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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Vendere modellismo online: Partita IVA, ATECO 47.64.00 e INPS

Puoi aprire un e-commerce di articoli di modellismo anche se sei già lavoratore dipendente, ma prima dell’avvio vanno verificati quattro punti: compatibilità con il rapporto di lavoro, accesso al regime forfettario, codice ATECO corretto e obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Con ATECO 2025, se l’attività principale consiste nella vendita al dettaglio di modellini, kit, giochi e giocattoli, il riferimento da valutare è 47.64.00 – Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli. La vendita via Internet non ha più un codice ATECO autonomo: conta soprattutto il tipo di prodotto venduto.

Il vecchio inquadramento 47.78.22 “articoli di artigianato” non è quindi una risposta corretta per un normale negozio di modellismo. Inoltre, essere dipendente full-time non produce da solo un esonero automatico dall’INPS Commercianti: l’iscrizione va valutata sulla partecipazione personale abituale e prevalente nell’impresa.

Quale codice ATECO usare per vendere modellismo online

La classificazione ATECO 2025 ha cambiato un aspetto importante per l’e-commerce. L’Istat chiarisce che il commercio al dettaglio viene classificato in base alla tipologia di beni venduti e non al canale di vendita: negozio fisico, sito Internet, marketplace o altre modalità non determinano più, da soli, un diverso codice.

Per un’attività il cui assortimento principale è composto da modellini, kit di montaggio, giocattoli, trenini, modelli radiocomandati e prodotti assimilabili, il codice da valutare è 47.64.00 – Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli. La struttura ATECO 2025 colloca infatti in questa classe il commercio al dettaglio di giochi e giocattoli, indipendentemente dal fatto che la vendita avvenga online.

Fonte ufficiale: Istat – ATECO 2025 e aggiornamenti.

Attenzione all’assortimento reale

47.64.00 è un riferimento coerente quando il cuore dell’attività è il modellismo riconducibile a giochi e giocattoli. Se invece il negozio vende soprattutto altri beni — per esempio prodotti da collezione di natura diversa, materiali artistici, elettronica, libri o articoli appartenenti ad altre categorie — può essere necessario scegliere un codice diverso oppure aggiungere attività secondarie. Il codice ATECO va quindi deciso sul catalogo effettivo e non sul solo nome “negozio di modellismo”.

Per approfondire questa regola puoi leggere anche la guida sul codice ATECO per e-commerce.

Dipendente a tempo indeterminato: puoi aprire l’e-commerce?

Se sei un dipendente privato, in linea generale puoi avere contemporaneamente un lavoro subordinato e una Partita IVA commerciale. Devi però controllare eventuali clausole di esclusiva, non concorrenza o conflitto di interessi previste dal contratto e verificare che la nuova attività non sia in concorrenza con il datore di lavoro.

Se invece sei un dipendente pubblico, la valutazione è diversa. La disciplina delle incompatibilità del pubblico impiego può impedire l’esercizio abituale di attività commerciali, soprattutto per i rapporti a tempo pieno o con part-time superiore al 50%. Prima di aprire un negozio online è quindi necessario verificare il proprio rapporto di lavoro e le eventuali autorizzazioni o incompatibilità applicabili.

Riferimento normativo: articolo 53 del D.Lgs. 165/2001.

Regime forfettario e lavoro dipendente: il limite da controllare

Avere un lavoro dipendente non impedisce automaticamente di applicare il regime forfettario. Nel 2026, però, va controllato anche il reddito da lavoro dipendente e assimilato percepito nell’anno precedente: la soglia che può precludere l’accesso al forfettario è stata elevata a 35.000 euro. La causa ostativa non opera quando il rapporto di lavoro è cessato nei casi previsti dalla disciplina.

La soglia è stata confermata per il 2026 dalla legge di bilancio. Per il quadro completo, inclusi gli altri requisiti e le cause di esclusione, consulta la nostra guida su dipendente con e-commerce, forfettario e INPS.

Coefficiente di redditività: per il commercio è normalmente il 40%

Per le attività commerciali rientranti nei gruppi previsti dal regime forfettario, il coefficiente di redditività è normalmente pari al 40%. Significa che, su 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è 12.000 euro: il restante 60% viene riconosciuto forfettariamente come componente di costo, senza dover documentare le singole spese ai fini del calcolo del reddito.

Questo non significa però che il forfettario sia sempre il regime più conveniente per un negozio di modellismo. Un e-commerce che compra molta merce, sostiene costi elevati di magazzino, spedizione, marketplace, pubblicità e pagamenti può avere margini reali più bassi del 40%. Nel forfettario i costi effettivi non si deducono analiticamente e l’IVA sugli acquisti, in linea generale, non si detrae come nel regime ordinario.

Prima di scegliere il regime fiscale conviene quindi confrontare il margine reale dell’attività con quello presunto. La guida generale sul regime forfettario per e-commerce approfondisce proprio questo confronto.

INPS Commercianti: il dipendente è esonerato?

