Più codici ATECO con una sola Partita IVA: quale gestione INPS?
Sì, una sola Partita IVA può avere più codici ATECO, ma non è il numero dei codici a decidere se avrai una sola gestione previdenziale. Se le attività sono tutte lavoro autonomo professionale soggetto alla Gestione Separata, puoi avere una sola posizione INPS; se invece una delle attività è impresa commerciale o artigiana e un’altra è attività professionale, può nascere un obbligo contributivo in due gestioni diverse.
La domanda originale riguarda tre attività svolte dalla stessa persona: affiliate marketing, sviluppo di App e grafica pubblicitaria. Il punto corretto non è quindi “quale codice ATECO prevale?”, ma come sono esercitate concretamente le tre attività e quale natura previdenziale assume ciascuna.
Più codici ATECO con una sola Partita IVA: si può fare
Una persona fisica può svolgere più attività con la stessa Partita IVA e indicare un codice ATECO prevalente insieme a uno o più codici secondari. Non serve aprire una Partita IVA distinta per ogni servizio.
Nel regime forfettario, inoltre, i ricavi e compensi delle diverse attività si sommano per verificare il limite complessivo del regime. La legge 190/2014 stabilisce espressamente che, in presenza di più attività con codici ATECO differenti, ai fini del limite si considera la somma dei ricavi e dei compensi prodotti.
Una sola gestione INPS non dipende dal codice prevalente
Il vecchio testo semplificava troppo dicendo che “la gestione previdenziale dipenderà dall’attività prevalente”. Questa regola non può essere applicata indistintamente a qualunque combinazione di attività.
L’INPS ha chiarito che il criterio dell’attività prevalente resta rilevante tra attività autonome riconducibili alle gestioni speciali di Artigiani, Commercianti e Coltivatori diretti. Se invece una persona esercita contemporaneamente un’attività professionale soggetta alla Gestione Separata e un’attività d’impresa che richiede l’iscrizione ad Artigiani o Commercianti, la Gestione Separata non viene assorbita automaticamente dalla gestione “prevalente”.
In presenza dei requisiti per entrambe le attività può quindi verificarsi una doppia iscrizione. La circolare INPS 78/2013 richiama proprio questo principio per chi esercita contemporaneamente lavoro autonomo soggetto a Gestione Separata e attività imprenditoriale soggetta ad Artigiani o Commercianti.
Scenario 1: tutte le attività sono professionali
Se affiliate marketing, sviluppo App e grafica vengono svolti personalmente come servizi professionali, senza una struttura d’impresa che faccia nascere un diverso obbligo previdenziale, può essere coerente una sola iscrizione alla Gestione Separata INPS.
In questo scenario non esistono “tre casse” solo perché esistono tre codici ATECO. La Gestione Separata resta una sola posizione previdenziale e i contributi vengono calcolati sul reddito professionale complessivo secondo le regole applicabili.
Nel 2026 l’INPS indica, per il libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria, un’aliquota complessiva del 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è normalmente del 24%. L’INPS definisce la Gestione Separata come la gestione destinata ai liberi professionisti senza cassa autonoma.
Scenario 2: un’attività è impresa e le altre sono professionali
Se una delle attività viene invece esercitata come impresa commerciale o artigiana con i requisiti per l’iscrizione alla relativa gestione INPS, mentre le altre restano attività professionali da Gestione Separata, può nascere la doppia contribuzione.
Esempio: se l’affiliate marketing è strutturato in una forma che, per il modello contrattuale e organizzativo concreto, viene qualificata come attività d’impresa soggetta a Gestione Commercianti, mentre sviluppo software e grafica restano prestazioni professionali personali, non basta dichiarare che “l’attività prevalente è lo sviluppo App” per spostare tutto nella Gestione Separata.
La guida su due codici ATECO e minimale INPS approfondisce i casi in cui più attività restano nella stessa gestione e quelli in cui invece bisogna distinguere posizioni previdenziali differenti.
Affiliate marketing: ATECO 73.11.02 non va scelto automaticamente
Per l’affiliate marketing il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari può essere coerente quando l’attività consiste nella promozione organizzata di prodotti o servizi, gestione di campagne e servizi pubblicitari. Ma “affiliate marketing” è un modello di remunerazione, non una descrizione fiscale sufficiente da sola.
Se operi soprattutto come creator o influencer, ATECO 2025 prevede anche il codice 73.11.03 per l’influencer marketing; se invece il rapporto è vera intermediazione commerciale, oppure rivendita di spazi pubblicitari, il codice può essere diverso. Per questo vanno letti contratto, attività effettiva e modalità con cui maturano le commissioni. Per le affiliazioni classiche puoi confrontare anche la guida sulle affiliazioni Amazon e ATECO 73.11.02.
Sviluppo App: ATECO 62.10.00
Per chi sviluppa App e software il codice ATECO 2025 di riferimento è normalmente 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. Se l’attività viene svolta come prestazione professionale personale, senza un’organizzazione d’impresa che comporti un diverso inquadramento, la Gestione Separata è il riferimento previdenziale normalmente da verificare.
La guida sviluppatore software: Gestione Separata, Artigiani o Commercianti approfondisce proprio la differenza tra codice fiscale dell’attività e inquadramento previdenziale effettivo.
Grafica pubblicitaria: 74.12.09 o codice più specifico
Per servizi di progettazione grafica e comunicazione visiva il riferimento ATECO 2025 è normalmente 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva. Se invece l’attività riguarda prevalentemente la grafica di pagine web, il codice specifico 74.12.01 può essere più coerente.
