Domanda di Luca da Monza: «Posso operare con più codici ATECO contemporaneamente?»
Sì. Con una sola Partita IVA puoi svolgere più attività e associare più codici ATECO. La disciplina del regime forfettario non stabilisce un numero massimo specifico di codici: puoi quindi avere anche tre, quattro o più attività, purché i codici descrivano attività realmente esercitate e siano rispettati i requisiti fiscali, previdenziali e amministrativi di ciascuna.
Il punto importante è che più codici ATECO non creano più soglie da 85.000 euro e non comportano necessariamente un coefficiente diverso per ogni singolo codice. Nel forfettario contano il totale dei ricavi e compensi e il gruppo di attività a cui ciascuna attività appartiene ai fini del coefficiente di redditività.
Quanti codici ATECO puoi avere con una sola Partita IVA?
Non esiste, nella disciplina del regime forfettario, un tetto del tipo “massimo due codici ATECO”. Una persona fisica può avere un’attività principale e una o più attività secondarie. Il numero va però giustificato dall’attività economica effettivamente svolta: aggiungere codici non utilizzati o sceglierli soltanto per ottenere un coefficiente più favorevole non è una corretta classificazione della posizione.
| Situazione | Regola pratica |
|---|---|
| 1 attività | Un codice coerente con l’attività svolta |
| 2 attività | Una Partita IVA con attività principale e secondaria |
| 3 o più attività | Possibili, se realmente esercitate e correttamente comunicate |
| Più codici ATECO | La soglia del forfettario resta unica e complessiva |
Tre, quattro o più codici: cosa cambia davvero
Aumentare il numero dei codici non significa aprire più Partite IVA. La posizione fiscale resta una sola. Cambia invece la necessità di tenere distinti i ricavi o compensi delle diverse attività quando serve per applicare correttamente i coefficienti di redditività, compilare la dichiarazione e verificare gli eventuali obblighi INPS, di Cassa, Registro imprese, SCIA o autorizzazioni.
Per il caso più comune di due attività trovi una guida specifica sul doppio codice ATECO nel regime forfettario. Qui ci concentriamo invece sul problema più ampio: quanti codici puoi avere e come gestirli quando le attività sono più di due.
Il limite di 85.000 euro non si moltiplica per il numero dei codici
La regola è espressa dal comma 55 della legge 190/2014: in caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, per verificare il requisito del forfettario si assume la somma dei ricavi e dei compensi delle diverse attività.
Quindi tre codici non significano tre soglie da 85.000 euro. Se realizzi 30.000 euro con la prima attività, 25.000 con la seconda e 20.000 con la terza, il totale rilevante è 75.000 euro. Per le soglie generali e per la differenza tra 85.000 e 100.000 euro puoi consultare la guida ai limiti del regime forfettario 2026.
Più codici non significa sempre più coefficienti di redditività
Questo è il punto che la vecchia versione della pagina semplificava troppo. Il coefficiente non cambia automaticamente per ogni singolo codice ATECO. Le istruzioni del quadro LM raggruppano le attività per categorie fiscali: se più attività ricadono nello stesso gruppo con lo stesso coefficiente, non occorre trattarle come se avessero coefficienti differenti solo perché i codici sono diversi.
Se invece le attività appartengono a gruppi diversi, i ricavi o compensi devono essere distinti e a ciascun gruppo va applicato il relativo coefficiente. Il principio è importante soprattutto quando una stessa persona svolge, per esempio, una professione, un servizio di altra natura e un’attività commerciale.
Esempio con tre attività e tre coefficienti diversi
Supponiamo che le tre attività appartengano, dopo la corretta classificazione fiscale, a gruppi con coefficienti del 78%, 67% e 40% e che nell’anno i valori rilevanti siano:
- 30.000 euro nell’attività del gruppo al 78%;
- 20.000 euro nell’attività del gruppo al 67%;
- 15.000 euro nell’attività del gruppo al 40%.
