quando i gruppi sono diversi.
Per la tabella completa consulta coefficienti di redditività nel regime forfettario.
7. Quadro LM 2026 con più attività
Nel Quadro LM del modello Redditi PF i componenti positivi vanno attribuiti correttamente ai gruppi di attività.
Righi LM22-LM27
Quando le attività appartengono a gruppi differenti, devono essere usati righi distinti. Se appartengono allo stesso gruppo, il trattamento può essere unitario secondo le istruzioni.
Attenzione alla precompilata
L’Agenzia delle Entrate segnala che, in presenza di più codici, i dati precompilati possono richiedere una verifica del contribuente perché le fonti disponibili non consentono sempre di attribuire automaticamente ogni incasso alla singola attività.
ATECO 2025 e codici fiscali del quadro
Nel 2026 la classificazione corrente è ATECO 2025, ma per il meccanismo transitorio dei coefficienti il Quadro LM continua a raccordarsi alla classificazione usata dalla tabella fiscale storica.
8. La soglia di 85.000 euro non raddoppia
Avere due codici ATECO non significa avere due soglie separate. Ai fini del regime forfettario si guarda al totale dei ricavi e compensi rilevanti della stessa posizione.
Esempio
50.000 euro dalla prima attività e 30.000 euro dalla seconda danno 80.000 euro complessivi. 60.000 più 30.000 danno 90.000 euro: non puoi sostenere che ciascuna attività sia separatamente sotto soglia.
Soglia dei 100.000 euro
Anche la soglia che determina l’uscita immediata va valutata sulla posizione complessiva. Per i limiti aggiornati consulta limiti del regime forfettario.
9. Più codici ATECO e INPS
Il numero dei codici non determina da solo quante contribuzioni previdenziali sono dovute. Conta la natura effettiva delle attività.
Attività professionale
Un professionista senza Cassa può essere soggetto alla Gestione Separata; un professionista ordinistico può invece avere una Cassa autonoma.
Attività artigiana o commerciale
Una seconda attività d’impresa può richiedere l’inquadramento nelle gestioni Artigiani o Commercianti. Se convivono attività con regimi previdenziali diversi, la posizione va verificata concretamente.
Non esiste una regola “un codice = una contribuzione”
Due codici nello stesso ambito non producono automaticamente due minimali; allo stesso modo, una posizione multiattività può richiedere obblighi distinti quando le attività ricadono in gestioni diverse. L’INPS distingue nel Quadro RR le posizioni di Artigiani/Commercianti e professionisti della Gestione Separata.
Per l’intento previdenziale specifico resta distinta la guida più codici ATECO e gestione INPS.
10. Fatture con più attività: serve una numerazione diversa?
In generale non è il numero dei codici ATECO a imporre automaticamente serie di fatturazione separate. La numerazione può restare unica purché le fatture siano progressive e correttamente emesse.
La descrizione deve identificare l’attività
È però utile descrivere con precisione la prestazione o la vendita in modo da poter ricondurre ogni incasso al gruppo fiscale corretto.
Quando conviene una gestione interna separata
Se i coefficienti sono diversi, è utile usare categorie, commesse o centri di ricavo nel software gestionale per riconciliare a fine anno gli incassi dei diversi gruppi.
La numerazione è approfondita nella pagina fatture con più codici ATECO.
11. ATECO 2025: cosa cambia nel 2026
ATECO 2025 è in vigore dal 1 gennaio 2025 ed è utilizzato operativamente dal 1 aprile 2025. L’ISTAT ha aggiornato nel luglio 2026 le relazioni di corrispondenza senza modificare struttura, livelli o descrizioni della classificazione.
Usa i codici vigenti
Quando aggiungi una nuova attività devi verificare la voce ATECO 2025 corrente, non copiare automaticamente un vecchio codice ATECO 2007.
Il codice ATECO non ha valore “creativo”
La classificazione serve a descrivere l’attività. Non va scelta in funzione del coefficiente fiscale più basso o della gestione INPS apparentemente più conveniente.
Fonte ISTAT
Le note esplicative e le tavole di raccordo ATECO 2025 sono pubblicate dall’ISTAT e vanno considerate quando l’attività è al confine tra più codici.
12. Esempi pratici di Partita IVA multiattività
Consulente + e-commerce
La consulenza può ricadere al 78%, mentre la vendita di beni può ricadere al 40%. Ricavi separati, coefficienti separati e possibile differenza previdenziale/amministrativa.
