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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Parrucchiera e consulente d'immagine: INPS e F24 2026

Se apri una Partita IVA per lavorare sia come parrucchiera sia come consulente d'immagine, puoi dichiarare entrambe le attività nella stessa posizione fiscale. Per il 2026 i codici ATECO da valutare sono 96.21.00 per i servizi di parrucchiera e 96.99.94 per la consulenza di immagine. L'iscrizione previdenziale non si determina contando i codici: se l'attività è organizzata come impresa artigiana, la Gestione Artigiani INPS è normalmente centrale; la qualificazione di una consulenza separata richiede però la verifica dell'attività effettiva.

I contributi ordinari degli Artigiani si pagano tramite F24, con un minimo dovuto per i mesi d'iscrizione e una quota aggiuntiva se il reddito d'impresa supera il minimale. La domanda nasce dal caso di una persona che ha lasciato il lavoro e intende iniziare insieme servizi di acconciatura e consulenze per valorizzare il proprio aspetto: vediamo quanto versare, quando farlo e che cosa cambia rispetto al solo lavoro di parrucchiera.

Due attività nella stessa Partita IVA: la regola di partenza

Lavorare su taglio, colore e piega e offrire anche sessioni dedicate a palette cromatiche, abbigliamento, abbinamenti e immagine personale non obbliga, di per sé, ad avere due Partite IVA. La stessa persona fisica può indicare più codici ATECO coerenti con le attività esercitate. È importante, però, non confondere il numero di codici con il numero di posizioni contributive. Per l'INPS conta l'inquadramento sostanziale: come viene organizzato il lavoro, dove si svolge, se si tratta di impresa, quale servizio viene effettivamente prestato e quali iscrizioni sono dovute.

Per esempio, un salone che offre anche analisi del colore ai propri clienti può presentare un'organizzazione diversa da una libera consulente d'immagine che svolge esclusivamente incontri da remoto e decide in seguito di aprire un laboratorio di acconciatura. La prevalenza tra attività d'impresa va valutata secondo i requisiti specifici; non è corretto scrivere sempre “due codici = due minimali”, né promettere un esonero contributivo sulla consulenza.

ATECO 2025: 96.21.00 e 96.99.94, non 96.99.99 generico

Le note ISTAT ATECO 2025 identificano 96.21.00 — Servizi di parrucchieri e barbieri per l'acconciatura e 96.99.94 — Servizi di consulenza di immagine per i servizi che valorizzano l'aspetto del cliente in termini, ad esempio, di abbigliamento, accessori, acconciatura e trucco. Il vecchio riferimento generico 96.99.99 non è quindi la prima scelta per un servizio di consulenza d'immagine specificamente identificato: occorre aggiornare la classificazione con la voce più pertinente.

Il codice 96.99.94 riguarda la consulenza: suggerire un taglio, una palette o un abbigliamento non significa automaticamente eseguire il servizio materiale di parrucchiera o estetista. Se tagli, colori o tratti i capelli, entrano in gioco i requisiti professionali e organizzativi dell'acconciatura. Viceversa, se vendi cosmetici o accessori con continuità come commerciante potresti aver bisogno di un codice commerciale specifico per i prodotti venduti. Il codice ATECO descrive ciò che fai, non sostituisce le abilitazioni eventualmente necessarie.

PrestazioneATECO 2025 da verificareElemento distintivo
Taglio, piega, acconciatura e colore capelli96.21.00Servizio professionale di acconciatura
Armocromia e consigli di styling/immagine96.99.94Consulenza sull'aspetto senza sostituire attività riservate
Vendita abituale di cosmetici a terziCodice commercio pertinente secondo i prodottiVendita di beni e adempimenti commerciali
Trattamenti estetici diversi dall'acconciaturaCodice e abilitazione specifici da verificareNon sono automaticamente compresi nel 96.21.00

Per la professione di acconciatore consulta anche la guida RF sul codice ATECO parrucchiera 2026.

Quali requisiti servono per aprire l'attività di parrucchiera?

