Hai una partita Iva in regime forfettario ed hai dubbi se puoi continuare ad applicarlo alla tua partita IVA? Non preoccuparti, spesso in ambito fiscale sono proprio le tematiche più semplici che creano dubbi o incertezze.
Proviamo a fare chiarezza e vediamo insieme tutto quello che riguarda l’ uscita dal regime forfettario in questo 2023. Ti ricordiamo che il regime forfettario è un regime agevolato che presenta numerosi vantaggi per chi lo adotta.
Alla fine di ogni anno, tutti gli aderenti, devono analizzare la propria situazione fiscale e determinare se possono continuare ad applicarlo anche per l’anno successivo perché possono manifestarsi situazioni particolari che ne precludono l’applicazione.
Attenzione, spesso l’ uscita dal regime forfettario può dipendere da motivi di opportunità, come ad esempio un sensibile incremento del fatturato. Se sei interessato all’argomento, non ti resta che metterti comodo e leggere tutto quello che devi sapere, buona lettura.
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Uscita dal regime forfettario: quando si verifica
Dal 2023, l’uscita dal regime forfettario, si verifica nell’anno successivo a quello in cui viene superato il limite degli 85.000€ o addirittura immediatamente se nel corso dell’anno viene superato il limite dei 100.000€. Attenzione, questi limiti si riferiscono al caso in cui la tua partita IVA sia attiva dal primo giorno dell’anno.
Se inizi l’attività durante l’anno, questo limite si riduce in proporzione al numero di giorni effettivi. Facciamo qualche esempio:
Leonardo ha aperto una partita IVA come libero professionista il 15 febbraio del 2023.
Nel suo caso, per il primo anno non potrà fatturare 85.000 euro ma soltanto 74.287,67 euro.
Mario ha aperto una partita IVA come artigiano il 1 aprile del 202.
Nel primo anno non potrà fatturare 85.000 euro ma soltanto 64.041,09 euro.
A titolo di cronaca, la differenza fondamentale rispetto al vecchio regime dei minimi è che in regime forfettario il superamento del limite di 85.000 euro dei ricavi o dei compensi massimi su base annua, non è causa di decadenza immediata dello stesso ma avviene, per il periodo d’imposta successivo. Mentre in caso di superamento del limite di 100.000 euro, la fuoriuscita avverrà si immediatamente nell’anno in corso, ma non comporterà il versamento dell’iva retroattivo. L’imposta sul valore aggiunto sarà applicata sulla fattura successiva al superamento del limite di 100.000 euro.
Le novità dal 2019
Devi sapere che, primo gennaio 2019 sono state inserite due nuove cause ostative disciplinate dalle lettere d) e d-bis) comma 57 della legge istitutiva del regime forfettario:
- non possono avvalersi del regime forfettario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio di attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente s.r.l. o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
- non possono avvalersi del regime forfettario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell’esercizio di arti o professioni.
Con riferimento al momento in cui la causa ostativa riguardante le partecipazioni in s.r.l. opera assume rilevanza l’anno di applicazione del regime e non l’anno precedente.
La circolare 9/E ha precisato in merito che “solo nell’anno di applicazione del regime si potrà verificare la riconducibilità diretta o indiretta delle attività economiche svolte dalla s.r.l. alle attività economiche svolte dal contribuente in regime forfettario”.
Come manifestare la preferenza?
La preferenza per il regime ordinario viene manifestata con il comportamento concludente del contribuente.
Una formalità sintomatica del comportamento concludente è applicazione dell’Iva in fattura, alle aliquote ordinarie.
Come noto la variazione del regime fiscale non deve essere soltanto la conseguenza di un comportamento concludente, ma deve essere confermata formalmente in sede di dichiarazione.
Nella prima dichiarazione utile dopo l’uscita dal regime forfettario occorre compilare il RIGO VO33 del Modulo Iva.
L’uscita dal regime per opzione ha vincolo triennale ai sensi dell’art. 3 del Dpr n. 442/1997.
Questo significa che dopo aver abbandonato il regime forfettario per passare a quello semplificato, sarai vincolato a quest’ultimo per tre anni e soltanto dopo potrai tornare al forfettario.
L’opzione rimarrà valida per ciascun anno successivo al triennio, fin quando rimane applicata la scelta presa o fino al momento in cui questa non venga revocata.
Facciamo un esempio
Un contribuente in regime forfettario nel periodo d’imposta 2022, decide volontariamente di uscire a partire dal periodo d’imposta 2023.
Per fatti concludenti già dal 1° gennaio 2023 inizierà ad emettere fatture con Iva ordinaria ed a tenere i registri fiscali Iva quale contribuente semplificato.
Nel corso del 2024 con la prima dichiarazione Iva da presentare, eserciterà nel quadro VO l’opzione di modifica regime.
Si ricorda che per i soggetti che avessero optato nel periodo d’imposta 2022 il passaggio volontario dal regime forfettario a quello semplificato o ordinario valgono considerazioni ad hoc.
Occorre infatti ricordare che l’art. 1 del Dpr n. 442/1997, consente “la variazione dell’opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative”.
La circolare n. 10/E del 4 aprile 2016 aveva già confermato per un caso analogo che, i soggetti che nel 2015 avevano optato per il regime ordinario potevano dal 1° gennaio 2016, revocare la scelta effettuata e accedere al regime forfettario.
Riassumiamo: il vincolo di opzione volontaria di fuoriuscita dal regime forfettario a quello semplificato e/o ordinario è triennale.
In ogni caso, in circostanze particolari come quelle di variazione del quadro normativa avvenuto nel 2018, è permesso la revoca dell’opzione dopo un solo anno.
Vantaggi del regime forfettario
Ti ricordiamo che il regime forfettario ti offre sicuramente molti vantaggi.
Il primo tra tutti è la possibilità di gestire la tua posizione tributaria senza tenere una vera e propria contabilità. Ciò significa non tenere alcun libro contabile legato al tributo più insidioso: l’Iva.
Inoltre tutti i contribuenti del forfettario godono di un’imposta sostitutiva del 15%, e del 5% per tutti coloro che iniziano una nuova attività. Maggiori informazioni, puoi trovarle nella nostra guida al regime forfettario.
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