Partita IVA centro estetico: come aprire, ATECO, costi e INPS
Aprire un centro estetico con Partita IVA nel 2026 significa coordinare requisiti professionali, locale, pratiche amministrative, codice ATECO, previdenza e regime fiscale. Non basta aprire la posizione fiscale: l'attività di estetista è regolamentata dalla legge 4 gennaio 1990 n. 1 e dalle disposizioni regionali e comunali.
Il percorso corretto è quindi: qualifica → verifica del locale → pratiche SUAP e camerali → apertura fiscale → INPS → organizzazione di corrispettivi e personale. Procedere in ordine diverso può far sostenere costi su un locale o su apparecchiature che poi non risultano utilizzabili.
Partita IVA centro estetico: dati principali
| Elemento | Regola da verificare |
|---|---|
| Attività | Servizi estetici non sanitari |
| ATECO 2025 | 96.22.09 per gli altri servizi di cura e trattamenti di bellezza n.c.a. |
| Forma | Normalmente impresa artigiana |
| Camera di Commercio | Registro Imprese e Albo imprese artigiane secondo l'inquadramento |
| Avvio locale | SCIA al SUAP con documentazione prevista localmente |
| Forfettario | Possibile se sono rispettati requisiti e cause ostative |
| Coefficiente | 67% |
| Previdenza | INPS Artigiani |
Chi può aprire un centro estetico
L'attività di estetista richiede una qualificazione professionale acquisita secondo i percorsi previsti dalla legge e dalla Regione competente. I percorsi possono combinare formazione teorica, pratica professionale, apprendistato o specializzazione secondo le regole applicabili. Non è quindi sufficiente aver frequentato un corso privato non riconosciuto.
Quando la normativa consente di nominare un responsabile tecnico, occorre verificare che la persona possieda davvero i requisiti e garantisca la presenza richiesta. La responsabilità tecnica non è un nome da inserire solo nella pratica: deve corrispondere all'organizzazione reale dell'attività.
Centro estetico e medicina estetica non sono la stessa cosa
Un centro estetico eroga trattamenti estetici nei limiti consentiti alla professione. Prestazioni mediche, diagnosi, terapie, iniezioni o trattamenti riservati a professionisti sanitari non diventano leciti perché svolti all'interno di un centro estetico. Se il progetto comprende attività sanitarie, cambiano requisiti, autorizzazioni e responsabilità.
Codice ATECO centro estetico nel 2026
Con ATECO 2025 la voce da verificare per i servizi estetici diversi dalla sola manicure e pedicure è 96.22.09 – Altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a.. La classificazione ISTAT distingue il codice 96.22.01 per manicure e pedicure e separa i centri benessere della classe 96.23.
Se il centro svolge più attività reali, per esempio estetica, vendita abituale di prodotti e altri servizi distinti, può essere necessario aggiungere uno o più codici secondari. La guida su come scegliere il codice ATECO spiega il criterio generale.
Come aprire la Partita IVA per un centro estetico
- verificare qualifica professionale e responsabile tecnico;
- controllare il locale prima di firmare contratti definitivi;
- individuare ATECO principale e attività secondarie;
- aprire la Partita IVA e scegliere il regime fiscale;
- effettuare gli adempimenti camerali e previdenziali;
- presentare la SCIA al SUAP con gli allegati richiesti;
- organizzare sicurezza, attrezzature, personale, corrispettivi e pagamenti.
SCIA, SUAP e requisiti del locale
La SCIA viene presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive. Gli allegati possono comprendere dichiarazioni sui requisiti professionali, planimetria, conformità degli impianti, requisiti igienico-sanitari e documentazione sulle attrezzature. Il dettaglio varia tra territori: non esiste una lista identica per tutti i Comuni.
Prima di impegnarsi sul locale conviene verificare destinazione d'uso, regolamento comunale, aerazione, servizi igienici, accessibilità, impianti, superfici e possibilità di installare le apparecchiature previste. Una verifica tecnica preventiva può evitare lavori non preventivati o l'impossibilità di avviare alcune prestazioni.
Apparecchiature e trattamenti consentiti
Non tutte le apparecchiature presenti sul mercato possono essere utilizzate senza verifiche. Occorre controllare che il macchinario sia ammesso per l'attività di estetista, conforme alle norme tecniche e utilizzato secondo destinazione, formazione e manutenzione previste. Acquistare una tecnologia costosa prima di verificarne l'utilizzabilità professionale è uno degli errori più onerosi in fase di avvio.