L'attività di acconciatore è regolamentata dalla legge 174/2005, oltre che dalle disposizioni regionali e dai regolamenti locali. Servono la qualificazione professionale e gli ulteriori requisiti applicabili per svolgere direttamente l'attività. Un semplice corso di consulenza di immagine non conferisce di per sé l'abilitazione per tagliare, trattare o colorare i capelli come acconciatrice.

In base al modello operativo possono essere richiesti iscrizione al Registro imprese, eventuale Albo artigiani, pratiche tramite Comunicazione Unica, SCIA al SUAP e verifiche sui locali e sui requisiti igienico-sanitari. Lavorare a domicilio del cliente non elimina automaticamente le condizioni previste: occorre controllare modalità ammesse e norme territoriali. Per l'attività di mera consulenza di immagine, invece, non trasferire meccanicamente gli obblighi del salone senza valutarne la natura.

Il percorso amministrativo generale è approfondito in Partita IVA parrucchiera: requisiti e avvio attività. Qui ci concentriamo soprattutto sul versamento dei contributi quando le due prestazioni coesistono.

Quale gestione INPS si applica alle due attività?

Per una parrucchiera che esercita abitualmente in forma di impresa artigiana e possiede i requisiti, il riferimento ordinario è la Gestione Artigiani INPS. Se anche i servizi di consulenza d'immagine sono resi nell'ambito della stessa organizzazione d'impresa, la classificazione contributiva deve essere esaminata come insieme delle attività concretamente svolte. Non basta assegnare una Gestione Separata alla seconda attività soltanto perché nel nome compare la parola “consulenza”.

All'opposto, un'attività professionale autonoma realmente distinta, non imprenditoriale e soggetta alla Gestione Separata, può comportare obblighi aggiuntivi se ricorrono i presupposti: la circolare INPS 78/2013 spiega che il criterio della prevalenza tra attività imprenditoriali non assorbe automaticamente un rapporto autonomo che ricada nella Gestione Separata. Questo è un caso limite da approfondire, non la regola che la parrucchiera paga due gestioni per il solo fatto di offrire consulenze.

Prima della pratica descrivi al consulente e alla Camera di Commercio dove e come lavorerai, quanti ricavi prevedi da ciascuna attività, se esiste un salone e se la consulenza è effettivamente una prestazione indipendente. Per approfondire l'inquadramento di due attività, vedi due attività: quando si pagano i contributi in gestioni diverse.

INPS Artigiani 2026: minimale, contributo annuo e aliquota

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 indica per gli Artigiani un reddito minimale annuo di 18.808 euro, un contributo minimo ordinario di 4.521,36 euro per dodici mesi di iscrizione e un'aliquota ordinaria del 24% fino alla prima fascia di reddito prevista. L'importo minimo include la quota di maternità indicata dall'Istituto. Per i Commercianti gli importi e l'aliquota ordinaria differiscono: 4.611,64 euro e 24,48%. Perciò il tipo di gestione conta.

Il contributo minimo Artigiani si paga anche con reddito d'impresa sotto 18.808 euro, o eventualmente molto basso, purché vi sia l'obbligo di iscrizione e salve specifiche eccezioni. Quando il reddito d'impresa supera il minimale, si aggiunge una quota percentuale calcolata sulla parte eccedente, seguendo le fasce e le regole dell'anno. L'importo minimo non va moltiplicato nuovamente per l'aliquota: è già il risultato della contribuzione sul minimale.

Indicatore 2026ArtigianiCommercianti, solo per confronto
Minimale di reddito18.808 €18.808 €
Contributo minimo annuo ordinario4.521,36 €4.611,64 €
Minimo mensile per iscrizione inferiore all'anno376,78 €384,31 €
Aliquota ordinaria entro prima fascia24%24,48%

Come si pagano concretamente i contributi INPS della parrucchiera?

I contributi dovuti per il minimale si pagano mediante modello F24, normalmente suddivisi in quattro rate. L'INPS mette a disposizione i dati di pagamento nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti del titolare o dell'intermediario delegato. Devi controllare la posizione, il periodo assicurativo coperto, i codici della contribuzione, l'eventuale agevolazione richiesta e le scadenze applicabili prima di disporre un F24 dal conto.

