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Regime Forfettario

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Partita IVA parrucchiere e barbiere: ATECO, requisiti e INPS

Aprire la Partita IVA da parrucchiere o barbiere nel 2026 significa avviare un’attività artigiana regolamentata. ATECO 2025 riunisce parrucchieri e barbieri nel codice 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri, ma il codice fiscale da solo non basta: occorrono l’abilitazione professionale prevista dalla legge 174/2005, un responsabile tecnico qualificato per ogni sede e la SCIA al SUAP competente.

Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 67%. Il titolare che esercita personalmente l’attività è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo del titolare è circa 4.521,36 euro, prima di eventuali agevolazioni.

Parrucchiere e barbiere: quadro rapido

  • ATECO 2025: 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri.
  • Coefficiente forfettario: 67%.
  • Inquadramento: impresa artigiana.
  • Previdenza: Gestione Artigiani INPS.
  • Requisito: abilitazione professionale ai sensi della legge 17 agosto 2005 n. 174.
  • Responsabile tecnico: necessario per ogni sede o unità locale durante lo svolgimento dell’attività.
  • Avvio: Comunicazione Unica, Registro Imprese/Albo Artigiani, SCIA al SUAP e posizione INAIL quando dovuta.

Codice ATECO 96.21.00 nel 2026

Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 96.21.00 lavaggio, taglio, messa in piega, tintura, colorazione, ondulazione, stiratura e attività simili sui capelli, hairstyling, rasatura e rifinitura della barba. La classificazione unifica quindi in un unico codice le attività tipiche di parrucchiere e barbiere.

Il vecchio 96.02.01 presente in molte guide precedenti è stato sostituito dalla nuova classificazione. Per una nuova apertura o una variazione nel 2026 va utilizzato il codice ATECO vigente 96.21.00.

Abilitazione professionale: il codice ATECO non basta

L’attività di acconciatore è regolamentata dalla legge 17 agosto 2005 n. 174. La legge comprende i trattamenti e i servizi diretti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l’aspetto estetico dei capelli, oltre al taglio e al trattamento estetico della barba, ed esclude le prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario.

Per esercitare occorre conseguire l’abilitazione professionale attraverso uno dei percorsi formativi e di esperienza previsti dalla normativa nazionale e regionale. Prima di presentare la SCIA è opportuno far verificare il proprio percorso al SUAP competente, perché la valutazione dei requisiti professionali è collegata anche alla disciplina regionale.

Responsabile tecnico del salone

Per ogni sede o unità locale l’impresa deve nominare almeno un responsabile tecnico in possesso dell’abilitazione richiesta. La figura deve essere effettivamente presente durante lo svolgimento dell’attività secondo le regole applicabili e va indicata negli adempimenti camerali e nella SCIA.

Il responsabile tecnico può essere il titolare quando possiede personalmente i requisiti. Se il titolare non è abilitato, l’impresa deve individuare un soggetto idoneo e formalizzare correttamente il ruolo.

Come aprire un salone di parrucchiere o barbiere

  1. verificare l’abilitazione professionale e individuare il responsabile tecnico;
  2. scegliere la forma dell’impresa e il codice ATECO 96.21.00;
  3. aprire la Partita IVA e presentare la Comunicazione Unica per Registro Imprese e Albo Artigiani;
  4. aprire la posizione alla Gestione Artigiani INPS e gli adempimenti INAIL dovuti;
  5. presentare la SCIA al SUAP del Comune competente;
  6. verificare destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, impianti e sicurezza del locale;
  7. impostare corrispettivi telematici, fatturazione e POS.

Affitto di poltrona

La normativa consente di organizzare il lavoro anche attraverso formule di affitto di poltrona, purché siano rispettati requisiti professionali, disciplina regionale e regole amministrative. Chi svolge concretamente i trattamenti deve possedere i titoli richiesti.

Chi lavora in autonomia con propria Partita IVA deve inoltre avere un rapporto realmente autonomo: organizzazione, clientela, fatturazione e responsabilità non devono mascherare un normale rapporto di lavoro subordinato. Sul sito trovi anche la guida specifica all’affitto di poltrona per barbiere e parrucchiere.