Centro estetico in regime forfettario
Il titolare persona fisica può applicare il regime forfettario se rispetta requisiti e cause ostative. Il limite ordinario di ricavi è 85.000 euro; oltre 100.000 euro nell'anno opera l'uscita immediata secondo la disciplina vigente.
Coefficiente di redditività: 67%
Il coefficiente di redditività è del 67%. Con 40.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente: affitto, prodotti, macchinari, utenze, pubblicità e altre spese non vengono dedotti analiticamente.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
L'aliquota ordinaria è del 15%. Il 5% spetta solo quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività: non basta aver aperto la Partita IVA da meno di cinque anni. I requisiti sono spiegati nella guida su forfettario al 5% o 15%.
Contributi INPS Artigiani 2026
Per il titolare artigiano la previdenza è normalmente la Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 il reddito minimale è 18.808 euro; l'aliquota ordinaria del titolare artigiano è del 24% e la contribuzione sul minimale è circa 4.521,36 euro annui, oltre ai contributi sull'eventuale reddito eccedente.
Importi e fasce sono approfonditi nella guida ai contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Riduzione INPS del 35%
Il titolare forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può chiedere, quando ne ricorrono le condizioni, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Non è automatico e la minore contribuzione può incidere sull'accredito utile ai fini pensionistici.
Quanto costa aprire un centro estetico
Le voci principali sono deposito e canone del locale, opere di adeguamento, impianti, arredi, lettini, apparecchiature, prodotti iniziali, assicurazioni, consulenze tecniche, pratiche, registratore telematico, software, insegna e marketing. Per un'attività con macchinari avanzati, il capitale iniziale può essere molto più rilevante del costo amministrativo di apertura.
Forfettario o ordinario: il peso dei costi reali
Il forfettario può essere efficiente quando i costi effettivi restano contenuti rispetto al 33% riconosciuto implicitamente. Un centro con affitto elevato, leasing di apparecchiature, personale e forte consumo di prodotti può invece avere costi reali superiori. In questi casi il confronto con il regime ordinario va fatto prima di scegliere, considerando anche la detrazione dell'IVA sugli investimenti.
Corrispettivi, fatture e pagamenti
Il centro deve organizzare correttamente la certificazione dei corrispettivi e le fatture quando richieste. Il forfettario segue le regole di fatturazione elettronica del regime. Per gli aspetti operativi consulta la guida alla fatturazione elettronica.
Centro estetico con dipendenti o collaboratori
Assumere personale non è incompatibile con il forfettario, ma va rispettato il limite previsto per le spese di lavoro dipendente e assimilato. Vanno inoltre gestiti sicurezza, INAIL, formazione, orari, qualifiche professionali e corretto inquadramento dei collaboratori. La presenza di più operatori incide anche sulla capacità del locale e sull'organizzazione degli spazi.
Esempio con 40.000 euro di ricavi
| Ricavi | 40.000 € |
| Reddito forfettario 67% | 26.800 € |
| Contributi INPS | da calcolare sulla posizione effettiva |
| Base fiscale | 26.800 € meno contributi obbligatori deducibili versati |
| Imposta | 5% o 15% sulla base residua |
Questo esempio serve a mostrare il metodo. Il risultato cambia con reddito eccedente il minimale, riduzione contributiva, costi reali e aliquota fiscale spettante.
Checklist prima di firmare il contratto del locale
- qualifica professionale e responsabile tecnico;
- compatibilità urbanistica e destinazione d'uso;
- requisiti igienico-sanitari locali;
- potenza e conformità degli impianti;
- attrezzature effettivamente utilizzabili;
- budget per lavori e capitale circolante;
- regime fiscale e sostenibilità dei contributi fissi.
Errori da evitare
- affittare il locale prima di verificarne idoneità;
- confondere centro estetico e medicina estetica;
- usare il vecchio ATECO 96.02.02 senza aggiornarsi ad ATECO 2025;
- considerare automatico il 5%;
- scegliere il forfettario senza confrontare costi reali e coefficiente;
- acquistare macchinari senza verificarne utilizzo e conformità.
Domande frequenti
Per gli altri servizi di cura della bellezza e trattamenti estetici n.c.a. il riferimento ATECO 2025 è 96.22.09. La manicure e pedicure hanno una voce distinta, 96.22.01.
Sì. L'attività di estetista è regolamentata e vanno verificati qualifica professionale, eventuale responsabile tecnico e requisiti regionali.
Sì, se il titolare persona fisica rispetta requisiti e cause ostative. Il coefficiente di redditività è normalmente del 67%.
Il titolare inquadrato come artigiano è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS, con contribuzione sul minimale e sull'eventuale reddito eccedente.
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