Anche qui il codice non rende automaticamente l’attività artigiana. Il grafico freelance che lavora personalmente come professionista può rientrare nella Gestione Separata; una struttura organizzata con caratteristiche d’impresa richiede invece una verifica diversa.
Nel forfettario i coefficienti possono essere diversi
Avere una sola Partita IVA e, eventualmente, una sola gestione previdenziale non significa applicare un unico coefficiente di redditività a tutti gli incassi. Nel forfettario ogni attività mantiene il proprio coefficiente quando appartiene a un gruppo differente.
| Attività | ATECO da verificare | Coefficiente tipico |
|---|---|---|
| Marketing/pubblicità | 73.11.02 | 78% |
| Sviluppo App/software | 62.10.00 | 67% |
| Grafica pubblicitaria | 74.12.09 | 78% |
Se incassi, ad esempio, 10.000 euro dallo sviluppo software e 10.000 euro dalla grafica, non applichi automaticamente lo stesso coefficiente ai 20.000 euro. Devi distinguere i ricavi per attività, determinare separatamente il reddito forfettario con il coefficiente pertinente e poi sommare i redditi ottenuti.
Il limite di 85.000 euro si controlla sommando tutte le attività
La presenza di più codici ATECO non crea più soglie separate. Ai fini del limite ordinario del regime forfettario si sommano ricavi e compensi di tutte le attività esercitate con la stessa persona fisica.
Esempio: 30.000 euro da sviluppo App, 25.000 euro da grafica e 20.000 euro da marketing fanno 75.000 euro complessivi. La verifica del limite del forfettario si effettua su 75.000 euro, anche se i coefficienti utilizzati per determinare il reddito imponibile sono differenti.
Quando il criterio dell’attività prevalente serve davvero
Il criterio dell’attività prevalente può essere utile quando una persona svolge contemporaneamente più attività tutte appartenenti all’area delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, per esempio una attività artigiana e una commerciale. Non va però usato per cancellare un obbligo autonomo di iscrizione alla Gestione Separata.
La distinzione è importante perché il vecchio articolo suggeriva che bastasse scegliere l’attività prevalente per versare sempre a una sola gestione. La disciplina INPS e la giurisprudenza consolidata stabiliscono invece che, quando coesistono lavoro professionale soggetto alla Gestione Separata e attività d’impresa con i requisiti per Artigiani o Commercianti, le due coperture possono restare autonome.
Come capire se nel tuo caso basta una sola gestione
- descrivi separatamente cosa fai per ogni fonte di ricavo;
- individua i codici ATECO sulla base dell’attività reale, non del nome commerciale;
- verifica se ciascuna attività produce reddito professionale o reddito d’impresa;
- controlla se esistono requisiti di iscrizione ad Artigiani o Commercianti;
- se tutte le attività sono professionali senza cassa, verifica la Gestione Separata come unica posizione;
- se convivono impresa e professione, controlla il possibile doppio obbligo previdenziale;
- nel forfettario separa comunque i ricavi per coefficiente di redditività.
Esempio pratico con le tre attività della domanda
Immaginiamo che tu sviluppi App per clienti, realizzi grafiche su commissione e gestisca campagne affiliate come servizio pubblicitario, tutto personalmente e senza una vera struttura commerciale distinta. Se, dopo la verifica concreta, le tre attività vengono qualificate come lavoro autonomo professionale, puoi avere tre codici ATECO nella stessa Partita IVA e una sola iscrizione alla Gestione Separata.
Se invece l’attività affiliate viene organizzata come impresa commerciale e presenta i requisiti per la Gestione Commercianti, mentre sviluppo e grafica restano professionali, può esserci Gestione Commercianti per il reddito d’impresa e Gestione Separata per il reddito professionale. È quindi il modello reale a decidere, non il numero dei codici.
Errori da evitare
- pensare che ogni codice ATECO richieda automaticamente una cassa diversa;
- pensare, al contrario, che una sola Partita IVA garantisca sempre una sola gestione INPS;
- usare l’attività prevalente per assorbire automaticamente la Gestione Separata;
- scegliere 73.11.02 per qualsiasi forma di affiliate marketing senza leggere il contratto;
- applicare lo stesso coefficiente forfettario a tutti i ricavi;
- controllare gli 85.000 euro separatamente per ogni attività;
- confondere codice ATECO e inquadramento previdenziale.
Domande frequenti
Con tre codici ATECO devo aprire tre Partite IVA?
No. La stessa persona fisica può indicare più attività nella stessa Partita IVA, con un codice prevalente e codici secondari.
Tre codici ATECO significano tre contributi minimi?
No. Il numero dei codici non moltiplica automaticamente i minimali. Conta a quali gestioni previdenziali sei realmente tenuto a iscriverti. Se più attività d’impresa restano nella stessa gestione, il minimale non si duplica solo perché aumentano i codici.
Posso scegliere volontariamente la Gestione Separata per tutto?
No. L’inquadramento previdenziale dipende dalla natura concreta delle attività e dai requisiti previsti dalla legge; non è una scelta fiscale opzionale.
Nel forfettario devo dividere gli incassi per codice?
Sì quando le attività hanno coefficienti diversi. Devi poter attribuire correttamente i ricavi o compensi alle singole attività per calcolare il reddito forfettario con il coefficiente pertinente.
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