Acconti regime forfettario 2026: calcolo, LM42 e scadenze
Gli acconti nel regime forfettario si calcolano normalmente partendo dall’imposta sostitutiva risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente. Nel modello Redditi PF 2026 il riferimento principale è il rigo LM42: con il metodo storico l’acconto complessivo è, in linea generale, pari al 100% di quell’importo. Non bisogna però confondere l’acconto dell’imposta sostitutiva con gli acconti INPS, che seguono regole previdenziali proprie.
Come si calcola l’acconto del forfettario nel 2026
Il punto di partenza è il quadro LM della dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate utilizza il rigo LM42 “Differenza” come base di riferimento per l’acconto dell’imposta sostitutiva. Con il metodo storico il calcolo di base è LM42 × 100%, salvo i casi in cui l’acconto non sia dovuto o si scelga legittimamente il metodo previsionale.
Primo anno di attività: perché normalmente non paghi l’acconto storico
Se il 2026 è il tuo primo anno in regime forfettario e nell’anno precedente non eri soggetto alla relativa imposta sostitutiva, manca una base storica su cui calcolare l’acconto. Il primo vero effetto “saldo + acconto” si presenta normalmente l’anno successivo, quando presenti la prima dichiarazione relativa al reddito forfettario prodotto.
Passaggio dal regime di vantaggio al forfettario: attenzione agli acconti
Nel primo anno di passaggio dal regime di vantaggio (ex minimi) al forfettario, l’acconto della nuova imposta sostitutiva non è, in linea generale, dovuto se manca una base storica riferita all’imposta del forfettario. Le due imposte sostitutive sono distinte: non bisogna quindi presumere che l’acconto del vecchio regime diventi automaticamente obbligatorio anche nel nuovo. Prima di decidere, occorre verificare l’anno del passaggio, le dichiarazioni presentate, eventuali F24 e le specifiche circostanze del contribuente.
Il regime di vantaggio utilizza i codici 1793 (primo acconto), 1794 (secondo o unico acconto) e 1795 (saldo); il forfettario utilizza invece 1790, 1791 e 1792. L’elenco dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate distingue le due imposte.
Un versamento prudenziale è una possibilità, non un obbligo automatico. Se, in presenza di incertezze applicative, si decide di versare comunque un acconto, è importante documentare il criterio e conservare l’F24. Le istruzioni del modello Redditi PF 2026, quadro LM prevedono nel rigo LM45, colonna 2 lo scomputo degli acconti con codici 1793/1794, anche se versati nella fase di transito al forfettario, oppure con codici 1790/1791. Per versamenti eseguiti nel 2026 occorrerà verificare la corrispondente istruzione del modello Redditi PF 2027 prima della compilazione.
Esempio numerico: una persona applica il regime di vantaggio nel 2025 ed entra nel forfettario nel 2026. Non avendo una precedente imposta del forfettario, normalmente non ha una base storica per il suo acconto 2026. Se decide, dopo verifica professionale, di effettuare comunque un versamento prudenziale di 600 euro e l’imposta sostitutiva forfettaria effettiva del 2026 risulta pari a 1.500 euro, lo scomputo dei 600 euro determinerebbe un saldo illustrativo di 900 euro nel 2027, prima di considerare altri crediti o versamenti. Questo esempio mostra come funziona il recupero: non significa che i 600 euro siano obbligatori.
Se arriva una comunicazione per acconti non versati
Una richiesta automatica non va ignorata né pagata senza controllo. Occorre verificare periodo d’imposta, regime applicato e codici tributo, confrontare dichiarazione e F24 e chiedere chiarimenti o correggere l’eventuale anomalia attraverso i canali dell’Agenzia, nei termini indicati nella comunicazione. Conserva la documentazione che dimostra il passaggio e l’eventuale assenza della base storica; la risposta concreta dipende dal tipo di atto ricevuto.
Acconto 50% + 50% o 40% + 60%?
Questa è la parte che genera più errori. L’articolo 58 del D.L. 124/2019 ha introdotto la ripartizione in due rate del 50% per i soggetti rientranti nella specifica platea collegata agli ISA. L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 93/E/2019, ha chiarito che la regola può comprendere anche contribuenti in regime forfettario quando ricorrono le condizioni soggettive previste, pur essendo esclusi dall’applicazione concreta degli ISA.