Se versi anche contributi sul reddito eccedente il minimale, il meccanismo segue saldo e acconti connessi alla dichiarazione dei redditi e al quadro RR: non si tratta di aggiungere arbitrariamente una quinta rata identica alle quattro minime. L'INPS usa i redditi e le regole di competenza del periodo, perciò le scadenze e gli importi del primo anno possono differire da quelli di un'impresa già in esercizio.

Per leggere le modalità di pagamento direttamente dall'Istituto consulta Aliquote e contributi Artigiani INPS.

Le quattro scadenze del minimale INPS nel 2026

Secondo la pagina INPS dedicata agli Artigiani, per il minimale riferito al 2026 le scadenze ordinarie sono 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 17 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. Le prime due risultano già trascorse alla data dell'aggiornamento di questa guida (ottobre 2026); chi ha iniziato dopo o deve regolarizzare la posizione non deve presumere che quelle scadenze riguardino automaticamente il proprio primo F24 senza consultare il Cassetto previdenziale.

Rata minimale 2026Data INPS indicataDa verificare
1ª18 maggio 2026Decorrenza posizione e versamenti già effettuati
2ª20 agosto 2026F24 disponibile e importo dovuto
3ª17 novembre 2026Eventuale agevolazione attiva
4ª16 febbraio 2027Ultima rata del minimale riferito al 2026

Le date indicano il calendario ordinario della contribuzione minima; sono distinte dai termini di versamento delle imposte sostitutive e dagli eventuali saldo/acconti sulla parte eccedente il minimale. In caso di avvio o cessazione durante l'anno, fai riferimento ai dati della posizione reale.

Se inizio a metà anno pago l'intero minimale annuo?

Non necessariamente. La circolare INPS stabilisce per periodi inferiori all'anno solare un minimo mensile di 376,78 euro per gli Artigiani nel 2026. Per esempio, sei mesi interi di iscrizione, con le ipotesi ordinarie e senza riduzioni, corrisponderebbero indicativamente a 2.260,68 euro di minimo. La decorrenza e i criteri effettivi dell'INPS devono però essere verificati: non si può trasformare qualsiasi giorno del mese in un mese intero senza controllare la posizione.

Il fatto di aver lasciato un lavoro dipendente non autorizza a sottrarre automaticamente contributi dal minimale artigiano. E neppure un salone che fattura zero durante i primi mesi è automaticamente esonerato dai contributi fissi. La copertura previdenziale dipende dalla data d'iscrizione, dalle eventuali sospensioni giuridicamente rilevanti e dal regime agevolato quando spettante.

Se offro anche consulenze, devo pagare il minimo due volte?

Se parrucchiera e consulenza d'immagine sono parte della stessa impresa artigiana regolarmente inquadrata e si applica una sola posizione Artigiani, non si calcola per il solo numero di ATECO un secondo minimale identico. L'imponibile previdenziale dell'impresa segue le sue regole complessive, comprese le attività effettive rilevanti. Devi comunque mantenere documentazione distinta dei ricavi per qualificare correttamente le operazioni.

Se emerge, al contrario, una seconda attività professionale autonoma soggetta alla Gestione Separata, la previdenza può richiedere due obblighi differenti. Prima di scegliere come dichiarare il reddito evita risposte semplicistiche. Non c'è una libera opzione tra Artigiani e Gestione Separata in base all'importo più basso: conta la natura del lavoro e ciò che risulta dalle iscrizioni, dai contratti e dall'organizzazione.

Posso chiedere la riduzione INPS del 35% nel regime forfettario?

La legge consente agli iscritti Artigiani e Commercianti in regime forfettario, se in possesso dei requisiti, di aderire a un sistema contributivo agevolato con riduzione del 35% degli importi dovuti, secondo istruzioni e termini INPS. Non è uno sconto automatico per il solo possesso della Partita IVA. Va presentata l'adesione nelle modalità previste e verificata la posizione previdenziale. La riduzione non spetta automaticamente alla Gestione Separata, che segue altre aliquote e regole.

Applicando il 35% al minimo Artigiani ordinario 2026 di 4.521,36 euro, si ottiene un contributo teorico ridotto di circa 2.938,88 euro su dodici mesi. È un confronto aritmetico; importi di F24, mesi assicurati e arrotondamenti vanno verificati nel Cassetto INPS. La riduzione può incidere sull'accredito di mesi utili per la pensione quando l'importo versato è insufficiente a garantire la copertura piena. Approfondisci nella guida riduzione INPS 35% per forfettari.

