Un commercialista per web designer deve gestire correttamente soprattutto ATECO, previdenza, regime forfettario e operazioni con clienti o fornitori esteri. Per chi si occupa principalmente della grafica e progettazione visuale di pagine web, ATECO 2025 individua il codice 74.12.01 – Grafica di pagine web; se invece il lavoro prevalente è sviluppo e programmazione, va valutato il 62.10.00.
La differenza non è formale: può cambiare il coefficiente di redditività del forfettario, la descrizione delle fatture e la gestione delle attività secondarie. Un buon consulente fiscale deve quindi partire dai servizi realmente venduti dal web designer, non dal titolo usato sul sito o sui social.
Cosa deve controllare il commercialista di un web designer
- attività effettivamente svolte e servizi fatturati;
- ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- inquadramento come professionista o, nei casi pertinenti, attività d’impresa/artigiana;
- Gestione Separata INPS o diversa gestione previdenziale se l’attività concreta lo richiede;
- accesso e permanenza nel regime forfettario;
- coefficiente corretto per ciascuna attività;
- lavoro dipendente e possibili cause ostative;
- clienti UE ed extra-UE, VIES e territorialità IVA;
- acquisti di software, cloud e servizi esteri;
- acconti, F24 e liquidità da accantonare.
ATECO 74.12.01: il codice del web designer grafico
La classificazione ATECO 2025 identifica con 74.12.01 la grafica di pagine web. È il riferimento naturale quando il professionista vende soprattutto progettazione visuale, layout, interfacce, composizione grafica, tipografia, colori e design delle pagine.
RF ha una Card ATECO 74.12.01 dedicata, con attività comprese, esclusioni e coefficiente. La classificazione ufficiale ATECO 2025 di ISTAT distingue espressamente questa attività dalla progettazione di pagine web connessa alla programmazione informatica.
Quando il web designer deve usare 62.10.00
Se il professionista vende soprattutto sviluppo tecnico, programmazione, funzionalità software, integrazioni, API o applicazioni web, il codice da verificare è 62.10.00 – Attività di programmazione informatica. Il commercialista deve quindi distinguere il design visuale dal lavoro di sviluppo.
La guida RF sulla Partita IVA dello sviluppatore software approfondisce l’attività tecnica. Chi svolge entrambe le attività in modo stabile può avere un codice principale e uno secondario, in base alla prevalenza economica.
Web designer, graphic designer, UX/UI e webmaster
Le etichette professionali si sovrappongono spesso. Il web designer può lavorare sulla grafica delle pagine, il graphic designer su comunicazione visiva più ampia, il UX/UI designer su esperienza e interfacce, mentre il webmaster può occuparsi anche di gestione e manutenzione del sito.
Il commercialista non dovrebbe assegnare automaticamente lo stesso ATECO a tutti: deve verificare quali prestazioni generano ricavi. Il pillar RF sulla Partita IVA web designer riassume le principali differenze fiscali e previdenziali.
Regime forfettario: coefficiente 78% o 67%
Con ATECO 74.12.01 il coefficiente di redditività del regime forfettario è normalmente del 78%. Questo significa che, fiscalmente, il 22% dei compensi rappresenta i costi riconosciuti in via forfettaria. Per l’attività di programmazione 62.10.00 il coefficiente è normalmente del 67%.
Se il web designer svolge entrambe le attività, il commercialista deve mantenere corretta la distinzione dei ricavi, evitando di applicare un unico coefficiente a compensi che appartengono a categorie diverse.
Esempio con 40.000 euro di compensi
Con 40.000 euro di compensi riconducibili a 74.12.01, il reddito forfettario lordo è 31.200 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Con 62.10.00, a parità di compensi, il reddito forfettario lordo sarebbe invece 26.800 euro.
La differenza mostra perché la corretta classificazione dell’attività è importante. Il codice non va scelto in funzione del coefficiente più favorevole, ma in base al lavoro realmente svolto e documentabile.
Gestione Separata INPS nel 2026
Per il web designer che opera come libero professionista senza una Cassa autonoma, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva per i professionisti non assicurati presso altra forma pensionistica obbligatoria è del 26,07%.
Per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota è del 24%. La circolare INPS 2026 sulla Gestione Separata è la fonte da utilizzare per le aliquote correnti.
Professionista o artigiano: il commercialista deve verificare il caso concreto
Il solo codice ATECO non basta per stabilire automaticamente la gestione previdenziale. Un web designer che presta personalmente attività intellettuale e creativa viene normalmente gestito come libero professionista; un’attività organizzata in forma d’impresa, con caratteristiche artigiane reali, può richiedere un inquadramento diverso.
Per questo il commercialista deve verificare modalità di lavoro, organizzazione, eventuali dipendenti o collaboratori, struttura produttiva e iscrizioni camerali prima di decidere la posizione INPS.
