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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Contributi con due attività: Gestione Separata e Commercianti

Con una sola Partita IVA puoi svolgere due attività diverse, ma i contributi previdenziali non si calcolano sempre con una sola gestione. Se una delle attività è professionale e soggetta alla Gestione Separata INPS, mentre l’altra è un’attività d’impresa soggetta alla Gestione Commercianti, possono nascere due obblighi contributivi distinti.

Nel caso “consulenza + attività ricettiva” bisogna inoltre chiarire una cosa fondamentale: B&B, affittacamere e locazione breve non sono la stessa attività. Per gli affittacamere esiste nel 2026 una deroga specifica al minimale INPS; per un B&B imprenditoriale, invece, quella deroga non va applicata automaticamente.

Due attività non significano automaticamente una sola gestione INPS

La regola corretta è guardare alla natura delle attività.

Se svolgi:

  • una consulenza professionale senza Cassa autonoma → normalmente Gestione Separata INPS;
  • una vera attività commerciale o ricettiva d’impresa → normalmente Gestione Commercianti INPS.

In questo scenario la Gestione Separata non viene assorbita automaticamente dalla Gestione Commercianti solo perché una delle due attività produce più ricavi.

Per il quadro generale puoi consultare la guida su più codici ATECO e gestione INPS.

Il criterio dell’attività prevalente non vale sempre

Il criterio dell’attività prevalente ha un ruolo quando si confrontano più attività riconducibili alle gestioni speciali di Artigiani e Commercianti.

Non può però essere usato per dire che una professione soggetta alla Gestione Separata viene assorbita da un’attività d’impresa iscritta alla Gestione Commercianti.

La prassi INPS ha chiarito che, quando coesistono lavoro autonomo professionale e impresa commerciale, può esserci obbligo contributivo in entrambe le gestioni se ricorrono i relativi presupposti.

Consulenza: quale coefficiente e quale INPS?

Per la consulenza occorre prima individuare il codice ATECO corretto.

Non tutte le consulenze hanno lo stesso coefficiente di redditività:

  • molte attività professionali e consulenziali rientrano nel coefficiente del 78%;
  • alcune attività informatiche o tecniche rientrano invece in gruppi con coefficienti differenti, ad esempio 67%.

Se la consulenza è attività professionale senza Albo con propria Cassa, la Gestione Separata INPS è normalmente il riferimento previdenziale.

Nel 2026, secondo la circolare INPS n. 8/2026 sulla Gestione Separata, per il libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria l’aliquota è normalmente 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria può applicarsi il 24% quando ricorrono i presupposti.

Esempio consulenza con coefficiente 78%

Supponiamo:

  • 20.000 euro di compensi da consulenza;
  • coefficiente di redditività 78%;
  • aliquota Gestione Separata 26,07%.

Il reddito forfettario lordo della consulenza è:

20.000 × 78% = 15.600 euro.

La contribuzione teorica alla Gestione Separata è:

15.600 × 26,07% = 4.066,92 euro.

Questo calcolo vale solo se il codice ATECO della consulenza appartiene effettivamente al gruppo con coefficiente 78%.

B&B, affittacamere e affitti brevi: prima distingui l’attività

La vecchia risposta trattava “B&B” e “affittacamere” come se fossero previdenzialmente equivalenti. Non è corretto.

Secondo la classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT:

  • 55.20.41 identifica il bed and breakfast;
  • 55.20.42 riguarda servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze, tra cui l’affittacamere;
  • la semplice locazione breve non coincide automaticamente con una struttura ricettiva.

La classificazione fiscale va poi coordinata con la normativa regionale applicabile.

Affittacamere: nel 2026 niente minimale INPS

Per gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti esiste una regola previdenziale specifica.

La circolare INPS n. 14/2026 conferma che gli affittacamere non sono soggetti al normale minimale annuo di reddito. I contributi vengono quindi calcolati in percentuale sul reddito effettivo dell’attività, oltre alla contribuzione per maternità.

Nel 2026 l’aliquota ordinaria dei commercianti è del 24,48% fino alla prima fascia di reddito prevista.

Per il dettaglio puoi consultare la nostra guida su INPS affittacamere 2026.

Esempio affittacamere con 20.000 euro di ricavi

Supponiamo:

  • 20.000 euro di ricavi;
  • coefficiente di redditività 40%;
  • reddito forfettario lordo: 8.000 euro;
  • aliquota commercianti 2026: 24,48%.