Non esiste una regola corretta del tipo “dipendente full-time = niente INPS” e “dipendente part-time = INPS sempre dovuta”. L’INPS collega l’iscrizione alla Gestione Commercianti anche alla partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere abituale e prevalente. Perciò bisogna verificare concretamente come viene gestito il negozio online.

Un rapporto di lavoro full-time è un elemento importante nella valutazione, perché può incidere sulla prevalenza dell’attività commerciale, ma non va trasformato in un esonero automatico. Se gestisci personalmente e con continuità acquisti, catalogo, ordini, clienti, spedizioni e attività del negozio, i presupposti previdenziali vanno esaminati prima dell’apertura.

Quanto costa l’INPS Commercianti nel 2026

Se l’iscrizione alla Gestione Commercianti è dovuta, per il 2026 l’INPS ha fissato un reddito minimale di 18.808 euro e un’aliquota complessiva del 24,48% per i commercianti, oltre al contributo maternità di 0,62 euro mensili. Il contributo sul minimale è quindi di circa 4.611,64 euro annui; oltre il minimale si applica la contribuzione percentuale prevista sul reddito eccedente, entro i massimali.

Fonte ufficiale: INPS – contributi artigiani e commercianti 2026.

Quando ne ricorrono i requisiti, chi applica il regime forfettario e risulta iscritto alla Gestione Commercianti può valutare anche il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. È una scelta distinta dalla verifica iniziale sull’obbligo di iscrizione.

Camera di Commercio, Partita IVA e SCIA per il negozio online

La vendita abituale e organizzata di articoli di modellismo online è attività d’impresa. L’avvio dell’impresa individuale avviene normalmente tramite Comunicazione Unica, che consente di coordinare apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, adempimenti previdenziali e, quando prevista, la SCIA destinata al SUAP.

Il Registro Imprese indica inoltre PEC e firma digitale tra gli strumenti necessari per la pratica telematica. Per la vendita online va poi verificata la SCIA e-commerce presso il SUAP competente, insieme agli eventuali requisiti locali o settoriali.

Fonte ufficiale: Registro Imprese – avvio dell’impresa individuale. Sul sito trovi anche la guida pratica alla SCIA per e-commerce.

Quali costi devi mettere in conto

Non esiste un unico “costo per aprire un e-commerce di modellismo”. Le voci da considerare dipendono dal Comune, dal volume del catalogo e dal modo in cui organizzi l’attività. In pratica conviene distinguere almeno:

  • diritto annuale e costi camerali collegati all’impresa;
  • eventuali diritti SUAP per la SCIA, che possono variare territorialmente;
  • PEC e firma digitale;
  • eventuali contributi INPS Commercianti, se l’iscrizione è dovuta;
  • software o assistenza contabile;
  • piattaforma e-commerce, dominio, hosting e sistemi di pagamento;
  • commissioni di marketplace e gateway di pagamento;
  • acquisto iniziale e rinnovo dello stock;
  • imballaggi, spedizioni, resi e assicurazione delle merci;
  • pubblicità, comparatori e acquisizione clienti.

Per un commercio con margini ridotti è proprio il peso dello stock e dei costi commerciali a rendere importante il confronto tra forfettario e regime ordinario.

Esempio: dipendente privato che apre un negozio di modellismo

Immaginiamo un dipendente privato a tempo indeterminato che vuole vendere online principalmente kit di modellismo, trenini e modelli radiocomandati. Il percorso corretto non è partire dal vecchio codice “e-commerce” o da un generico codice per articoli di artigianato. Prima verifica il catalogo e, se coerente, valuta ATECO 47.64.00; poi controlla il reddito da lavoro dipendente per il forfettario, eventuali clausole contrattuali, la posizione INPS in base all’attività realmente svolta e infine presenta le pratiche d’impresa e la SCIA necessaria.

Solo dopo questi controlli ha senso scegliere il regime fiscale. Se l’attività acquista merce per 20.000 euro e realizza ricavi per 30.000, per esempio, il margine effettivo e i costi non recuperabili possono rendere il confronto con l’ordinario molto più importante rispetto a un’attività commerciale con margini elevati.

Domande frequenti

Serve Partita IVA per vendere modellismo online?

Se la vendita è svolta in modo abituale e organizzato come vero negozio online, sì: si tratta di attività d’impresa e va aperta la posizione fiscale e camerale corretta.

Il codice ATECO è ancora 47.91.10 perché vendo su Internet?

No come regola generale. Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio è classificato principalmente in base ai prodotti venduti, non al canale online. Per il modellismo riconducibile a giochi e giocattoli va valutato 47.64.00.

Se sono dipendente full-time non pago INPS Commercianti?

Non è corretto considerarlo un esonero automatico. Occorre verificare i requisiti previdenziali dell’attività commerciale, in particolare la partecipazione personale abituale e prevalente.

Il forfettario è sempre la scelta migliore per il modellismo?

No. Il coefficiente commerciale del 40% può essere conveniente, ma un negozio con elevati costi di acquisto della merce, commissioni e spedizioni deve confrontare il margine reale con quello presunto dal forfettario.

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