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Pensionato: può aderire al regime forfettario? Regole 2026

Un pensionato può aderire al regime forfettario nel 2026, ma deve verificare prima di tutto il reddito di pensione percepito nel 2025. Per il 2026 la soglia della causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e pensione è pari a 35.000 euro. Se questa soglia viene superata, il regime forfettario non è applicabile per il 2026, salvo verificare eventuali particolarità normative del caso concreto.

Essere pensionati, quindi, non impedisce di per sé di aprire o mantenere una Partita IVA. Occorre però separare tre controlli: accesso al forfettario, cumulabilità della pensione con il reddito da lavoro e contributi previdenziali della nuova attività. Sono regole diverse e non vanno confuse.

Pensionato e regime forfettario 2026: risposta rapida

  • Puoi essere pensionato e forfettario: sì, se rispetti tutti i requisiti del regime.
  • Reddito pensione 2025: per il 2026 la soglia rilevante è 35.000 euro.
  • Tipo di pensione: va controllata la cumulabilità con redditi da lavoro autonomo.
  • Contributi: la pensione non elimina automaticamente INPS o Cassa professionale dovuti sulla nuova attività.
  • Imposta: il reddito forfettario è soggetto all’imposta sostitutiva del 15% o, se spettante, del 5%.

Quanto può essere la pensione per aderire al forfettario nel 2026?

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato anche per il 2026 l’innalzamento della soglia prevista dall’articolo 1, comma 57, lettera d-ter), della Legge 190/2014: il limite è quindi 35.000 euro. La verifica si effettua sui redditi dell’anno precedente.

Per entrare o restare nel regime forfettario nel 2026 bisogna dunque controllare i redditi percepiti nel 2025. Le pensioni sono ricomprese tra i redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 49 del TUIR e il dato utile può essere ricostruito dalla Certificazione Unica e dalla dichiarazione dei redditi.

La proroga a 35.000 euro per il 2026 è prevista dalla Legge di Bilancio 2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Esempio con pensione di 32.000 euro

Se nel 2025 hai percepito una pensione fiscalmente rilevante di 32.000 euro, questa specifica causa ostativa non ti impedisce di applicare il forfettario nel 2026. Devi però controllare anche tutti gli altri requisiti: ricavi o compensi, partecipazioni societarie, regimi IVA speciali, spese per personale e le ulteriori cause di esclusione.

Per il controllo completo puoi utilizzare la guida sui requisiti e cause di esclusione del regime forfettario.

Esempio con pensione di 38.000 euro

Se il reddito di pensione percepito nel 2025 è pari a 38.000 euro, il limite di 35.000 euro risulta superato. Per il 2026 il contribuente non può utilizzare il regime forfettario sulla base di questa causa ostativa, anche se prevede di fatturare soltanto pochi migliaia di euro con la nuova attività.

La soglia dei 35.000 euro e il limite generale dei ricavi o compensi del forfettario sono due controlli distinti: uno riguarda il reddito da pensione/lavoro dell’anno precedente, l’altro i ricavi o compensi dell’attività.

La pensione si somma al reddito della Partita IVA?

Ai fini della tassazione ordinaria, la pensione continua a essere soggetta a IRPEF. Il reddito prodotto con il regime forfettario è invece assoggettato a imposta sostitutiva. Non si somma quindi semplicemente il reddito forfettario alla pensione per applicare gli scaglioni IRPEF a quel reddito d’impresa o professionale.

Questo non significa però che i due redditi siano sempre indipendenti: la pensione rileva per il controllo della soglia di accesso appena vista e può avere specifiche regole di cumulabilità con il lavoro. Il tema del cumulo è approfondito separatamente nella guida su pensione, redditi da lavoro e regime forfettario.

Posso lavorare con Partita IVA senza perdere la pensione?

Dipende dal trattamento pensionistico. L’INPS indica che le pensioni di vecchiaia e numerosi trattamenti pensionistici ordinari sono, in linea generale, cumulabili con redditi da lavoro autonomo. Esistono però pensioni e forme di anticipo per le quali operano limiti, sospensioni o incompatibilità.

Per esempio, per Quota 100, Quota 102 e per i trattamenti di pensione anticipata flessibile ancora nel periodo di incumulabilità, i redditi da lavoro sono incompatibili salvo il lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi annui. Una normale attività abituale con Partita IVA non coincide con lavoro autonomo occasionale. L’INPS riepiloga le regole sul cumulo pensione e redditi da lavoro.

