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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Costi Partita IVA per vendere online e offline: il caso delle borse artigianali

Se produci borse in stoffa o pelle e vuoi iniziare a venderle sia online sia offline, quali costi devi considerare per aprire la Partita IVA? In questo caso non basta guardare al solo costo di apertura: vanno messi a budget INPS, Camera di Commercio, eventuali pratiche locali, attrezzature, materiali e costi di vendita. Per una vera attività di produzione di borse il riferimento ATECO 2025 è normalmente 15.12.00 – Fabbricazione di articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria di qualsiasi materiale: l’inquadramento è quindi manifatturiero/artigiano, non quello del semplice commerciante che compra e rivende merce.

Questo cambia sia il coefficiente del regime forfettario sia i contributi INPS. Nel 2026, per un artigiano, il contributo minimo annuo è pari a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria è del 24%; il 24,48% riguarda invece i commercianti. Prima di aprire conviene quindi distinguere bene produzione propria, eventuale rivendita di prodotti acquistati da terzi e canali di vendita.

Quanto costa partire: le voci principali

Non esiste un unico “costo della Partita IVA”. L’apertura della posizione fiscale presso l’Agenzia delle Entrate non è la voce più pesante: per un’attività artigiana incidono soprattutto previdenza, Camera di Commercio, eventuali pratiche locali, attrezzature e costi commerciali.

VoceCosa considerare
Partita IVAL’apertura in sé non genera un’imposta di ingresso
Registro Imprese / Albo ArtigianiDiritti e adempimenti camerali da verificare presso la CCIAA competente
INPS ArtigianiMinimo 2026 di 4.521,36 euro annui, salvo riduzioni o casi particolari
Imposta sostitutiva5% o 15% sul reddito forfettario dopo la deduzione dei contributi previdenziali versati
Laboratorio e produzioneMacchine, utensili, materiali, imballaggi, sicurezza e assicurazioni
Vendita onlineSito, marketplace, commissioni, pagamenti, spedizioni e resi
Vendita offlineMercatini, fiere, eventuale locale, POS e costi di esposizione

ATECO 15.12.00 per borse e pelletteria

La classificazione ATECO 2025 di ISTAT include nel codice 15.12.00 la fabbricazione di valigie, borse, zaini, pelletteria e selleria in pelle o in altri materiali quando viene utilizzata la stessa tecnologia produttiva.

Per chi realizza direttamente le borse questo è il punto di partenza più naturale. Se invece acquisti prodotti finiti da terzi per rivenderli, oppure affianchi una seconda attività con caratteristiche diverse, va verificato se occorre aggiungere un ulteriore codice ATECO e come ripartire i ricavi. La guida su Partita IVA per prodotti artigianali in pelle approfondisce l’inquadramento della produzione.

Nel forfettario il coefficiente non è il 40%

Il vecchio errore da evitare è trattare automaticamente chi vende online come commerciante. Nel regime forfettario il coefficiente dipende dall’attività esercitata, non dal fatto che la vendita avvenga su un sito o a un mercatino.

Per le attività manifatturiere del gruppo in cui rientra la produzione di borse, nel sistema transitorio collegato ad ATECO 2025 continua a essere utilizzato il coefficiente riferito alla corrispondente attività ATECO 2007. Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce infatti che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti, si continua a usare l’Allegato 4 della legge 190/2014 sulla base della corrispondenza con ATECO 2007. Per questa attività il coefficiente di redditività è normalmente 67%.

Con 30.000 euro di ricavi, ad esempio, il reddito forfettario iniziale è 20.100 euro. Non significa che i costi reali siano 9.900 euro: il coefficiente sostituisce la deduzione analitica delle spese. Se materiali, pelle, tessuti, minuteria, macchinari, commissioni e spedizioni assorbono una quota molto elevata dei ricavi, la convenienza del forfettario va verificata con una simulazione reale.

INPS Artigiani 2026: il costo fisso più importante

Per il 2026 l’INPS ha fissato al 24% l’aliquota per gli artigiani. Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro, comprensivo del contributo di maternità.

Questo costo va considerato anche quando il primo anno gli incassi sono bassi: la Gestione Artigiani prevede contributi sul minimale. Sulla parte di reddito eccedente 18.808 euro si applica poi la contribuzione percentuale prevista. Il valore di 4.611,64 euro e l’aliquota del 24,48% sono invece riferiti alla Gestione Commercianti e non vanno usati automaticamente per chi produce direttamente le borse.

Riduzione INPS del 35% nel regime forfettario

Chi applica il regime forfettario e rientra nella Gestione Artigiani può richiedere, quando ne ricorrono le condizioni, il regime previdenziale agevolato che riduce i contributi del 35%. La riduzione non va confusa con uno sconto automatico collegato alla sola apertura della Partita IVA.

Prima di richiederla è utile valutare anche l’effetto sull’accredito contributivo. La procedura e le conseguenze sono spiegate nella guida alla riduzione INPS del 35% nel forfettario.

Vendere i propri prodotti non è la stessa cosa che fare commercio

Un’artigiana che produce le proprie borse e le vende direttamente non diventa automaticamente commerciante solo perché usa un sito, Instagram, Etsy o un banco a una fiera. Produzione propria e rivendita di merce acquistata da terzi sono attività diverse.

Il MIMIT ha pubblicato chiarimenti specifici sulla vendita via web dei prodotti propri da parte dell’artigiano e, in un altro caso, sull’e-commerce di prodotti artigianali di propria creazione. Questo non elimina la necessità di verificare con SUAP e Camera di Commercio la configurazione concreta dell’attività, ma evita di classificare tutta la vendita online come semplice commercio.