La quota IVS teorica è:

8.000 × 24,48% = 1.958,40 euro, oltre alla contribuzione per maternità prevista.

In questo caso non si applica il normale contributo minimo annuo perché stiamo parlando di un’attività effettivamente inquadrata come affittacamere.

B&B imprenditoriale: il minimale non va escluso automaticamente

Se la seconda attività è invece un vero B&B imprenditoriale, non è corretto applicare automaticamente la deroga prevista per gli affittacamere.

Il B&B ha un proprio codice ATECO 2025, 55.20.41, ed è disciplinato anche dalle regole regionali.

Quando è esercitato come impresa e comporta l’iscrizione alla Gestione Commercianti, bisogna verificare il trattamento contributivo ordinario applicabile alla posizione. La sola somiglianza con l’affittacamere non basta per ottenere l’assenza del minimale.

Quanto pesa il minimale per un normale commerciante nel 2026

Per la generalità degli iscritti alla Gestione Commercianti, nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro.

Questo significa che, se il reddito dell’attività commerciale è inferiore al minimale e non si applica una deroga specifica, i contributi non vengono semplicemente calcolati facendo “reddito effettivo × 24,48%”.

Resta infatti dovuto il contributo minimo annuo previsto per la gestione, che nel 2026 è di circa 4.611,64 euro per il titolare ordinario, salvo agevolazioni e situazioni particolari.

Esempio: consulenza + B&B imprenditoriale

Supponiamo:

  • 20.000 euro di consulenza con coefficiente 78%;
  • 20.000 euro di ricavi da B&B imprenditoriale con coefficiente 40%.

Per la consulenza:

  • reddito forfettario: 15.600 euro;
  • Gestione Separata al 26,07%: circa 4.066,92 euro.

Per il B&B:

  • reddito forfettario: 8.000 euro;
  • Gestione Commercianti da calcolare secondo l’inquadramento effettivo;
  • se non si applica una deroga al minimale, non è corretto limitarsi a 8.000 × 24,48%.

Questo rende il risultato molto diverso da quello di un vero affittacamere.

Se il B&B è non imprenditoriale

Alcune Regioni consentono il bed and breakfast in forma non imprenditoriale entro determinati limiti.

In questo caso il problema non è “quale aliquota INPS applicare all’attività d’impresa”, ma verificare se esista effettivamente un’attività imprenditoriale con Partita IVA e iscrizione alla Gestione Commercianti.

La normativa regionale può quindi cambiare radicalmente la risposta previdenziale.

Locazione breve: ancora un caso diverso

La locazione breve di immobili non coincide automaticamente con un B&B o un affittacamere.

Se si tratta di semplice locazione senza servizi tipici dell’attività ricettiva, la qualificazione fiscale e previdenziale può essere diversa. Per questo la frase “gestione affitti brevi di B&B” va chiarita prima di calcolare qualsiasi contributo.

I contributi si calcolano sul fatturato?

No. Nel regime forfettario la base previdenziale deriva normalmente dal reddito forfettario dell’attività, determinato applicando il relativo coefficiente di redditività ai ricavi o compensi.

Per esempio:

  • consulenza 20.000 euro × 78% = 15.600 euro;
  • affittacamere 20.000 euro × 40% = 8.000 euro.

Le aliquote previdenziali vengono poi applicate alle basi pertinenti secondo la gestione di appartenenza.

Con due attività devo sommare i redditi per l’INPS?

Non in modo indistinto.

Se le due attività appartengono a gestioni previdenziali differenti, ciascuna gestione considera la base contributiva riferibile all’attività di propria competenza secondo le regole applicabili.

Non devi quindi sommare automaticamente tutto il reddito e applicare una sola aliquota.

Posso pagare sia Gestione Separata sia Commercianti?

Sì. È possibile quando eserciti contemporaneamente:

  • una vera attività professionale soggetta alla Gestione Separata;
  • una vera attività d’impresa commerciale soggetta alla Gestione Commercianti.

Il fatto che le due attività siano esercitate con una sola Partita IVA non elimina il possibile doppio obbligo previdenziale.

Riduzione del 35%: a quale parte si applica?

Il regime contributivo agevolato del 35% riguarda gli iscritti alle gestioni Artigiani e Commercianti che applicano il regime forfettario e possiedono i requisiti previsti.