Non è quindi corretto scrivere in assoluto che tutti i forfettari paghino sempre 50/50 oppure sempre 40/60: occorre verificare l’inquadramento dell’attività e le istruzioni della dichiarazione applicabili al singolo contribuente. Il riferimento ufficiale è la Risoluzione Agenzia delle Entrate 93/E/2019.
Esempio di calcolo con LM42 pari a 4.000 euro
Supponiamo che dal modello Redditi PF 2026 risulti un LM42 di 4.000 euro. Con il metodo storico l’acconto complessivo 2026 è pari a 4.000 euro. Se il contribuente rientra nella ripartizione 50/50, il primo acconto è 2.000 euro e il secondo è 2.000 euro. A questi importi va aggiunto separatamente l’eventuale saldo dell’imposta sostitutiva 2025.
Codici tributo 1790, 1791 e 1792
- 1790: acconto prima rata;
- 1791: seconda rata o acconto in unica soluzione;
- 1792: saldo dell’imposta sostitutiva.
I codici sono quelli pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Nel modello F24 va indicato anche l’anno di riferimento corretto.
Metodo storico e metodo previsionale
Il metodo storico usa l’imposta dell’anno precedente. Il metodo previsionale permette invece di ridurre l’acconto se prevedi con ragionevole certezza che l’imposta dell’anno in corso sarà inferiore. Va usato con prudenza: se versi meno del dovuto e la previsione si rivela troppo ottimistica, la differenza genera un insufficiente versamento da regolarizzare.
Acconti dell’imposta e contributi INPS non sono la stessa cosa
La vecchia versione di questa pagina sommava nello stesso schema percentuali dell’imposta sostitutiva e contributi previdenziali. È fuorviante. I contributi di Gestione Separata, Artigiani e Commercianti vengono determinati nel quadro RR con regole proprie.
La Circolare INPS 62/2026 disciplina proprio compilazione del quadro RR, saldo 2025 e acconto 2026. Per i professionisti puoi approfondire anche la guida alla Gestione Separata INPS nel forfettario.
Scadenze 2026: controllare sempre il calendario ufficiale
Le scadenze possono essere interessate da differimenti annuali. Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto per la platea interessata dal differimento ISA il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 entro il termine specificamente fissato per quella platea. Per questo non è corretto cristallizzare il 30 giugno come data valida in ogni situazione: prima del pagamento va sempre verificato lo scadenzario ufficiale dell’anno.
Checklist per calcolare correttamente gli acconti
- controlla il rigo LM42 del modello Redditi;
- verifica se l’acconto è dovuto e se va versato in una o due rate;
- accerta se rientri nella platea con ripartizione 50/50;
- decidi se usare metodo storico o previsionale;
- tieni separati imposta sostitutiva e contributi INPS;
- usa correttamente i codici 1790, 1791 e 1792;
- controlla lo scadenzario Agenzia Entrate dell’anno.
Domande frequenti
Con il metodo storico il riferimento principale è il rigo LM42 del quadro LM della dichiarazione dei redditi.
Con il metodo storico l’acconto complessivo è normalmente pari al 100% dell’imposta di riferimento dell’anno precedente, salvo soglie, casi particolari o metodo previsionale.
Se manca una precedente imposta sostitutiva su cui applicare il metodo storico, normalmente non esiste una base storica per l’acconto del primo anno.
Il 50/50 si applica alla platea prevista dall’articolo 58 del DL 124/2019, che può comprendere anche forfettari nelle condizioni previste. Non va applicato come regola universale.
1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo o unico acconto e 1792 per il saldo dell’imposta sostitutiva.
No. I contributi previdenziali sono determinati nel quadro RR e seguono regole diverse a seconda della gestione INPS.
In linea generale non sono dovuti gli acconti della nuova imposta forfettaria quando manca una base storica. Eventuali versamenti prudenziali possono essere scomputati secondo le istruzioni del quadro LM; occorre verificare la posizione concreta.
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