
Aprire la Partita IVA da grafico nel 2026 richiede una scelta ATECO più precisa rispetto al passato. Con ATECO 2025 i vecchi codici 74.10.21 e 74.10.29 sono stati sostituiti: per il graphic designer che lavora su identità visiva, loghi, materiali editoriali, campagne e comunicazione il riferimento principale è 74.12.09; per la grafica di pagine web esiste invece il codice specifico 74.12.01.
La distinzione conta anche per evitare di confondere il grafico con chi sviluppa software o realizza tecnicamente siti web. Entrambi i codici grafici hanno coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario. La previdenza dipende invece dalla natura reale dell’attività: un graphic designer libero professionista rientra normalmente nella Gestione Separata INPS; l’inquadramento artigiano non è una scelta fatta soltanto per pagare contributi diversi.
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Partita IVA grafico: quadro rapido
- ATECO 74.12.09: altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva.
- ATECO 74.12.01: attività di disegnatori grafici di pagine web.
- Coefficiente forfettario: 78%.
- Previdenza del freelance: normalmente Gestione Separata INPS.
- Aliquota Gestione Separata 2026: 26,07% senza altra previdenza obbligatoria; 24% se pensionato o già assicurato presso altra forma obbligatoria nelle condizioni previste.
- Camera di Commercio: non necessaria per la mera attività libero-professionale; l’inquadramento cambia se esiste una vera attività d’impresa/artigiana.
Quando serve la Partita IVA al graphic designer
La Partita IVA serve quando l’attività è abituale: clienti ricorrenti, portfolio professionale, promozione dei servizi, preventivi, incarichi continuativi e organizzazione stabile del lavoro indicano una vera attività autonoma. Non è il superamento di 5.000 euro a creare automaticamente l’obbligo fiscale.
Codice ATECO grafico 74.12.09
Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT includono nel 74.12.09 illustratori, disegnatori grafici, grafici pubblicitari, progettisti della comunicazione, corporate design, brand design, linguaggio visivo, tipografia e progettazione dell’aspetto di campagne e contenuti di comunicazione.
È quindi il codice più naturale per chi realizza loghi, identità visive, brochure, packaging grafico, impaginati, infografiche, creatività pubblicitarie e sistemi visuali per clienti.
ATECO 74.12.01 per la grafica di pagine web
Il 74.12.01 riguarda l’attività di disegnatori grafici di pagine web. È adatto quando la prestazione consiste prevalentemente nella progettazione dell’aspetto grafico delle interfacce e delle pagine, senza trasformarsi in programmazione o sviluppo software.
Un professionista che progetta layout, componenti visivi e interfacce può quindi ricadere nell’area grafica; chi programma applicazioni, sviluppa codice o offre consulenza informatica deve invece verificare le classificazioni IT pertinenti. La descrizione dell’attività fatturata è più importante dell’etichetta “web designer”.
UX/UI designer: quale codice usare?
Per UX/UI designer non è corretto applicare un codice in modo automatico. Se prevale la progettazione grafica dell’interfaccia, 74.12.01 può essere coerente; se il lavoro riguarda ricerca, strategia, consulenza digitale o sviluppo tecnico, va analizzata l’attività concretamente resa. Questo è uno dei punti su cui molte guide online continuano a usare i vecchi codici ATECO 2007.
Grafico freelance o artigiano: non è una scelta libera
Il graphic designer che vende principalmente la propria prestazione intellettuale opera normalmente come libero professionista e non deve iscriversi alla Camera di Commercio per il solo fatto di usare strumenti informatici. L’inquadramento artigiano può diventare pertinente quando l’attività assume caratteristiche produttive e d’impresa, ad esempio con una struttura organizzata che realizza materialmente prodotti o lavorazioni oltre al progetto grafico.
Non conviene quindi scegliere “Gestione Separata o Artigiani” in base all’importo dei contributi: l’inquadramento deve riflettere il lavoro realmente svolto e la struttura dell’attività.
Come aprire la Partita IVA da grafico
Per il freelance l’apertura fiscale avviene con il modello AA9/12, indicando codice ATECO e regime. Se non esiste un’attività d’impresa, normalmente non serve la Camera di Commercio. Dopo l’apertura va effettuata l’iscrizione alla Gestione Separata INPS quando dovuta.
Per la gestione continuativa di Gestione Separata, clienti esteri, licenze, marketplace, software, collaboratori e costi reali puoi approfondire la guida sul commercialista per graphic designer, distinta dall’intento di apertura della Partita IVA.
Regime forfettario per grafico
Il graphic designer persona fisica può applicare il regime forfettario se rispetta requisiti e cause di esclusione. Il limite ordinario dei compensi è 85.000 euro. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta soltanto se sono rispettate le condizioni per una nuova attività.
Per verificare l’accesso consulta i requisiti del regime forfettario.
Coefficiente di redditività del 78%
Sia 74.12.01 sia 74.12.09 rientrano nell’area professionale con coefficiente del 78%. Con 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti senza dedurre analiticamente computer, software, font, servizi cloud, coworking e altre spese.