La riduzione del 50% riservata a determinate prime iscrizioni nel 2025 non si estende automaticamente alle nuove iscrizioni del 2026: le due misure sono diverse.

Regime forfettario: quale coefficiente per parrucchiera e consulente?

Per i servizi dei codici 96.21.00 e 96.99.94, nel gruppo dei servizi alla persona considerato, il coefficiente di redditività forfettario ordinariamente di riferimento è il 67%. Il reddito forfettario si calcola applicando il coefficiente ai ricavi o compensi fiscalmente rilevanti, secondo le regole del regime. Il restante 33% rappresenta una quota teorica di costi forfettariamente riconosciuta; non significa che tutte le spese del salone vengano rimborsate o che il margine reale sia sempre del 67%.

I due servizi vanno identificati correttamente nei documenti e nella posizione fiscale, anche quando il coefficiente è uguale. Se in futuro aggiungi vendita strutturata di prodotti, potresti avere ricavi con un diverso coefficiente da applicare alla parte commerciale. Per approfondire requisiti e convenienza del regime, vedi forfettario per parrucchiera: costi e convenienza.

Esempio completo: 18.000 euro di acconciature più 12.000 di consulenze

Immagina un'attività correttamente inquadrata in Gestione Artigiani per l'intero 2026, senza altre posizioni contributive da sommare, con 18.000 euro di ricavi da acconciature e 12.000 euro da consulenza d'immagine. Assumiamo il coefficiente fiscale del 67% per entrambi i servizi e, soltanto per questa simulazione, che il reddito previdenziale d'impresa corrisponda alla base forfettaria lorda considerata.

PassaggioCalcoloImporto
Ricavi da acconciatura18.000 €18.000 €
Ricavi da consulenza12.000 €12.000 €
Totale ricavi18.000 + 12.00030.000 €
Reddito forfettario lordo30.000 × 67%20.100 €
Quota oltre minimale INPS20.100 − 18.8081.292 €
INPS su eccedenza, aliquota 24%1.292 × 24%310,08 €
Minimo Artigiani annuo ordinarioCircolare INPS 14/20264.521,36 €
Totale INPS ordinario teorico4.521,36 + 310,084.831,44 €

Il risultato è illustrativo: condizioni personali, iscrizione inferiore all'anno, eventuali agevolazioni, soglie più elevate o più posizioni possono modificarlo. Non considerare la somma come l'F24 da pagare immediatamente alla prima fattura. La contribuzione minima si versa con il proprio calendario, mentre quella eccedente segue saldo/acconti.

Come calcolo l'imposta sostitutiva al 15% o al 5%?

Nel forfettario l'imposta sostitutiva ordinaria è il 15% del reddito determinato secondo la legge, al netto dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell'anno e deducibili. Se si ha diritto all'aliquota iniziale agevolata, può applicarsi il 5% per il periodo previsto. La deduzione segue normalmente il momento del pagamento: non devi sottrarre automaticamente tutto l'INPS di competenza del 2026 se parte viene pagata nel 2027.

Nell'esempio del reddito lordo di 20.100 euro, se non è stato ancora pagato alcun contributo deducibile nell'anno considerato, l'imposta teorica sarebbe 3.015 euro al 15% o 1.005 euro al 5%, se quest'ultimo spettasse. Se invece risultassero pagati nell'anno 4.521,36 euro di contributi obbligatori deducibili pertinenti, la base diventerebbe 15.578,64 euro e l'imposta teorica al 15% sarebbe circa 2.336,80 euro, al 5% circa 778,93 euro. Sono ipotesi alternative, non importi cumulativi da versare contemporaneamente.

Ho lasciato il lavoro: posso usare il 5% per la nuova Partita IVA?

