Sviluppatore web dipendente: forfettario al 5% o 15% e INPS
Se sei già dipendente come sviluppatore web e vuoi aprire una Partita IVA per svolgere attività freelance, devi separare tre questioni: puoi usare il regime forfettario?, puoi applicare l’imposta al 5% oppure al 15% e quale gestione INPS si applica davvero. Il fatto di usare il codice ATECO 62.10.00 non significa automaticamente essere artigiano né dover pagare contributi fissi.
Sviluppatore web dipendente: puoi usare il regime forfettario?
Il lavoro dipendente non impedisce, da solo, di aprire una Partita IVA in forfettario. Nel 2026 va però verificato il reddito da lavoro dipendente e assimilato percepito nell’anno precedente: la soglia è stata confermata a 35.000 euro. Se il rapporto di lavoro è cessato, la regola va valutata secondo le eccezioni previste dalla normativa.
Esiste poi una causa ostativa distinta: il forfettario non può essere utilizzato quando l’attività autonoma è svolta prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale, di un datore dei due periodi d’imposta precedenti o di soggetti a questi riconducibili. Per questo non basta sapere che sei dipendente: occorre capire chi saranno i clienti della Partita IVA.
Per il quadro generale puoi vedere i nostri requisiti e cause di esclusione del regime forfettario.
Imposta al 5% o al 15% se fai lo stesso lavoro da dipendente?
L’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni richiede, tra le altre condizioni, che la nuova attività non costituisca una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo. Non è corretto però trasformare questa regola in un automatismo del tipo “stesso settore = sempre 15%”.
Per uno sviluppatore web già dipendente bisogna valutare la continuità sostanziale: tipo di prestazioni, clienti, organizzazione, mercato servito e modalità con cui nasce la nuova attività. Se la Partita IVA replica di fatto il precedente rapporto di lavoro, il 5% può essere precluso. Se invece nasce un’attività realmente nuova e autonoma, la valutazione può essere diversa.
Questo tema è diverso dalla regola sull’ex datore di lavoro. Abbiamo approfondito la distinzione nella guida su forfettario dopo lavoro dipendente ed ex datore.
Codice ATECO 62.10.00 per sviluppo web
Con ATECO 2025 il codice 62.10.00 – Attività di programmazione informatica comprende lo sviluppo di software e applicazioni, la modifica, il test e la manutenzione, oltre alla realizzazione di pagine web. Per un’attività di sviluppo front end, programmazione WordPress o sviluppo web su commissione è quindi uno dei codici da verificare in base alle prestazioni effettivamente svolte.
Nel regime forfettario le attività riconducibili a questo gruppo utilizzano normalmente un coefficiente di redditività del 67%. Per una panoramica professionale più ampia puoi leggere la guida alla Partita IVA per sviluppatore software.
Gestione Separata o contributi fissi Artigiani?
Il codice ATECO, da solo, non decide l’inquadramento previdenziale. Se svolgi personalmente attività professionale di programmazione e sviluppo per clienti, senza un’organizzazione imprenditoriale che faccia assumere all’attività natura d’impresa, l’inquadramento da verificare è normalmente quello del libero professionista senza cassa, con iscrizione alla Gestione Separata INPS.
Nel 2026, per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, l’aliquota è pari al 24% se il soggetto è già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria, come accade normalmente al lavoratore dipendente. Per chi non ha altra copertura previdenziale obbligatoria l’aliquota ordinaria complessiva è 26,07%.
La situazione cambia se l’attività è organizzata come vera impresa e ricorrono i presupposti per l’iscrizione al Registro Imprese e alla Gestione Artigiani o Commercianti. In quel caso possono esistere contributi minimi anche con reddito basso o nullo. Non è quindi corretto affermare che ogni sviluppatore con ATECO 62.10.00 debba automaticamente iscriversi come artigiano.
Se fatturi zero, quali costi restano?
Se sei correttamente inquadrato come professionista in Gestione Separata e nell’anno non incassi nulla, non hai un reddito professionale su cui calcolare né l’imposta sostitutiva né i contributi percentuali della Gestione Separata. In questo caso non esiste il contributo fisso annuale tipico di Artigiani e Commercianti.
Possono comunque rimanere costi non fiscali: commercialista o software, PEC o altri servizi utilizzati per l’attività. Se invece il tuo inquadramento è d’impresa, il quadro cambia. Per questo caso specifico abbiamo una guida dedicata a fatturato zero e contributi INPS fissi.
Come si calcolano tasse e contributi dello sviluppatore web
Nel forfettario il calcolo non parte dalle spese effettivamente sostenute. Si applica il coefficiente di redditività ai compensi incassati. Se, per esempio, incassi 20.000 euro e il coefficiente è 67%, il reddito forfettario prima dei contributi è 13.400 euro.
- Compensi incassati: 20.000 euro
- Reddito forfettario: 20.000 × 67% = 13.400 euro
- Contributi previdenziali obbligatori: calcolati secondo l’inquadramento INPS applicabile
- Base dell’imposta sostitutiva: reddito forfettario meno contributi previdenziali obbligatori deducibili
- Imposta sostitutiva: 5% oppure 15%, in base ai requisiti effettivi
Per questo motivo non è corretto calcolare semplicemente il 5% o il 15% sul 67% dei ricavi senza prima considerare i contributi obbligatori deducibili.
Domande frequenti
Se sono sviluppatore web dipendente posso aprire Partita IVA?
Sì, in linea generale. Vanno però verificati contratto di lavoro, eventuali obblighi di fedeltà o non concorrenza, soglia del reddito dipendente e cause ostative specifiche del forfettario.
Se svolgo lo stesso lavoro posso avere il 5%?
Non esiste una risposta automatica basata sul solo nome dell’attività. Occorre verificare se la nuova Partita IVA costituisce una mera prosecuzione sostanziale dell’attività precedente. Se lo è, il requisito per il 5% non è soddisfatto.
Con ATECO 62.10.00 pago sempre contributi fissi?
No. L’ATECO identifica l’attività economica, ma l’inquadramento previdenziale dipende da come l’attività è concretamente esercitata. Un professionista può rientrare nella Gestione Separata, che non prevede un contributo fisso minimo sul reddito professionale zero.
Fonti ufficiali
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