Gestione Separata INPS 2026
La circolare INPS n. 8/2026 conferma per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva del 26,07%. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma di previdenza obbligatoria, nelle condizioni previste, l’aliquota è del 24%.
La Gestione Separata non prevede un contributo fisso minimo da versare indipendentemente dal reddito. Il minimale di 18.808 euro rileva per l’accredito contributivo dell’intero anno, non come importo di reddito su cui sei comunque costretto a pagare contributi.
Quando entra in gioco la Gestione Artigiani
Se l’attività è effettivamente organizzata come impresa artigiana, nel 2026 la Gestione Artigiani usa il minimale di 18.808 euro, aliquota 24% e contributo minimo del titolare di 4.521,36 euro. Il forfettario può consentire la riduzione contributiva del 35%. Questo scenario, però, va giustificato dalla natura dell’attività e dall’inquadramento camerale, non dalla sola volontà del professionista.
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Esempio corretto: grafico freelance con 30.000 euro
Supponiamo un graphic designer libero professionista, coefficiente 78%, 30.000 euro di compensi e Gestione Separata al 26,07%. Il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. I contributi sono circa 6.100 euro.
I contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva: 23.400 − 6.100 = circa 17.300 euro. L’imposta è quindi circa 865 euro al 5% oppure 2.595 euro al 15%. Nei vecchi esempi era frequente l’errore di calcolare prima l’imposta sul reddito lordo forfettario: il procedimento corretto prevede prima la deduzione dei contributi.
Grafico dipendente con Partita IVA
Chi ha anche un lavoro dipendente deve verificare sia le cause di esclusione dal forfettario sia la propria posizione previdenziale. La presenza di altra copertura pensionistica può incidere sull’aliquota della Gestione Separata. Va inoltre controllata la regola sui compensi verso il datore o ex datore di lavoro.
Fatturazione elettronica e clienti esteri
Il grafico forfettario emette fattura elettronica secondo le regole generali del regime. Per clienti esteri possono cambiare territorialità IVA, diciture e adempimenti; è quindi utile distinguere il cliente UE dal cliente extra-UE e verificare l’eventuale iscrizione VIES quando richiesta.
Per l’operatività italiana consulta la guida alla fatturazione elettronica nel forfettario.
Preventivo: revisioni, file sorgente e cosa è compreso
Nel lavoro grafico una delle fonti più frequenti di margine perso è un preventivo troppo generico. È utile indicare quante proposte iniziali e revisioni sono comprese, quali formati verranno consegnati, se sono inclusi i file sorgente modificabili e quali attività fanno scattare un nuovo compenso. Un logo, un’impaginazione o un’interfaccia possono richiedere numerose modifiche: definire il perimetro prima di iniziare rende più chiaro il rapporto col cliente e consente di misurare il valore effettivo del progetto.
Font, immagini stock e licenze
Un progetto può incorporare font, fotografie, illustrazioni stock, mockup o altre risorse soggette a licenza. Il prezzo del lavoro grafico non trasferisce automaticamente al cliente diritti che il professionista non possiede. Nel preventivo conviene quindi chiarire chi acquista le licenze, per quali utilizzi sono valide e se eventuali costi di terzi sono inclusi o addebitati separatamente. Questo è particolarmente importante per campagne pubblicitarie, packaging, siti e materiali destinati a una diffusione ampia.
Acconto, saldo e consegna finale
Per progetti lunghi o di importo rilevante può essere utile prevedere un acconto all’avvio e il saldo alla consegna, oppure pagamenti per fasi. Collegare le scadenze a momenti chiari del progetto — approvazione della proposta, sviluppo, consegna — aiuta la liquidità del freelance e riduce il rischio di lavorare per mesi prima di fatturare. Anche la consegna dei file definitivi può essere descritta nel preventivo, distinguendo materiali di anteprima da file esecutivi e sorgenti.
Quando il forfettario può non convenire
Il coefficiente del 78% riconosce forfettariamente costi pari al 22% dei compensi. Un grafico che lavora da casa con strumenti già disponibili può avere costi effettivi inferiori; uno studio con collaboratori, affitto, hardware frequente, licenze e campagne commerciali può superare quella quota. Nel regime ordinario i costi inerenti vengono invece valutati analiticamente.
Errori da evitare
- usare ancora 74.10.21 o 74.10.29 come codici attuali;
- confondere grafica di pagine web con programmazione e sviluppo software;
- scegliere Gestione Artigiani solo perché sembra fiscalmente conveniente;
- calcolare l’imposta prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori;
- trattare automaticamente ogni UX/UI designer come grafico senza leggere l’attività reale;
- ignorare le regole per clienti esteri e fatturazione elettronica.
Domande frequenti
ATECO 2025 prevede 74.12.09 per altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva e 74.12.01 per la grafica di pagine web.
Il freelance che vende prevalentemente la propria prestazione professionale rientra normalmente nella Gestione Separata. La Gestione Artigiani richiede un effettivo inquadramento d’impresa artigiana.
Per i codici 74.12.01 e 74.12.09 il coefficiente del regime forfettario è del 78%.
Se iscritto alla Gestione Separata e privo di altra previdenza obbligatoria, l’aliquota 2026 è del 26,07% sul reddito professionale imponibile.
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