Creare siti web e grafiche da dipendente: Partita IVA e forfettario
Puoi creare siti web e grafiche da dipendente aprendo una Partita IVA in regime forfettario, ma devi verificare separatamente tre aspetti: compatibilità fiscale con il reddito da lavoro dipendente, codice ATECO corretto per i servizi che vendi e contributi INPS sulla seconda attività. Essere già assunto non rende occasionale un’attività freelance svolta in modo abituale e non elimina automaticamente i contributi sulla Partita IVA.
Questa pagina è dedicata proprio al caso di chi mantiene il lavoro dipendente e avvia in parallelo un’attività di creazione siti web e grafica. Per l’inquadramento generale della professione puoi invece leggere la guida alla Partita IVA del web designer; per la scelta tra più attività digitali è già disponibile l’approfondimento sui codici ATECO per siti web, SEO e grafica.
Dipendente e Partita IVA per siti web: si può fare?
Sì, in linea generale lavoro dipendente e Partita IVA possono coesistere. Il punto non è scegliere tra le due attività, ma verificare se puoi applicare il regime forfettario e come va inquadrata la nuova attività autonoma.
Per il 2026 la soglia relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è stata mantenuta a 35.000 euro. Se nel 2025 hai superato questa soglia, il forfettario nel 2026 può essere precluso, salvo le eccezioni previste quando il rapporto di lavoro è cessato. La legge di bilancio 2026 ha infatti esteso anche al 2026 l’innalzamento da 30.000 a 35.000 euro introdotto l’anno precedente.
La soglia di 35.000 euro non è però l’unico controllo. Va verificata anche la causa ostativa relativa all’attività svolta prevalentemente verso il datore di lavoro attuale o verso soggetti riconducibili a precedenti rapporti di lavoro nei termini previsti dalla norma. Per il quadro completo rimandiamo alla guida sui requisiti e cause di esclusione dal regime forfettario.
La fonte istituzionale sulla proroga della soglia è il dossier del Senato sulla legge di bilancio 2026.
Quale codice ATECO usare per siti web e grafiche?
Il codice non va scelto in base al nome professionale che usi online, ma in base a ciò che fatturi realmente. ATECO 2025 distingue in modo netto la progettazione grafica delle pagine web dalla programmazione.
74.12.01 per grafica e progettazione visiva delle pagine web
Il codice 74.12.01 – Grafica di pagine web è coerente quando il servizio principale riguarda layout, interfaccia, UX/UI, elementi visuali, tipografia, colori e progettazione grafica delle pagine. Nel forfettario il coefficiente di redditività utilizzato per questa attività è normalmente del 78%.
62.10.00 per programmazione e sviluppo tecnico
Il codice 62.10.00 – Attività di programmazione informatica comprende, secondo le note ufficiali ATECO 2025, anche progettazione della struttura e dei contenuti, scrittura del codice, modifica, test e manutenzione di software, applicazioni e pagine web. È quindi il riferimento da valutare quando il servizio venduto è soprattutto sviluppo tecnico. Nel forfettario il coefficiente associato all’area informatica è normalmente del 67%.
La classificazione vigente è quella ATECO 2025 dell’Istat, adottata operativamente dal 1° aprile 2025. L’aggiornamento 2026 non ha modificato struttura e descrizioni dei codici.
Se fai entrambe le attività puoi avere più codici
Se vendi stabilmente sia progettazione grafica sia programmazione, puoi avere un codice prevalente e un codice secondario. Non serve moltiplicare i codici per ogni competenza utilizzata occasionalmente: la distinzione è utile quando le prestazioni sono realmente autonome e producono compensi propri.
Questo punto è importante anche nel forfettario perché i due codici possono avere coefficienti differenti. I compensi della grafica non vanno automaticamente trattati con il coefficiente della programmazione e viceversa. La guida sui codici ATECO per più servizi digitali approfondisce i casi misti senza duplicarli qui.
Gestione Separata INPS se sei già dipendente
Per un web designer o sviluppatore che lavora come libero professionista senza cassa previdenziale autonoma, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. L’INPS indica espressamente che devono iscriversi i liberi professionisti titolari di Partita IVA privi di una propria cassa professionale.
Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Separata per il professionista non coperto da altra previdenza obbligatoria è del 26,07%. Se invece sei già assicurato obbligatoriamente come lavoratore dipendente, per la libera professione si applica normalmente l’aliquota del 24%. La contribuzione non scompare quindi per il solo fatto di avere una busta paga: cambia l’aliquota applicabile alla seconda attività.
È una differenza importante rispetto al vecchio articolo, che collegava automaticamente alcuni codici alla Gestione Artigiani. Il codice ATECO da solo non decide l’inquadramento previdenziale: conta anche se l’attività è esercitata come libera professione personale oppure con caratteristiche effettive d’impresa/artigianato. Se il tuo caso esce dal modello del freelance individuale, va verificata separatamente anche l’eventuale iscrizione al Registro Imprese e alla gestione previdenziale corretta.