Pensionato professionista: quali contributi paga?

La pensione non esonera automaticamente dai contributi sulla nuova attività professionale. Se il pensionato svolge una professione senza Cassa e ricade nella Gestione Separata INPS, si applicano le regole previste per i pensionati e per chi è già coperto da altra previdenza obbligatoria.

Nel 2026 l’aliquota della Gestione Separata per i professionisti pensionati o già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria è pari al 24%. Per aliquote e calcolo puoi consultare la guida alla Gestione Separata INPS.

Pensionato artigiano o commerciante: contributi e riduzioni

Se la nuova attività è artigiana o commerciale, può essere necessaria l’iscrizione alla relativa Gestione INPS con contribuzione minima e contributi sul reddito eccedente. Per i pensionati esistono agevolazioni specifiche, ma non sono automatiche e dipendono da età, tipo di pensione e gestione di appartenenza.

Abbiamo separato questo intento in una pagina dedicata: pensionato con Partita IVA: riduzione INPS del 35% o del 50%. In questo modo la presente guida resta focalizzata sull’accesso al regime forfettario, mentre l’altra approfondisce solo le agevolazioni contributive.

Pensionato professionista con Cassa previdenziale

Avvocati, ingegneri, architetti, geometri e altri professionisti iscritti a Casse autonome devono verificare il regolamento previdenziale della propria categoria. La pensione già liquidata, l’età e la prosecuzione dell’attività possono incidere su contributi soggettivi, integrativi, minimi o altre obbligazioni.

Il regime forfettario non sostituisce queste regole previdenziali. Per il trattamento fiscale dei contributi trovi anche l’approfondimento sulle Casse professionali nel regime forfettario.

Un pensionato può avere l’imposta al 5%?

La condizione di pensionato non esclude automaticamente l’aliquota del 5%. Tuttavia il 5% è riservato alle nuove attività che rispettano le condizioni previste dalla Legge 190/2014: non basta aprire oggi una nuova Partita IVA.

Vanno verificati soprattutto l’attività esercitata nei periodi precedenti e il requisito della non mera prosecuzione di un’attività già svolta, salvo le eccezioni previste. Se le condizioni non ricorrono, l’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%.

Checklist prima di aderire al forfettario da pensionato

  1. controlla il reddito di pensione e gli eventuali altri redditi di lavoro rilevanti del 2025;
  2. verifica che il totale non superi la soglia di 35.000 euro applicabile al 2026;
  3. identifica con precisione il tipo di pensione e le sue regole di cumulabilità con il lavoro;
  4. definisci attività e codice ATECO della nuova Partita IVA;
  5. controlla tutte le altre cause ostative del regime forfettario;
  6. individua la gestione previdenziale corretta: Gestione Separata, Artigiani/Commercianti o Cassa;
  7. verifica separatamente se spettano riduzioni contributive;
  8. controlla se esistono davvero i requisiti per l’imposta sostitutiva al 5%.

Errori da evitare

  • pensare che essere pensionati impedisca sempre di aprire una Partita IVA;
  • confondere il limite di 35.000 euro con il limite dei ricavi della Partita IVA;
  • guardare solo all’importo della pensione senza identificare il tipo di trattamento;
  • considerare ogni pensione automaticamente cumulabile con qualsiasi reddito da lavoro;
  • credere che la pensione elimini i contributi previdenziali sulla nuova attività;
  • applicare automaticamente l’aliquota del 5% perché la Partita IVA è nuova.

Domande frequenti

Un pensionato può aderire al regime forfettario nel 2026?

Sì, se rispetta tutti i requisiti del regime. Per il 2026 deve essere verificata anche la soglia di 35.000 euro dei redditi di pensione e lavoro rilevanti percepiti nel 2025.

Una pensione di 40.000 euro permette il forfettario nel 2026?

In linea generale no, perché supera la soglia di 35.000 euro prevista per il 2026 dalla causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e pensione dell’anno precedente.

Aprendo la Partita IVA perdo la pensione?

Non necessariamente. Molti trattamenti ordinari sono cumulabili con redditi da lavoro, mentre alcune pensioni anticipate, di invalidità o altri trattamenti hanno limiti o incompatibilità. Va identificata la pensione specifica.

Un pensionato forfettario deve pagare contributi INPS?

Può doverli pagare. Dipende dall’attività svolta e dalla gestione previdenziale applicabile. Essere già pensionati non elimina automaticamente i contributi sulla nuova attività.

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