Un commercialista per graphic designer deve coordinare ATECO 74.12.09, regime forfettario, Gestione Separata INPS, clienti esteri, contratti, licenze, file sorgente, software e costi reali dell’attività. Il primo controllo è distinguere la progettazione grafica e la comunicazione visiva dalla grafica di pagine web, dallo sviluppo informatico, dall’illustrazione artistica e dalla gestione di campagne pubblicitarie.
Questa distinzione è importante perché il titolo “graphic designer” può coprire lavori molto diversi: brand identity, loghi, impaginazione, visual per campagne, packaging, social media asset, UI, grafica web, art direction e materiali editoriali. Il commercialista deve quindi guardare ai servizi realmente fatturati e non soltanto alla qualifica usata sul portfolio.
Cosa deve controllare il commercialista di un graphic designer
- ATECO 74.12.09 per progettazione grafica e comunicazione visiva;
- eventuale 74.12.01 per grafica di pagine web;
- distinzione da sviluppo e programmazione informatica;
- eventuali attività pubblicitarie o di digital marketing;
- coefficiente forfettario del 78%;
- Gestione Separata INPS;
- clienti UE ed extra UE;
- contratti, acconti e revisioni;
- licenze di font, stock e asset;
- cessione dei file sorgente e diritti di utilizzo;
- software, hardware e servizi cloud;
- collaboratori e freelance esterni;
- marketplace come Fiverr e Upwork;
- convenienza reale del forfettario.
ATECO 74.12.09: graphic designer e comunicazione visiva
ATECO 2025 utilizza il codice 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva. Le note ufficiali ISTAT includono illustratori, disegnatori grafici, grafici pubblicitari e progettisti della comunicazione.
Il perimetro comprende anche corporate design, brand design, progettazione del linguaggio visivo, scelta di forme, colori e tipografia, oltre alla progettazione dell’aspetto esteriore di campagne e contenuti di comunicazione. La Card ATECO 74.12.09 approfondisce attività comprese e coefficiente.
ATECO 74.12.01: quando entra la grafica web
ATECO 2025 separa la grafica di pagine web nel codice 74.12.01. È quindi utile quando il graphic designer realizza layout, interfacce e componenti visuali destinati a siti web senza occuparsi principalmente della programmazione.
Per il dettaglio è disponibile la Card ATECO 74.12.01. Se il lavoro comprende sviluppo software o programmazione del sito, invece, ISTAT rinvia ai codici informatici e non alla progettazione grafica.
Graphic designer e web designer: evitare sovrapposizioni
Il graphic designer generalista lavora soprattutto su identità visiva, materiali di comunicazione, campagne, editoria e brand. Il web designer può avere come attività prevalente la grafica di pagine web.
Per la gestione specifica della seconda attività esiste già la guida sul commercialista per web designer. Tenere distinti i due intenti evita di attribuire al 74.12.09 lavori che in realtà appartengono alla grafica web o alla programmazione.
Partita IVA grafico e gestione continuativa: intenti diversi
La guida sulla Partita IVA grafico affronta apertura, scelta ATECO, previdenza e primo inquadramento. Questa pagina riguarda invece la gestione continuativa dell’attività.
Durante l’anno il commercialista deve controllare clienti, compensi, revisioni, contratti, attività secondarie, estero, software, collaboratori e costi reali. Un professionista che parte dal graphic design può infatti aggiungere web design, advertising, art direction o vendita di prodotti digitali.
Regime forfettario graphic designer: coefficiente 78%
Per le attività di progettazione grafica del gruppo 74.12 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 78%. Il reddito fiscale lordo corrisponde quindi al 78% dei compensi incassati.
La quota di costi riconosciuta forfettariamente è del 22%. Software, computer, monitor, tavolette grafiche, servizi cloud, coworking, font, immagini stock, corsi e collaboratori non vengono dedotti analiticamente.
Esempio con 35.000 euro di compensi
Con 35.000 euro di compensi incassati e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è pari a 27.300 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando ne ricorrono i requisiti.