Artigiano + vendita dei propri prodotti
Bisogna capire se la vendita è accessoria all’attività artigiana o costituisce una vera attività commerciale distinta. La risposta incide su codice, Registro Imprese e inquadramento contributivo.
Professionista + formazione
Se entrambe le attività ricadono nello stesso gruppo fiscale, il coefficiente può essere comune. Questo non elimina la necessità di verificare il codice ATECO corretto e gli eventuali obblighi specifici.
Creator + servizi di consulenza
Due attività digitali apparentemente simili possono avere codici differenti e, a seconda della classificazione, anche gruppi fiscali diversi. Conviene separare gli incassi fin dall’emissione delle fatture.
13. Checklist finale e fonti ufficiali
Quando il secondo codice non serve
Non ogni nuova prestazione richiede un nuovo ATECO. Se l’attività aggiuntiva è già compresa nelle note del codice principale, è occasionale rispetto al nucleo dell’attività o rappresenta una modalità esecutiva della stessa prestazione, può non essere necessario aggiungere una nuova classificazione. La verifica va fatta sulle note ATECO 2025, non solo sul titolo sintetico del codice.
Quando il secondo codice diventa importante
Il secondo codice diventa invece rilevante quando nasce una vera attività autonoma, con propri ricavi, clienti, modalità operative o obblighi amministrativi. In questi casi separare fin dall’inizio gli incassi semplifica Quadro LM, controllo delle soglie e verifiche previdenziali.
Attività principale e fatturato prevalente
La nozione di attività prevalente non va confusa con la possibilità di applicare il suo coefficiente a tutte le operazioni. La prevalenza serve a identificare l’attività principale; i ricavi delle attività secondarie restano fiscalmente autonomi quando appartengono a gruppi diversi della tabella.
Seconda attività avviata a metà anno
Se inizi la seconda attività, per esempio, a settembre, non nasce una soglia separata per i mesi residui. Ai fini del forfettario continui a guardare al totale annuale degli incassi rilevanti della stessa Partita IVA. Per il reddito, invece, la parte riferibile alla nuova attività segue il proprio coefficiente a partire dagli incassi generati da quella attività.
Gestione pratica degli incassi
Quando i coefficienti sono diversi, è utile associare ogni fattura a una categoria interna o a una commessa. A fine anno devi poter ricostruire rapidamente quanto deriva dal gruppo al 78%, quanto dal 67%, dal 40% o da altri gruppi. Questa separazione è molto più semplice se viene impostata durante l’anno anziché ricostruita a posteriori.
Controllo prima della dichiarazione
Prima di inviare Redditi PF, confronta elenco dei codici ATECO, fatture emesse, incassi effettivi, gruppi di redditività e posizione INPS. Se una attività è stata aggiunta durante l’anno, verifica che la variazione anagrafica sia coerente con ciò che risulta dalle fatture e dal Quadro LM.
- elenca le attività realmente svolte;
- verifica se il codice attuale le comprende già;
- individua eventuali codici ATECO 2025 aggiuntivi;
- definisci attività principale e secondarie;
- controlla i coefficienti di redditività;
- se i gruppi sono diversi, separa gli incassi;
- verifica la soglia complessiva del forfettario;
- controlla INPS, Cassa, Registro Imprese, INAIL e SUAP;
- aggiorna la posizione con il canale corretto;
- ricontrolla Quadro LM e Quadro RR prima della dichiarazione.
Agenzia delle Entrate – Quadro LM
Le istruzioni ufficiali spiegano come gestire più attività e gruppi diversi: Quadro LM Redditi PF.
Agenzia Entrate – variazione dati IVA
I modelli anagrafici AA9 sono utilizzati per inizio attività, variazione dati e cessazione IVA delle imprese individuali e dei lavoratori autonomi: servizi anagrafici IVA.
ISTAT – ATECO 2025
Classificazione corrente, note e tavole di raccordo sono disponibili nella pagina ATECO 2025.
INPS – Quadro RR 2026
L’INPS distingue gli adempimenti contributivi per Artigiani, Commercianti e professionisti iscritti alla Gestione Separata nel modello Redditi PF: indicazioni Quadro RR 2026.
In sintesi: puoi avere più codici ATECO con la stessa Partita IVA, ma devi trattare correttamente attività, coefficienti, soglie e previdenza. Il punto decisivo non è quanti codici possiedi, ma quanto sono realmente diverse le attività e come ciascuna incide su fisco, INPS e adempimenti amministrativi.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
