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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Agente monomandatario in forfettario: tasse e contributi 2026

La domanda di Federica

Federica da Reggio Calabria: sto per aprire una Partita IVA come agente di commercio monomandatario, con ricavi stimati di circa 36.000 euro. Posso aderire al regime forfettario e quali tasse e contributi dovrei considerare?

Un agente monomandatario può aderire al regime forfettario?

Ciao Federica. Sì, essere agente di commercio monomandatario non impedisce di per sé l'accesso al regime forfettario. Devi però rispettare tutti i requisiti e non rientrare in una delle cause di esclusione previste dalla normativa.

Il limite ordinario di ricavi e compensi del regime è pari a 85.000 € euro. Con 36.000 euro di ricavi stimati sei quindi sotto questo limite, ma il solo dato del fatturato non basta per stabilire definitivamente l'accesso al regime.

Per controllare tutte le condizioni puoi consultare la guida sui requisiti e le cause di esclusione dal regime forfettario.

Il monomandato è una causa di esclusione?

No. Il fatto di lavorare come monomandatario significa che, nell'ambito dell'attività di agenzia, hai assunto contrattualmente l'impegno a operare per un solo preponente. Questo aspetto riguarda il rapporto di agenzia e non costituisce automaticamente una causa ostativa al forfettario.

La Fondazione ENASARCO precisa che il monomandatario non può intrattenere altri rapporti di agenzia con ulteriori preponenti, anche se non concorrenti. Puoi approfondire il tema nella guida ufficiale ENASARCO sul conferimento del mandato.

Attenzione se la mandante era anche il tuo datore di lavoro

Una verifica specifica è necessaria se l'attività viene esercitata prevalentemente nei confronti di un soggetto che è o è stato tuo datore di lavoro nei periodi d'imposta rilevanti previsti dalla disciplina del forfettario, oppure nei confronti di soggetti a esso riconducibili.

Quindi non è il monomandato in sé a creare il problema: bisogna verificare la natura del rapporto con la preponente e la tua situazione precedente.

Come si calcola il reddito forfettario dell'agente?

Per le attività di intermediazione commerciale il coefficiente di redditività è del 62%%.

Con 36.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi:

22.320,00 €.

Da questo reddito vengono poi dedotti i contributi previdenziali obbligatori rilevanti secondo le regole fiscali e il principio di cassa, prima di determinare la base dell'imposta sostitutiva.

Per il procedimento completo puoi consultare la guida sul calcolo delle tasse dell'agente di commercio.

Quanto paga di INPS un agente con 36.000 euro di ricavi?

L'agente individuale deve considerare la Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 il minimale di reddito è pari a 18.808 € euro e l'aliquota ordinaria dei commercianti è del 24,48%%.

VoceSimulazione
Ricavi annui36.000,00 €
Reddito al 62%%22.320,00 €
Contributo INPS sul minimale4.611,64 €
Reddito oltre il minimale3.512,00 €
Contributi INPS sulla parte eccedente859,74 €
INPS complessivo indicativo5.471,38 €

La simulazione utilizza le aliquote ordinarie e non considera l'eventuale riduzione contributiva del 35% prevista, a determinate condizioni, per gli artigiani e commercianti in regime forfettario.

I valori 2026 sono indicati nella Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.

Quanto incide ENASARCO per un monomandatario?

INPS non è l'unico contributo da considerare. Per il rapporto di agenzia entra in gioco anche ENASARCO, che non sostituisce la Gestione Commercianti INPS.

L'aliquota ENASARCO ordinaria è del 17%% complessivo ed è ripartita in parti uguali tra agente e impresa preponente.

Nel 2026, per un agente monomandatario, il minimale contributivo annuo è di 1.026,00 € euro e il massimale provvigionale è di 45.717,00 € euro.

Se ipotizziamo che tutti i 36.000 euro siano provvigioni soggette alla contribuzione ordinaria ENASARCO, l'importo complessivo teorico al 17%% è di 6.120,00 €, di cui la metà, pari a 3.060,00 €, è a carico dell'agente.

La Fondazione pubblica annualmente i valori aggiornati: puoi verificarli nella pagina ufficiale sui minimali e massimali ENASARCO 2026.

Per tutti i dettagli previdenziali rimandiamo alla guida sui contributi INPS ed ENASARCO dell'agente di commercio.

Imposta sostitutiva al 15% o al 5%?

L'imposta sostitutiva ordinaria del regime forfettario è pari al 15%%.

Può scendere al 5%% per i primi cinque periodi d'imposta solo quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività. Il 5% quindi non è automatico per chi apre una nuova Partita IVA.

L'Agenzia delle Entrate conferma inoltre che nel quadro LM i contributi previdenziali e assistenziali relativi all'attività svolta nel forfettario devono essere considerati nella determinazione del reddito secondo le regole previste. Le istruzioni aggiornate sono disponibili nella pagina ufficiale dedicata al quadro LM.

Nel forfettario si aggiunge l'IVA ai 36.000 euro?

Nel regime forfettario, in via ordinaria, non addebiti l'IVA in fattura. Per questo la previsione “36.000 euro più IVA” va riletta in funzione del regime che applicherai e degli accordi economici con la mandante.

Se i 36.000 euro rappresentano invece il valore delle provvigioni che prevedi di maturare, è quel dato economico che deve essere utilizzato come base di partenza per la simulazione, verificando poi le regole fiscali applicabili.

La risposta per Federica

Quindi, Federica, un agente monomandatario può adottare il regime forfettario se possiede tutti i requisiti previsti dalla legge. Il monomandato, da solo, non impedisce l'accesso.

Con 36.000 euro di ricavi dovrai però considerare separatamente reddito forfettario, Gestione Commercianti INPS, ENASARCO e imposta sostitutiva. Eviterei quindi di utilizzare un unico numero come “tasse totali” senza includere correttamente tutte queste componenti.

Per il quadro generale puoi consultare anche la guida sulla Partita IVA dell'agente di commercio.

Domande frequenti

Un agente monomandatario può essere in regime forfettario?

Sì. Il monomandato non costituisce di per sé una causa di esclusione dal regime forfettario. Occorre però verificare tutti i requisiti di accesso e le cause ostative previste dalla normativa.

Un agente monomandatario paga sia INPS sia ENASARCO?

Sì, per l'agente individuale occorre normalmente considerare la Gestione Commercianti INPS e la contribuzione ENASARCO collegata al rapporto di agenzia. ENASARCO non sostituisce l'INPS.

L'agente monomandatario può applicare l'imposta sostitutiva al 5%?

Può applicarla soltanto se rispetta tutte le condizioni previste per l'aliquota agevolata delle nuove attività. L'apertura di una nuova Partita IVA, da sola, non rende automatico il 5%.

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