Le aliquote 2026 sono riportate nella comunicazione INPS sulla Gestione Separata 2026. Per il calcolo e le scadenze puoi usare anche la nostra guida alla Gestione Separata INPS nel forfettario.
Esempio: dipendente che incassa 10.000 euro dalla grafica web
Supponiamo che un lavoratore dipendente apra la Partita IVA per svolgere principalmente grafica di pagine web con ATECO 74.12.01 e incassi 10.000 euro nell’anno. Con coefficiente del 78%, il reddito forfettario prima dei contributi è pari a 7.800 euro.
Se sulla seconda attività si applica la Gestione Separata al 24% perché il professionista è già coperto dalla previdenza obbligatoria del lavoro dipendente, il contributo teorico è circa 1.872 euro. Dopo la deduzione dei contributi obbligatori, la base dell’imposta sostitutiva dell’esempio è circa 5.928 euro.
Su questa base l’imposta sarebbe circa 889 euro con aliquota al 15%, oppure circa 296 euro al 5% se sono rispettate tutte le condizioni per l’aliquota agevolata. L’esempio serve a mostrare il meccanismo: nella situazione reale vanno considerati data dei versamenti, eventuali altri redditi autonomi e requisiti effettivi del contribuente.
Il 5% spetta anche se sei già dipendente?
Il fatto di essere dipendente non esclude automaticamente l’aliquota al 5%, ma il 5% non dipende soltanto dal fatto che la Partita IVA sia nuova. Va verificato, tra l’altro, che la nuova attività non costituisca mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoro dipendente o autonomo, salvo le eccezioni previste.
Se, per esempio, continui a fare per lo stesso datore esattamente il lavoro di sviluppo web che svolgevi come dipendente e la Partita IVA rappresenta di fatto la prosecuzione di quel rapporto, la verifica diventa particolarmente delicata. Lo stesso vale per la causa ostativa del forfettario quando l’attività viene svolta prevalentemente verso il datore o ex datore nei casi previsti.
Per i requisiti specifici consulta la guida all’imposta sostitutiva del 5% o 15%. Se svolgi soprattutto programmazione e vuoi approfondire il caso del secondo lavoro, è utile anche l’articolo sullo sviluppatore web dipendente.
Come aprire la Partita IVA se lavori come freelance
Se l’attività viene svolta personalmente come libera professione, senza struttura organizzata d’impresa, l’apertura è normalmente più semplice rispetto a una ditta individuale commerciale: si comunica l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate, si indicano i codici ATECO corretti e si effettua l’iscrizione previdenziale prevista.
- descrivi con precisione i servizi che venderai;
- stabilisci quale attività sarà prevalente tra grafica e programmazione;
- aggiungi un secondo ATECO solo se svolgi davvero entrambe le attività in modo autonomo e abituale;
- verifica il limite dei redditi da lavoro dipendente e le altre cause ostative;
- presenta l’apertura della Partita IVA con il modello previsto per le persone fisiche;
- iscriviti alla Gestione Separata se l’attività è professionale e non hai una cassa di categoria;
- attiva la fatturazione elettronica e verifica gli eventuali adempimenti per clienti o fornitori esteri.
Quando serve maggiore cautela
Il caso è meno lineare quando non vendi soltanto prestazioni professionali ma organizzi una vera attività d’impresa: ad esempio impieghi stabilmente personale, produci e rivendi beni o servizi con un’organizzazione autonoma, gestisci attività commerciali aggiuntive o assumi caratteristiche tipiche dell’impresa artigiana. In queste situazioni non conviene dedurre la previdenza dal solo codice ATECO.
Allo stesso modo, se la maggior parte dei compensi arriva dal tuo datore di lavoro, se il reddito da lavoro dipendente è vicino alla soglia del forfettario o se vuoi applicare il 5%, è opportuno verificare le condizioni prima di emettere le prime fatture.
Checklist per chi vuole iniziare senza lasciare il lavoro
- reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente verificato;
- controllo della soglia di 35.000 euro applicabile nel 2026;
- assenza di cause ostative con datore o ex datore;
- ATECO coerente con grafica, programmazione o entrambe;
- coefficiente di redditività corretto per ciascuna attività;
- Gestione Separata impostata con l’aliquota coerente con l’altra copertura previdenziale;
- requisiti del 5% verificati separatamente;
- fatturazione elettronica e adempimenti estero configurati prima di iniziare.
In questo modo la Partita IVA per siti web e grafiche resta un’attività distinta e correttamente gestita accanto al lavoro dipendente, senza confondere la scelta del codice ATECO con il regime previdenziale o con i requisiti del forfettario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.