Il totale per la soglia del forfettario è 65.000 euro. Il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori si determina invece per gruppi: 23.400 + 13.400 + 6.000 = 42.800 euro. Solo dopo si procede con gli ulteriori passaggi previsti per determinare il reddito imponibile e l’imposta sostitutiva.
ATECO 2025 e coefficienti: la particolarità del 2026
Dal 1° aprile 2025 la classificazione operativa è ATECO 2025. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i nuovi codici vanno utilizzati negli atti e nelle dichiarazioni presentati secondo la nuova classificazione; la sintesi ufficiale è disponibile su FiscoOggi.
Per i coefficienti del forfettario, però, nel 2026 esiste ancora un raccordo con la vecchia classificazione. L’articolo 1 del D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati sulla base di ATECO 2025, si continua a usare l’Allegato 4 della legge 190/2014 individuando il coefficiente tramite la corrispondente attività della classificazione ATECO 2007. Per il periodo d’imposta 2026 conviene quindi non associare meccanicamente una percentuale al solo numero ATECO 2025 senza verificare il raccordo corretto.
Qual è il codice ATECO principale se ne hai molti?
Tra più attività va individuata quella principale o prevalente secondo i criteri applicabili alla posizione. Le altre vengono indicate come attività secondarie. “Principale” non significa però che gli altri codici possano essere ignorati ai fini fiscali: ricavi e compensi delle attività secondarie continuano a rilevare per la soglia complessiva e, se appartengono a gruppi diversi, per il calcolo con il relativo coefficiente.
Per scegliere il codice partendo dall’attività realmente svolta puoi usare la guida su come scegliere il codice ATECO nel forfettario.
Come aggiungere un terzo o un quarto codice ATECO
Se inizi una nuova attività dopo l’apertura della Partita IVA, devi aggiornare la posizione. Per i soggetti iscritti al Registro delle imprese la variazione passa normalmente dalla Comunicazione Unica; per lavoratori autonomi, professionisti e altri soggetti non tenuti al Registro delle imprese si utilizza il modello AA9/12 nei casi previsti.
Con ATECO 2025, l’Agenzia ha inoltre chiarito che non era necessario presentare una variazione solo per effetto della riclassificazione automatica; quando però presenti la prima vera variazione dei dati, i codici delle attività devono essere coerenti con la classificazione ATECO 2025 vigente.
Più codici ATECO e INPS: non si paga in base al numero dei codici
Avere quattro codici non significa automaticamente pagare quattro contribuzioni. L’inquadramento previdenziale dipende dalla natura delle attività: una professione può ricadere nella Gestione Separata o in una Cassa, mentre un’attività artigiana o commerciale può richiedere una gestione INPS diversa.
Quando coesistono attività con inquadramenti differenti, la posizione va verificata concretamente perché alcuni obblighi possono coesistere. Il numero dei codici, da solo, non permette quindi di determinare né il minimale né l’aliquota previdenziale.
Quando aggiungere un’attività può creare problemi con il forfettario
Il fatto che sia possibile associare più codici ATECO non significa che qualunque combinazione sia compatibile con il regime. Prima di aggiungere una nuova attività bisogna controllare, tra l’altro, eventuali regimi speciali IVA, cause ostative, requisiti professionali e autorizzazioni. Una nuova attività può quindi modificare l’inquadramento complessivo anche se i ricavi restano sotto 85.000 euro.
Domande frequenti
La disciplina del forfettario non prevede un numero massimo specifico di codici ATECO. Puoi avere più attività con la stessa Partita IVA, purché siano realmente svolte, correttamente comunicate e compatibili con il regime.
No. La soglia è unica: per verificarla si sommano ricavi e compensi delle diverse attività. Il numero dei codici ATECO non moltiplica il limite di 85.000 euro.
No. Ai fini del forfettario conta il gruppo fiscale di appartenenza. Più attività possono ricadere nello stesso gruppo e avere lo stesso coefficiente; se i gruppi sono differenti, i ricavi o compensi vanno separati e si applica il coefficiente previsto per ciascun gruppo.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