Web designer e lavoro dipendente
Molti web designer iniziano l’attività autonoma mentre sono ancora dipendenti. Il commercialista deve controllare sia la compatibilità contrattuale sia gli effetti sul regime forfettario e sulla previdenza.
RF ha già una guida specifica su lavoro dipendente e Partita IVA da web designer. In particolare, vanno verificati reddito da lavoro dipendente e causa ostativa collegata alla fatturazione prevalente verso datore o ex datore.
Clienti UE ed extra-UE
Il web designer lavora spesso con agenzie, startup e aziende estere. Nei rapporti B2B con clienti UE il commercialista deve verificare iscrizione VIES, territorialità IVA e corretta indicazione in fattura; con clienti extra-UE devono essere applicate le regole pertinenti alla prestazione e conservata la documentazione sul committente.
La gestione internazionale deve essere impostata prima della prima fattura estera, non corretta soltanto a fine anno.
Software, cloud e servizi acquistati all’estero
Adobe, Figma, hosting, plugin, stock, font, cloud, strumenti AI e SaaS possono essere fatturati da fornitori esteri. Anche un contribuente forfettario può avere obblighi IVA su questi acquisti.
Il commercialista deve quindi controllare fatture dei fornitori, paese di stabilimento e corretta applicazione del reverse charge quando previsto. Il fatto di essere in forfettario non elimina automaticamente gli adempimenti IVA sulle operazioni internazionali.
Costi reali e convenienza del forfettario
Con coefficiente 78% il sistema presume costi pari al 22% dei compensi. Computer, monitor, software, licenze, formazione, coworking, advertising, collaboratori e assicurazione non vengono dedotti uno per uno nel regime forfettario.
Se i costi effettivi crescono molto, il commercialista dovrebbe confrontare periodicamente il margine reale con il regime ordinario. Una RC professionale non è automaticamente obbligatoria per il freelance non ordinistico, ma può essere utile quando errori di progetto o consegna possono produrre danni economici al cliente.
Collaboratori e subfornitori
Un web designer può affidare sviluppo, copy, SEO, illustrazioni o altre parti del progetto a collaboratori esterni. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e possono ridurre molto il margine effettivo.
Quando la struttura cresce, il commercialista deve verificare se il modello resta coerente con il regime fiscale scelto e se l’attività si sta trasformando da freelance individuale a organizzazione più complessa.
Documenti da consegnare al commercialista
- certificato di attribuzione della Partita IVA e codici ATECO;
- fatture emesse e incassi;
- contratti e preventivi con clienti;
- fatture di software e servizi esteri;
- documentazione VIES quando pertinente;
- eventuale contratto di lavoro dipendente;
- versamenti INPS e F24;
- fatture di collaboratori e subfornitori;
- elenco dei servizi effettivamente offerti;
- ultima dichiarazione fiscale.
Controlli fiscali da fare durante l’anno
Una gestione utile non si limita alla dichiarazione annuale. È opportuno controllare periodicamente compensi incassati, soglie del forfettario, cause ostative, contributi da accantonare, nuovi servizi, attività secondarie e operazioni estere.
Se il web designer passa dalla progettazione grafica allo sviluppo, oppure aggiunge marketing, vendita di prodotti digitali o servizi continuativi, ATECO e gestione fiscale devono essere rivalutati senza aspettare la chiusura dell’anno.
Come scegliere un commercialista per web designer
È utile scegliere un consulente che conosca attività digitali, ATECO 2025, Gestione Separata, fatture estere e acquisti SaaS. Il punto non è soltanto predisporre F24 e dichiarazione, ma evitare errori nella classificazione dell’attività e negli adempimenti internazionali.
Prima di affidare l’incarico conviene chiedere come vengono gestiti più codici ATECO, VIES, reverse charge, lavoro dipendente, controllo della convenienza del forfettario e variazioni dell’attività nel tempo.
Domande frequenti
Per la grafica di pagine web il riferimento ATECO 2025 è 74.12.01. Se l’attività prevalente è programmazione e sviluppo tecnico va valutato 62.10.00.
Con ATECO 74.12.01 il coefficiente è normalmente 78%; per la programmazione informatica 62.10.00 è normalmente 67%.
Il libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria è normalmente in Gestione Separata con aliquota 26,07%; con altra copertura obbligatoria o pensione l’aliquota è 24%.
Non è un obbligo, ma è utile che il consulente conosca attività digitali, più codici ATECO, Gestione Separata, VIES e reverse charge sugli acquisti di servizi esteri.
Sì, quando svolge stabilmente attività autonome diverse, per esempio grafica web e programmazione. Il codice principale deve rappresentare l’attività economicamente prevalente.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