Vendita online: quali costi aggiungere al budget

Il canale online introduce costi che non risultano dal calcolo fiscale del forfettario. Devi stimare almeno dominio e piattaforma, eventuale sviluppo del sito, commissioni marketplace, commissioni di pagamento, imballaggi, spedizioni, resi, pubblicità e assistenza clienti.

Se vendi su marketplace, il bonifico che ricevi non coincide necessariamente con il ricavo fiscale: la piattaforma può trattenere commissioni, pubblicità, logistica e rimborsi prima del payout. Per confrontare questi costi con quelli di un normale e-commerce puoi usare anche la guida sui costi reali della Partita IVA per vendere online, che resta focalizzata sul commercio elettronico in generale.

Vendita offline: mercatini, fiere e negozio non sono equivalenti

Vendere qualche volta a un mercatino, partecipare stabilmente a fiere e aprire un punto vendita sono scenari diversi. Cambiano autorizzazioni, costi e organizzazione. Prima di programmare la vendita offline verifica le regole del Comune e dell’organizzatore dell’evento, oltre all’eventuale utilizzo di suolo pubblico e agli adempimenti per l’esercizio in sede fissa.

Se alla produzione propria aggiungi una vera attività di acquisto e rivendita di prodotti di terzi, va inoltre verificato l’inquadramento previdenziale e camerale complessivo. La guida artigiano o commerciante spiega come distinguere i due ruoli nei casi misti.

Esempio: 30.000 euro di ricavi da borse artigianali

Ipotizziamo 30.000 euro di ricavi annui, tutti derivanti dalla produzione e vendita di borse proprie, con coefficiente del 67%.

  • ricavi: 30.000 euro;
  • reddito forfettario lordo: 20.100 euro;
  • contributi INPS Artigiani: da calcolare partendo dal minimale 2026 e dalla quota eccedente;
  • i contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili dal reddito forfettario secondo le regole applicabili;
  • sul reddito residuo si applica l’imposta sostitutiva del 5% oppure del 15%, in base ai requisiti.

A parte vanno considerati i costi reali dell’attività: materiali, macchinari, marketplace, spedizioni, fiere e pubblicità. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti singolarmente. Per questo una percentuale fiscale favorevole non garantisce da sola un buon margine economico.

Quando il 5% è possibile

L’imposta sostitutiva ordinaria del forfettario è del 15%. Può scendere al 5% nell’anno di inizio dell’attività e nei quattro successivi se sono rispettati i requisiti per la nuova attività. Non basta che sia la prima volta in cui vendi online: bisogna verificare anche le attività esercitate nei tre anni precedenti e l’eventuale prosecuzione di un lavoro già svolto.

Prima dell’apertura controlla quindi anche le cause di esclusione dal regime forfettario e i requisiti specifici per l’aliquota ridotta.

Quanto capitale serve davvero per iniziare

Per un’attività artigiana il budget iniziale dovrebbe separare costi fiscali/previdenziali da costi produttivi. Un laboratorio domestico ammesso dalle regole locali può avere un investimento molto diverso da un laboratorio dedicato; allo stesso modo, vendere attraverso un marketplace riduce alcuni costi tecnici ma introduce commissioni ricorrenti.

Una stima prudente deve includere almeno dodici mesi di contributi previdenziali, diritto camerale, consulenza, materiali, attrezzature, confezioni, spedizioni, commissioni e un margine per resi o prodotti invenduti. La domanda utile non è soltanto “quanto costa aprire la Partita IVA?”, ma quanti pezzi devo vendere per coprire i costi fissi e variabili senza erodere il margine?

Checklist prima di aprire

  • definisci se produci soltanto borse proprie o rivendi anche prodotti acquistati da terzi;
  • verifica ATECO 15.12.00 e gli eventuali codici secondari;
  • controlla iscrizione Registro Imprese e Albo Artigiani;
  • verifica INPS Artigiani e l’eventuale riduzione contributiva del 35%;
  • controlla con il SUAP eventuali pratiche per laboratorio e vendita;
  • stima separatamente costi di produzione, online e offline;
  • verifica requisiti del forfettario e dell’imposta al 5%;
  • definisci come documentare vendite, incassi, resi e commissioni dei marketplace.

Errori da evitare

  • usare il coefficiente del 40% solo perché la vendita avviene online;
  • applicare i contributi dei commercianti a un’attività produttiva artigiana;
  • confondere produzione propria e rivendita di merce di terzi;
  • calcolare il guadagno partendo dal payout netto del marketplace;
  • ignorare i contributi minimi INPS nel primo anno;
  • considerare automaticamente il 5% come aliquota di ogni nuova Partita IVA;
  • aprire il canale online o offline senza verificare prima gli adempimenti locali.

Domande frequenti

Se vendo solo le borse che produco sono commerciante?

Non automaticamente. La vendita dei propri prodotti è collegata all’attività artigiana; la rivendita abituale di merce acquistata da terzi richiede invece una verifica distinta.

Se vendo sia online sia ai mercatini devo avere due Partite IVA?

No, normalmente una stessa impresa utilizza un’unica Partita IVA. Vanno però comunicati correttamente attività, sedi e adempimenti necessari per i diversi canali.

Posso dedurre pelle, tessuti e commissioni marketplace nel forfettario?

Non analiticamente. Nel regime forfettario il reddito viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi; restano deducibili i contributi previdenziali obbligatori nei limiti previsti.

Con pochi incassi pago comunque INPS?

La Gestione Artigiani prevede contribuzione sul minimale. Per periodi inferiori all’anno e per eventuali agevolazioni il calcolo va verificato sulla posizione concreta.

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