Regime forfettario e coefficiente del 67%

Con ATECO 96.21.00 il coefficiente di redditività è del 67%. Con 40.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 26.800 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.

Prodotti, tinture, shampoo, energia, affitto, arredi, attrezzature, personale e pubblicità non vengono dedotti analiticamente. Per un salone con costi elevati è quindi importante confrontare il 33% di costi presunti con quelli effettivi prima di scegliere il forfettario.

INPS Artigiani 2026

La circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani l’aliquota al 24%, il reddito minimale a 18.808 euro e il contributo minimo annuale del titolare a circa 4.521,36 euro.

Sulla quota di reddito che supera il minimale si applica la contribuzione percentuale fino alle fasce previste. Il forfettario può inoltre chiedere, se ne ricorrono le condizioni, la riduzione contributiva del 35%, tenendo conto dell’effetto sull’accredito previdenziale.

Esempio con 40.000 euro di ricavi

Con 40.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. Senza riduzione contributiva, i contributi artigiani sono circa 6.439 euro: 4.521,36 euro di minimo più il 24% sulla quota di reddito superiore a 18.808 euro.

I contributi previdenziali obbligatori si deducono prima dell’imposta. La base fiscale dell’esempio scende quindi a circa 20.361 euro. L’imposta sostitutiva è circa 1.018 euro al 5% oppure 3.054 euro al 15%. Il 5% spetta solo se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Vendita di shampoo e prodotti

Un salone può offrire al cliente prodotti collegati alla cura dei capelli. Se la vendita resta accessoria rispetto al servizio, va valutata nel contesto dell’attività principale; se diventa una componente commerciale autonoma e rilevante, può essere necessario aggiungere un codice di commercio e distinguere i ricavi per applicare il coefficiente corretto.

Salone con dipendenti: limite e convenienza del forfettario

Il regime forfettario pone un limite specifico alle spese sostenute per lavoro dipendente e collaborazioni rilevanti. Un salone che cresce, assume personale e sostiene costi consistenti deve quindi verificare sia il rispetto dei requisiti sia la convenienza economica del regime.

Il forfettario è particolarmente sensibile al margine: se personale, prodotti e affitto assorbono più del 33% dei ricavi, il regime ordinario può diventare competitivo nonostante la maggiore complessità contabile.

Errori da evitare

  • usare ancora il vecchio 96.02.01 invece di 96.21.00;
  • pensare che la Partita IVA sostituisca l’abilitazione professionale;
  • aprire una seconda sede senza responsabile tecnico qualificato;
  • ignorare SCIA, requisiti del locale e adempimenti INAIL;
  • scegliere il forfettario senza considerare il peso di prodotti, personale e affitto;
  • calcolare l’imposta sostitutiva prima di dedurre i contributi obbligatori;
  • trattare una vendita stabile di prodotti come sempre compresa nel solo servizio di acconciatura.

Per casi specifici restano separati gli approfondimenti su quando conviene il forfettario a una parrucchiera e sulla gestione dei contributi con attività multiple. Prima dell’apertura verifica anche i requisiti generali del regime forfettario.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del parrucchiere e barbiere nel 2026?

ATECO 2025 utilizza 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri.

Serve l’abilitazione per aprire un salone?

Sì. L’attività è regolamentata dalla legge 174/2005 e richiede l’abilitazione professionale e un responsabile tecnico qualificato per ogni sede.

Qual è il coefficiente di redditività del parrucchiere?

Con ATECO 96.21.00 il coefficiente del regime forfettario è del 67%.

Quanto paga di INPS un parrucchiere artigiano nel 2026?

Nel 2026 la Gestione Artigiani prevede aliquota 24%, minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuo del titolare di circa 4.521,36 euro.

I contributi INPS si deducono prima del 5% o 15%?

Sì. Nel forfettario i contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili si sottraggono dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva.

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