Non riduce i contributi dovuti alla Gestione Separata.

Se quindi svolgi consulenza + affittacamere:

  • contributi Gestione Separata della consulenza → nessuna riduzione del 35% prevista da questa agevolazione;
  • contributi Gestione Commercianti dell’affittacamere → possibile riduzione del 35% se l’opzione è validamente esercitata e spettante.

I contributi previdenziali riducono l’imposta sostitutiva

I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili riducono il reddito forfettario prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

Per questo il calcolo corretto non è:

reddito forfettario × 5% o 15% + contributi

ma richiede di considerare la deduzione dei contributi versati secondo le regole del periodo d’imposta.

Il 5% non si calcola separatamente su ogni attività

Se possiedi i requisiti startup, l’aliquota del 5% riguarda il reddito imponibile forfettario complessivo della Partita IVA.

Non esiste un “5% della consulenza” e un diverso “5% del B&B” come due imposte autonome.

Prima si determinano i redditi forfettari delle diverse attività con i rispettivi coefficienti; poi si considerano i contributi deducibili e si applica l’imposta sostitutiva sulla base complessiva.

Esempio riepilogativo: consulenza + affittacamere

Supponiamo:

  • 20.000 euro consulenza, coefficiente 78% → 15.600 euro;
  • 20.000 euro affittacamere, coefficiente 40% → 8.000 euro;
  • reddito forfettario lordo complessivo → 23.600 euro.

Contributi teorici:

  • Gestione Separata consulenza: circa 4.066,92 euro al 26,07%;
  • Gestione Commercianti affittacamere: circa 1.958,40 euro al 24,48%, oltre maternità, senza minimale se ricorre realmente la qualifica di affittacamere.

I contributi obbligatori versati vengono poi considerati nella determinazione della base dell’imposta sostitutiva.

Esempio riepilogativo: consulenza + B&B imprenditoriale

Con gli stessi ricavi, la parte fiscale può produrre ancora 15.600 euro + 8.000 euro di reddito forfettario lordo.

La differenza è previdenziale: per il B&B non puoi applicare automaticamente l’assenza del minimale riconosciuta agli affittacamere.

Se la posizione rientra nella contribuzione ordinaria dei commercianti, il costo contributivo può essere molto più elevato rispetto al semplice 24,48% di 8.000 euro.

Cosa controllare prima di fare i conti

  • codice ATECO effettivo della consulenza;
  • coefficiente di redditività corretto della consulenza;
  • se la seconda attività è B&B, affittacamere, casa vacanze o pura locazione breve;
  • normativa regionale della struttura ricettiva;
  • forma imprenditoriale o non imprenditoriale;
  • Gestione Separata e relativo status previdenziale personale;
  • Gestione Commercianti e presenza o meno del minimale;
  • eventuale riduzione del 35%;
  • contributi effettivamente versati e deducibili.

Errori da evitare

  • considerare B&B e affittacamere la stessa cosa;
  • applicare automaticamente la deroga al minimale a ogni attività ricettiva;
  • usare sempre il coefficiente 78% per qualsiasi consulenza;
  • sommare tutti i redditi e applicare una sola aliquota INPS;
  • pensare che una sola Partita IVA significhi una sola gestione previdenziale;
  • applicare lo sconto INPS del 35% anche alla Gestione Separata;
  • calcolare l’imposta sostitutiva prima di considerare i contributi previdenziali deducibili.

Domande frequenti

Posso pagare contemporaneamente Gestione Separata e Commercianti?

Sì, se eserciti una vera attività professionale soggetta alla Gestione Separata e una distinta attività d’impresa soggetta alla Gestione Commercianti.

Il B&B non paga contributi fissi?

Non automaticamente. La deroga al minimale prevista dall’INPS riguarda espressamente gli affittacamere. Per un B&B va verificato l’inquadramento concreto.

L’affittacamere paga solo sul reddito effettivo?

Sì, quando è effettivamente inquadrato come affittacamere nella Gestione Commercianti: nel 2026 l’INPS conferma l’assenza del normale minimale annuo.

Qual è l’aliquota della Gestione Separata nel 2026?

Per il professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria è normalmente il 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria può essere il 24%.

La riduzione del 35% vale anche per la consulenza?

No. L’agevolazione contributiva del 35% riguarda Artigiani e Commercianti in forfettario, non i contributi della Gestione Separata.

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