Lasciare un lavoro dipendente non basta da solo per ottenere il 5%. La disciplina delle nuove attività richiede anche la verifica di precedenti esercizi di impresa, arti o professioni, delle condizioni di prosecuzione di attività precedenti e degli altri requisiti previsti, nonché delle cause ostative al forfettario. Se, per esempio, il lavoro dipendente svolto fino a ieri riguardava già servizi di parrucchiera, devi verificare con attenzione se l'attività autonoma ne rappresenta una mera prosecuzione nei termini della legge.

Controlla anche la rilevanza fiscale di eventuali redditi dipendenti percepiti nell'anno precedente rispetto alla soglia normativa vigente per il periodo d'imposta, le possibili esclusioni e il ruolo dell'ex datore di lavoro come cliente. La questione è diversa dalla domanda previdenziale: puoi non aver diritto al 5% e avere comunque una regolare posizione INPS Artigiani. Leggi quando spetta l'aliquota al 5% o al 15%.

Saldo, acconti e quadro RR: non confondere gli F24

L'INPS versa e riscuote contributi, mentre l'imposta sostitutiva è un tributo gestito secondo il calendario fiscale. Spesso nello stesso modello F24 possono figurare tributi e contributi distinti, con codici e periodi di riferimento diversi. La dichiarazione annuale contiene il quadro LM per il regime forfettario e il quadro RR per determinare la contribuzione dovuta alle gestioni INPS interessate. L'Agenzia delle Entrate, istruzioni del quadro RR, distingue Artigiani/Commercianti dai professionisti della Gestione Separata.

I contributi minimi sono versati alle quattro scadenze INPS proprie del periodo. I contributi calcolati sulla parte eccedente, invece, possono generare saldo e acconti collegati alla dichiarazione. Il saldo e gli acconti dell'imposta sostitutiva hanno termini fiscali specifici, suscettibili di proroghe o particolarità annuali. Pianifica quindi almeno due riserve di liquidità: una per il minimale e un'altra per imposte ed eventuale eccedenza contributiva.

Quanto devo accantonare ogni mese per non trovarmi scoperta?

In assenza di agevolazioni, un intero anno di minimale Artigiani 2026 di 4.521,36 euro corrisponde a una media economica di 376,78 euro al mese: non è una rata mensile effettiva, ma un riferimento per il budget. In un primo anno con pochi clienti, il minimo può pesare anche quando l'imposta sostitutiva è relativamente bassa. Poi devi considerare eventuali contributi sulla quota eccedente il minimale, imposte, costi di locale, prodotti, utenze, attrezzature e assicurazione.

Una buona regola operativa è calcolare la liquidità libera dopo i costi veri del salone, non soltanto il reddito fiscale al 67%. Se fai consulenze presso clienti o online, tieni separati i relativi costi operativi e i tempi d'incasso. I coefficienti forfettari non eliminano affitto, consumabili e pubblicità dalla realtà economica; semplicemente non consentono, di regola, di dedurli analiticamente dal reddito forfettario.

Se lavoro da casa o a domicilio risparmio i contributi fissi?

Non automaticamente. Svolgere servizi di acconciatura in locali domestici, presso il cliente o in una struttura altrui non cambia di per sé la regola previdenziale: l'obbligo deriva dalla natura e dalle condizioni dell'attività, non soltanto dall'affitto di un salone. Le regole regionali e comunali possono inoltre porre condizioni specifiche all'esercizio dell'acconciatura a domicilio e ai locali usati. Per un'attività di sola consulenza d'immagine da remoto si deve invece ricostruire il concreto inquadramento, evitando di applicare automaticamente i requisiti del salone.

Se lavori come dipendente part-time oltre all'attività autonoma, devi esaminare la posizione assicurativa e i requisiti di eventuali esoneri secondo il tuo caso: non è una dispensa generalizzata dal minimale Artigiani. Se eri dipendente e hai cessato il rapporto, conserva la documentazione della cessazione e verifica quando parte la nuova iscrizione.

Riduzione del 35% o aliquota al 5%: sono due agevolazioni diverse

È frequente confondere la riduzione INPS 35% con l'imposta sostitutiva al 5%. La prima agisce sulla contribuzione Artigiani/Commercianti e può avere conseguenze sull'accredito pensionistico. La seconda agisce sull'imposta fiscale e richiede condizioni di nuova attività. Puoi avere diritto a una, all'altra, a entrambe o a nessuna, a seconda della situazione reale. La domanda contributiva ha modalità e tempi INPS; l'aliquota d'imposta si giustifica nella dichiarazione secondo la legge.