Il dato fiscale va però confrontato con i costi reali. Un designer che utilizza molti servizi software, hardware costoso e collaboratori può avere un margine economico inferiore a quello implicito nel coefficiente del 78%.
Gestione Separata INPS nel 2026
Il graphic designer che svolge attività professionale personale, senza una Cassa previdenziale dedicata e senza una struttura d’impresa che determini un diverso inquadramento, rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.
Per il 2026 la circolare INPS n. 8/2026 fissa l’aliquota complessiva al 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è del 24%.
Quando la Gestione Artigiani non si sceglie liberamente
Non basta stampare occasionalmente materiale o utilizzare strumenti professionali per trasformare automaticamente il graphic designer in artigiano. L’inquadramento previdenziale dipende dalla forma concreta dell’attività e dall’organizzazione del lavoro.
Se il designer passa dalla progettazione alla produzione organizzata di beni, alla stampa o ad altre attività d’impresa, il commercialista deve riesaminare ATECO, Camera di Commercio e previdenza.
Brand identity, loghi e visual system
Progetti di brand identity possono comprendere logo, palette, tipografia, linee guida, template, packaging e applicazioni del marchio. Il preventivo dovrebbe distinguere cosa viene consegnato e quante revisioni sono incluse.
Il commercialista non definisce il valore creativo del progetto, ma può aiutare a strutturare correttamente acconti, SAL, saldo e fatture in modo coerente con il contratto.
File sorgente e diritti di utilizzo
Consegnare un PDF o un’immagine finale non equivale necessariamente a trasferire tutti i file sorgente, né tutti i diritti economici collegati al progetto. Questi aspetti dovrebbero essere definiti nel preventivo o nel contratto.
Se vengono pattuite licenze, esclusiva, utilizzi territoriali o cessioni più ampie, il commercialista deve leggere il contratto prima di qualificare fiscalmente il corrispettivo. Non è corretto trasformare automaticamente una normale prestazione di design in “diritto d’autore”.
Font, immagini stock e licenze
Font, fotografie, mockup, icone e asset acquistati da marketplace hanno licenze che possono limitare l’uso commerciale, la redistribuzione o l’impiego in loghi e prodotti destinati alla vendita.
Il designer dovrebbe conservare fatture e condizioni di licenza. Nel forfettario il costo non viene dedotto analiticamente, ma resta importante per il margine della commessa e per dimostrare la regolarità dell’utilizzo.
Acconti, revisioni ed extra
Molti progetti grafici prevedono un acconto iniziale, una fase di concept, alcune revisioni incluse e un saldo alla consegna. Nel forfettario conta il momento dell’incasso.
Il commercialista dovrebbe suggerire una struttura documentale coerente: preventivo accettato, eventuali ordini extra e fatture collegate. Le revisioni illimitate non fatturate possono ridurre drasticamente il margine del progetto.
Graphic designer e digital marketing
Se il professionista progetta soltanto visual per campagne, il 74.12.09 può restare coerente. Se invece idea o gestisce direttamente campagne pubblicitarie e attività di marketing, possono diventare rilevanti codici della divisione 73.
La guida su graphic designer e digital marketing approfondisce la distinzione tra 74.12.09, 74.12.01, 73.11.01 e 73.11.02.
Art director e direzione creativa
Un graphic designer può evolvere verso art direction e coordinamento creativo. Se l’attività prevalente diventa ideazione strategica di campagne pubblicitarie, il codice da verificare può non essere più soltanto 74.12.09.
La guida sul codice ATECO dell’art director chiarisce la differenza tra progettazione grafica e ideazione pubblicitaria.
Clienti UE ed extra UE
Il graphic designer può lavorare facilmente con aziende estere. In questi casi il commercialista deve verificare natura B2B o B2C del rapporto, territorialità IVA, eventuale VIES e corretta compilazione della fattura.
Per i clienti UE è importante controllare la posizione IVA del committente prima della prima fattura; per clienti extra UE vanno verificati Paese, natura del servizio e documentazione contrattuale.
