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INPS affittacamere 2026: contributi e riduzione del 35%

Chi esercita professionalmente l’attività di affittacamere come impresa e rientra nella Gestione Commercianti INPS ha una regola previdenziale particolare: non è soggetto al minimale annuo di reddito previsto in via ordinaria per i commercianti. I contributi INPS dell’affittacamere vengono quindi calcolati in percentuale sul reddito effettivo.

Se l’attività è in regime forfettario e sono rispettati i requisiti previsti, è inoltre possibile optare per il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non sostituisce l’iscrizione previdenziale: è un’agevolazione applicabile, su richiesta, a chi rientra nella Gestione Artigiani o Commercianti e nel regime forfettario.

INPS affittacamere 2026: risposta rapida

VoceRegola 2026
Gestione previdenzialeGestione Commercianti INPS per l’attività imprenditoriale di affittacamere.
Contributi fissi sul minimaleNo: gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti sono esclusi dall’osservanza del minimale annuo.
Aliquota 202624,48% fino a 56.224 euro di reddito; 25,48% sulla quota superiore, nei limiti del massimale applicabile.
Maternità0,62 euro al mese.
Riduzione forfettario 35%Possibile su opzione se ricorrono i requisiti del regime previdenziale agevolato.

L’affittacamere deve iscriversi alla Gestione Commercianti?

Quando l’attività di affittacamere è esercitata in forma imprenditoriale, l’inquadramento previdenziale di riferimento è la Gestione Commercianti INPS. Non si tratta quindi della Gestione Separata utilizzata, in molti casi, dai professionisti senza una propria cassa previdenziale.

L’iscrizione previdenziale non nasce per ottenere lo sconto del 35%: è l’inquadramento collegato all’attività d’impresa. Solo successivamente, se si applica il regime forfettario e sono rispettate le condizioni richieste, è possibile scegliere il regime contributivo agevolato.

Se stai ancora valutando l’avvio dell’attività, nella guida su come aprire la Partita IVA per affittacamere professionale trovi gli aspetti fiscali e amministrativi da verificare separatamente dall’INPS.

La regola speciale: niente contributi fissi sul minimale

Per la maggior parte degli iscritti alla Gestione Commercianti esiste un contributo calcolato su un reddito minimale annuo. Gli affittacamere costituiscono un’eccezione espressamente indicata dall’INPS.

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 stabilisce che gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti non sono soggetti all’osservanza del minimale annuo di reddito. Sono quindi tenuti al versamento dei contributi IVS a percentuale calcolati sull’effettivo reddito, ai quali si aggiunge il contributo per maternità.

Il riferimento ufficiale è la circolare INPS n. 14/2026, che dedica uno specifico paragrafo agli affittacamere.

Quanto paga di INPS un affittacamere nel 2026?

Per il 2026 l’aliquota della Gestione Commercianti è pari al 24,48% fino alla prima fascia di reddito pensionabile, fissata a 56.224 euro. Sulla quota di reddito superiore a 56.224 euro l’aliquota aumenta di un punto e passa al 25,48%, nei limiti del massimale contributivo previsto per il singolo assicurato.

È inoltre dovuto il contributo per le prestazioni di maternità, pari a 0,62 euro al mese.

Esempio di contributi su 10.000 euro di reddito

Se il reddito rilevante ai fini previdenziali è pari a 10.000 euro, la componente IVS ordinaria, prima dell’eventuale riduzione del 35%, è:

10.000 × 24,48% = 2.448 euro

A questo importo si aggiunge la contribuzione per maternità. L’esempio serve a mostrare la differenza rispetto al commerciante soggetto al minimale: per l’affittacamere il calcolo percentuale parte dall’effettivo reddito, anche quando è inferiore al minimale ordinario della Gestione Commercianti.

Come funziona la riduzione INPS del 35%

La legge n. 190/2014 prevede, per gli imprenditori individuali in regime forfettario iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti che ne possiedono i requisiti, un regime previdenziale agevolato opzionale. La contribuzione dovuta viene ridotta del 35%.

Non è quindi sufficiente essere affittacamere per ottenere automaticamente lo sconto: occorre applicare il regime forfettario, rientrare nella gestione previdenziale interessata e avere esercitato correttamente l’opzione prevista dall’INPS.

La guida dedicata alla riduzione dei contributi INPS del 35% nel regime forfettario approfondisce requisiti, domanda, continuità dell’agevolazione e conseguenze previdenziali.

Riduzione del 35% e accredito pensionistico

La riduzione contributiva diminuisce l’importo versato, ma va valutata anche dal punto di vista pensionistico. L’INPS chiarisce che, quando la contribuzione complessivamente versata è inferiore a quella ordinariamente dovuta sul minimale, l’accredito dei mesi può essere proporzionato a quanto effettivamente versato.

Per un affittacamere, che già non applica il minimale come base obbligatoria di versamento, è quindi particolarmente importante non valutare il 35% soltanto come risparmio immediato, ma verificare anche l’effetto sulla propria posizione contributiva.

Affittacamere e locazione non imprenditoriale non sono la stessa cosa

Le regole descritte in questa guida riguardano l’attività di affittacamere esercitata in forma d’impresa. Non ogni locazione di un immobile o affitto breve comporta automaticamente lo stesso inquadramento previdenziale.

Prima di applicare le regole della Gestione Commercianti occorre quindi qualificare correttamente l’attività realmente svolta, considerando organizzazione, abitualità, servizi offerti e disciplina amministrativa applicabile. La distinzione fiscale e previdenziale va effettuata sul caso concreto.

Errori da evitare

  • Applicare automaticamente il contributo fisso dei commercianti: per gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti non vale il minimale annuo.
  • Confondere Gestione Commercianti e Gestione Separata: l’attività imprenditoriale di affittacamere segue l’inquadramento commercianti.
  • Considerare automatico lo sconto del 35%: il regime contributivo agevolato è opzionale e richiede i relativi requisiti.
  • Valutare il 35% soltanto come risparmio: la minore contribuzione può incidere sull’accredito previdenziale.
  • Usare importi di anni precedenti: aliquote e soglie previdenziali vanno controllate per l’anno di riferimento.

Domande frequenti

L’affittacamere paga i contributi fissi INPS?

No, se è iscritto alla Gestione Commercianti come affittacamere non è soggetto all’osservanza del minimale annuo. Versa la contribuzione percentuale sul reddito effettivo, oltre alla maternità.

Qual è l’aliquota INPS affittacamere nel 2026?

L’aliquota dei commercianti è il 24,48% fino a 56.224 euro; sulla quota superiore sale al 25,48%, fermo restando il massimale applicabile.

Un affittacamere forfettario può chiedere la riduzione del 35%?

Sì, se possiede i requisiti del regime previdenziale agevolato e presenta o mantiene validamente l’opzione prevista dall’INPS. La riduzione non è automatica.

Serve la Gestione Commercianti per ottenere il 35%?

Per l’attività imprenditoriale di affittacamere l’inquadramento è nella Gestione Commercianti. Il 35% è un’agevolazione previdenziale collegata agli iscritti Artigiani e Commercianti in regime forfettario che rispettano le condizioni previste.

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