Per decidere, confronta due scenari: contributi ordinari più imposta al 15% e, soltanto se spettanti, contributi agevolati e/o imposta iniziale al 5%. Evita di pubblicizzare come risparmio certo la riduzione di tutti gli F24 del 40% o del 50%: le basi, i calendari e la natura degli oneri sono diversi.

Controlli prima di iniziare: documenti e azioni

  1. Definisci le prestazioni che eseguirai: acconciatura, consulenza d'immagine, eventuale vendita di prodotti.
  2. Verifica la qualifica e le autorizzazioni necessarie per l'attività di acconciatrice.
  3. Individua ATECO 96.21.00 e 96.99.94, integrando solo altri codici effettivamente necessari.
  4. Chiarisci se entrambe le attività fanno parte della stessa impresa e la corretta gestione INPS.
  5. Completa le pratiche fiscali e camerali e la SCIA/SUAP ove necessarie.
  6. Verifica data d'inizio assicurazione e disponibilità degli F24 nel Cassetto INPS.
  7. Valuta la riduzione del 35% e invia la domanda nei tempi previsti se ne ricorrono i requisiti.
  8. Registra separatamente incassi delle acconciature e delle consulenze, anche con coefficiente uguale.
  9. Prepara budget del minimale e degli eventuali contributi sull'eccedenza.
  10. Verifica quadro LM, quadro RR, saldo/acconti e deduzione dei contributi effettivamente pagati.

Domande frequenti

Parrucchiera e consulente d'immagine pagano due volte l'INPS?

Non necessariamente. Se le attività ricadono correttamente nella medesima impresa artigiana, due codici non producono da soli due minimali. Una seconda attività professionale autonoma distinta può richiedere un diverso inquadramento, da verificare caso per caso.

Il codice della consulente d'immagine è ancora 96.99.99?

Per i servizi specifici di consulenza di immagine, la classificazione ATECO 2025 prevede 96.99.94. Il generico 96.99.99 non va scelto ignorando la voce specifica già disponibile.

Se fatturo poco devo comunque versare 4.521,36 euro?

In Gestione Artigiani ordinaria il minimo riferito a dodici mesi si applica anche se il reddito è inferiore al minimale, salve condizioni particolari, durata effettiva d'iscrizione e agevolazioni spettanti.

Come ricevo gli F24 dell'INPS?

Attraverso i servizi INPS, in particolare il Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, direttamente o tramite un intermediario abilitato. Verifica sempre posizione, periodo e importi prima del versamento.

Qual è la prossima scadenza ordinaria per il minimale 2026?

Alla data di questa guida (ottobre 2026), la successiva data ordinaria indicata dall'INPS è il 17 novembre 2026, poi il 16 febbraio 2027. Per iscrizioni recenti valgono i dati effettivi della posizione.

La riduzione INPS del 35% è automatica?

No. Va richiesta secondo le istruzioni INPS, quando spettante. Non coincide con l'imposta sostitutiva del 5% e può influire sull'accredito previdenziale.

Posso fare consulenze d'immagine senza qualifica da parrucchiera?

La consulenza sull'aspetto non coincide con l'esecuzione di servizi regolamentati di acconciatura. Se effettui materialmente taglio, colore e trattamenti di acconciatura, devi possedere i requisiti prescritti per quei servizi.

Conclusione: come versare correttamente i contributi per le due attività

La risposta pratica è questa: verifica prima il corretto inquadramento previdenziale, poi versa tramite gli F24 INPS del Cassetto previdenziale. Nel caso ordinario di impresa artigiana, il 2026 prevede un minimale annuo di 4.521,36 euro per dodici mesi, quattro scadenze e una quota aggiuntiva sul reddito oltre 18.808 euro. La consulenza d'immagine si identifica specificamente con ATECO 96.99.94 e non determina per forza un secondo minimale. L'obiettivo non è semplicemente trovare l'aliquota più bassa: è aprire la posizione corretta, versare alle scadenze dovute e costruire un'attività sostenibile senza errori di contribuzione.

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