Upwork, Fiverr e marketplace freelance
Quando il designer lavora tramite piattaforme internazionali, il bonifico ricevuto può essere inferiore al valore della prestazione per effetto delle commissioni trattenute.
Il commercialista deve riconciliare report, commissioni, payout e soggetto che acquista il servizio. Per approfondire sono disponibili le guide su Upwork nel forfettario e Fiverr nel forfettario.
Software e servizi esteri
Suite grafiche, stock, cloud, font manager, strumenti di prototipazione e servizi AI possono essere acquistati da fornitori esteri. Anche il contribuente forfettario deve gestire correttamente gli obblighi IVA relativi ai servizi ricevuti dall’estero quando applicabili.
Il costo del software non viene dedotto analiticamente nel forfettario, ma la fattura estera e gli eventuali adempimenti IVA restano da gestire correttamente.
Collaboratori e produzione esterna
Progetti complessi possono coinvolgere illustratori, copywriter, fotografi, motion designer, sviluppatori e stampatori. Nel forfettario i compensi pagati ai collaboratori non riducono analiticamente il reddito fiscale.
Se il designer coordina stabilmente un team o acquista molte lavorazioni esterne, il commercialista dovrebbe monitorare il margine per commessa e rivalutare periodicamente il regime fiscale.
Quando il forfettario può essere poco conveniente
Il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Per un freelance con struttura leggera può essere coerente; per chi sostiene molte licenze, collaborazioni, hardware, coworking e servizi esteri il costo reale può superare quella percentuale.
In questi casi il commercialista dovrebbe confrontare il forfettario con il regime ordinario considerando deducibilità dei costi, IVA sugli acquisti, investimenti e prospettive di crescita.
Documenti da consegnare al commercialista
- preventivi e contratti;
- fatture emesse e incassi;
- report di Upwork, Fiverr e altre piattaforme;
- fatture di software e servizi esteri;
- fatture di hardware e attrezzatura;
- licenze di font, immagini e asset;
- contratti e fatture di collaboratori;
- documentazione dei clienti esteri;
- eventuali accordi di licensing o cessione diritti;
- riepilogo delle attività ulteriori rispetto al graphic design.
Controlli periodici utili
Ogni trimestre è utile riconciliare fatture, incassi, piattaforme, clienti esteri e costi reali. Nello stesso controllo va verificato se web design, advertising, art direction o vendita di prodotti digitali stanno diventando attività autonome.
Almeno una volta l’anno il commercialista dovrebbe verificare se il 74.12.09 rappresenta ancora l’attività prevalente e se la struttura dei costi è ancora compatibile con il coefficiente del 78%.
Come scegliere un commercialista per graphic designer
È utile un commercialista che conosca professioni digitali e attività internazionali. Deve saper distinguere 74.12.09, 74.12.01, sviluppo web e advertising, gestire Gestione Separata, VIES, marketplace, servizi esteri e licenze.
Prima di affidare la contabilità conviene chiedere come verranno controllati attività miste, estero, software, piattaforme e convenienza reale del forfettario.
Domande frequenti
Per graphic design, brand identity e comunicazione visiva il riferimento principale è 74.12.09. Per la grafica di pagine web ATECO 2025 prevede invece 74.12.01.
Per le attività di progettazione grafica del gruppo 74.12 il coefficiente di redditività è del 78%.
Se è un libero professionista in Gestione Separata senza altra previdenza obbligatoria, l’aliquota 2026 è del 26,07%. Nei casi previsti con altra copertura previdenziale o pensione è del 24%.
No. Il 74.12.09 riguarda progettazione grafica e comunicazione visiva; il 74.12.01 è specifico per la grafica di pagine web. Lo sviluppo e la programmazione richiedono invece codici informatici da verificare separatamente.
Sì. Devono però essere verificati territorialità IVA, natura B2B o B2C, eventuale VIES e corretta compilazione della fattura in base al Paese del cliente.
No. Software, hardware, coworking, licenze, collaboratori e servizi esteri possono superare la quota di costi del 22% riconosciuta dal coefficiente del 78%. In questi casi va valutato anche il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
