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Partita IVA aprire per affittacamere professionale

Matilde da Terni – partita iva affittacamere

Quali sono i passaggi per aprire un’attività di affittacamere professionale? Dove si apre la partita IVA, quale regime fiscale si applica e quali tasse bisogna pagare?

Ciao Matilde e grazie per la tua domanda quale partita IVA aprire per affittacamere professionale. Per avviare un’attività di affittacamere in modo professionale, anche se rivolta esclusivamente a brevi soggiorni, è obbligatorio aprire la partita IVA.
E’ importante anche inquadrare correttamente l’attività dal punto di vista fiscale che previdenziale.

Nel momento in cui si attiva la partita IVA, è necessario indicare il codice ATECO appropriato, che per questo tipo di attività secondo la riclassificazione 2025 è:

  • 55.20.42 – Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze

L’affittacamere professionale è considerata un’attività imprenditoriale che richiede l’iscrizione in Camera di Commercio e comporta l’obbligo di contribuzione alla Gestione Commercianti INPS.

A differenza di altre attività commerciali, per gli affittacamere non è previsto il versamento del contributo fisso annuale INPS (che normalmente ammonta a oltre 4.500 euro). In questo caso, i contributi sono calcolati esclusivamente in percentuale sul reddito imponibile.

Regime forfettario

Se intendi adottare il regime forfettario, ecco un esempio pratico basato su un’ipotesi di 40.000 euro di ricavi annui.

  • Coefficiente di redditività: 40%
  • Reddito Imponibile: 40.000€ x 40% = 16.000€
  • Imposta sostitutiva del 15%: 16.000€ x 15% = 2.400€
  • Contributi INPS al 24,48%: 16.000€ x 24,48% = 3.916,80€
  • Totale da versare tra imposte e contributi: 2.400€ + 3.916,80€ = 6.316,80€

Nei primi cinque anni di attività, se possiedi i requisiti richiesti per le nuove iniziative, l’imposta sostitutiva può essere ridotta al 5%, portando un ulteriore vantaggio fiscale.

Non solo: dal secondo anno in poi, nel calcolo dell’imposta si potranno dedurre i contributi versati, abbassando ulteriormente la base imponibile e quindi l’importo da pagare.

Inoltre, scegliendo il regime forfettario, hai diritto a richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. Nell’esempio riportato, il versamento scenderebbe da 3.916,80€ a circa 2.545,92€.

Ricorda infine che l’iscrizione alla Camera di Commercio comporta il versamento di un diritto annuale fisso, che in media è pari a circa € 50, ma può variare leggermente in base alla sede territoriale.

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Il Regime Forfettario conviene?

Il Regime Forfettario conviene e ti permette di risparmiare su imposte e contributi previdenziali. Al posto dell’IRPEF, è prevista un imposta sostitutiva con una aliquota del 15% e se possiedi i requisiti richiesti dalla legge può addirittura ridursi al 5% per un periodo di cinque anni! Se vuoi approfondire leggi la nostra guida al regime forfettario e richiedi una consulenza gratuita e senza impegno con il form in fondo alla pagina.

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«Quali sono le principali tipologie di accertamento?
Posso aprire la partita IVA e poi richiedere la disoccupazione?»

Domande frequenti sul regime forfettario

Cosa fare per chiudere la partita IVA?
Va presentato il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.
Quali documenti servono per aprire la partita IVA?
È necessario un documento d'identità, il codice fiscale e l’indicazione dell’attività con codice ATECO.
Posso chiedere la riduzione dei contributi INPS?
Sì, se sei artigiano o commerciante puoi richiedere la riduzione al 35%.

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